Un’alternativa è possibile al piano negoziato fra Alexis Tsipras e i creditori a Bruxelles

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13/07/2015 di Eric Touissant (1)

Il 5 luglio, con l’esito del referendum indetto dal governodi Alexis Tsipras e dal parlamento ellenico, il popolo greco ha rigettato in massa la prosecuzione delle politica di austerità che la Troika voleva imporre. Una splendida vittoria della democrazia.

Nonostante ciò, se messo il pratica, l’accordo siglato nella mattina di lunedì 13 luglio, significherà la prosecuzione dell’austeritànel quadro di un nuovo accordo pluriennale. Questo è in totale contraddizione con il risultato del referendum.

Le proposte includono l’abbandono di una serie molto importante di impegni presi da Syriza durante la campagna elettorale che le ha permesso di ottenere una vittoria dalla portata storica il 25 gennaio 2015. Syriza si è impegnata davanti a popolo greco e sarebbe tragico se non rispettasse le promesse, soprattutto dopo che popolo ha garantito un appoggio molto chiaro sia il 25 gennaio che il 5 luglio.

Le concessioni fatte ai creditori dal governo greco si basano sulle pensioni, con una nuova diminuzione del loro valore (dopo che Syriza si era impegnata a ristabilire le 13me per le pensioni di importo inferiore a 700€ al mese) e un allungamento dell’età pensionabile, i salari che resteranno compressi, i contratti di lavoro che saranno precarizzati, l’aumento delle imposte indirette comprese quelle sui redditi bassi, la prosecuzione e accelerazione delle privatizzazioni, l’accumulo di nuovo debito per pagare il pregresso, il trasferimento di valori greci in un indipendente, l’abbandono di elementi importanti del diritto all’autodeterminazione, la limitazione del,potere legislativo a favore di quello dei creditori…….

Contrariamente a coloro che affermano che in cambio di queste concessioni nefaste la Grecia otterrà tre anni di tregua e potrà rilanciare in maniera importante la propria economia, la realtà dimostrerà che mantenendo compressa la domanda interna e la spesa pubblica sarà impossibile ottenere l’avanzo primario annunciato nel piano.

Le conseguenze nefaste sono inevitabili: entro qualche mese o, al più tardi, all’inizio del prossimo anno, i creditori attaccheranno le autorità greche per non aver rispettato il piano in termini di eccedenza primaria di budget ed avanzeranno nuove richieste. Non ci saràpiù alcuna tregua per il popolo ed il governo greci. I creditori minacceranno di non versare le somme previste dal piano se non saranno adottate nuove misure di austerità e le autorità greche stanno presenell’ingranaggio delle continue concessioni. |2|.

La Commissione per la Verità sul Debito Pubblico, istituita dal Presidente del Parlamento greco, ha stabilito, nel suo rapporto preliminare, reso pubblico il 17 e 18 giugno 2015, che il debito reclamato dagli attuali creditori deve essere considerato illegittimo, illegale ed odioso. La Commissione ha anche dimostrato che il pagamento del debito è insostenibile. Sulla base di argomenti fondatisul diritto internazionale e il diritto interno, il governo greco può sospendere in maniera sovrana (unilateralmente) il pagamento finché l’auditsul debito non sia portato a termine. Una tale sospensione del pagamento sarebbe possibile. Dopo il febbraio 2015, la Grecia ha rimborsato 7 miliardi di euro ai creditori senza che questi versassero i 7,2 miliardi che erano previsti nel quadro programmato fino a giungo 2015. Altre somme avrebbero dovuto essere versate alla Grecia: l’interesse sui titoli greci percepiti dalla BCE, il denaro previsto dalla ricapitalizzazione delle banche ecc… Se la Grecia sospendesse il pagamento del debito nei confronti dei creditori internazionali, potrebbe risparmiare quasi 12 miliardi di euro, cioè quanto dovrebbe rimborsare entro fine anno senza pagare i 7,2 miliardi previsti nel programma che si è concluso il 30 giugno 2015. Altri importi avrebbero dovuto essere pagati alla Grecia e non lo sono stati: gli interessi ricevuti dalla BCE sui titoli greci, l’equilibrio previsto per la ricapitalizzazione delle banche, etc. Se la Grecia sospendesse il pagamento del debito ai creditori internazionali, risparmierebbe i circa 12 miliardi che deve ripagare entro la fine del 2015. (3)| Con la sospensione del pagamento del debito, le autorità greche avrebbero portato i creditori a fare concessioni. Una drastica riduzione del debito si potrebbe ottenere attraverso la sua negoziazione o con misure di ripudio.

E ‘possibile rimanere nella zona euro assumendo in modo sovrano una serie di misure di autodifesa e spingendo la ripresa economica.

Ognuno potrebbe fare la constatazione che è impossibile convincere con la semplice trattativa la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e i governi neoliberali al potere in altri paesi europei spingendoli ad adottare misure che rispettino i diritti dei cittadini greci e quelli del popolo in generale. Il referendum il 5 luglio non li ha convinti. Invece, violando i diritti democratici fondamentali, hanno radicalizzato le loro richieste. In assenza di misure sovrane di forte autodifesa, le autorità e il popolo greco non saranno in grado di porre fine alle violazioni dei diritti fondamentali perpetrati su richiesta dei creditori. Una serie di misure dovrebbe essere presa a livello dell’UE per ripristinare la giustizia sociale e la vera democrazia. Tecnicamente non è difficile da prendere ma si deve ricordare che, nell’ambito di relazioni politiche che prevalgono tra i poteri nell’Unione europea, i paesi con un governo progressista non possono sperare di essere ascoltati né sostenuti dalla Commissione europea, dalla BCE, dal MES (meccanismo europeo di stabilità). Al contrario istituzioni come il Fondo monetario internazionale e i governi neoliberisti in atto in altri paesi stanno contrastando attivamente l’esperienza in corso in Grecia per dimostrare a tutti i cittadini europei che non c’è alternativa al modello neoliberista. Tuttavia forti misure da parte delle autorità greche sarebbero in grado di fornire loro concessioni reali o semplicemente costringerli a prendere atto delle decisioni sovrane prese. È inoltre indispensabile stabilire una strategia alternativa per la creazione di massicce mobilitazioni popolari in Grecia e in altri paesi europei. Le autorità greche potevano contare su di essi per evitare i tentativi di isolamento, con la certezza di poter organizzare tutte le forze contrarie, e cambiare a favore della giustizia sociale. A sua volta, un tale governo greco sarebbe in grado di rafforzare la mobilitazione popolare e la fiducia nella propria forza ai cittadini mobilitati.

Oltre alla sospensione del pagamento del debito illegittimo, illegale, ripugnante e inaccettabile, ecco alcune proposte da sottoporre al dibattito democratico sulla situazione di emergenza, perché sono in grado di aiutare la Grecia a recuperare.

1. Le autorità greche sono di gran lunga il principale azionista delle maggiori banche greche (che rappresentano oltre l’80% del mercato bancario greco) e devono pertanto esercitare pienamente il controllo delle banche, al fine di proteggere i risparmi dei cittadini e aumentare il credito interno per sostenere i consumi. In primo luogo dovrebbero imporre gli effetti della partecipazione di maggioranza dello Stato nelle banche, dando loro uno status di impresa pubblica. Lo Stato dovrebbe organizzare un fallimento pilotato di queste banche e garantire la tutela dei piccoli azionisti e dei risparmiatori. Questo al fine di ripulire le banche dai costi per interessi versati al patrimonio complessivo dei grandi azionisti privati, perché sono quelli che hanno causato la crisi e poi abusato del sostegno pubblico. Verrebbe creata una bad bank per isolare gli asset tossici in vista di una liquidazione fallimentare. Dobbiamo una volta per tutte far pagare i responsabili della crisi del sistema bancario, pulire a fondo il settore finanziario e porsi al servizio del popolo e dell’economia reale.

2. Le autorità greche devono requisire la banca centrale. Alla sua testa è ora Yannis Stournaras (collocato in quella posizione dal governo di Antonis Samaras), che mette tutte le sue energie per evitare le modifiche richieste dalla popolazione. Si tratta di un cavallo di Troia che serve gli interessi delle grandi banche private e delle autorità europee neoliberiste. La banca centrale della Grecia dovrebbe servire gli interessi della popolazione greca.

3. Le autorità greche hanno anche l’opportunità di creare una moneta elettronica (denominata in euro) per uso interno del paese. I governi potrebbero aumentare le pensioni e gli stipendi nel settore pubblico, il pagamento per gli aiuti sociali alle persone con la creazione di una moneta elettronica del credito che potrebbe essere utilizzata per i pagamenti multipli: bolletta della luce, acqua, pagamento dei trasporti, pagamento delle tasse, acquisti di beni alimentari e di base nei negozi, etc. Contrariamente a un pregiudizio infondato anche le imprese private farebbero bene ad accettare volontariamente il pagamento elettronico in quanto consentirebbe loro sia di vendere prodotti che di effettuare pagamenti dovuti allo stato (il pagamento delle imposte e dei vari servizi pubblici che usano). La creazione di questa moneta elettronica supplementare ridurrebbe le necessità di contante nel paese. Le operazioni in questa moneta elettronica potrebbero essere fatte a mezzo dei telefoni cellulari, come già fanno in Ecuador.

Il governo potrebbe anche emettere titoli di Stato sotto forma di carta di IOU (I Owe You), di importo pari alle banconote correnti in Euro: 10 €, 20 € … per far fronte alla carenza di denaro in circolazione. Hanno un vantaggio rispetto alla dracma perché lasciano la porta aperta ai negoziati e consentono alla Grecia di rimanere formalmente nella zona euro.

4.Deve essere mantenuto il controllo del movimento dei capitali così come quello dei prezzi al consumo.

5. L’agenzia per le privatizzazioni deve essere chiusa e deve essere sostituita da una struttura pubblica di National Assets Management (con cessazione immediata delle privatizzazioni) incaricata di proteggere i beni pubblici, e gestire i ricavi della loro gestione pubblica.

6. Nuove misure devono essere adottate nell’interesse della giustizia fiscale al fine di rafforzare notevolmente quelle già adottate, in particolare decidendo di tassare pesantemente il 10% più ricco (e, in particolare, il più ricco 1%), sia nel reddito che nei loro patrimoni. Allo stesso modo, è necessario aumentare significativamente l’imposta sugli utili delle grandi aziende private e porre fine alle esenzioni fiscali agli armatori . Dovrebbe anche essere tassata più pesantemente la Chiesa ortodossa che ha pagato solo un paio di milioni di euro di imposte nel 2014.

7. Ci dovrà essere una radicale riduzione delle imposte sui redditi bassi e i piccoli beni, da cui trarrebbe beneficio la maggioranza della popolazione. Le imposte sui beni e i servizi essenziali dovrebbero scendere drasticamente. Una serie di servizi di base deve essere gratuita (elettricità e acqua limitate ad un certo consumo, trasporti pubblici, ecc.). Queste misure di giustizia sociale porteranno al rilancio dei consumi.

8. La lotta contro la frode fiscale deve essere intensificata con la costituzione di grandi deterrenti contro l’evasione fiscale. Possono essere così recuperate grandi somme.

9. A livello statale deve essere realizzata la creazione di occupazione per ricostruire i servizi pubblici devastati da anni di austerità (ad esempio, sanità e istruzione) e per gettare le basi per la necessaria transizione ecologica.

10. Il sostegno al settore pubblico deve essere accompagnato da misure di sostegno attivo alla piccola iniziativa privata che svolge oggi in Grecia un ruolo fondamentale attraverso le microimprese sociali.

11. Deve essere attuata una politica di creazione di debito pubblico interno mediante l’emissione di titoli del debito pubblico entro i confini nazionali. Infatti, lo Stato deve utilizzare il debito pubblico per migliorare le condizioni di vita della popolazione, ad esempio effettuando opere pubbliche. Alcuni di questi lavori possono essere finanziati anche attraverso il bilancio corrente, decidendo poiticamente di destinare una parte delle entrate statali a quelli, ma il debito pubblico può renderne possibili altri più grandi. Ad esempio per passare dal “tutto automobile” ad uno sviluppo massivo del trasporto pubblico , sviluppare l’utilizzo di energie rinnovabili rispettose dell’ambiente, creare o riaprire ferrovie di vicinanza in tutto il paese a partire dal territorio urbano e semi-urbano, oppure ancora rinnovare, risanare o costruire edifici pubblici e alloggi sociali riducendo il consumo di energia e dotandoli di servizi di servizi di qualità. Permetterebbe inoltre di finanziare il vasto piano di creazione di posti di lavoro proposto sopra.

Dobbiamo definire con urgenza una politica trasparente del debito pubblico. La proposta che avanziamo è: 1. la destinazione del debito pubblico dovrebbe garantire un miglioramento delle condizioni di vita, rompendo con la logica della distruzione ambientale; 2. l’uso del debito pubblico deve contribuire a una volontà di ridistribuzione dela ricchezza per ridurre le disuguaglianze. Ecco perché noi proponiamo che le istituzioni finanziarie, le grandi aziende private e i titolari di grandi patrimoni siano vincolati con mezzi legali all”acquisto, per un importo proporzionale alla loro ricchezza e al reddito, di titoli di stato ad un tasso di interesse dello 0% e non indicizzati all’inflazione. Il resto della popolazione potrà acquisire volontariamente titoli di Stato in grado di garantire un ritorno reale (ad esempio 3%), superiore a quello dell’inflazione. Quindi, se l’inflazione annua è del 2%, il tasso d’interesse effettivamente pagato dallo Stato per l’anno corrispondente sarà il 5%. Tale misura di discriminazione positiva (simili a quelle adottate per la lotta contro l’oppressione razziale negli Stati Uniti, la casta o disuguaglianze di genere indiane) permetterà di muoversi verso una maggiore giustizia fiscale ed una distribuzione della ricchezza meno diseguale.
Infine, le autorità greche dovrebbero garantire la prosecuzione dei lavori del comitato per il controllo e le altre commissioni di lavoro sui memorandum e i danni di guerra.

Altre azioni, discusse con urgenza e decise democraticamente, possono naturalmente integrare questo primo dispositivo di emergenza che si può riassumere con i seguenti cinque pilastri:
– Assunzione del controllo da parte dello Stato delle banche e creazione di una parte della moneta.
– La lotta contro l’evasione fiscale e l’istituzione di una riforma fiscale che possa portare allo Stato le risorse necessarie per l’attuazione della sua politica.
– La protezione della proprietà pubblica da mettere a servizio di tutta la comunità.
– La riabilitazione e lo sviluppo dei servizi pubblici.
– Il supporto alla iniziativa privata di vicinato.

E ‘anche importante impegnare la Grecia in un nuovo processo costituente con la partecipazione attiva dei cittadini, per consentire un cambiamento democratico strutturale. Per realizzare questo processo costituente dobbiamo convocare una consultazione tramite suffragio universale che porti all’elezione di un’assemblea costituente per redigere una nuova costituzione. Una volta che il progetto sarà approvato dall’ assemblea costituente, che opererà ricevendo i “cahiers de dolèances” e le proposte delle persone, sarà sottoposto al voto popolare per l’approvazione definitiva

Le misure di cui sopra, soprattutto la socializzazione delle banche, sono anche adatte In caso di esclusione dall’euro causata dai creditori o uscita volontaria dalla zona euro (Grexit), come fu la nazionalizzazione del sistema bancario durante il periodo della Liberazione in Francia . Queste misure dovrebbero essere accompagnate da una importante riforma monetaria redistributiva e possono ispirarsi alla riforma monetaria effettuata dopo la seconda guerra mondiale da parte del governo belga. Questa riforma mira a realizzare un prelievo particolare sui redditi di coloro che si sono arricchiti sulle spalle degli altri. Il principio è semplice: quando si cambia la valuta, non si garantisce la parità automatica tra la vecchia e la nuova valuta (un vecchio euro contro una nuova-dracma per esempio) ma si pone un certo limite .

Oltre questo limite, l’importo eccedente deve essere collocato in un fondo vincolato, e giustificato e autenticato in origine. In linea di principio, il superamento del limite globale compporta un tasso di cambio meno favorevole (per esempio, due vecchi euro contro una nuova dracma); in caso di provenienza delittuosa provata, la somma può essere incamerata. Tale riforma monetaria è in grado di distribuire una parte della ricchezza in modo più socialmente equo. Un altro obiettivo della riforma è quello di ridurre il denaro in circolazione, al fine di lottare contro le tendenze inflazionistiche. Per essere efficaci, dobbiamo abbiamo stabilito uno stretto controllo sui movimenti di capitali e sul cambio.

Ecco un esempio (naturalmente, i tassi indicati possono essere modificati dopo studio della distribuzione del risparmio in liquidità delle famiglie e adozione di criteri rigorosi):

1 € sarebbe scambiato contro 1 nuova dracma (N.D) fino a 200.000 €
1 € = 0.7 N. D. tra 200.000 e 500.000 €
1 € = 0,4 N. D. tra 500.000 e 1.000.000 €
1 € = 0,2 N. D. sopra 1.000.000 €

Se una casa è stata valutata € 200.000, in cambio ottiene 200.000 ND
Se vale 400.000 €, ottiene 200.000 + 140.000 = 340.000 ND
Se vale 800.000 €, ottiene 200.000 + 210.000 + 120.000 = 530.000 ND
Se vale 2 milioni, si ottiene 200.000 + 210.000 + 200.000 + 200.000 = 810.000 ND

Una vera e propria logica alternativa può essere attivata. E la Grecia può finalmente smettere di essere sotto il controllo dei suoi creditori. I popoli d’Europa potrebbero trovare la speranza nel cambiamento a favore della giustizia.

Eric Toussaint. (1)
Pubblicato sul sito web CADTM.
http://cadtm.org/Une-alternative-est-possible-au

Note:

| 1 | Eric Toussaint, dottore in Scienze Politiche presso l’Università di Liegi e Parigi VIII, è portavoce del CADTM (Comitato per l’annullamento del debito del terzo mondo) internazionale. E’ coordinatore scientifico della Commissione per la verità sul debito pubblico istituita dal Presidente del Parlamento greco nell’aprile 2015.

| 2 | L’autore ringrazia Stavros Tombazos, Munevar Daniel Patrick Saurin, Michel Husson e Damien Millet per i loro consigli nella stesura di questo documento. L’autore assume comunque la piena responsabilità per il contenuto di questo testo.

| 3 | € 6640000000 e 5250000000 €, rispettivamente, saranno versati alla BCE e al FMI entro il 31 dicembre 2015. Fonte: Wall Street Journal
http: //graphics.wsj. com / grecia-debito-timeline /

Libera traduzione a cura di Simonetta Astigiano, Pino Romano, Simone Lorenzoni

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