TUTTA UN’ALTRA PUGLIA. Chi siamo, cosa vogliamo – PROGRAMMA

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“Che cos’è la politica? Il senso della libertà”
Hannah Arendt

laltrapuglia.it/

Chi siamo

Siamo donne e uomini, giovani e meno giovani, che non si rassegnano allo stato di cose presente, né alla propaganda mediatica che vuol far credere la crisi “oggettiva” e inevitabile. Siamo convinti che dalla crisi si possa, e si debba, uscire solo ribaltandone i pilastri. Restituire dignità e sostanza alle pensioni e agli stipendi sudati e meritati, non certo ai “boiardi di stato”. Tutelare dignità e diritti di lavoratori e lavoratrici, disoccupati e precari, per sottrarli al grande “serbatoio” del bisogno e del ricatto.

Siamo donne e uomini convinti che lo stato sociale e le conquiste di tante lotte siano i migliori antidoti alla crisi, all’austerità e alla povertà. Veleni mortali che, al contrario, si alimentano di licenziamenti facili, distruzione della scuola e della sanità pubblica, il massacro sistematico di università, ricerca, cultura e agricoltura.

Siamo donne e uomini fermamente convinti che il governo Renzi, con l’aiuto della destra, in obbedienza alla Confindustria, ai poteri forti e alle banche europee, rappresenti l’esecutore perfetto delle politiche che hanno voluto e costruito questa crisi economica, ambientale e sociale. Di fatto senza opposizione, quello che non riuscì a Berlusconi lo sta facendo il Partito Democratico. È questo il succo anche della “sagra” di Emiliano – renziano fra i renziani – al di là delle sue furbesche giravolte a destra, al centro e a “sinistra”, per ritornare ancora a destra.

Molti di noi avevano contribuito con grande passione ed entusiasmo alla prima fioritura di ‘primavera‘ pugliese. Passione ed entusiasmo successivamente traditi dal governo Vendola, che già da tempo ha scelto di soffocare quella primavera, esaurendo i processi di cambiamento che quella mobilitazione aveva innescato. Fatti salvi alcuni “impulsi” ad associazioni giovanili e culturali, al di là di scintillanti iniziative musicali e cinematografiche – il “brand” di cui ha parlato Vendola nella conferenza stampa – è sotto i nostri occhi una realtà economica e sociale desolante. Le scuole cadono a pezzi, l’Ilva continua a inquinare, le discariche crescono, le vertenze lavorative si moltiplicano, i grandi interessi di carbone, gas e petrolio continuano ad assediarci, l’agricoltura è in via di disseccamento, la sanità pubblica è fuori controllo. I CIE non sono scomparsi, il popolo migrante è abbandonato a se stesso o alle cure del volontariato, tanto a quello coraggioso e appassionato, quanto a quello criminale. Oggi la Regione Puglia è terra di disoccupazione, di precarietà, di povertà, di solitudine per anziani e giovani. Questa non è la “Puglia migliore” che quella primavera aveva provato a costruire.

Siamo donne e uomini che non si fermeranno mai davanti alle fortificazioni erette dal potere. La politica si è barricata nei palazzi, depredando le casse della Regione con indecenti vitalizi e liquidazioni tra i più alti d’Italia e d’Europa, assicurandosi una rielezione agevole con l’innalzamento dello sbarramento all’8% e l’esclusione delle donne, al fine di perpetrare ancora una casta maschile e autoreferenziale. Tra la destra in frantumi, quella attratta da Emiliano e l’ex centrosinistra, la formazione delle liste elettorali si sta rivelando una misera operazione di mercato, un mero investimento finanziario. Allearsi con Emiliano significa essere complici di un padrone che si diverte anche a concedere una futura opposizione a qualche falce e martello puramente decorativa

Noi stiamo da un’ALTRA parte

Stiamo con la Costituzione italiana, con i precari e le precarie, nella difesa e nel rilancio della scuola pubblica, della sanità pubblica e dell’acqua pubblica, una grande promessa mai mantenuta.

Stiamo con il popolo greco e con la sua dignità. Stiamo con le persone, contro il potere delle banche, ad Atene come a Madrid, a Bruxelles come a Roma e a Bari. Perché è ormai evidente come le politiche europee abbiano una evidente ricaduta su quelle regionali e, dunque, sulle materiali condizioni di vita delle persone. Anche in Puglia.

Abbiamo proposto “a chi non ci sta” di unirci per un’alternativa vera, sociale e culturale, a sinistra, ma abbiamo riscontrato difese di orticelli identitari o una chiusura ciecamente obbediente al depositario nazionale del marchio.

Manifesto_ridottoPerché Riccardo candidato presidente

Riccardo Rossi, è stato tra i più appassionati animatori del percorso che ha portato alla nascita de L’Altra Europa con Tsipras e, successivamente, all’elezione di Eleonora Forenza al Parlamento europeo. È consigliere comunale di Brindisi per la lista Brindisi bene comune, di cui fu candidato sindaco nel 2012 in contrapposizione al sindaco Consales. Riccardo è ricercatore dell’Enea, è stato referente provinciale del movimento Acqua Bene Comune, impegnato nella battaglia contro le centrali a Carbone ed in tantissime battaglie sui diritti civili, del lavoro e in difesa dell’ambiente e della salute. Riccardo Rossi rappresenta una perfetta sintesi di impegno civico e battaglia politica, anche istituzionale, contro il sistema di potere economico, finanziario e politico che Pd e Forza Italia incarnano allo stesso modo.

L’Altra Puglia è quella delle donne e degli uomini che pensano sia giunto il momento di riprendersi lo spazio della politica, squarciare silenzi, ribaltare tavoli, riscrivere storie.

L’Altra Puglia è un percorso aperto, senza azionisti di maggioranza o proprietari.

L’Altra Puglia è il telaio che intreccia le esperienze di chi r-Esiste nel suo impegno, giorno dopo giorno, fuori dalle stanze dei bottoni.

L’Altra Puglia è la voglia di praticare un diverso modello di economia e di convivenza, ritagliato sulle persone e sostenibile per il nostro territorio.

L’Altra Puglia è il racconto di esperienze, battaglie, pratiche virtuose che possono diventare realtà di tutti.

 

Noi siamo L’ALTRA PUGLIA e vi proponiamo un programma per passare dai BISOGNI ai DIRITTI.

10 Diritti in Programma

Volantino_fronte

  1. Diritto al lavoro
  • lotta alla disoccupazione, alla precarietà e alle politiche di rigore
  • reddito di cittadinanza
  • piano straordinario del lavoro
  • lotta alle delocalizzazioni e sostegno alle vertenze
  • promozione di distretti di economia solidale
  • revisione della liberalizzazioni delle aperture e degli orari dei centri commerciali
  • tutela e promozione di attività ad alto valore tecnologico, di attività produttive locali, agricole e artigianali
  • riqualificazione del sistema della formazione professionale per la costruzione di competenze coerenti con la visione strategica di innovazione e di sviluppo sostenibile.

 

  1. Diritto alla salute
  • difesa e rilancio della sanità pubblica
  • case della salute, assistenza territoriale e domiciliare agli/alle anziani/e e ai soggetti in difficoltà
  • abbattimento liste di attesa e ticket
  • garanzia della continuità terapeutica e dell’accesso ai servizi
  • potenziamento della prevenzione e dei servizi per la salute mentale
  • piena attuazione della legge 194
  • promozione della cultura della salute e di sani stili di vita
  • riqualificazione ecosostenibile della rete sanitaria.

 

  1. Diritto alla salvaguardia dell’ambiente e salute , del paesaggio, della natura
  • sospensione e revoca delle autorizzazioni petrolifere e pericolose per l’ecosistema
  • ferma opposizione allo Sblocca Italia: contrari alla TAP, al progetto Tempa Rossa ed inceneritori , centrali a carbone .
  • piano per la riconversione ecologica dei modelli di sviluppo, per superare i disastri dell’acciaio e del carbone a Taranto e Brindisi.
  • contrasto al Piano Silletti sull’emergenza Xylella , SI a Nuovi studi scientifici e buone pratiche agricole NO ad eradicazioni di ulivi e uso di pesticidi e fitofarmaci.
  • coinvolgimento delle popolazioni sulle scelte riguardanti l’utilizzo del suolo e delle acque
  • sostegno alla produzione di energia pulita nelle aree urbane, contro la distruzione del paesaggio rurale e dell’economia agricola
  • salvaguardia del paesaggio e promozione delle produzioni agricole locali
  • messa in sicurezza del territorio e investimenti contro il dissesto idrogeologico
  • nuovo piano regionale dei rifiuti, no all’incenerimento sia in inceneritori che in cementifici e centrali termoelettriche a carbone, promozione della raccolta porta a porta, riuso e riciclo nell’ottica di rifiuti zero
  • bonifica dei siti inquinati e rispetto della vocazione naturale dei territori: mai più scambio fra salute e lavoro!

 

  1. Diritto all’abitare
  • consumo zero di suolo
  • censimento, recupero, riqualificazione e riutilizzo a scopo abitativo, sociale e culturale del patrimonio pubblico e delle aree dismesse
  • ricognizione per utilizzo sociale del patrimonio privato sfitto, abbandonato, invenduto
  • edilizia residenziale pubblica
  • blocco sfratti per morosità incolpevole
  • sostegno ai comuni per la riqualificazione ambientale dei centri abitati, il risparmio energetico e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

  1. Diritto alla mobilità sostenibile
  • potenziamento del sistema pubblico integrato dei trasporti e agenda locale della mobilità
  • sviluppo del sistema di trasporto ferroviario regionale e metropolitano
  • piano della mobilità sostenibile: piani di conciliazione degli orari e dei tempi, piani del traffico comunale e intercomunale, informatizzazione del sistema, trasporto elettrico
  • ampliamento delle zone pedonali, piste ciclabili, aree a km 30.

 

  1. Diritto allo studio, ricerca, cultura
  • difesa della scuola pubblica, laica e pluralista come disegnata dalla Costituzione
  • abrogazione del finanziamento alle scuole paritarie private
  • estensione dei nidi pubblici e delle scuole dell’infanzia statali
  • estensione del tempo pieno
  • finanziamento regionale per attività di ricerca applicata a fini istituzionali
  • incentivazione della ricerca e dell’innovazione; sinergia con i centri di ricerca e le università per la promozione di attività innovative
  • investimenti nel settore pubblico della cultura e dei beni culturali
  • incentivi alla produzione indipendente di cultura, sostegno alla coprogettazione e all’autogestione di spazi culturali
  • valorizzazione dei beni culturali finalizzata allo sviluppo turistico sostenibile
  • servizi agli/alle studenti: reddito di formazione per studenti universitari; mense universitarie; alloggi per studenti fuori sede; carta dello studente

 

  1. Diritto ai beni comuni
  • ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese e pieno rispetto degli esiti del referendum 2011 sui servizi pubblici
  • promozione di tariffe agevolate e minimi garantiti per le persone meno abbienti
  • messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio pubblico contro ipotesi di svendita e privatizzazione
  • sostegno alle autoproduzioni, agli orti sociali e ai boschi urbani
  • conversione ecologica dell’economia: agricoltura a tutela della biodiversità, contrasto alla soggezione alla chimica e alle modificazioni genetiche; tutela dei diritti dei lavoratori agricoli contro ogni forma di sfruttamento

 

  1. Diritto alla partecipazione e alla trasparenza amministrativa
  • politiche amministrative impostate alla sobrietà e al rigore
  • abbattimento di tutti i privilegi e revisione degli emolumenti di politici, amministratori e consulenti
  • gestione pubblica dei servizi locali con la partecipazione dei lavoratori/ici e della cittadinanza
  • audit civici; lotta alla illegalità, alla corruzione, all’evasione e all’elusione fiscale;
  • vigilanza sugli appalti e clausole sociali
  • utilizzo di sistemi digitali open source
  • trasparenza dei dati e pubblicazione dei documenti dell’amministrazione regionale
  • bilanci partecipati; bilanci di genere
  • attivazione di strumenti di democrazia diretta: conferenze regionali di settore; referendum; leggi regionali di iniziativa popolare

 

  1. Diritto ai diritti
  • modifica della legge elettorale in senso proporzionale e parità di genere
  • contrasto al razzismo e a respingimenti, blocchi navali e azioni militari comunque camuffati; prima e seconda accoglienza per migranti, rifugiati e lavoratori agricoli stagionali, degna di un paese civile
  • riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e glbtq
  • istituzione dei registri comunali dei testamenti biologici
  • politiche di sostegno al lavoro delle donne
  • sostegno e accesso diretto ai consultori familiari
  • piena applicazione della legge 194 nelle strutture pubbliche
  • potenziamento dei centri antiviolenza, delle case rifugio
  • consultori giovanili e interventi nelle scuole per una cultura della salute e della sessualità improntate alla autodeterminazione e alla consapevolezza delle ragazze e dei ragazzi

 

  1. Diritto al futuro
  • l’alternativa a questo modello di sviluppo: riconversione ecologica dell’economia
  • il cambiamento nella politica, nella relazione politica/società, politica/etica
  • le risorse e le politiche fiscali: progressività dei tributi, tasse di scopo, istituzione dell’Agenzia Regionale per il reperimento fondi
  • la riprogettazione delle città
  • l’eredità generazionale: una generazione da risarcire

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