E’ tempo di cura e diritti, non di guerra e profitti!

Il Ddl Concorrenza espropria gli Enti Locali per favorire la privatizzazione dei servizi

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Due anni di pandemia, durante i quali questo sistema ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza e fragilità, e ora la guerra con nuova violenza e restringimento degli spazi di democrazia, non ci devono distrarre dal mettere in campo iniziative e mobilitazioni per contrapporci ai nuovi disegni privatizzatori nel nostro paese.
Il 4 novembre dello scorso anno il Consiglio dei Ministri ha licenziato il Disegno di Legge per la Concorrenza che oggi è in discussione alla competente Commissione del Senato.
Questa norma rientra tra le condizionalità imposte dalla Commissione europea per l’erogazione dei fondi del PNRR e ha finalità esplicite: rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo e amministrativo, all’apertura dei mercati.
In particolare l’art. 6 chiude il cerchio sul definitivo affidamento al mercato dei servizi essenziali rendendo residuale la loro gestione pubblica, per cui gli Enti Locali che opteranno per tale scelta dovranno “giustificare” il mancato ricorso al mercato.
Una prima questione da prendere in considerazione è che questa norma restringerà fortemente il ruolo degli Enti Locali espropriandoli di una delle loro funzioni fondamentali è cioè la garanzia della fornitura dei servizi essenziali e dei diritti ad essi collegati, per cui da presidi di democrazia di prossimità saranno ridotti a meri esecutori della spoliazione della ricchezza sociale.
La seconda questione riguarda l’evidente contraddizione tra la proposta di un  “decreto concorrenza”, la cui finalità è aprire ai mercati ogni servizio e, contemporaneamente, sia nel decreto sia nel PNRR, prevedere incentivi per favorire le aggregazioni, indicando così chiaramente che il modello prescelto è quello delle grandi società multiservizi quotate in Borsa, che vengono identificate come gestori “efficienti” ma che in realtà risultano tali solo nel garantire la massimizzazione dei profitti mediante processi finanziari. Questi diventeranno soggetti monopolisti praticamente a tempo indefinito, riducendo fortemente la concorrenza.
Non solo: la contraddizione diventa eclatante quando si parla di acqua e servizio idrico. E’ infatti da tempo evidente a tutte/i che tale servizio sia un monopolio naturale nella cui gestione non può esistere la concorrenza.

Il disegno è quindi molto chiaro: utilizzare strumentalmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le cosiddette “riforme abilitanti”, sia per aggirare l’esito referendario, sia per fiaccare e cancellare l’opposizione nei territori e a livello nazionale contro le privatizzazioni e, quindi, raggiungere l’obiettivo dell’apertura ai mercati.
Per contrastare questo disegno è nata una campagna

“STOP al DDL Concorrenza, NO alle nuove privatizzazioni. Ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni”

che vede decine di realtà nazionali e locali impegnate e chiedere con forza e determinazione lo stralcio dell’articolo 6 dal DDL Concorrenza, l’approvazione da parte dei consigli comunali di atti (ODG) che chiedono:

lo stralcio dell’articolo 6;

la ripubblicizzazione del servizio idrico attraverso l’approvazione della proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” (A. C. n. 52) in discussione presso la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati;

investimenti per la riduzione drastica delle perdite nelle reti idriche;

la salvaguardia del territorio attraverso investimenti contro il dissesto idrogeologico.

Il confronto tra tutte queste realtà ha già portato ad alcuni importanti risultati come l’approvazione del nostro OdG da parte di due Consigli Regionali (Friuli e Molise) nonché di numerosi comuni piccoli, medi e grandi e ci porterà a breve ad iniziative di mobilitazione sia a carattere nazionale con, probabilmente, un presidio davanti al Senato, sia nei territori.
Invitiamo quindi tutte e tutti, singolarmente o associati, ad aderire alla campagna scrivendo a: segreteria@acquabenecomune.org

Chiudo ricordando a tutte e tutti che sono in gioco i nostri diritti fondamentali, il diritto a una vita dignitosa e a un futuro diverso per tutte e tutti. Non possiamo consegnare tutto questo agli indici di Borsa.

 

Roberto Melone, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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