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Comunicato congiunto e proposta operativa
#11
(08/12/2015, 11:35)Laura Cima Ha scritto: Ti ringrazio per aver aperto la discussione e concordo con l'urgenza di confronto in modo da poter far sapere a tutte e tutti quelli che sono interessati che la riunione si farà e quali temi saranno all'ordine del giorno. Chiederei a mario di ricordarci a che punto eravamo arrivati sette mesi fa con un comunicato a quattro soggetti ( progettox, lci,costituente 2.0, primalepersone) e vorrei capire xche questa proposta si è fermata allora. Ricordo che nel frattempo noi abbiamo lavorato per far decollare il referendum con il movimento Notriv, per ricorrere contro italicum e rafforzare rete per il No a controriforma cost.le Renzi, per far decollare rete pace/migranti insieme a Europarlamentare Spinelli, a difendere referendum acqua pubblica con definizione di Ato, e su questa strada abbiamo incontrato Azione Civile con cui condividiamo anche lotta a criminalità  con proposta ampliamento Legge Latorre per includere anche i beni dei corrotti, la rete anticapitalista e antiliberista che si incontra il 13 a Roma e che vede tra impromotori alcuni di Primalepersone. Con tutti abbiamo condiviso le mobilitazioni per cop21 a cui hanno pertecipato tante altre associazioni e movimenti. Capire come organizzarci meglio, anche con i comitati locali, per portare avanti queste lotte con successo è ora la nostra priorità e su questo confronto ci piacerebbe che l'incontro che abbiamo proposto si svolgesse e tutti ne fossero promotori con noi.
Come abbiamo spiegato ieri sera sembra difficile ridurre questa complessità in una proposta federativa senza chiarire che cosa significa e senza spiegare chiaramente che non mira a fondare un nuovo soggetto politico ma semplicemente a rafforzare ed allargare uno spazio agibile a tutti in cui il processo decisionale ci configuri in una assemblea permanente. Chiedo quindi di allargare ai molti con cui siamo in contatto la discussione per permetterci di definire il primo step.buon lavoro a tutte e tutti noi

Laura chiedi perchè si è fermato il processo tempo fa e ne citi alcuni attori: il processo si è fermato perchè ognuno di quegli attori (tranne progetto X e movimento x che proponevano una federazione tra gli stessi) chiedevano che gli altri confluissero tutti da lui/lei. Insomma La costituente chiedeva che tutti diventassimo costituente per fare un partito unitario.Lista civica voleva che tutti entrassimo nel CNAC che era a loro avviso l'unico soggetto ,Primalepersone voleva che tutti entrassimo nel suo forum a discutere ecc. Il risultato è che nessuno e andato da nessuno (tranne noi di Progetto X che eravamo iscritti da tutti proprio per raccordare). Questi i fatti e non chiacchiere.
Alla seconda domanda: e cioè come si farebbe a raccordare le iniziative ecc e a portare avanti le lotte con successo ti rispondo che nulla osta a nessuno dei soggetti coinvolti ufficialmente nella federazione a portare avanti le lotte che evidentemente saranno condivise e affiancate anche dagli altri. E poi che esiste gia un modello in questo senso aperto in Spagna che si chiama Podemos dove i Sindaci espressi sono proprio espressione di comitati di lotta (vedi Barcellona ad esempio). Quindi si può fare. Allego un pezo de La Stampa dove si accosta Movimento X alla Podemos e in effetti quello che proponiamo è (seppur calato nella realtà giuridica italiana) quasi identico. Sul nostro sito troverai le traduzioni pure dello statuto spagnolo.


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#12
Effettivamente in Parlamento capita quello che capita nei movimenti non parlamentari , ossia " una testa ,un partito" altro che una testa un voto. Oramai é un male endemico della classe politica italiana totalmente scollata dai cittadini , che cura la sua sopravvivenza e naturalmente la sussistenza economica necessaria per continuare ad esistere.
I cittadini italiani d'altronde hanno sempre pesato assai poco . Sterilizzati dal ventennio fascista durante il quale non potevano liberamente votare ,sono stati telecomandati da due grandi poli di influenza il partito comunista a trazione sovietica per i due primi decenni dopo la guerra e la dc a trazione americano-vaticana fino al clash di Mani Pulite.
Erano due poli totalmente all'opposto e quindi atti a generare una forte aspirazione all'alternanza al potere politico, che tutto sommato coinvolgeva fortemente gli elettori dei due blocchi.
Oggi lo spettro partitico é un magma informe che si contorce nella bolla neo liberista senza basi ideologiche vincolanti , il che permette senza onte e pudori l'entrata e uscita a piacimento dai partiti o dalle coalizioni che hanno portato al voto questi eletti. E quasi nessuno se ne offusca.

NOI siamo diversi ? Culturalmente no che ci piaccia o no e lo dimostriamo ogni giorno nella facilità con la quale smontiamo oggi quel poco che siamo riusciti a incollare ieri.

Una nuova cultura é necessaria . Essa é possibile anche se difficilissima. Deve crescere attorno ad una visione nuova della società globale ,ora che non esiste più il supporto dei blocchi ideologici del passato.
Le ideologie devono essere rimpiazzate da dei valori-obiettivo collettivi che tocchino una larga maggioranza dei cittadini .
Per questo sono in disaccordo quando si afferma che i contenuti interessano e rendono poco elettoralmente
e che i contenuti sono più o meno gli stessi per tutti.
Tutto é questione di potenza rivoluzionaria di questi contenuti ,che non possono più essere promesse slogan elettorali e poi mai essere rispettati ( il più caldo e significativo é il caso Tsipras) .

Comunque si discuterà e voterà spero il 9 -10 gennaio . Personalmente preferisco passare un tempo immenso nella ricerca di Utopia che cincischiare nella politicheria ambiente.

Tutto questo ,ci tengo a precisarlo, riguarda la versione mondiale e nazionale della politica , mentre a livello locale é infinitamente necessario e utile resistere, partecipare e esserci in ogni regione, comune o movimento che tenga accesa la fiamma del sociale solidale e del bene collettivo.
Piero
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#13
Carissime/i,
abbiamo letto quanto avete scritto ieri e sentito Mario che ci ha riassunto quanto vi siete detti in videoconferenza. Abbiamo scambiato alcune opinioni che volevamo condividere con voi ma le abbiamo trovate perfettamente riassunte da Gianluigi e Laura oggi.
Concordiamo pienamente con le loro posizioni e non stiamo a ripeterci. Aggiungiamo alcune considerazioni.
La scommessa di Primalepersone, ed è una intuizione che vale la pena perseguire fino in fondo, da un punto di vista politico, è esattamente NON COSTITUIRE NESSUNA SOGGETTUALITA’ in questa fase.
Questa avrà un senso se e solo nel momento in cui saremo stati in grado di costruire una base sociale e una massa critica tale da renderla necessaria e funzionale a rappresentare tale richiesta sociale. La credibilità della politica va ricostruita totalmente a partire, non dai contenitori, ma dai contenuti e dalla coerenza tra contenuti proposti e modalità per conseguirli.
Non è, come crediamo qualcuno abbia presupposto, il tentativo di far confluire a noi altri progetti. Esattamente il contrario: pensiamo che sia necessario svolgere un’azione di catalizzazione politica del mondo sociale che deve trovare una sua forma di auto-rappresentanza.
La sinistra ha fallito, definitivamente e sta andando sulla stessa strada il movimento 5 stelle, non solo per i motivi che ormai abbiamo sviscerato moltissime volte ma anche e soprattutto per aver perso ogni contatto con la realtà sociale. Rispetto alla ricerca del consenso l’alternativa per un soggetto politico è chiara: o trova consenso nella reale rappresentanza di concreti bisogni sociali (cosa che i partiti, tutti, hanno abbandonato da tempo), oppure deve trovarlo ricorrendo a proposte populiste e pubblicitarie. Avendo abdicato alla rappresentanza reale, al M5S non rimaneva che interpretare, non l’opinione, ma l’emozione, di un’opinione pubblica ormai frantumata nella sua concreta possibilità di ricostruzione critica della realtà. Da qui, l’identità contraddittoria del Movimento 5 stelle, rispetto, ad esempio, alle posizioni pesantemente xenofobe o all’ammiccamento a Casa Pound. Mentre la veterosinistra radicale non ha saputo, né rappresentare il mondo sociale (da cui si è disconnessa da tempo) né ha saputo cercare consenso parlando alla pancia degli italiani.
Qualunque soggetto venga creato, con le migliori regole e intenzioni, se calato dall’alto, senza una realtà sociale di riferimento, farà la stessa inevitabile fine: essere minoritario a vita oppure crescere nei modi del M5S o della Lega, assecondando le parti più negativamente populiste e/o cavalcando una emotività dell’opinione pubblica che non può che essere negativa (Le Pen in Francia docet).
Credo che nessuno di noi aspiri a interpretare nessuna di queste due possibilità.
La scommessa è costruire una terza via e questa passa dal ritornare a far politica nei territori, con le persone e le realtà sociali che interpretano bisogni reali e concreti dei cittadini. Dobbiamo cioè costruire uno SPAZIO sociale e politico, dove una visione comune ed alternativa dell’attuale modello economico e sociale possa prendere vita e crescere.
Deve essere un processo fluido dove ognuno possa entrare e sentirsi, non di aderire a un soggetto ma di contribuire alla creazione di un processo che arriverà a un soggetto solo nel suo esito finale.
Oggi drammaticamente la partecipazione è il punto critico: l’unico modo, anche teoricamente avallato, per ripotare le persone alla partecipazione è il coinvolgimento attivo a partire da un bisogno percepito.
Questo pensiamo debba essere il nostro tentativo: far emergere i concreti bisogni delle persone a partire dai territori e dalle lotte attive, facendo crescere una assemblea permanente, che non può essere solo LQFB. Riteniamo che quella in atto, sia una sperimentazione, ma che debbano essere portati avanti incontri fisici e concreti, forum e dibattiti, ma a partire dalle concrete relazioni e dall’incontro tra le persone.
Forse ci si considererà ingenue o utopiche ma, IN QUESTA FASE, dobbiamo creare un nucleo di persone che ha una sincera fiducia reciproca e una visione comune per poter dar vita a un luogo accogliente (direbbe il nostro amico Del Zanna) ove le persone sentano di potersi avvicinare con fiducia e sentire appoggio per le proprie lotte e istanze.
La politica, prettamente maschile finora, punta tutto sulle idee e sulle regole, noi cerchiamo di portare oltre a questo, una visione aggiuntiva, ove anche le relazioni sono importanti e dove, dando vita a qualcosa di veramente nuovo rispetto al passato, dobbiamo poter sperimentare creativamente percorsi diversi.
La nostra proposta è quella di condividere e costruire, non una federazione e/o un soggetto politico, ma un coordinamento che possa condividere da subito, alcune importanti battaglie sulle quali creare un impegno comune: dal referendum No Triv, al NO alle riforme costituzionali, al percorso referendario tutto, o a specifiche proposte di legge, come ad esempio la proposta di legge La Torre bis, o altre….
Molto ancora da dire ma ci fermiamo qui.
Un caro e sentito abbraccio!

Roberta e Antonella
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#14
Io credo che senza la costruzione di uno spazio politico definito da una propria soggettività, propri obiettivi, un proprio manifesto politico, un nome ed un logo riconoscibili non si vada da nessuna parte. Prima le Persone ha un logo ed un nome ma manca di manifesto politico e di un programma, Azione Civile ha tutto questo, allora di cosa stiamo parlando? Su quale base si dovrebbero aggregare le persone se non sulle idee? Ma come facciamo ad aggregare se queste non sono riconoscibili?  Qua si tratta di capire se vogliamo fare un tentativo di unire tanti microgruppi (perchè di questo stiamo parlando) sotto un'unico nome e simbolo e questo non significa fare un partito, ma iniziare un percorso di collaborazione che possa portare all'unificazione. Francamente continuare in questa maniera mi sembra un perdita di tempo, perchè quello che facciamo possiamo benissimo farlo come singoli perpetuando una frammentazione che evidentemente non si vuole superare.
SIMONETTA
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#15
La differenza che non si coglie è il "come" e il "quando".
Soggetto unico in cui tutti confluiscano? D'accordo anch'io ma non ora e non decidendolo a tavolino.
Questa è la differenza.
I gruppi strutturati poi non credo possano fare da soli a meno che Altra Liguria (ma vale anche per Azione Civile e altri ) non abbia la presunzione di diventare il "partito nazionale" che tutto comprende, tutto nega e tutto supera (sintesi hegeliana..).
Quello che dobbiamo fare è appunto un percorso di collaborazione che comprende sia gruppi strutturati che altri che sono semplici comitati o coordinamenti di lotta.
Il soggetto politico deve essere "esito" del percorso e i programmi vanno costruiti in itinere dal confronto, così il tipo di struttura.
Altrimenti non c'è differenza dal fare "il Partito". Quello lo stanno già facendo Fassina, Cofferati & Co.
Io non credo sia quello il percorso, perchè se fosse quello basterebbe aggregarsi a loro.
Gli obiettivi non sono molto dissimili e parlano anche di orizzontalità e decisioni "una testa un voto".
Aggiungo che le idee e gli obiettivi non sono "tavole della legge". Sono riconoscibili dalle lotte e dagli obiettivi che perseguiamo attivamente e possono arricchirsi col tempo nel crescere di aggregazione al percorso. "
Gian Luigi  Smile

"Non fate caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove altri disegnano confini"
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#16
Aggiungo ancora: Altra Liguria sarebbe disposta a sciogliersi domani se si facesse ora un soggetto unico con nome, simbolo e programma???
Penso proprio di no..  e penso che pensi invece a una federazione, cosa che ancora di più assomiglia alla Sinistra italiana, tanto per dire che a questo punto tanto varrebbe unirsi a loro..
Gian Luigi  Smile

"Non fate caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove altri disegnano confini"
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#17
Purtroppo non ho potuto partecipare alla teleconferenza tra gruppi organizzata lunedì scorso e me ne scuso avendo invece in precedenza dato la mia disponibilità a parteciparvi.

Ho letto questo scambio di mail; posso dire che sono in perfetta sintonia con quanto scritto la Gian Luigi, da Laura e dalle nostre portavoce; non ripeto quindi quanto da loro molto chiaramente detto e ribadito.

Mi limito ad una considerazione in merito alla proposta di "federazione" avanzata da Rossano e Giampaolo. Come ho già accennato in una recente teleconferenza che li vedeva presenti, grazie alla disponibilità della piattaforma decisionale e alla dimensione di "Assemblea permanente" che ne deriva, aperta a tutti coloro che vogliano parteciparvi, il modello federativo perde di senso e di utilità. Non sono tanto i gruppi da federare o unire quanto le persone, quelle che vi fanno parte così come chiunque altra intenda aderire a questo spazio aperto, libero e democratico di confronto e decisione.

Ciò che a mio avviso a qualcuno sfugge è che il mondo reale, la società, i movimenti e i conflitti che essa esprime, sono il solo e vero propellente del cambiamento, sono gli elementi che devono aver modo di autorappresentarsi attraverso un percorso che è nel contempo di presa di coscienza (politicizzazione) e di ricomposizione in un processo costituente secondo la più alta accezione del termine: una sorta di patto del Popolo per il Popolo, di auto-costituzione. 
Se non sapremo rompere la logia del rappresentate in cerca di qualcuno da rappresentare per promuovere invece l'autorappresentanza politica del sociale non usciremo da vecchi schemi privi di qualsiasi possibilità di riuscita.

Vorrei fosse chiaro che questo non è "attendismo" ma necessario realismo. La democrazia è una pratica difficile e complessa. Essa può essere raggiunta solo come esito di un percorso che plasmi in modo virtuoso le forze reali della società; non può essere vista come un contenitore preconfezionato verso il quale gli elettori si precipitano. In altre parole, la FORMA È SOSTANZA e solo una proposta con "le carte in regola" sul piano della orizzontalità, trasparenza, libertà ed apertura ha la necessaria attrattiva per affermarsi. La "gente" ha fortunatamente sviluppato un fiuto infallibile per tutto ciò che fa un uso strumentale della Politica.

Per onestà intellettuale, devo dire che non so se i tempi di maturazione di un processo di ricomposizione dal basso come quello da noi prospettato, rigoroso anche sul piano formale, sia compatibile con quelli, rapidissimi, con qui si sta procedendo a chiudere i residui spazi democratici nel paese (Italicum, stravolgimento costituzionale, serie di leggi illiberali) ma al momento non vedo alcun tentativo di compromesso (alla Podemos, per intenderci) "sufficientemente serio" da meritare di essere appoggiato.
 
Sarebbe auspicabile che i gruppi con cui siamo in contatto condividessero questa prospettiva e contribuissero anch'essi, magari in forma coordinata, al quell'enorme lavoro di "messa in relazione" tra le diverse parti della società attiva necessario a dar seguito al cambiamento.

Allego un recente documento prodotto da PleP contenete una proposta a gruppi e movimenti per la costruzione di una alternativa politica in Italia.

Un caro saluto.


                      Vincenzo


Allegati
.pdf   Proposta di PrimalePersone_2.pdf (Dimensione: 40,03 KB / Download: 172)
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#18
Infatti Simonetta, bisogna aggregarsi sulle idee e sulle iniziative per costruire uno spazio sociale e politico comune. Condividere innanzi tutto le basi comuni, difesa della costituzione, della democrazia, dei diritti, di un modello si sviluppo sociale ed economico alernativo alla finanziarizzazione globale, conversione ecologica da contrapporre all'accaparramento e concentramento delle risorse cui naturale conseguenza è la guerra ed i muri. Poi riuscire a spiegarlo in maniera semplice e non politicista. La necessità di essere riconoscibili dovrebbe declinarsi nel fare insieme azioni condivise. Ma partire dal contenitore non ci darebbe la possibilità di essere percepiti come altro dall'ennesimo tentativo di sommare piccole soggettività quali siamo, con il rischio di essere "respingenti" per tutti gli altri. Per questo con Roberta proponiamo di partire dai contenuti dando gambe a quelli per costruire insieme una prima rete, o coordinamento che possa ampliarsi e crescere. Possiamo darci un nome ma sopratutto dovremmo darci un ruolo che a mio avviso non può che essere quello di confrontarci con tutti sui temi che riteniamo portanti di una proposta di cambiamento reale. Per restare in liguria quanti sono contro le grandi opere il consumo di suolo la privatizzazione dei servizi pubblici locali e disposti a porre le basi di un processo che guardi alla democrazia partecipativa prima che a quella delegata? Aldilà delle appartenenze quelli dovrebbero essere i nostri primi interlocutori...lo spazio politico che sta nell'astensione e rifiuto di quello che è diventato la politica non può essere riconquistato se non costruendo la possibilità che la politica sia e sia percepita come assolutamente diversa da quello che è diventata.

Antonella
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#19
Non vorrei essere il complicatore di turno ma se si vuole esistere per delle giuste cause questo va tutto bene e si otterrano anche dei resultati. Se invece si vuole un giorno pur lontano , ma non lontanissimo costituire una "forza politica" tale da arrivare a maggioranze atte a garantire l'esercizio del potere legislativo ed esecutivo bisogna rispondere ai problemi prioritari della base dei cittadini .Perché non basterà numericamente l'unione dei movimenti di nicchia anche la più estesa ammesso che si superino tutti i bloccaggi piuttosto secondari di nomi, logos, atrezzi di partecipazione .....
Ed i problemi prioritari della base dei cittadini sono forse terra terra ma per loro vitali : per i più giovani sono il lavoro, il reddito minimo di sopravvivenza ,la casa e per i piu' anziani la sicurezza fisica e morale , la salute ,l'accompagnamento economico e sanitario durante la vecchiaia . Tutti questi aspetti sono fortemente carenti in Italia per poco che paragono alla Francia dove vivo . E se in Francia dove il welfare é probabilmente il migliore al mondo il voto spinge all'estrema destra , figuriamoci dove puó andare in Italia , anzi va al populismo e all'astensione.

Sono problemi difficili da affrontare e da risolvere , per risolverli ci vuole il potere ma non basta , ma per avere un seguito la scalata é quella. L'alibi non é di mettersi davanti ai problemi concreti quotidiani ma davanti a quelli di principio e di contestazione , importantissimi ma che parlano poco alla gente comune che costituisce la stragrande maggioranza dei cittadini .

Piero
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#20
Caro Ago, personalmente non avrei alcuna difficoltà a sciogliere AL qualora si presentasse all'orizzonte un soggetto politico nuovo e convincente che vada oltre la mera aggregazione a partecipazione alle centinaia di lotte disaggregate presenti sul territorio. Credo che una federazione, rete, spazio comune (chiamatelo un po come volete) sia il primo e necessario passo, ma bollare qualunque tentativo di organizzazione qualcosa come il volere la nascita di un nuovo partito non aiuta, così come non aiuta questa indeterminatezza da cui non riusciamo ad uscire e che sta causando uno stillicidio di risorse ed energie (stessa cosa che molti di noi hanno criticato ad AET) notevole.
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