Sondaggio: Intento pripario di APP
Forte approccio di APP al cambiamento societale
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SCENARIO PER IL CAMBIAMENTO
#31
Enfin te voilà Pino ! Come stai? Cosa bisogna aggiungere a quello che hai scritto e riportato ? Poco sui pricipi ma tantissimo nella prassi .
Dopo il diverbio anche acceso che ha avuto luogo nella discussione Laudato Si' cerco di appoggiarmi su un massimo di autori laici per perorare le nostre cause, ma sovente sono molto ermetici e assati su un aspetto particolare del cambiamento , mentre il Papa Francesco é il solo attualmente nel fare la sintesi della necessità di una rivoluzione totale anche se pacifica,ma universale.
Ieri quando Evo Morales gli ha regalato un Cristo crocifisso sul martello sottolineato dalla falce, Bergoglio ha fatto una faccia perplessa . Lui é l'antitesi dei simboli , mira al concreto , e tira dritto nonostante che tanti cattolici, in particolare statunitensi continuano a trattarlo di marxista. Se i suoi concetti sono marxisti ,sorry per i conservatori, i ricchi impenitenti, gli oppressori ed anche i piccolo borghesi indifferenti alla miseria gigante che cresce nel mondo.
Una battuta provocatoria ma sentita : se Marx oggi fosse vivo, abbraccerebbe fraternamente Bergoglio, ho detto Bergoglio mica i preti europei in senso lato, anzi questi in genere li trovo molto freddolosi a rimbalzare sul messaggio di Bergoglio nei loro sermoni.
Per generare una forza di grande impatto é quindi indispensabile, come lo hai ribadito , un'unione di tutti coloro che credono e aspirano al grande Cambiamento , sia perché la necessità di realizzarlo é grandissima e sempre crescente , sia perché solo una massa critica compatta ci farà uscire dal locale e dal confidenziale.
Piero
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#32
tout va bien, Piero. Lo stesso mi auguro di te.
Non è che voglia per forza citare di continuo il Papa. Con gli altri Papi l'ho fatto raramente, ma Bergoglio colpisce sempre nel segno, è diretto, è concreto, è comprensibile, viene compreso nella sua interezza. Perciò non mi meraviglio che i politici (noti e meno noti), abili nel giocare con le parole ma sempre e irrimediabilmente inconcludenti, ne trovino dispiacere.
Così come vedo piccati anche tanti prelati. Molti di loro non li vedo fare salti di gioia alle sue parole, che sono parole di verità assoluta e laica.

Purtroppo non c'è in giro un leader laico all'altezza della situazione. Ce ne vorrebbe uno come Langer, mite, carismatico ed efficace. Non per niente è un mito in gran parte d'Europa. Da noi il trentennale della morte rischia di passare a riflettori spenti.
Ci sono rimaste di Alex gli insegnamenti, le analisi, le profetiche intuizioni, l'aver visto la realtà con 30 anni di anticipo, la sua morte che lascia un vuoto dentro incolmabile. Lo immagino lassù, intento a scrivere una recensione (una delle sue) sulla lettera enciclica Laudato sì
Allora tocca a un Noi collettivo inventarci una leadership collettiva. Ci stiamo provando con Prima le Persone. Ci riusciremo? Non prevedo però tempi stretti e ne vedremo, ancora tanti, andare via e spero molti arrivare. 
Registro però che una linea di azione comune, un programma rivoluzionario comincia (appena) ad abbozzarsi.
Dovremmo essere un pò più bravi a far venire dentro le generazioni più giovani che, sapientemente, sappiano omogeneizzarsi  con "vecchietti" come noi. Trovo e incontro più "saggi" tra i giovani che non nella nostra generazione (parlo ovviamente dei sessantenni come me).
Ciao
Pino
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#33
CINA ,CROLLO DELLE BORSE :
" Piccoli, volubili e volatili. Il movimento quotidiano delle borse di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong – prese congiuntamente – è animato da 90 milioni di di piccoli azionisti, due milioni in più degli iscritti al Partito comunista cinese. In gergo vengono chiamati investitori “retail”, quasi comprassero bonds come un paio di scarpe.

Questi investitori connotano da sempre il mercato azionario cinese, ma si sono riversati in borsa soprattutto sul finire del 2014, spinti dalla contrazione del mercato immobiliare e da tassi di interesse tenuti bassi politicamente. Tutte mosse volute dal governo per sgonfiare la bolla immobiliare (un tipico esempio di mossa politica è stato il limite posto alla concessione di mutui per l’acquisto delle seconde, terze, quarte case).

In questo periodo, abbiamo dunque assistito alla trasformazione della piccola borghesia cinese da ceto fondato tsulla proprietà immobiliare (così fu creato, nel corso degli anni Novanta, dal Partito a caccia di consenso) a magma più diversificato, dove gioca un ruolo sempre maggiore la finanza: dal mattone, all’economia di carta".
(Estratto di un articolo apparso sul Fatto Quotidiano del 9.7.15  con la firma di  Gabriele Battaglia  )
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La corsa  nevrotica  all'arricchimento ha invaso anche la Cina. Dall'estratto rileviamo che sono ben 90.000.000 i cinesi piccoli portatori " non informati" che si sono indebitati  per acquistare azioni, spinti dal miraggio di guadagni massicci e rapidi. Poi il crollo dei corsi  e la disperazione  di non poter rimborsare il debito.
Decisamente la storia si ripete, e le lezioni del passato prossimo, sono presto dimenticate.
É assai impressionante anche la massa di persone che si sono tuffati in questo sogno pericoloso, certo é alla scala della popolazione cinese.
Quando noi parliamo di Cambiamenti universali ci sentiamo un pó sperduti davanti a questi fenomeni così recenti e così spettacolari, che ,come altrove ,lasceranno prima o poi danni immani e crisi profonde dalle quali se ne usciranno ancora più ricchi solo i grandi speculatori "informati" .
La speculazione finanziaria é un dragone affamato che sorvola il mondo facendo sfavillare i suoi ori qua e dissanguando la, volatile, mobilissimo,cinico ed efficace. Privati e stati ne sono alla prova, la Grecia insegna.
Come stoppare ed invertire questa sete di ricchezza facile che cancrena il mondo? Con quali controvalori allettanti  convincere le persone a cambiare rotta? Il rischio e la minaccia del fallimento non sono più un freno perché quando é ora il sistema li minimizza apposta per tentarti, lasciarti cadere, provare. In piena speculazione immobiliare i prestiti erano facili ed accessibili e poi...
Oltre i rischi intrinsechi e sovente nefasti dei tentativi di arricchimento facile ,vi sono i danni collaterali di banalizzare il concetto di vita semplice e ragionevole. L'arricchimento é un approccio individuale ed egoista all'antitesi della solidarietà e della reciprocità.
L'Asia con oltre 4 milliardi di abitanti ( 60 % della popolazione mondiale) é un magma enorme dove si sta passando veramente di tutto . Vi troviamo le ricchezze piu' inaudite e le povertà più elevate. Vi troviamo i fenomeni del capitalismo in regime comunista, ed ora lo stato teocratico di DAESH.  
Chiusi nella fortezza della nostra vecchia Europa  neo-liberista ,vivendo male la realtà della nuova Europa semi politica e tanto finanziaria  non vediamo più cosa capita intorno a noi ,ma non lontano  e che avrà impatti enormi .
Comunque il dato obiettivo resta che cambiare il mondo quando non sappiamo cambiare che così poco di noi e da noi non é utopia ma presunzione.
Allora andiamo modestamente per gradi scavando nelle cause e strutturando rimedi credibili.
Pino ha evocato l'auspicio di compattare noi " vecchietti" coi i giovani. Non é sociologicamente così facile.
Noi vecchietti abbiamo finito di capire , sovente a spese nostre ,che la saggezza ,la modestia ed il buon senso sono indispensabili per vivere bene. I giovani, sono terribilmente tentati dall'ambiente, dal sistema .
É per loro molto difficile rinunciare agli "agrements" che la vita contemporanea propone,tutti costosi naturalmente .Se non ci arrivano cadono il più sovente nello sconforto o nella contestazione, e difficilmente in una filosofia di vita diversa che da loro il sentimento di essere tagliati fuori. L'emulazione consumeristica,la sola che é in campo , é tremenda già all'asilo, nel vestiario, nei giochetti alla moda, nelle merendine della ricreazione.
Allora?  Coscienti che al mondo si gioca una partitona vitale per l'umanità ed il pianeta stesso  dobbiamo andare avanti e farci sentire. Per farci sentire uniamo insieme tutti coloro che hanno preso coscienza, diamo loro i mezzi ed il coraggio di assumere il loro risentito e la loro parola .  Le discussioni ed i voti di Liquid FB, le firme di AVAAZ  ,le piazze ,le assemblee virtuali e reali devono poter unire questa massa di agitatori pacifici ma determinati. Morire di cancro, soffocare sotto la calura, non poter più coltivare terre crescenti destinate al deserto, annegare sotto gli tsunami ma cosa ci vuole per convincere i ricchi veri e aspiranti che questi disastri non li risparmieranno anche quelli  , ammirati ed invidiati, che saranno  seduti su una cassaforte stracolma.
É veramente necessario alzare tiro e tono e non accettare più nulla che ci faccia vivere male e morire malamente, vecchi e giovani, animali e piante. Se il PIL globale ed individuale continua ad essere la sola fede del mondo, esso lo perderà.

Piero
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#34
CAMBIARE I MODI DI VITA PER CAMBIARE LA POLITICA .

In questi giorni drammatici per la questione Greca abbiamo potuto verificare tutta la potenza del sistema finanziario- capitalista e la sua presa immensa sulla governance dell'UE e degli stati che la costituiscono.
Tsipras e i suoi colleghi hanno fatto tutto il possibile per impostare una visione diversa ma il fronte contro é troppo possente ed anche ferocemente determinato a non mollare sull'unica "certezza" in campo : il neo-liberalismo. Alcuni stati amici hanno fatto finta di proteggere la Grecia ,niente più.
Perché nonostante i tentativi di proposta di molti economisti anche agguerriti, nessuno é in grado di proporre un'alternativa chiara ed affidabile. Ecco perché un piano B non é stato varato ,ne elaborato , non per mancanza di tempo.
Non é nemmeno possibile a nessuno di proiettare cosa capiterà a medio termine, ora che il fiscal'-compact prevede l'inizio dei rimborsi, a difetto di una crescita del PIL fortissima e tale da riportare il rapporto debito/pil a 60%.
E' stata sacrificata la produzione nazionale ed europea da tempo pensando che altre attività di punta, turismo e servizi avrebbero sopperito . Solo sbagli di prospettiva cechi o cinicamente coscienti, chi lo sà. Tanto ,avendo ottenuta l'apertura mondiale dei mercati, il capitale finanziario lui ha capito da tempo che poteva spostarsi a piacimento e succhiare il sangue di cui é avido in ogni parte del pianeta ,poco importando le conseguenze "locali.
Con il tracollo della produzione ed il conseguente tracollo del gettito fiscale e contributivo é stato comodo per le governances avvalersi del prestito facile per ammortire e compensare il mancato incasso. Dal lato dei consumatori l'offerta "cinese" esorbitante ha permesso di abbassare i prezzi e di dare il sentimento della conservazione del potere di acquisto. E ha funzionato un paio di decenni .
Poi la crisi del mondo occidentale dal 2008 ha messo crudamente a nudo tutte le falle del sistema:
- speculazione finanziaria, immobiliare,borsiera
- caduta dei consumi, aumento esponenziale della disoccupazione.
- restrizione del credito bancario e crollo degli investimenti privati.
- infine il fiscal compact in UE e la serrata su tutti gli investimenti pubblici.
Ora gli speculatori non giocano e non rischiano più ,anzi vogliono i soldi indietro.
Eppure nei prestiti i rischi devono essere parteggiati tra chi impresta e chi prende il prestito. NO! non é così , con l'alibi di salvare le banche ed i risparmi anche dei piccoli, solo chi deve i soldi é "colpevole" e non partner.
La maggioranza dei cittadini ,avendo due risparmi in banca, ha abbassato la testa ed ha accettato tutto anzi finendo di colpabilizzare!
E nessuno sarà capace a medio termine di sconvolgere questa situazione . Il sistema dominante perché non ne vede l'interesse, né i suoi oppositori che non hanno un piano alternativo ,rischioso che sia ,da proporre.
Continuiamo certo a lottare con tutti i mezzi e in tutte le occasioni possibili, per limitare i danni per i più sfortunati, ma se non mettiamo assieme tutte le nostre conoscenze ed energie per impostare e proporre un cambiamento di vita non potremo ottenere alcuna rivoluzione sistemica.
Non potremo all'infinito entusiarmarci per piccole battaglie vinte e deprimerci duramente poi per quelle grandi perse, perché all'uscita questo ha contribuito,contribuisce e contribuirà a scoraggiarci ed a dividerci. Ed é esattamente in risultato cercato dal sistema dominante, di umiliarci e polverizzarci.

Organizziamo GLI STATI GENERALI DELL'UTOPIA DELLA SPERANZA, a cui partecipino tutti quelli che anelano al bene collettivo senza colletti e cravatte formali,distintivi,medaglie,bandiere e titoli onorifici. Mettiamo sul tavolo tutto quello che sappiamo e in cui crediamo possa cambiare il mondo e potremo verificare così la nostra vera forza di proposizione al Cambiamento.
Piero
PS : spero ardentemente che il silenzio partecipativo in APP da alcune settimane sia causato dalla canicola.
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#35
(18/07/2015, 19:06)muo piero Ha scritto: CAMBIARE  I MODI DI VITA PER CAMBIARE LA POLITICA .

Organizziamo GLI STATI GENERALI DELL'UTOPIA DELLA SPERANZA, a cui partecipino tutti quelli che anelano al bene collettivo senza colletti e cravatte formali,distintivi,medaglie,bandiere e titoli onorifici. Mettiamo sul tavolo tutto quello che sappiamo e in cui crediamo possa cambiare il mondo e potremo verificare così la nostra vera forza di proposizione al Cambiamento.
Piero
PS : spero ardentemente che il silenzio partecipativo in APP da alcune settimane sia causato dalla canicola.

Il "silenzio partecipativo in APP" sarà anche causato dalla canicola ma anche e sopratutto è causato dall'incapacità nell'aver chiaro come attuare il Cambiamento, come cominciare a vincere anche una prima piccola battaglia nei confronti dell'impero finanziario speculativo-capitalistico mondiale che tutto controlla e tutto dirige secondo i propri interessi.

Ho finito di leggere la lettera enciclica Laudato sì di Papa Francesco. Il Papa  lancia messaggi a ripetizione. Invita ciascuno di noi a iniziare col cambiare sé stesso. Ognuno di noi viene chiamato a vivere con un nuovo stile di vita: "Occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà, ed è arrivato il momento di riconoscere che questa allegra superficialità ci è servita a poco. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di nuove forme di violenza e crudeltà e impedisce lo sviluppo di una vera cultura della cura dell’ambiente."
E se cominciassimo da qui? A seguire quei sentieri indicati?
dare/ricevere aiuto agli/dagli altri; 
assumere responsabilità verso gli altri e verso il mondo;
venire fuori dal degrado morale; 
ridare centralità all'etica, alla bontà, alla fede, all'onestà; 
non cedere a forme di violenza e crudeltà nel tentativo vano di difendere i propri interessi;
non accettare passivamente la distruzione di ogni fondamento della vita sociale;
sviluppare una vera cultura della cura.
Facile a dirsi. Scontato? per niente. Ma almeno cominciamo a distinguerci.
Facci caso però. Sono tutti sentieri su cui Podemos in Spagna ha conquistato voti su voti ed è diventata la forza maggioritaria di quel Paese. E in parte pure Siiryza ...
Purtroppo per qualcuno, ma va benissimo per me, la leadership che cercavamo c'é ed è rappresentato da questo Papa-prete di campagna. La sua voce  dà sempre più fastidio ai potenti ed è un vero squillo di tromba e di chiamata all'azione per chi è disposto a scendere in campo per il Cambiamento possibile.
Ciao Piero, Buone vacanza
Pino 
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#36
Hola Pino,
come stai!
Il Cambiamento effettivamente comporta tanti assi . Quello dei convinti ,diciamo noi tra tanti altri , e poi quello dei rigettati , quello degli indifferenti ed infine quello dei contrari per interessi vari.
Non sarà un processo facile ne spontaneo, a meno che un cambiamento radicale e certamente drammatico non sconvolga tutto per suo conto . Ed é appunto per non dover poi subire un cambiamento indesiderato e drammatico che é necessario il Cambiamento cosciente e volontario.
L'attitudine positiva al Cambiamento passerà solo tramite un' autentica cura di disintossicazione collettiva.

- I CONVINTI : devono disintossicarsi dall'attitudine a disfare ogni giorno quello che hanno faticosamente imbastito il giorno precedente sbricciolando continuamente la compattezza indispensabile per crescere e pesare.

-I RIGETTATI : non hanno ne mezzi, ni audience, e pochissimi aiuti ma tanto sconforto. I CONVINTI finalmente positivi e vincenti potrebbero trascinare con loro i Rigettati trasformando lo sconforto in speranza.
E' effettivamente, come hai affermato , quello che pare aver riuscito PODEMOS ed anche SYRIZA, fatalmente confrontato ora al pericoloso banco di prova della governance. Se vogliamo prendere il dato INPS recente che indica in 15 millioni i poveri in Italia , ne misuriamo subito l'importanza drammatica ma anche il potenziale di arruolamento.

- GLI INDIFFERENTI : sono sostanzialmente quelli che stanno ancora benino, che hanno un lavoro o dei redditi fissi e a cui la crisi ha scalfitto la patina ma non il fondo. Sarà piu' difficile che arrivino a convincersi ad entrare in disintossicazione dai consumi, dal confort, dal surplus,sacrifici necessari per proteggere il pianeta e parteggiare con gli altri la loro parte della torta. Eppure la grande maggioranza sono onesti cattolici. E' qui lo zoccolo duro sul quale impatterà o si schianterà lo sforzo di Papa Francesco, che sovente li ha sorpresi ma anche irritati.

- I CONTRARI : Cumulardi , speculatori,corruttori e corrotti guazzano con diletto e profitto nel sistema vigente. Solo legislazioni idonee potranno tentare di neutralizzarli, perché difficilmente cambieranno attitudine . La droga dell'arricchimento é troppo possente perché possano trovare un qualunque barlume di lucidità.

Alla fin fine il Cambiamento non spunterà mai come un fiore in primavera. Sarà una costruzione lenta é dolorosa. Quando affermi che non sappiamo cosa fare io argomento che tanto si é scritto in merito, che tanti scenari e piste sono tracciate.I mattoni ci sono ma sono sparpagliati . Ora é necessario uscire dalla sfera teorica e scendere sul terreno per costruire il Cambiamento mattone su mattone . La calce che renderà la costruzione solida siamo noi.

Piero
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#37
Piero, approvo in pieno quanto hai scritto.
Sono arrivato fino ad essere oggi un "convinto", dopo un processo interiore che mi ha portato ad incrociare oltre 3 anni fa un percorso costituente iniziatoo dai Verdi italiani guidati da Bonelli dopo che altri avevano mollato per confluire assieme a Vendola in SEL (vedi Paolo Cento e non solo lui). Io arrivai in quel processo costituente portando l'esperienza siciliana dei Movimenti Civici di Sicilia (MCS) e vi trovai dentro tante altre realtà civiche ed ecologiste (non Verdi). Quel percorso prese infatti il nome di "Ecologisti e Civici". Iniziato bene, non ebbe poi il coraggio da parte di qualcuno di osare e tagliare con il passato e rinunciare alle posizioni di semplice "corte" del PD (non ancora renziano). Finì lì con i Verdi che misero in campo "l'orgoglio verde" e l'appartenenza alla famiglia dei Green europei.  Ma è rimasta intatta la proficua contaminazione tra i contraenti di allora e MCS ne uscì sicuramente arricchita e più formata sulle questioni relative all'ecologia e alla necessità della conversione ecologica. Personalmente quella esperienza mi portò a conoscere il nome, la vita e la vasta documentazione lasciata da Alex Langer che da allora occupa un posto importante nel mio personale pantheon accanto ad Aldo Moro, Capitini e pochi altri.
MCS non ha mollato, ha fatto la scelta di "limitarsi" a lavorare nei territori, con risultati apprezzabili come l'elezione a sindaco di Caltanissetta di Giovanni Ruvolo allora Presidente di MCS e nell'ultima tornata dell'elezione a Sindaco di Enna di Maurizio Di Pietro frettolosamente etichettato dalla stampa come candidato di centrodestra ma in realtà sostenuto da quattro liste civiche contro il discusso ras locale Mirello Crisafulli subito dal PD.
Credo di essere abbastanza "disintossicato" e se questa è (sarà) la nostra strada escludo di stare fermo ad aspettare gli indecisi di oggi (molti dei quali irrecuperabili, parlo di quelli che dicono: Civati, Vendola? perchè non stare a sentire cosa vogliono fare). No, sono e restano irrecuperabili. Andiamo avanti senza di loro, per uno di loro che cva via, ne arriveranno almeno 10 (per non dire 100 o 1000) che oggi stanno a guardare per capire se il Cambiamento resta l'unico faro del nostro percorso.
Passato agosto, ritengo sarà necessario incontrarsi "de visu", potendoci toccare con mare e guardarci negli occhi. Incontrarci per creare lì, insieme, i meccanismi giusti per far decollare l'Assemblea permanente, lqfb e cose del genere.
Buon mese di agosto
ciao
Pino
P.S.: gli altri dove stanno?
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#38
Si stava meglio quando si stava peggio: felicità e crescita non vanno più di pari passoSi stava meglio quando si stava peggio: felicità e crescita non vanno più di pari passo
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Un'immagine del boom economico degli Anni Sessanta, in Italia
Un gruppo di economisti dell'Università Politecnica delle Marche ha ricostruito la serie storica del Bes, l'indice del benessere 'equo e sostenibile' dell'Istat. Fino agli anni Sessanta, la crescita del Pil andava a braccetto con quella della qualità della vita. Poi la cesura, che rischia di essere irreversibile

di ROBERTO PETRINI ( Su Repubblica del 17 luglio 2015)

ROMA - Il Pil è inaridito, seccato, bloccato. Non genera più benessere. Cresce, quasi per inerzia, anno dopo anno, ma la sua crescita non è in grado di elevare la qualità della vita degli italiani. La prova scientifica della divaricazione tra crescita del Pil e livello del benessere arriva da uno studio in corso di pubblicazione dell'Università Politecnica delle Marche, "Eravamo poveri ma felici? Il benessere equo e sostenibile in Italia 1861-2011". Per la prima volta gli economisti del gruppo che fa capo a Mauro Gallegati, stretto collaboratore di Stiglitz, hanno ricostruito la serie storica del Bes, cioè dell’indice del benessere "equo e sostenibile", che dal 2010 viene elaborato dall'Istat su iniziativa dell’allora presidente Enrico Giovannini e sulla spinta dell’importante movimento scientifico che negli ultimi anni, da Amartya Sen allo stesso Stiglitz, chiede una misurazione più realistica del benessere di una società.

Ebbene, il gruppo di Ancona (composto da Mariateresa Ciommi, Barbara Ermini, Andrea Gentili, Chiara Gigliarano e Francesco Chelli) ha adottato la metodologia ufficiale del Bes-Istat, che considera 134 aspetti, dalle condizioni economiche all’ambiente, passando per salute, educazione, condizioni di lavoro e partecipazione sociale, e l’ha applicata alle serie storiche dall’Unità d’Italia (1861) ai giorni nostri (2011). Centocinquanta anni esatti di qualità della vita.

Il quadro che emerge è sorprendente: per la prima volta si ha l'evidenza storica dell’effetto del Pil sulla qualità della vita o, se vogliamo, sulla felicità pubblica. Dall'Unità d’Italia fino agli Anni Sessanta del secolo scorso più cresceva il Pil procapite, cioè più cresceva l’attività economica misurata in termini di prodotti e servizi, più aumentava la qualità della vita misurata dall’Indice Bes storico, che comprende ambiente, fattori sociali, educazione e salute. Negli Anni Sessanta il meccanismo si inceppa: il Pil continua a crescere, cumulando storicamente sempre un segno 'più', nonostante le crisi, ma il benessere invece entra in stallo, si ferma e comunque non aumenta più trascinato dal Pil. Dagli Anni Ottanta il divario diventa marcato tanto da apparire pericolosamente irreversibile .

Il nuovo database darà a storici, economisti e sociologi cifre e misure per riaprire un dibattito sullo sviluppo e sulla sostenibilità delle crescita. Mauro Gallegati accenna una chiave interpretativa: "Oggi siamo più ricchi di una volta, ma non possiamo certo dire di essere più felici di quarant’anni fa, dal momento che ambiente, sicurezza, salute e condizioni di lavoro non migliorano".

Lo studio formula alcune ipotesi sulle ragioni della cesura tra Pil e qualità della vita avvenuta negli Anni Ottanta. E non trova difficoltà ad individuare ragioni: se si enuclea l'andamento degli indici ambientali all'interno del Bes, si scopre un vero e proprio crollo. A partire dal deterioramento dei dati climatici, già dal disastro nucleare di Chernobyl del 1986, per proseguire con il peggioramento dei tassi di inquinamento. La conferma del rapporto inverso tra Pil e sostenibilità ambientale viene da quanto è accaduto dopo la crisi del 2008: con il rallentamento dell’attività economica e delle emissioni di CO2 (come avvenne con le crisi petrolifere degli Anni Settanta) l’indice della qualità della vita ha ripreso a correre verso l’alto. In questo caso il prezzo di un ambiente più pulito è la recessione.

Gli altri indici vanno braccetto: tutti giù, o in stagnazione, dagli Anni Ottanta. Con il deterioramento delle condizioni di lavoro, della distribuzione del reddito e i tagli alla spesa pubblica da Maastricht in poi. Privatizzazioni e politiche neoliberiste hanno fatto il resto. Sorprende che lo sviluppo, da sempre motore di innovazioni sanitarie e miglioramenti igienici, non riesca più a migliorare lo stato di salute degli italiani. Storicamente, negli ultimi 150 anni ad ogni movimento di Pil corrispondeva un balzo in avanti delle condizioni di salute (speranza di vita, mortalità infantile, consumo di proteine). Dagli ultimi cinque anni non è più così.

Più ricchi, almeno nei numeri della contabilità nazionale. Ma meno felici. I nemici del Pil troveranno conferme: i grafici del gruppo di Ancona lanciano un allarme che per ora ha trovato un alleato nell’enciclica "verde" Laudato si', di papa Francesco ". ( fine dell'articolo)
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Infine le cose che ci diciamo oramai da anni cominciano anche ad essere verificate statisticamente!
Se il PIL ,metro unico e drammatico della crescita economica ,continua a essere il vettore della ricchezza di pochi,non é più da mezzo secolo il vettore  del benessere delle masse, almeno in Italia. Allora al PIL che rende infelici dobbiamo sostituire  imperativamente una decrescita che renda felici. I partigiani di questa soluzione sono ancora pochi ,tanto pare non credibile dopo tanti decenni di pilonaggio  quotidiano sulle virtù uniche dell'insostituibile crescita del PIL .
Allora se lo studio di cui l'articolo di Petrini ha individuato il giusto e non ci sono motivî per dubitarne,la crescita del PIL serve solo più per rimborsare il debito di stato ben rimpinzato da grassi tassi di interesse per arricchire ancora più i finanzcapitalisti? A tutti gli altri resta solo la deteriorazione dell'ambiente e le drammatiche conseguenze sulla  salute ?
Forti di queste conclusioni e di questi dati obiettivi,dobbiamo lavorare per affinare la strategia e la prassi della decrescita felice per poi passare noi al pilonaggio  informativo tra gli "infelici" ,dati alla mano. Non c'é altra via più rivoluzionaria!
Piero
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#39
(27/07/2015, 22:33)muo piero Ha scritto: Forti di queste conclusioni e di questi dati obiettivi,dobbiamo lavorare per affinare la strategia e la prassi della decrescita felice per poi passare noi al pilonaggio  informativo tra gli "infelici" ,dati alla mano. Non c'é altra via più rivoluzionaria!
Piero

Consiglio vivamente la lettura dell'ultimo libro di Simone Perotti "UN UOMO TEMPORANEO"  Frassinelli, pp. 300, 16 eur
Trovo che  se l'esperienza  di Gregorio e la sua straordinaria risposta agli avvenimenti che gli stavano capitando venisse intrapresa/copiata/mediata/adattata alla propria situazione da parte di ognuno di Noi, allora sì che che diventeremmo artefici del Cambiamento vero. Credo che subito dopo, la contaminazione degli/agli altri diventerebbe una cosa che viene da se ....
Buona lettura. E' piacevole da leggere ed ha un finale a sorpresa ...
Ciao a tutt@
Pino
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#40
ANCHE IN CAPO AL MONDO

Recentemente ho effettuato un viaggio al sud della Patagonia Argentina . Mi aspettavo, come da larga letteratura turistica, spazi immensi di libertà , dove rischiare di perdersi in una rigenerante solitudine.
Ecco cosa ho trovato . Ho percorso  alcune migliaia di chilometri  in autobus "totocama" cioé con cuccetta ,appartenenti tutti a compagnie private e che attraversano il paese giorno e notte in esclusività ,dopo la sopressione radicale del treno  pubblico decretata dal presidente Carlos Menem,a favore del tutto su gomma privato.
A fianco della strade  e a soli due o tre metri dalla sede stradale in asfalto o in ripio ( ciottoli) corrono sui due lati dei reticolati infiniti ,interrotti solo raramente da passaggi con barriera abbassata.
É così praticamente impossibile per un automobilista  su migliaia di chilometri fermare l'auto in sicurezza, mettere una tenda,fare due passi tranquilli per sgranchirsi . Ho risentito laggiù ,nel paese degli spazi all'infinito, un angosciante sentimento di prigionia e di claustrofobia.
Ma é così . L'Argentina nonostante decenni di peronismo sociale é il paese per eccellenza della proprietà privata . In Patagonia les estancias ( fattorie) sono immense. Sono tutte cintate perché non scappino le pecore che hanno bisogno di spazi enormi a causa dell'erba rarefatta dal vento permanente giorno e notte in ogni stagione.  Queste recinzioni rendono drammaticamente inospitale una terra già in se ostica a causa del vento che façeva impazzire i primi coloni europei provenienti dall'Europa del Nord. Quel vento che ha fatto decretare la Patagonia come la regione più ricca del mondo da Richard Branson il patron di Virgin , se si volessero impiantare alcuni millioni di eoliche che girerebbero 365 giorni l'anno non stop . In buon capitalista la green economy é naturalmente una grande opportunità di ricchezza.
E come hanno avuto queste immense proprietà i primi coloni alla fine del 19esimo secolo? Decimando tutti gli indiani autoctoni  Tehuelche e Mapuche con l'aiuto dell'esercito  comandato dal "glorioso" generale ROCA. Questi poveracci vivevano semplicemente di caccia e di pesca . Quando si sono rivoltati ,i coloni hanno arruolato dei mercenari ai quali pagavano una somma per orecchio di indios consegnato. L'orecchio tagliato era la prova che ne avevano soppresso uno.Tanti altri autoctoni sono morti rapidamente a cause delle malattie sconosciute che hanno portato loro i coloni e contro le quali non avevano ne immunità naturale ne medicine.
I pochi rimasti ora vivono ,tollerati dai coloni, in mezzo alle estancias dove danno una mano  per poco salario ,ma cercano di conservare i loro usi  e costumi.
E da chi viene l'ultimo sfregio agli indios?  Alcuni anni or sono Benetton ha acquistato l'estancia  Leleque  di 600.000 ettari in Patagonia vicina a Esquel . Al suo interno vivevano un nucleo di indiani Mapuche serrati su una ristretta banda di terra tra due fiumi ,dove conducevano una misera vita secondo le loro tradizioni  e lavorando un po a piccolo salario per l'estancia. Benetton  ha deciso  un giorno di tutto recintare per implementare  i pascoli del  suo gregge laniero ed ha fatto deviare il corso del fiume Chubut ,recintandolo e impedendo  così semplicemente agli indiani  di poter continuare a praticare la pesca fonte primaria di sostentamento senza costo per i Mapuche invitandoli praticamente ad andarsene fuori dai piedi.  I Mapuche hanno fatto ricorso e la striscia di terra tra i due fiumi é stata riconosciuta dai Tribunali essere di demanio pubblico. Hanno così costruito casa e cominciato a coltivare . Nel 2002 Benetton intenta loro un processo per occupazione di suolo privato e nonostante la sentenza iniziale ,vince ,perché polizia e burocrati  in Argentina sono solo difensori della proprietà privata . Questo ha scatenato un odio nazionale contro Benetton e rilanciato finalmente un grande movimento di difesa degli indios. Ecco ancora una volta, un buon capitalista, tutto nostro all'opera, per marcare e tutelare la sua proprietà privata a detrimento dei poveri e dei miseri nullatenenti. Si ,si! Benetton quello delle pubblicità di Toscani  siglate Unided Colors of Benetton con tanti uomini di tutte le razze affratellate da cosa ? dai suoi pullover  possibilmente  per soddisfare la sua ingordigia capitalistica!
Benetton group ,presente con 5000 negozi in 120 paesi ,leader dell'immagine e della comunicazione. In Sud America se ne  é fatta una bella immagine!

Piero
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