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Laicità, multiculturalismo, femminismo e movimenti
#1
Ciao a tutte e a tutti, sono molto contenta dell'opportunità di condividere con voi materiali e idee su un argomento che penso sia centrale oggi per chi sceglie di fare politica volendo cambiare il mondo, a partire dal proprio luogo: la laicità.
Da qualche mese ho accettato il ruolo di portavoce del coordinamento delle consulte laiche italiane: si tratta della prima volta che una femminista ricopre questo ruolo, e vorrei mettermi a disposizione per aprire dove è possibile dibattito e conflitto trasformativo.
In Italia, e in generale in Europa, è successo che a declinare il tema della laicità siano stati i movimenti della destra e le fazioni integraliste delle religioni maggiori (cattolicesimo, islam e ebraismo) che da decenni si allenano a usare politicamente la religione per ridurre gli spazi di democrazia: è dal 2006, (anche se in modo non così approfondito già a Punto G nel 2001) che Marea rappresenta un presidio culturale e politico rispetto al tema della laicità.
Terreno assai scivoloso, perchè se con facilità nei movimenti delle donne così come in quelli misti si critica il fondamentalismo cattolico, e in parte quello ebraico, non così è per quello islamico.
La ‘religione delle vittime’, con il suo portato devastante soprattutto nei confronti del corpo femminile, della libertà delle donne e la visione delle relazioni sociali e famigliari è faticosamente messa sotto accusa, e il timore principale è quello di essere accusati/e di connivenza con il razzismo o con l’islamofobia.
“Your home is burning”, disse Marieme Helie Lucas, studiosa del Wluml (women living under muslim laws) e fondatrice del sito Siawi (secularism is a women issue): che la nostra casa bruciasse, e non ce ne accorgessimo, pensando che l’uso politico dell’islam non riguardasse l’Europa, è risultato chiaro molti anni dopo quell’affermazione, pronunciata nel 2006 in occasione dei tre giorni organizzati da Marea dal titolo La libertà delle donne è civiltà.
Da allora in Europa si sono affermate due visioni antitetiche di approccio nel rapporto con la laicità: quella multiculturale (diffusa nel mondo anglosassone) e quella contraria al multiculturalismo (diffusa in Francia e in generale nei paesi del nord).
Che il multiculturalismo faccia male alle donne lo aveva capito nel 1998 Susan Moller Okin, che nel suo saggio dimostrava già allora che considerare i diritti fondamentali non universali e praticare il relativismo, come vuole la visione multiculturale, danneggia prima tra tutte le donne, perché sono proprio i diritti delle donne quelli travolti, negati e distrutti nell’alleanza tra patriarcato, integralismo religioso e destra politica.
Peccato che spesso sia anche la sinistra, come hanno argomentato a Genova, Torino e Imola la stessa Lucas, Maryam Namazie, Inna Schevchenko delle Femen e Nadia El Fani, regista tunisina di Laicitè inshallah, ad avallare questa posizione.
Come forse sapete le quattro attiviste sono state a Genova, Torino e Imola di recente, su invito di Marea per i 20 anni di vita della rivista. A breve al sito di Marea  www.mareaonline.it saranno disponibili i loro interventi, e nel frattempo potete ascoltare alcune interviste che ho realizzato a Londra nel corso della Secular Conference a ottobre 2014, disponibili a questo sito http://www.radiodelledonne.org
a questo sito è leggibile il Manifesto laico redatto a Londra, tradotto in Italiano
http://www.torinolaica.it/iniziative-del...cita’.html che metto anche in allegato.
Resto a disposizione per iniziare a ragionare insieme, sarò il 17 a Riva del Garda per un evento che metto in allegato, un abbraccio e a presto


Allegati Immagini
   

.pdf   depliant Manifesto Laicità.pdf (Dimensione: 251,84 KB / Download: 229)
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#2
Grazie Monica.

Questo tuo spunto è per me prezioso. Non avevo collegato la questioni femminista col multiculturalismo.

La realtà è sempre più complessa e nei propri ambiti si fa fatica ad abbracciare tale complessità.

Scusandomi per la mia ignoranza, intanto, mi piacerebbe sapere cosa s'intende per "religione delle vittime".
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#3
(12/04/2015, 20:01)Lucia Ciarmoli Ha scritto: Grazie Monica.

Questo tuo spunto è per me prezioso. Non avevo collegato la questioni femminista col multiculturalismo.

La realtà è sempre più complessa e nei propri ambiti si fa fatica ad abbracciare tale complessità.

Scusandomi per la mia ignoranza, intanto, mi piacerebbe sapere cosa s'intende per "religione delle vittime".

Ciao Lucia, per 'religione delle vittime' intendo il modo in cui spesso a sinistra viene considerato l'islam, dato che è la religione maggioritaria delle popolazioni migranti. A breve posto un interessante intervento di Marieme Helie Luca, intervistata da Maryam Namazie, entrambe attiviste femministe intervenute a Genova a marzo.

ecco il link all'intervista a Marieme Helie Lucas, algerina e fondatrice tra gli altri del sito Wluml (women living under muslims laws) e Siawi (secularism is a women's issue)

https://youtu.be/k2pqjSaAU8w
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#4
cara monica e cara lucia.
il valore della laicitá risale alla concezione dello stato separato dalla religione e dai suoi dogmi. La concessione del concordato con la chiesa cattolica non e mai stata messa in discussione nei suoi fondamenti da nessun partito dell'arco costituzionale nel nostro paese e noi donne ne continuiamo a pagare le conseguenze 
E' chiaro che la barbarie dell'Isis che uccide, stupra, mutila e distrugge le memorie di tutte le civilltá precedenti é il fondamentalismo che oggi ci spaventa perché circonda l'Europa ed i suoi assassini che potrebbero da cellule dormienti trasfomarsi in aggressori di chiunque e tutto ció fomenta razzismi e destre. Pensate all ultimo episodio drammatico dei cristiani buttati in mare dai musulmani che sul barcone cercavano di raggiungere l'Italia.
Ma ció che le nostre amiche antifondamentaliste e femministe ci dicono é che il fondamentalismo si diffonde in tutte le religioni, anche quelle che noi crediamo piú pacifiste come l'induismo e il buddismo, e si accompagna a una svolta a destra dei governi. Le prime vittime sono le donne perché la loro libertá ed autonomia non é tollerata.
 
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#5
Concordo pienamente sul valore fondamentale della laicità. Essa è una premessa necessaria ad una convivenza pacifica e costruttiva proprio perché la separazione tra stato (elemento pubblico comune a tutti) e religione (elemento privato, solo di alcuni e declinato in diverse forme) è un presupposto irrinunciabile per una vita pubblica libera e giusta.

Mi auguro che Monica condivida l'urgenza di costruire una forza politica che abbia tra i propri fini prioritari la realizzazione di uno stato veramente laico con la conseguente cancellazione delle vergognose, inaccettabili norme contenute nei Patti Lateranensi.

Gli innumerevoli problemi e le sofferenze in cui versa il nostro paese, l'Europa ed il mondo sono diretta conseguenza del progressivo disfacimento dei presupposti democratici della vita pubblica. Essa è oggi vittima degli interessi particolari che, grazie alla corruzione (nei paesi anglosassoni si chiama lobbismo ma il concetto è lo stesso), sono divenuti il vero fine dell'azione politica a tutto detrimento di quelli generali.

Questo solo per dire che se intendiamo affrontare, con l'intento di risolverlo, il problema della mancanza di laicità dello stato così come gli infiniti altri che ci assillano, dobbiamo partire dalla consapevolezza della centralità della questione politica e della necessità di trovare nuove forme di espressione della volontà popolare e nuovi modi per tradurla in azione di governo. Non è più tollerabile che le istituzioni democratiche che la Costituzione ci ha donato siano divenute immondo quartiere di affaristi, ruffiani e parassiti!

Tutt* coloro che stanno conducendo, magari da anni e con pochi risultati, l'infinità di battaglie particolari che abbiamo sotto gli occhi, tutte giuste e sacrosante, dovrebbero essere consapevoli del blocco in cui si trova la rappresentanza politica, della sua gravità e dell'esigenza di farsi carico di questo enorme problema! Forse è opportuno concentrarsi su questo, ora.
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