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Sovranità monetaria
#1
Il giorno 2 giugno 2015 02:20, Paolo Rossi <aureliano33@yahoo.it> ha scritto:


Salve,.assolutamente assurda questa visione che parlare di sovranita monetaria sia tematica di destra e pregherei di avere almeno un minimo di capacita di lungimiranza economica prima di esternare una cosa del genere.
Pretendere di dare dell'"indicatore di destra" al fatto che l'italia abbia perso la sua sovranita monetaria è indice di mancanza di comprensione di cosa sia l'europa oggi come oggi.
Ma ancora non ci si rende conto che l'Euro(pa) è solo un apparato di burocrati oligarchi che hanno fatto dell'euro la propria arma per tenere sotto schiavitù intere nazioni.
Quanto tempo ci vorrà a capire che certe tematiche come l'autodeterminazione dei popoli,le autonomie locali,.....la volonta di avere politiche economiche sovrane non sono tematiche che hanno colore ma semplicemente motivazioni elementari.
Propagandiamo la vittoria di podemos a Barcellona e poi non conosciamo la legittima lotta della Catalunia?
Difendiamo la Grecia e poi non consideriamo che Tsipras e la Grecia sono sotto ricatto per la questione debiti verso la Troika.
Quand'è che a sinistra ci si sveglierà di fronte  a certe tematiche?
Pensate forse che l'euro sia un dogma e un ideologia perchè lo sentite alla televisione o perchè hanno appioppato la tematica alle destre.
Sarebbe ora che la gente iniziasse a comprendere cosa ci siano dietro certe politiche e si svegliasse senza dare giudizi alle persone che difendono il pieno diritto alla sovranita monetaria che è sovranità politica e nazionale.
Io non difendo ne ideologie e neanche più l'Europa in cui non mi riconosco più da molti anni e precisamente dopo aver viaggiato,vissuto e compreso le economie di molti paesi a partire dalla più grande democrazia al mondo che per sopravvivere ha sempre adottato politiche monetarie conservativistiche per salvaguardare le proprie industrie ed economie.
Cose che in Italia non succedono più e per cui rischiamo di essere svenduti a paesi come la Cina.
Ma qualcuno ha mai sentito parlare del fatto che il debito pubblico siciliano dal 20% in mano a Deutche Bank è passato in buona parte alla China Bank.
E non penso che nelle altre regioni sia tanto diverso!
Cosa dobbiamo aspettare per capire certi orientamenti di un economia mondialista che le imprese italiane siano tutte svendute agli stranieri.
Difendere la propria economia non ha colore e bisognerebbe che la sinistra tutta si risvegliasse dal sonno "Euro" e si rendesse conto che ci stanno comprando moltissime grandi industrie e imprese nazionali.
La difesa del lavoro parte anche da questo e non della difesa dell'euro a ogni costo senza nemmeno un perchè valido.


Consiglio la lettura di questo scritto tratto da Kumarappa,economista di Ghandi che tutto si può dire tranne che fosse di destra.

Il comunismo è lo sforzo di una comunità di governarsi da se dirigendo tutti gli sforzi umani verso il miglioramento di tutti.
E' il diritto per nascita di ogni persona,che non ha chiesto di venire al mondo,a ottenere dalla sua comunità tutto quanto è necessario affinche sviluppi il proprio essere e dia il proprio contributo alla società.
I fattori esterni alla dotazione genetica individuali devono essere forniti dalla società:educazione,igiene,salute,cultura e il tutto orientato alla crescita della personalità
Superata l'infanzia,tutte le attività produttive dovrebbero essere organizzate in modo da mettere a frutto ogni talento posseduto della comunità.
Non dovrebbe esserci posto per lo sfruttamento del debole e l'accaparramento delle risorse e dei privilegi.
Per verificare l'effetto del comunismo fra i popoli ci possiamo riferire fondamentalmente a tre paesi;la Russia,la Cina e Cuba.
In questi tre paesi emblematici della nostra epoca il popolo schiacciato da padroni feudali gridavano:"Governo del popolo,per il popolo e dal popolo".
Certo,la rivoluzione dell'ultimo secolo forse potremmo definirla recente ma il punto è cosa troviamo dopo il pensiero e l'azione da parte di questi popoli?
Hanno compiuto grandi passi avanti nell'illuminare le persone che vivevano nel buio e nella superstizione che li sottometteva.
Ora hanno tutti la possibilità di educarsi e curarsi e poi?
Le donne studiano e lavorano spalla a spalla con i loro compagni uomini,gli uni e le altre sono impegnati nel raggiungimento della libertà per il corpo,la mente e l'anima.
Ci sono riusciti?
L'obbiettivo era che le masse avessero il potere,ma in effetti esso e mantenuto nelle mani dei pochi che stanno al vertice.
Il controllo è ancora più centralizzato rispetto ai paesi capitalistici;le persone,invece di sviluppare la propria individualità e personalità,sono ridotte al ruolo di bambole meccaniche invece che di uomini liberi.
Il militarismo economico sotto forma di una rigida disciplina spazza via la libertà di pensiero,di parole e azioni individuali.
L'enfasi eccessiva ha creato un atmosfera di violenza.
Questi paesi sono diventati come i paesi capitalisti in quanto a corsa agli armamenti e tutto questo correre militarmente e prepararsi alla guerra,di offesa o difesa che sia porta solo a disastri.
Insomma,la condizione delle persone comuni nei paesi comunisti non è stato un grande passo avanti rispetto a quella di un capitalismo un pò "benevolo" e quindi in entrambi i casi l'essere umano è subordinato al possesso materiale e legato alle macchine in modo schiavistico cosi come all'ideologia.
L'opinione pubblica è plasmata da un piccolo gruppo potente nel comunismo quanto nel capitalismo tenendo sempre sotto controllo la censura e l'informazione e quindi i media per controllare e reprimere.
L'attività economica è controllata dal centro,con industrie su larga scala che producono beni in modo standardizzato.
Dov'è quindi la differenza nelle ideologie comuniste e capitaliste che sembrano affini nel concepire il controllo sulla persona omologandola al potere.
Se gli ideali del comunismo devono essere realizzati per le persone comuni occorrerà a differenza del capitalismo mettere al centro lo sviluppo della personalità umana e della sua piena realizzazione.
Dunque,completa libertà di pensiero,parola e azione.
Certo ogni persona inizierà a pensare con la propria testa e a usare al meglio il proprio talento e naturalmente il risultato non potrà essere sempre regolare e coordinato ma quel che si perde in quantità si guadagna in qualità e felicità totale dell'essere umano.
A riguardo è doveroso far notare come gli esseri umani hanno bisogno della gioia della creazione per fare altri sforzi in avanti e la standardizzazione ucciderebbe l'originalità.
L'originalità in quanto possa apparire un inciampo all'inizio è la fonte di ogni progresso sociale e umano che sia e quindi doveroso e diritto acquisito dell'uomo.
Se non si sviluppa un piano in grado di esaltare quel che c'è di meglio in ognuno di noi l'umanità fallirà.
Se il nostro criterio è solo il benessere materiale,allora la standardizzazione della produzione e la centralizzazione del controllo sono indispensabili,ma se mettiamo al centro i valori umani,allora la produzione individuale e il decentramento del controllo sono le formule giuste per una vera opportunità di sviluppo.
Nella produzione massificata,nel capitalismo o nel comunismo,ogni persona diventa una "mano" o una "bocca".
L'anima si perde,
"Quale vantaggio avremo se una persona conquista il mondo ma perde la propria anima?".
Essendo ora nell'epoca delle macchine le ideologie riusciranno a garantirci il mantenimento dell'anima?
La perdita di umanità provocata dalla produzione su la scala con le macchine ha ridotto l'essere umano a uno strumento delle stesse invertendo i ruoli,l'uomo diventa macchina!
Questo non vuole essere un ragionamento contro le macchine ma una presa di coscienza di come le macchine sono diventate padrone e devono essere gestite da tanti schiavi al loro servizio e l'obbiettivo precipuo è concentrare il profitto nelle mani dei padroni delle macchine stesse,comunista o capitalista che sia non fa differenza.
L'alternativa dovrebbe essere che tecnici ed esperti dovrebbero applicarsi a studiare attrezzi e macchinari che possano essere usate da molte più persone che rimarrebbero al servizio del lavoratore e non viceversa permettendo a ognuno di noi di guadagnare un reddito dignitoso senza spremere il sangue dei pochi a danno dei molti.
Se riusciremo in questo intento la produzione sarà limitata alla domanda e non ci saranno pressioni sul mercato globale mondiale e finiranno le tensioni e le paure per guerre,fame e carestie.
Ecco in estrema sintesi la filosofia che sottostà alla filiera corta che è comunista e socializzante nei suoi più intimi intenti per avviare l'umanità verso una sfera economica senza la paura di violenza futura liberandoci dalla schiavitù delle macchine e delle ideologie.

Tratto e riadattato parzialmente da.
ECONOMIA DI CONDIVISIONE(Joseph C.Kumarappa)
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