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Da Prima le Persone.

Calabria, simbolo di un paese che ha bisogno di un'altra classe dirigente

Primalepersone sostiene Altra Calabria nella sua lungimirante battaglia politica che, fin dalla campagna elettorale dell'autunno scorso, ha denunciato il grave pericolo oggi reso evidente dall'uragano giudiziario in corso sulla giunta Oliverio . Ci associamo convintamente alla richiesta di dimissioni del Presidente Oliverio, della sua Giunta e dell’intero Consiglio regionale; la definitiva esclusione dagli esercizi di governo e di amministrazione da parte della vecchia corrotta classe politica; nuove elezioni su basi democratiche e regole del gioco ristabilite (libera da soglie di sbarramento simil-totalitarie dell'8% e trucchetti volti a sabotare l’esercizio democratico e la libertà di espressione) anche in ragione della illegittimità della legge elettorale adottata in regime di prorogatio dalla giunta Scopelliti con la complicità del PD; condanne amministrative e risarcitorie nei confronti della comunità calabrese, ricorrendo, ove necessario anche al sequestro dei beni dei rappresentati politici regionali. Ci uniamo altresì a Altra Calabria alla richiesta di impeachment del Presidente Oliverio, perché lo riteniamo politicamente responsabile insieme al suo partito, il PD, di una situazione di stallo e di danno nei confronti della Calabria. Troppi sono i limiti dimostrati finora: di fronte alla drammaticità della situazione regionale, si è partorita una giunta monca e debole (chi non ricorda il caso Lanzetta?), ancora oggi incompleta. Tutti i suoi nominati alle cariche di governo istituzionali sono o dovrebbero essere dimissionari. Ci si aspettava una iniziativa determinata e rapida, secondo le promesse elettorali, da Oliverio; invece egli appare debole nei confronti delle correnti del suo partito, nei confronti di politici di professione portatori di voto più che di riconosciute competenze, debole rispetto ai diktat di Renzi, debole rispetto alle spinte di componenti politiche di centro-destra con cui si trova a trattare nonostante le dichiarazioni elettorali. Gli errori di valutazione sono ormai troppi, l’ultima in ordine di tempo è stata la drastica presa di posizione garantista a favore di un suo assessore nell’incontro con la Commissione antimafia di alcuni giorni addietro, rivelatasi poi come sabbia in mano. Il danno per la Calabria è doppio e non ha alcuna rilevanza sventolare la bandiera della presunzione di innocenza, perché oggi tutti i (vecchi) partiti, a partire dal PD, hanno permesso che la Calabria e i calabresi si ritrovassero in questa brutta situazione. Il danno non è solo quello di presunta appropriazione indebita di soldi pubblici, ma è la perdita di credibilità ulteriore che grava su una classe politica dal modus operandi inqualificabile ed inaccettabile, che palesemente alimenta la vera antipolitica. Ora Oliverio afferma di voler presentare una nuova giunta la settimana prossima; all’improvviso un’accelerazione per salvare un po’ d’acqua dalla bottiglia rotta? Con Altra Calabria chiediamo sia opportuno un azzeramento della situazione politica e chiediamo ad Oliverio di prendere atto della insostenibilità del suo ruolo. Non escludiamo la costituzione come parte civile in tutti i procedimenti legati agli interessi elettorali; la legge elettorale incostituzionale, l’uso improprio di fondi pubblici per propaganda elettorale da parte di alcuni politici, sono atti che richiedono giustizia. Non si può confidare in una classe politica anti-democratica, superficiale, non credibile, men che meno autorevole, per risollevare la Calabria martoriata da anni e finita nel fango, per colpa di irresponsabili. Le dimissioni di Oliverio sono un atto dovuto. Questo, secondo noi, è solo l'inizio: è necessario dare una svolta radicale nei contenuti e nei modi di far politica per ricostruire le istituzioni a partire da una classe dirigente nuova, onesta, coraggiosa e competente, che si dedichi alla bene delle persone e del territorio con passione e spirito di servizio, civico ed etico.

PRIMALEPERSONE