Lettera ai movimenti

Da Prima le Persone.

LA BUONA NOVELLA

Lettera aperta ai movimenti ed alla società civile

Il 29 marzo si sono riuniti a Roma movimenti, comitati, associazioni provenienti da tutta Italia per un necessario confronto sulla gravissima situazione del paese.

Lungi dall’essere esclusivamente finanziaria, la crisi in atto è anche economica, sociale, culturale, ecologica e, soprattutto, politica.

La conclamata incapacità dei partiti tradizionali di farsi carico e rappresentare le fortissime istanze e gli urgenti bisogni espressi in mille modi dalla società, dalle comunità territoriali, da intere categorie di cittadini, obbliga a trovare vie nuove ed inedite per sbloccare una situazione che si fa di giorno in giorno più drammatica.

Alla incipiente crisi della rappresentanza, si va ora ad aggiungere il pesantissimo attacco alla Costituzione e la proposta di una legge elettorale che cancella la possibilità di espressione della volontà popolare.

La minaccia di definitiva chiusura dei residui spazi democratici si fa sempre più concreta.

Partendo da questa allarmante analisi, nell’assemblea romana è stata avanzata una proposta politica completamente nuova che fa leva sulla necessità di auto-rappresentanza politica della società.

All’interessante proposta di Coalizione sociale lanciata da Landini manca la “gamba” politica che lui ha detto attendersi sia messa in campo dalla politica, assecondando ancora una volta la logica del dualismo rappresentato\rappresentante i cui limiti sono ormai accertati.

La proposta inedita avanzata nell’incontro del 29 marzo cancella questo dualismo e si basa appunto sul concetto di auto-rappresentanza che si attua attraverso la costituzione di una “Assemblea permanente” in cui si incontrano e si uniscono per attuare un’azione politica comune tutte le componenti attive, e non sono certo poche, della società.

La prassi politica sino a qui adottata tanto dai movimenti che dai partiti è stata quella assembleare che notoriamente porta con se gravi limiti e difetti. Il principale di essi è forse quello della limitazione della partecipazione: a parte “noi attivisti” che vi siamo abituati ed evidentemente troviamo il tempo e lo “spirito” per partecipare ad incontri e riunioni, questa modalità è preclusa a tutti coloro che per motivi lavorativi, familiari, di condizione personale non hanno alcuna possibilità di partecipare.

La partecipazione è ulteriormente limitata dalla giusta diffidenza e sfiducia che l’assemblearismo suscita in moltissimi.

Non vi è infatti nulla di più manipolabile di un'assemblea tanto più se numerosa e con un ampio O.d.g. Le capacità oratorie ed il protagonismo di alcuni soggetti rispetto ad altri, il potere di convincimento che da queste deriva, la possibile azione preordinata di più individui coalizzati verso un determinato obbiettivo, sono tutti fattori in grado di sovradeterminare le sorti di un’assemblea inficiandone la libertà e compromettendone la sovranità.

La confusione nel procedere del confronto, la difficoltà a garantire la rappresentatività dei soggetti partecipanti rispetto agli “aventi diritto”, cioè alla base da rappresentare, le forzature che gli individui o i gruppi più forti possono attuare sulle conclusioni e decisioni che le assemblee sono chiamate ad assumere, sono tutti elementi che mettono in luce la necessità di archiviare definitivamente questo metodo come strumento decisionale.

Resta ovviamente intatta la valenza positiva degli incontri fisici per l’esplicazione di proposte, lo sviluppo della discussione e per il confronto umano che essi consentono.

L’idea di “Assemblea permanete”, nonostante il nome, si basa sulla necessità di superamento del metodo assembleare fisico per l’assunzione delle decisioni e sull’adozione delle così dette “piattaforme decisionali”, cioè di specifici programmi informatici attraverso i quali è possibile presentare istanze e mozioni, emendarle e definirle e decidere su di esse in forma democratica.

Alla piattaforma ci si iscrive individualmente; essa si basa sul principio “una testa un voto”. Oltre a facilitare enormemente la possibilità di partecipazione alle scelte allargando la base decidente, garantisce totale trasparenza del voto che, essendo palese, è verificabile in qualsiasi momento.

Lo specifico software proposto dagli informatici che hanno partecipato all’incontro è “Liquid Feedback”, progettato nel Partito Pirata tedesco proprio allo scopo di assumere decisioni in forma partecipata, democratica e trasparente ed evitare possibili manipolazioni dei risultati.

Consapevoli del fatto che la credibilità di qualsiasi proposta è legata alla capacità di far seguire i fatti alla parole, il giorno stesso dell’assemblea è stata dichiarata funzionante ed operativa la piattaforma su LF attraverso la quale sono già state postate, a titolo sperimentale, le prime istanze su cui decidere.

La proposta dell’Assemblea permanente se da un lato consente di archiviare definitivamente la forma partito come metodo della rappresentanza, dall’altra toglie ogni possibile alibi ai movimenti sociali per sottrarsi alle esigenze dell’auto-rappresentanza politica. Sarà solo attraverso l’azione congiunta delle varie istanze provenienti dal basso, il loro confronto e la definizione comune di priorità e programmi d’azione che si potrà procedere, presentandosi alla prossime scadenze elettorali, alla riappropriazione democratica delle istituzioni necessaria a riportate alla sovranità popolare, cioè al dettato costituzionale, l’azione di governo.

Per dare realtà a questo progetto politico è necessario che tutti coloro che animano la vita dei movimenti reali, così come i semplici cittadini, partecipino all’Assemblea permanente iscrivendosi subito a “Liquid Feedback”.

Quali strumenti ausiliari alla piattaforma decisionale per consentire la circolazione dell’informazione e lo scambio di idee si è proposto l’uso di una mailing list e di un sito, mentre per il confronto ed il dibattito si è previsto l’uso di un forum.

Chi ha partecipato all’assemblea di Roma potrà testimoniare che il clima che vi si respirava è stato sereno e propositivo.

L’onestà intellettuale di tutti i partecipanti ne è stata la cifra più qualificante.

Nessuno ha tentato imporre la propria posizione ma si è giunti in totale armonia a proporre il percorso condiviso che abbiamo tentato di illustrarvi.

Ora sta a noi tutti cogliere la necessità, oseremmo dire l’esigenza storica, di questo progetto. In Europa alcuni popoli, a partire da quello greco, stanno faticosamente rialzando la testa. In Spagna Podemos sta ridando speranza in una possibile riscossa.

L’Italia, considerata la gravità della sua situazione, non può permettersi di rimanere al palo! In molti si sono già iscritti a “Liquid Feedback” o stanno per farlo e hanno iniziato a partecipare all’attività dell’Assemblea permanete attraverso gli strumenti che abbiamo citato.

Invitiamo tutte e tutti voi a fare altrettanto. Questa rischia di essere l’ultima spiaggia e se smarriremo anche questa non potremo opporre alcun argine all’autoritarismo che si sta impossessando del paese e dell’Europa intera.

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