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Per proseguire, di Silvano Cricca
#1
Per proseguire
 
Carissimi/e firmatari del documento “NOI” e a chi non né ha firmato alcuno.
In quest'ultimo mese ho provato a riflettere sullo stato attuale di questo nostro “movimento virtuale” e se, per quanto mi riguarda, ci fossero ancora le condizioni oggettive per proseguire  con la speranza di vederlo trasformato  in reale.
Vi confesso che ho diverse perplessità circa il ruolo e l’agire di moltissimi rappresentanti di quella che definisco “parte critica”, ovviamente critica nei confronti  di chi si è attribuito il diritto di tenere la barra dritta (che tradotto significa: ancorata ancora di più al molo e affermare che stiamo navigando).
Anche la “parte critica”, al pari  dell’altra (quella che si ritrova nella definizione di responsabilità nazionali, quella che tiene la barra dritta, quella che dice di lavorare per la lista unica), è composita, frastagliata, non omogenea; ma mentre gli autonominatosi responsabilità nazionali sono tenuti insieme da un patto di non belligeranza, tra i diversi soggetti politici che ne fanno parte, la parte critica è tenuta insieme, almeno ne ho questa sensazione,  da un senso di rivalsa più che da un progetto politico.  
 
Quel patto di non belligeranza si regge su alcuni punti fermi:
1) L’Associazione “L’altra Europa con Tsipras”, Sinistra Ecologia Libertà, Partito della Rifondazione Comunista (poi ALBA che mi sembra abbastanza fuori luogo … ) si riconoscono in un progetto a lunga scadenza, anche se non è ben chiaro quale e se è lo stesso per tutti,  mantenendo nel frattempo una propria autonomia circa l’atteggiamento che ognuno di loro avrà rispetto al momento elettorale ed a eventuali rapporti con il Partito Democratico (renziano). Di rapporti nei confronti di un eventuale non renziano non si ha notizia.
2)  Piena collaborazione a “pubblicizzare” e tenere in vita il movimento che ruota intorno alla Associazione, attraverso la partecipazione unitaria e in parte sotto la bandiera della Associazione stessa ad  iniziative di carattere politico e sociale; iniziative di forte impatto “ambientale”   ma la cui “resa” a favore della Associazione è marginale  rispetto al risultato esterno, dove i referenti principali rimangono i Partiti e non l’Associazione, e nulla ( o quasi) se messa in relazione al processo costituente, che risente del freno evidenziato al punto precedente.
 
 Dall’altra parte la mancanza di un progetto politico si fa sentire, o si evidenzia, nelle continue recriminazioni, negli atteggiamenti vittimistici, nell’accodarsi in un modo o nell’altro  alle iniziative imposte (da altri) diventando di fatto  sempre più  portatori di acqua al mulino altrui senza averne riconoscimenti. 
Esempi?
Da le vicissitudini del documento “E’ il momento di un’altra politica”, nato ( così si leggeva d’acchito ) alternativo al documento Revelli, diventato pochi giorni dopo ( con un lungo intervento chiarificatore) “contributo critico” per poi essere accantonato; dalle sue ceneri il documento a firma Gattuso.
Per arrivare a questi giorni: accettare il ruolo di minoranza, farsi trascinare in quel meccanismo diabolico che è la designazione dei “rappresentanti dei territori “ (che poi sono i comitati regionali !) e in quello altrettanto discutibile che è la costituzione dei comitati locali (mi sembra d’aver letto che con un po’ di fantasia se ne possono costituire all’infinito … ) . Quel prendere atto che se vuoi starci dentro (ma dentro a cosa ?) le regole le dettano gli altri  e a te resta solo il solito … recriminare.
Poi ci perdiamo in inviti a non mollare se qualcuno si sente di gettare la spugna, magari chi ha voglia di gettare la spugna non lo fa perché in disaccordo con un'eventuale “parte avversa” ma perché non comprende l’agire di quella “non avversa”.
 
All’interno di questo nostro “movimento virtuale” si confrontano due tesi quella che dice costruiamo lentamente e quella che dice partiamo subito.  Entrambe legittime, entrambe le parti che le sostengono agiscono per far primeggiare la propria tesi usando gli strumenti che la (lotta) politica ti mette a disposizione e può accadere che in qualche occasione gli strumenti te li inventi per renderli compatibili con i tuoi obiettivi.  C’è chi è bravo (che non significa essere nel giusto) a inventarsi quegli strumenti e chi no.
L’errore, a mio avviso, è stato quello di sottovalutare i sostenitori della tesi lumaca.
Hanno dimostrato di non essere degli improvvisatori, fin dall'assemblea di luglio il loro obiettivo, dichiarato ripetutamente da Revelli nei suoi documenti e nei rari interventi fatti sulla ml principale (quella dei referenti …), è la costituzione di una lista alternativa a Renzi da presentare alle elezioni generali quando ci saranno. Tutto il resto (coalizione sociale, soggetto nuovo … o altre forme) è relativo e/o secondario. In questa fase ritengono, a torto o a ragione, che i rapporti con tutti quelli che potrebbero far parte della lista alternativa (siano stati attivisti de “L’ALTRA EUROPA” o in lista d’attesa) non siano compromessi (da qui la contrarietà ad una partecipazione alle regionali, come il rimangiarsi la promessa di aprire l’Associazione ad una adesione collettiva). E’ probabile che ritengano di poter disporre, all’interno dell'ipotetica lista unitaria, di un ruolo fondamentale in grado di imporre strategie politiche o regole per le candidature, ma per avere questa capacità impositiva devono avere, o dimostrare di avere, il controllo, di tutta quell’area che gravita intorno a L’ALTRA EUROPA che non s'identifica più con i partiti tradizionali.
Non conosco né l’ideologo né lo stratega che guida e suggerisce a questi amici/compagni le cose da fare e come, ma credo che le azioni che hanno messo in essere per dimostrare quanto sopra indebolisca ancor di più questo già fragile e provato “movimento virtuale”. Quando ci troveremo o si troveranno di fronte alla costituzione della tanta sbandierata “sola lista a sinistra (e in opposizione) al Pd renziano” avremo la conferma o prenderanno atto che aver cercato di mettere la sordina alla parte critica non avrà prodotto gli effetti, da loro, sperati. Soprattutto se ci si trovasse nel breve periodo di fronte ad elezioni anticipate e a una frattura del Pd che porrebbe la questione dei fuoriusciti e dello spazio da loro preteso all’interno della lista unitaria, e se lo spazio lo pretendono loro perché non anche quelli di SEL, di Rifondazione, del Pdci e chi più ne ha … poi vai a parlare di novità.
 
Il documento Revelli, il primo, nasce come altro tentativo di prendere tempo e non mi sembra avesse provocato chissà quale dibattito.  Tant’è che i contributi critici o plaudenti, se pur sollecitati, sono, fino al mese di novembre, numericamente scarsi (non che alla fine siano tantissimi, rimangono sotto le 40 unità). Quegli amici/compagni comprendono pienamente il messaggio che arriva dalle elezioni regionali autunnali ( che la loro posizione politica non ha molti  riscontri nei territori ) e imprimono una forte accelerata: convocano una assemblea che non decide nulla, da tenersi 34 giorni dopo, cambiano le carte in tavola e si inventano gli strumenti per decidere ( in virtù di una maggioranza che si sono costruita) cosa non dovrà fare l’assemblea e cosa invece si dovrà fare dopo. Mettono in essere una prova di forza e da questa ne traggono un risultato immediato soprattutto perché possono contare sulla disponibilità del gruppo dirigente di Rifondazione, che non era, almeno fino all’appuntamento fiorentino di “ Transform!” e delle successive iniziative in qualche modo collegate, per niente scontato.
 
E …”NOI” ?
( Gettare la spugna ?)
 
Qualche giorno prima l’Assemblea di Bologna avevo indirizzato ai promotori del contributo “NOI” e a Torelli due diversi “inviti” ma accumunati entrambi da un unico obiettivo:
Ricercare una soluzione politica che nel rispetto delle diverse soluzioni in campo evitasse nuovi steccati, non producesse disaffezione e soprattutto confermasse la validità del progetto politico che si annunciava con “L’altra Europa”.
 
L’invito a Torelli nasceva in seguito a sue prese d’atto, portate all'attenzione degli amici/compagni toscani attraverso la ml  regionale “Toscana con Tsipras”, che testualmente scriveva commentando il risultato delle primarie liguri :
"la sconfitta di Cofferati spenge l'ultima fiammella di un pd scalabile in logica di centro sinistra..
non aggiunge niente, illumina meglio cosa è ora il Partito di Renzi",
e ancora …
Non ho mai accettato e considerato la logica del tanto peggio (per la Liguria) tanto meglio, ma certamente ora in Liguria si aprono spazi interessantissimi ed è una cosa che chiarisce in maniera definitiva le/i dubbiose/i anche in altre regioni.
 
Ai promotori del contributo “NOI” chiedevo di soprassedere alla loro richiesta di firme sul "contributo" a firma Gattuso se pur rivisto e corretto, chiedere,invece, l’adesione a  quel “ breve documento in origine senza titolo poi titolato " carta di accreditamento", è su quel documento (solo su quello e con un titolo diverso) che a mio avviso devono essere convogliate le firme di adesione, da oggi in avanti. Contiene, tra l'altro, tutti gli elementi per essere utilizzato anche come carta d'intenti e promemoria per interventi, mirati, nel corso dell'assemblea.”
Ne spiegavo i motivi.
In origine quel breve documento sotto il titolo “La fase costituente”  riportava:
La fase costituente, la cui durata può essere fissata a un anno (Gennaio 2016) dovrà essere utilizzata per:
a) Affrontare e decidere sulla struttura politica e organizzativa che ci si vorrà dare, mantenendo in essere un'Assemblea permanente cui parteciperanno i comitati territoriali, partiti e quanti altri, singoli o associati, interessati. 
b) Consentire l’adesione dei comitati territoriali alla “Associazione L’ALTRA EUROPA” e costituzione di un comitato operativo dell'Associazione che si assuma la responsabilità di coordinare i territori. Comitato che indicherà al proprio interno due portavoce e rimarrà in carica per questa fase transitoria di un anno, mettendosi a disposizione di tutti quei comitati territoriali aderenti che valutino positivamente la partecipazione attiva e diretta alle consultazioni elettorali di qualsiasi livello.
Perché tutto quel tempo?
Perché ( lo evidenziavo il 14/12/14) non sarebbe stato  possibile  immaginare di risolvere con efficacia tutte le questioni, in sospeso, nel breve termine e operazioni a stretto giro di posta sarebbero risultate utili solo a chi stava gestendo il movimento in quel momento e utili a mantenere in piedi la situazione d'incertezza. Perché rispondendo  a “una” degli estensori di quel primo breve documento ( Simonetta Astigiano, mentre la proposta di darci un anno di tempo era della Gabriella Bianco ) …
Qualche cosa bisogna pur cedere, anche se è una concessione solo "nominale". In effetti il tempo ce lo prendiamo per chiarire meglio il rapporto con i partiti e le eventuali associazioni mentre partiamo immediatamente per quanto riguarda i comitati territoriali e il loro coordinamento ( comitati territoriali che aderiscono o entrano in qualità di "soci" nella associazione esistente e si danno una nuova struttura di coordinamento). Nello stesso tempo quella eventuale proposta non è di rottura ma di chiarezza.
Comunque sia, né da Torelli né dai promotori del “contributo NOI” sono arrivate risposte, non che fossero dovute; poi anche i silenzi hanno un significato.  
 
Che fare ?
Qualche giorno fa Guido Viale scriveva :
Che fare? L’unica strada che intravvedo è rivendicare la piena sovranità su tutta la nostra organizzazione dei comitati territoriali impegnati a tener viva – quale che siano le forme e le linee politiche adottate – l’esperienza de L’Altra Europa nell’ambito in cui operano. Sta a loro, a mio avviso, e solo a loro, decidere della legittimità di chi rivendica la propria rappresentatività come espressione locale della nostra esperienza collettiva: cioè collegarsi con quei comitati che ne rispettano l’ispirazione originaria e lasciare al loro destino quelli sorti con altre finalità.
 
Non si può non concordare, solo che dobbiamo trovare quanto prima ( e prima che i comitati siano tutti messi sotto tutela, perché è quello che sta accadendo ) come farlo ?
Ma soprattutto chi è deve svolgere quella funzione di collegamento :
1) Le “ALTRE declinate regionalmente” e già strutturate, che si fanno carico di coordinarsi tra di loro per diventare un momentaneo punto di riferimento ?
2) Si avvia un percorso parallelo costituendo un “informale” L’ALTRA ITALIA per superare l’attuale deficit democratico ?
Oppure ?
Trovare una via d’uscita, una soluzione che ci eviti di rimanere in questa situazione che ci obbliga a rincorrere le iniziative altrui per cercare di contenere i danni e che ci impedisce di prendere autonome iniziative. 
Via d’uscita (vista l’impossibilità di rendere praticabile quella del coordinamento delle regioni al voto primaverile, un giorno mi piacerebbe capire perché molti amici/compagni schierati decisamente su posizioni critiche e attivi nelle regioni al voto hanno decisamente ignorato, anche solo come ipotesi, quella proposta) che non può prescindere da una convinzione che senza questa parte critica non ci potrà essere alcun nuovo soggetto, coalizione sociale. Questo ruolo va rivendicato con consapevolezza anche rinunciando alle “briciole” offerte,  rimettendo in discussione il censimento dei comitati e se pensano di chiudere un ml ,perché loro, lo facciano.
Buona settimana e che ci sappia consigliare.
Silvano Cricca
 
Ps/
L’idea del seminario è apprezzabile soprattutto perché proposta da L’ALTRA EMILIA che ( insieme a L’ALTRA CALABRIA) ha dimostrato quanto sia “fragile” l’impalcatura su cui si regge il “pensiero” degli amici/compagni di “siamo al bivio” e quanta poca forza decisionale abbiano quando messi di fronte al fatto compiuto o se le prove di forza vengono fatte nei loro confronti ( nel senso della loro strategia politica).
Un  seminario per costruire, non per dividere, mi sembra giusto ma credo che la proposta di programma non collimi molto con l’oggetto del seminario. L’oggetto sembra quello di un seminario in cui discutiamo di noi stessi, dal punto di vista organizzativo,  mentre il programma sembra rivolto al futuro come se quel “noi stessi” fosse già quel nuovo soggetto o coalizione sociale mentre così non è.

Silvano Cricca
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