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L’ALTRA EUROPA E LA PSICOPATOLOGIA DELLA SINEDDOCHE
#1
https://gianluigiagora.wordpress.com/2015/02/08/laltra-europa-e-la-psicopatologia-della-sineddoche-2/

Un virus pericoloso e autodistruttivo si aggira per L’Altra Europa, disseminato da chi tende a modificare geneticamente dal di dentro quello che è nato per essere il “luogo” di incontro, confronto e percorso verso un soggetto politico nuovo pluralista e unitario, precisando che “pluralismo non significa frammentazione” (citaz. Luciana Castellina) e non significa nemmeno “federazione o coalizione” (citaz. mia….).

Quali sono i gravi sintomi che presentano quanti remano per traghettare L’Altra Europa verso un’ennesima coalizione di sinistra decisa tra vertici di partito?
E’ triste parlarne visto che coinvolge anche compagni insospettabili e “duri e puri” almeno a parole slogan e simboli….
Ma facciamoci coraggio: uno psichiatra lo definirebbe “disturbo dissociativo dell’ identità” (già “disturbo di personalità multipla”).
Abbiamo cioè partiti che contemporaneamente hanno tre identità: quella del loro partito, quella dell’Altra Europa e quella della “coalizione a sinistra”.
E la gravità maggiore è che non ritengono questa una fase transitoria ma piuttosto la stato di salute….normale.
E anche dentro L’Altra Europa questo virus sta prendendo piede con una complicazione ancora più grave: quella che potremmo appunto definire “psicopatologia della sineddoche” che attuando un piccolo scarto rispetto al procedimento linguistico-espressivo porta a confondere la “parte” con il “tutto”.
Questo provoca lo strano fenomeno per cui alcuni nell’Altra Europa che pur non è –per citare questa volta Barbara Spinelli – un “gruppo autosufficiente” ma come si diceva prima il “luogo” di incontro e futura fusione di pluralità, si auto convincono che sia invece un partito, un movimento, un’entità che si possa affiancare ad altre in una qualche forma di rassemblement come fosse una “parte” di un “tutto” e non il “tutto” che dovrebbe accogliere le “parti”.
Questa grave psicopatologia porta a situazioni paradossali per cui abbiamo un “contenitore 1” che sta dentro a un altro “contenitore 2” del quale fanno parte partiti che a loro volta stanno già dentro al “contenitore 1”.…. in uno strano gioco di scatole cinesi o matrioske.
La chiara deriva psicopatologica di questa situazione sarebbe evidente anche a chi non ha conoscenze psichiatriche, se non fosse che queste brillanti soluzioni servono in realtà a riproporre né più né meno le solite vecchie, stantie ammucchiate decise da vertici di partiti e poi calate dall’alto per fare abboccare la base con l’esca della nuova soluzione unitaria, questa volta “finale e risolutiva”… ma in realtà uguale in tutto e per tutto a quelle fallimentari già viste negli anni passati.
Questo virus ovviamente tende a snaturare l’Altra Europa e, trasformandola in una “parte”- entità autosufficiente, ne snatura lo spirito originario che ne segnava la discontinuità col passato.
Chi è ancora immune non può che fare di tutto perché non capiti più di leggere comunicati firmati da tre o quattro partiti e con sotto, in aggiunta, anche la firma dell’Altra Europa o dell’Altra Regione del momento.
E’ una contraddizione logica, linguistica e soprattutto politica.
E’ come se un comunicato fosse firmato dall’Italia, dalla Lombardia, e dalla Liguria, come se le ultime due non facessero parte della prima e come se la prima non le contenesse.
Questo il drammatico declino che viene spacciato per unità a sinistra, per coalizione popolare, per unione sociale, dove ovviamente la base sociale non decide nulla, non sceglie in modo democratico ma viene invitata ad accodarsi alle decisioni prese altrove magari in sfavillanti convention leopoldiane o meno.
Auguri…
Gian Luigi Ago
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