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Espellere Syriza dalla Sinistra Europea?!
#5
Se il fine è quello descritto, ossia quello di smarcarsi dalla collaborazione coi partiti socialisti, non si vede perché mai lo si debba perseguire cominciando con un'espulsione, e con l'espellere proprio Tsipras.
Intanto il partito della Sinistra europea contiene svariati partiti socialisti e lo stesso Parti deGauche di Mélenchon si definisce eco-socialista.

Tsipras poi non è certo l'esempio tipico di collaborazione di centro-sinistra!

Ha rifiutato di governare col PASOK e con Nea Demokratia e governa praticamente da solo con un partitino di destra, ANEL, indipendentista, antieuropeista e nazionalista, che gli garantisce 13 (tredici contro 145) seggi, 3 in più di quelli che gli mancano per avere la maggioranza in Parlamento, in cambio del Ministero della Difesa e di una politica un po' militarista nei confronti della Turchia.

Tsipras sta governando in una situazione assolutamente eccezionale, in condizioni di ricatto economico totale, cercando di ridurre al minimo i danni terribili provocati dai diktat europei.

Giusto o sbagliato che sia quello che sta facendo, che senso ha prendere una situazione così anomala ed estrema come esempio di compromissione coi socialisti, da mettere alla porta?

In realtà all'interno del PGE non è in discussione una tendenza di collaborazione con il neoliberismo e con l'attuale Governance europea, come potrebbe essere la posizione de socialdemocratici tedeschi, che ovviamente non fanno parte del PGE.
Tutti i partiti all'interno del PGE sono convintamente antiliberisti e contrari all'attuale politica economica europea.

Mélenchon ha preso lo spunto dalla legge di regolamentazione dello sciopero che insieme a un altro pacchetto di misure impopolari è stata approvata in Grecia - sempre su esplicita richiesta europea in cambio dell'ultima tranche di prestiti: un disegno di legge che ha suscitato forti proteste sindacali, scioperi e scontri. Si tratta tuttavia di una riforma piuttosto modesta, in quanto richiede che, per proclamare legalmente uno sciopero, la percentuale di iscritti a un sindacato presenti alle assemblee di base passi da un terzo - come è ora - al 50%. Non si può far passare questa riforma, certamente restrittiva, per una "legislazione antisciopero", se si tiene presente che in Grecia si sciopera molto più che da noi (negli ultimi 9 anni 50 scioperi generali, purtroppo con scarso frutto per i lavoratori).

Mélanchon accusa Tsipras di rispondere sempre più servilmente alle imposizioni della Commissione europea, ma è evidente che Syriza, col coltello alla gola, cerca di ridurre al minimo le riforme obbligate; altri si sarebbero comportati ben più servilmente di lui.

In ogni modo, Tsipras si sarà pure cacciato in un vicolo cieco, ma certo non rappresenta un prototipo di collaborazione volontaria con la politica economica UE come potrebbero essere le varie formule europee di centrosinistra di cui parla Marco Giustini!

L'attacco di Mélenchon è certamente diretto contro i partiti comunisti all'interno del Partito della Sinistra europea: attacca Tsipras, sapendo che i comunisti sono restati solidali con Tsipras e che Tsipras è il loro punto debole. E' una lotta per l'egemonia all'interno del Partito della Sinistra europea, in vista delle prossime elezioni europee. Sono d'accordo in questo con Marco Giustini. Ma non certo perché i partiti comunisti, tra cui il nostro, siano rimasti legati alla logica di centro sinistra!
Non è chiaro quale sia il nodo vero per Mélenchon, che insiste molto per una conferenza europea sul debito, per una moratoria ecc, ma non credo affatto che questo possa essere un oggetto di contesa coi comunisti.
Forse l'oggetto del contendere è soltanto "chi decide sulla lista" , se si presenta una sola lista transnazionale di sinistra. E/o forse il nodo è l'ingresso nel Partito della sinistra europea di altre formazioni della sinistra greca, incompatibili con Tsipras (per ora c'è solo Tsipras), anche perché presto verrà fuori in Grecia il partito di Varoufakis.

Mélenchon minaccia ora velatamente - nel caso non fosse accontentato , come certamente non sarà accontentato - di uscire lui con altri dalla Sinistra europea, avendo dichiarato: « Pour le PG, comme sans nul doute beaucoup d’autres partis du PGE, il est en effet devenu impossible de côtoyer, dans un même mouvement, Syriza d’Alexis Tsipras », cioè che per il suo partito, come senz'altro per molti altri, non è più possibile restare fianco a fianco con Syriza in uno stesso movimento.
Il PG, Parti de Gauche, è il partito originario di Mélanchon che tuttora sussiste e aderisce al Partito della sinistra europea. Mentre France Insoumise è stato fondato solo nel 2016 per le presidenziali francesi.

Già in ottobre Mélenchon era stato in Grecia a parlare coi partiti dell'Altra Sinistra, quella anti-Tsipras, e aveva dichiarato che non era possibile per lui formare una lista alle Europee con Tsipras, sottolineando che la presenza di Tsipras nel Partito della sinistra europea poneva problemi e che France Insoumise non fa parte del Partito della sinistra europea. Probabilmente la messa al bando di Tsipras in vista delle europee gli è stata sollecitata da questi partiti greci con cui è solidale.
C'è in vista quindi la presentazione di liste separate alle europee, una comunista con Syriza e una no.

Mi sembra un pessimo inizio per tutti noi e non depone bene per il leader di France Insoumise che mostra simpatia per pratiche autoritarie (espulsione) che speravamo scomparse. D'altra parte i comunisti controllano molto saldamente chi entra e chi non entra nel Partito della sinistra europea, fondato da Bertinotti.
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RE: Espellere Syriza dalla Sinistra Europea?! - Daniella Ambrosino - 02/02/2018, 19:55

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