Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Espellere Syriza dalla Sinistra Europea?!
#1
Siete d'accordo con l'opinione di Marco Giustini secondo cui bene ha fatto Mélanchon a chiedere l'espulsione di Tsipras dalla Sinistra Europea, cosa cui si oppone molto probabilmente Rifondazione?
Pensate come Giustini che sia addirittura una mossa strategica urgente necessaria ad "ammazzare" definitivamente il centrosinistra?

Personalmente lo ritengo un grave errore, non solo per comprensione della situazione in cui si è venuta a trovare Syriza, ma in generale perché sono contraria alle espulsioni che considero una peste della  più vecchia mentalità di sinistra, a cominciare da quella storica del "Manifesto".

Spero che Sinistra Europea non accetti questa logica di espulsioni. E questo lo dico anche avendo sempre appoggiato Varoufakis - faccio parte di Diem25 - e sapendo che Varoufakis ha in programma di fondare un partito in Grecia.
Cita messaggio
#2
Aggiungo che sono in totale disaccordo con quanto ha sostenuto su WhatsApp Mario Sommella, e che cioè l'espulsione si potrebbe prospettare pure per Eurostop e che questo non significa dividerci ma semplicemente combattere la politica delle grosse coalizioni e prendere posizione netta angiliberista, E questo lo dico nonostante non la pensi affatto come Eurostop.

Si prende posizione netta conquistando la maggioranza dei consensi delle compagne e dei compagni, senza espellere nessuno che non condivida la linea vincente.
Poi Tsipras non è liberista e non è in nessun modo colpevole di fare una politica di centro sinistra e di grossa coalizione. Ha accettato obtorto collo, ma la sua strategia politica non è mai stata di centro-sinistra o Grosse Koalition.
Prendersela con Tsipras perché è stato taglieggiato col coltello alla gola dalle autorità europee è un'assurdità autolesionista da parte nostra.
Non potendo far nulla contro di loro ce la prendiamo con lui?
Non sono d'accordo sul fatto che in Grecia Syriza avrebbe fatto bene a passare la mano al PASOK, ma non è questo il punto.
Se anche Syriza avesse commesso un errore politico grave, non è un motivo per espellerla.
Abbiamo in comune con Syriza praticamente tutta la visione politica, siamo pazzi?!
La chiarezza politica non si fa a colpi di espulsioni. Se no ci si riduce inevitabilmente a pezzettini.
Cita messaggio
#3
A quanto pare i giovani napoletani stanno dimostrando meno infantilismo politico, cito la Castellina, dimostrando di avere idee chiare e prospettive per il futuro, vi ricordo che oltre ad Acerbo il problema si porrebbe anche con cremaschi ed Eurostop, A mio parere tutto si fa più interessante in quanto si rigetta nettamente la politica delle grosse coalizioni intraprese soprattutto dalle socialdemocrazie centro europee, vedi Germania.
Non credo che ci stiamo dividendo, ma stiamo prendendo una posizione che dovrebbe portarci ad uno scontro aperto con l’ordinamento liberista che hai inquinato anche i partiti di sinistra, non sono per l’espulsione di nessuna forza o persona, A suo tempo Tsipraschiese l’appoggio dei partiti socialdemocratici europei, ebbe tutti contro, fu costretto a firmare i trattati, ricordo bene la chiusura delle banche greche che non erogavano più banconote successivamente si sottomise al diktat della Merkel, fondo monetario internazionale, e finanza europea legata a quella mondiale. Riguardo cremaschi ed eurostop sono contro qualsiasi forma di ritorno ai nazionalismi, sia territoriali che economici.
Cita messaggio
#4
Secondo me in queste ore si sta giocando una lotta per l'egemonia all'interno della sinistra radicale a livello europeo. L'azione di Melenchon mira a ridare una verginità perduta alle forze della sinistra radicale, separandosi completamente da scelte molto simili a quelle fatte dai partiti dell'Internazionale socialista. Questa azione è necessaria per una ripresa di credibilità delle forze di sinistra radicale. La sfida è di raggiungere alle elezioni del 2019 che permettano di proporsi come forza di governo e non perenne alleato minoritario dei partiti socialisti.

Chiaramente si oppongono forze come Die Linke e Rifondazione che sono stati in alleanze di governo con i partiti socialisti.

Comunque non do giudizi sulla validità di questa azione, dico solo che il fine sia quello descritto. Giusto o sbagliato? Finora come sinistra radicale abbiamo perso tutto e Rifondazione in Italia è scesa sotto l'1% quindi che almeno "qualcosa" non abbia funzionato bisogna ammetterlo.
Cita messaggio
#5
Se il fine è quello descritto, ossia quello di smarcarsi dalla collaborazione coi partiti socialisti, non si vede perché mai lo si debba perseguire cominciando con un'espulsione, e con l'espellere proprio Tsipras.
Intanto il partito della Sinistra europea contiene svariati partiti socialisti e lo stesso Parti deGauche di Mélenchon si definisce eco-socialista.

Tsipras poi non è certo l'esempio tipico di collaborazione di centro-sinistra!

Ha rifiutato di governare col PASOK e con Nea Demokratia e governa praticamente da solo con un partitino di destra, ANEL, indipendentista, antieuropeista e nazionalista, che gli garantisce 13 (tredici contro 145) seggi, 3 in più di quelli che gli mancano per avere la maggioranza in Parlamento, in cambio del Ministero della Difesa e di una politica un po' militarista nei confronti della Turchia.

Tsipras sta governando in una situazione assolutamente eccezionale, in condizioni di ricatto economico totale, cercando di ridurre al minimo i danni terribili provocati dai diktat europei.

Giusto o sbagliato che sia quello che sta facendo, che senso ha prendere una situazione così anomala ed estrema come esempio di compromissione coi socialisti, da mettere alla porta?

In realtà all'interno del PGE non è in discussione una tendenza di collaborazione con il neoliberismo e con l'attuale Governance europea, come potrebbe essere la posizione de socialdemocratici tedeschi, che ovviamente non fanno parte del PGE.
Tutti i partiti all'interno del PGE sono convintamente antiliberisti e contrari all'attuale politica economica europea.

Mélenchon ha preso lo spunto dalla legge di regolamentazione dello sciopero che insieme a un altro pacchetto di misure impopolari è stata approvata in Grecia - sempre su esplicita richiesta europea in cambio dell'ultima tranche di prestiti: un disegno di legge che ha suscitato forti proteste sindacali, scioperi e scontri. Si tratta tuttavia di una riforma piuttosto modesta, in quanto richiede che, per proclamare legalmente uno sciopero, la percentuale di iscritti a un sindacato presenti alle assemblee di base passi da un terzo - come è ora - al 50%. Non si può far passare questa riforma, certamente restrittiva, per una "legislazione antisciopero", se si tiene presente che in Grecia si sciopera molto più che da noi (negli ultimi 9 anni 50 scioperi generali, purtroppo con scarso frutto per i lavoratori).

Mélanchon accusa Tsipras di rispondere sempre più servilmente alle imposizioni della Commissione europea, ma è evidente che Syriza, col coltello alla gola, cerca di ridurre al minimo le riforme obbligate; altri si sarebbero comportati ben più servilmente di lui.

In ogni modo, Tsipras si sarà pure cacciato in un vicolo cieco, ma certo non rappresenta un prototipo di collaborazione volontaria con la politica economica UE come potrebbero essere le varie formule europee di centrosinistra di cui parla Marco Giustini!

L'attacco di Mélenchon è certamente diretto contro i partiti comunisti all'interno del Partito della Sinistra europea: attacca Tsipras, sapendo che i comunisti sono restati solidali con Tsipras e che Tsipras è il loro punto debole. E' una lotta per l'egemonia all'interno del Partito della Sinistra europea, in vista delle prossime elezioni europee. Sono d'accordo in questo con Marco Giustini. Ma non certo perché i partiti comunisti, tra cui il nostro, siano rimasti legati alla logica di centro sinistra!
Non è chiaro quale sia il nodo vero per Mélenchon, che insiste molto per una conferenza europea sul debito, per una moratoria ecc, ma non credo affatto che questo possa essere un oggetto di contesa coi comunisti.
Forse l'oggetto del contendere è soltanto "chi decide sulla lista" , se si presenta una sola lista transnazionale di sinistra. E/o forse il nodo è l'ingresso nel Partito della sinistra europea di altre formazioni della sinistra greca, incompatibili con Tsipras (per ora c'è solo Tsipras), anche perché presto verrà fuori in Grecia il partito di Varoufakis.

Mélenchon minaccia ora velatamente - nel caso non fosse accontentato , come certamente non sarà accontentato - di uscire lui con altri dalla Sinistra europea, avendo dichiarato: « Pour le PG, comme sans nul doute beaucoup d’autres partis du PGE, il est en effet devenu impossible de côtoyer, dans un même mouvement, Syriza d’Alexis Tsipras », cioè che per il suo partito, come senz'altro per molti altri, non è più possibile restare fianco a fianco con Syriza in uno stesso movimento.
Il PG, Parti de Gauche, è il partito originario di Mélanchon che tuttora sussiste e aderisce al Partito della sinistra europea. Mentre France Insoumise è stato fondato solo nel 2016 per le presidenziali francesi.

Già in ottobre Mélenchon era stato in Grecia a parlare coi partiti dell'Altra Sinistra, quella anti-Tsipras, e aveva dichiarato che non era possibile per lui formare una lista alle Europee con Tsipras, sottolineando che la presenza di Tsipras nel Partito della sinistra europea poneva problemi e che France Insoumise non fa parte del Partito della sinistra europea. Probabilmente la messa al bando di Tsipras in vista delle europee gli è stata sollecitata da questi partiti greci con cui è solidale.
C'è in vista quindi la presentazione di liste separate alle europee, una comunista con Syriza e una no.

Mi sembra un pessimo inizio per tutti noi e non depone bene per il leader di France Insoumise che mostra simpatia per pratiche autoritarie (espulsione) che speravamo scomparse. D'altra parte i comunisti controllano molto saldamente chi entra e chi non entra nel Partito della sinistra europea, fondato da Bertinotti.
Cita messaggio
#6
Cerchiamo di capirne qualcosa? Jean Luc Melanchon è entrato in politica a inizio degli anni 70 nell OCI organizzazione comunista trotskista legata al Partito Socialista francese di cui è stato parlamentare e ministro dal 1976 a 2008, anno in cui è uscito per andare per suo conto fondando il Parti de Gauche, poi il Front de Gauche ed infine nel 2016 La France Insoumise. Non è mai stato vicino al PCF l'ultimo partito comunista occidentale filo sovietico, partito diretto da Pierre Laurent con il quale non va d'accordo ma che rappresenta ora mai 1% dei voti quando superava il 25% negli anni 70 alla guida di Georges Marchais.
Melanchon è quindi un ambiziosissimo ,camaleontico ed intelligente elettrone libero della sinistra. Nel 2012 combatteva gli ecologisti e nel 2017 si è fatto una forza dell'ecologia ( era ora!).
Potremmo dire che è la nuova spiaggia della sinistra radicale che non si considera classico comunista e non fa mai riferimenti ideologici. Tutto è nel programma ed ognuno lí può farsi l'idea da che parte stà Melanchon.
I comunisti referenziali di Marx e Lenin, saranno sempre a disagio con Melanchon, che vuole proseguire la sua scalata ora anche in Europa ( era deputato europeo) con lo stesso programma della France Insoumise.
Come ha fatto in Francia cercherà quindi di scrollarsi dal suo cerchio tutti i partiti con etichette, ideologie ,comportamenti nocivi e deterrenti della sua neo sinistra di governo.
Davanti a questa prospettiva vedo male come Potere al Popolo trainata da Rifondazione Comunista che è anche la trazione di AE con Tsipras possa accomodarsi serenamente sul treno Melanchon, lanciato e certamente comodo.
Detto questo ,qui e solo qui al chiuso, mi permetto di valutare personalmente che vi è poca comunanza tra la France Insoumise e Potere al Popolo. Per frequentare copiosamente i network delle due entità ,posso affermare che La France Insoumise è più libero da vincoli ideologici, libertà che utilizza largamente fino al sostegno di un nazionalismo nei programmi valutati dai giornalisti a 90% paralleli con quelli di Marine Le Pen.
Sarà dopo le elezioni , quando si dovrà imbastire la macchina da guerra delle importantissime elezioni europee che le cose si decanteranno , dovendo tutti fare i conti anche con Varoufakis lui più simile a Melanchon, essendo di sinistra radicale ma non comunista....
In conclusione : Se la France Insoumise ,visti anche i suoi risultati ,è il miglior riferimento possibile della nuova sinistra europea, Potere al Popolo il 5 aprile deve fare una rivoluzione a 360 gradi, diventare un movimento unico , aggiornare e modernizzare il suo programma . Date le affermazioni ribattute a iosa dai componenti dei partitini che vi partecipano ho grandi dubbi in merito.
Cita messaggio
#7
Scusa Piero, ma qui il problema era la richiesta di espellere Syriza dalla Sinistra europea e comunque se una "neo sinistra di governo, di matrice anti-ideologica come France Insoumise" debba praticare la via della non cooperazione a livello europeo e anzi della espulsione di altre formazioni antiliberiste di altri Paesi, la cui linea non si condivide.
Tenuto anche conto che se c'è una formazione anti-ideologica è Syriza che è nata dalla confluenza di diversi partiti e movimenti, anche non comunisti.
Se questo ti sembra un carattere di sinistra "non ideologica" e moderna, a cui Potere al popolo dovrebbe adeguarsi. io spero che non lo faccia, di queste modernizzazioni ne facciamo volentieri a meno.
Se lo avesse fatto un partito comunista avremmo gridato allo stalinismo, se lo fa Mélenchon va bene?
Cita messaggio
#8
Daniella , cerco di rispondere in tre tempi:
1- Non sono pochi , ne lontani anche in Italia coloro che hanno detestato Siryza ,trattato da traditore dopo le elezioni europee del 2014, quando ha scelto di governare con i mezzi che aveva e nel contesto drammatico in cui era la Grecia .
Sia chiaro che essere all'opposizione e dover governare sono due mondi quasi antitetici e questo ne sono convinto da sempre. Anche Lenin è passato da quelle parti.
In conclusione per me non si estromette nessuno quando è nella tua sfera. Al massimo si discute e si compone, altrimenti si fontinua a dividere.

2 - Melanchon : consiglio a chiunque di ben analizzare chi è Melanchon e quale è stata la sua storia politica in oltre quarant'anni di pratica. Si è mai imbarazzato, di togliere le tende quando non gli conveniva più. Non sono quindi un fan di Melanchon. Mi piace invece il programma della France Insoumise ed anche l'ambiente culturale e politico di tanti suoi aderenti.

3- Strategia di Melanchon & France Insoumise . Palesemente vogliono presentarsi in Europa come locomotore e leaders della sinistra radicale. I loro risultati recenti in Francia possono legittimarli almeno ai loro occhi .E poi vengono dal paese che con la Germania domina la UE ed hanno un discreto ego anche per questo. Per evitare complessità ,critiche o intoppi mettono la barra molto alta.
Giusto o sbagliato che sia, io penso che per correre " serenamente" con loro la sola strada è di analizzare se l'adesione al loro programma e largamente fattibile , perchè nel caso contrario non negozieranno granché. Sia chiaro che ad oggi la parola la ha praticamente presa sempre Melanchon, fondatore et leader maximo ed è un duro.
Cita messaggio
#9
Ma dove stanno ormai i "comunisti referenziali Marx e Lenin"? Ormai nessun partito comunista è davvero marxista- leninista, se non piccoli oggetti residuali come il PCF e da noi Marco Rizzo o il PCI. Ma già Rifondazione e i partiti simili a lei sono molto più flessibili e possibilisti.
Syriza sarebbe un partito marxista-leninista di stretta osservanza?
Se alla fine ha condisceso al memorandum UE, per la qual cosa tanti lo considerano un traditore, non lo ha fatto certo in quanto marxista-leninista.
E comunque, se anche fosse, per una sinistra radicale europea è una ragione per buttarlo fuori invece di considerarlo uno di noi, sconfitto, a cui la UE ha tolto tutto il carisma che aveva?

Che Mélenchon sia un duro e un lìder maximo non c’è dubbio.
Purtroppo non si può prendere France Insoumise senza prendere pure Mélenchon.
E il programma di France Insoumise sarà pur bello, ma non lo è il suo nazionalismo francese spinto.
Se la sinistra radicale europea comincia con le espulsioni per mettere Mélenchon al posto dei comunisti, non la vedo bene per il futuro della sinistra radicale europea.

Giustamente ci preoccupiamo del fatto che Rifondazione non prenda il sopravvento su PaP.
Ma se per "correre" con France Insoumise Potere al Popolo deve sostituire Rifondazione con la leadership di Mélenchon, saltiamo dalla padella nella brace.
Anche se il programma e gli strumenti adottati fossero più desiderabili, perché è proprio di Lìder maximi e di "duri" che non abbiamo bisogno.
Cita messaggio
#10
Siamo allineati Daniella , la mia " preoccupazione" o meglio la mia speranza è che effettivamente Potere al Popolo corra delle sue ali per consolidarsi prima di farsi condizionare da chi è più consolidato come programmi e numeri e potrebbe troppo esigere.
In Potere al Popolo ora non vi sono leaders di punta ed è una buona partenza. Speriamo che dopo il 4 marzo si mettano a disposizione gli strumenti digitali di partecipazione ,e si rinunci alla relativa censura che è stata applicata sulla pagina FB , che posso anche " tollerare" in piena campagna elettorale, ma categoricamente no per il seguito.
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 2 Ospite(i)