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PROPOSTA PROGRAMMATICA DI PLP ALL'ALLEANZA POPOLARE
#1
PROPOSTA PROGRAMMATICA ALL'ALLEANZA POPOLARE: CONTRIBUTO DI PRIMALEPERSONE ALLE ASSEMBLEE COSTITUENTI.

CARTA DI INTENTI DI PRIMALEPERSONE

L'Associazione PRIMA LE PERSONE é nata a inizio 2015 in quanto spazio facilitatore di partecipazione politica diretta delle persone nelle loro città, nei loro territori, nelle loro organizzazioni associative ,nei movimenti tramite l'Assemblea Permanente .

Sempre di più cittadini oppressi dalla lunga crisi in corso , provocata dagli eccessi del finanzcapitalismo , sono convinti che non si potrà mai rendere accettabile il sistema dominante neo-liberista , Naomi Klein afferma pure che utopia non é pensare di spazzarlo ma che esso sia perenne tanto va cinico e ingordo verso la sua distruzione ,dopo aver ,purtroppo,distrutto il mondo.
I cittadini subiscono ogni giorno i danni del credo incontrastato neo-liberista che é la ricerca della crescita senza limiti ,sorgente di alimentazione del libero commercio mondiale che é il vettore dell'accumulo di ricchezza di pochi ,della miseria di troppi e l'acceleratore principale del riscaldamento climatico che mette in grave pericolo tutto : persone, animali, vegetali e ambiente naturale.
Se questo sistema pur ecologicamente dannoso permettesse a tutti di avere un reddito continuativo e dei servizi sociali adeguati ci sarebbe una maggioranza per domandarne la perennizzazione . La realtà va invece tutta all'opposto sostenuta dai dogmi ufficiali : infrastrutture pesanti per favorire il trasporto di merci internazionali a discapito delle infrastrutture di trasporto pubblico territoriali dei cittadini , consumo di suolo agricolo per costruire ulteriormente centri commerciali ed autostrade di accesso dei TIR e dei containers , estrazione di energie fossili in terra ed in mare, produttività e competitività verso il basso , ricatto delle banche mentre continua il determinato attacco allo stato sociale perché i poteri forti ritengono che :
i servizi pubblici costano caro e sono quindi da ridimensionare o da privatizzare per renderli paganti e redditizi, la manodopera é troppo cara e la produttività scarsa , la conversione ecologica ci ricondurrebbe al medioevo, i malati abusano dei servizi medici e le malattie sono sempre di più considerate come accidenti della vita da coprire con assicurazioni private.

I governi di centro destra e di centro sinistra da decenni al potere in Italia ed in Europa non hanno saputo o potuto domare minimamente il corso di questa involuzione ecologica,economica e sociale,perché sono invischiati in una montagna di debito pubblico dovuto largamente a scelte sbagliate,sperperi, favoritismi ,abusi e promesse elettorali esose e clientelari.

Ogni giorno che passa genera sempre più persone che passano sotto la soglia dell'indigenza anche nei paesi occidentali a più alto sviluppo : bambini pieni di problemi creati dalla cattiva nutrizione industrializzata, dal parcheggio lungo e quotidiano presso nurse e strutture di bassa qualità materiale e pedagogica , giovani mal istruiti, mal orientati e poi disoccupati, precari e sottopagati , lavoratori e lavoratrici precarizzati ,anziani che vivono sotto la soglia della povertà e abbandonati , emigrati lasciati nel clandestinato per poter essere sfruttati e a volte schiavizzati, ambiente vitale sfruttato e massacrato senza limiti.

Le opposizioni organizzate partitiche esistono ma solo quelle di estrema destra stanno crescendo rapidamente sulla spinta del malumore.

L'indignazione e l'opposizione non bastano più . Vivendo in una repubblica democratica ( governo del popolo ) le persone ,che costituiscono la base sociale ,hanno ora tutto il diritto costituzionale ma anche il dovere di passare in prima persona all'azione per analizzare,proporre, discutere e decidere tramite votazioni come vogliono che la situazione cambi per:

-provocare ,sopratutto con il proprio comportamento ,una rottura netta con il consumismo senza limiti,matrice di troppi mali.
-realizzare una profonda conversione ecologica
-definire i termini di una vita più sobria , più calma, più sicura,più partecipativa alla vita pubblica .
-concepire un'esistenza i cui valori dominanti non siano più la ricchezza materiale, la carriera, la concorrenza e la rivalità, il possesso,il consumo senza limiti ma la realizzazione personale e degli altri, la soddisfazione collettiva dei bisogni primari e intellettuali,la tranquillità e il buon ambiente vitale .
- trasformare il lavoro per tutti in partecipazione alla vita economica ma anche alla vita culturale, intellettuale ,ecologica ,associativa ,assistenziale della collettività.
realizzare l'equità nella redistribuzione collettiva delle risorse naturali e della ricchezza prodotta.
rendere la giustizia restauratrice e non solo punitiva.
partecipare attivamente nei loro paesi e qui a risolvere i problemi dei migranti.
favorire la pace tramite la riduzione drastica degli armamenti e gli interventi dell'ONU.

Per arrivare ad una prospettiva comune della base sociale serve un permanente confronto di idee che consolidi una convergenza di visione e di aspettative .Senza questa convergenza si continuerebbe ad essere un amalgama di individualità impotenti in balia dei poteri forti. Per fissare le aspirazioni di ogni persona una Carta di Intenti ad elaborazione permanente é stata aperta . Essa ha lo scopo di favorire la sintesi trasparente delle aspirazioni della base sociale che strada facendo potrà diventare una proposta politica.


LA CARTA PERMANENTE DI INTENTI DELLO SPAZIO DI PRIMALEPERSONE

Ad oggi le persone che hanno implementato ,la Carta di Intenti hanno focalizzato i 14 temi principali di elaborazione seguenti:

1 - LA CONVERSIONE ECOLOGICA

: Perché una conversione ecologica : L'attività umana in senso lato, l'economia produttiva capitalistica ed anche famigliare ,la crescita esponenziale della popolazione umana ed animale ( allevamenti ) hanno trasformato la terra in un gigantesco crogiuolo che brucia da un paio di secoli ogni risorsa ed ogni energia disponibile. Due sono le grandi conseguenze dirette , l'impoverimento rapido e pericoloso di terre agricole e risorse naturali e l'inquinamento drammatico di terre ,acque e cielo. Il mondo corre verso una catastrofe ambientale e umana inimmaginabile ,di cui siamo tutti complici ricchi e poveri, anche se ad un grado diverso.
Ridurre i consumi ci dispiacerà ma come ha scritto Naomi Klein ,vi è nella conversione ecologica necessaria per evitare catastrofi planetarie anche una opportunità unica di creare un mondo migliore : " La crisi del clima può offrire la possibilità di ricostruire e di riattivare le economie locali , di liberare le nostre democrazie dal giogo distruttore dei giganti del settore privato , d'impedire l'adozioni di accordi di libero scambio nefasti e di rinegoziare quelli che sono già in vigore, d'investire nelle infrastrutture pubbliche le più malandate quali i trasporti in comune e gli alloggi sociali , di riappropriarsi dei servizi pubblici essenziali come l'energia e l'acqua potabile ,di risanare il settore agricolo,d'aprire le frontiere ai rifugiati climatici e di rispettare i diritti territoriali di ogni persona"


2 IL LAVORO DA CREARE

:La produzione industriale mondiale è in continua crescita , tuttavia nei paesi occidentali la mano d'opera operaia tradizionale e l'impiego annesso sono in costante diminuzione , a causa della delocalizzazione verso paesi a basso costo di manodopera e in conseguenza dei guadagni di produttività permessi dall'automatizzazione delle procedure produttive e progressivamente per via della sostituzione dell'uomo con dei robots.
Non potendo oggi pensare realisticamente che sia possibile a medio termine sopprimere il lavoro come vettore generale di reddito delle persone e delle famiglie bisogna allora andarlo a cercare e creare dove esso è possibile ed utile tramite "industrie " leggere ed artigianali non invasive,nei settori seguenti : la produzione di energie pulite, la concezione e la produzione di mezzi di trasporto non inquinanti ,l'economia circolare per riciclare i materiali , la riparazione generalizzata per far durare atrezzi e macchinari , l'agricoltura biologica e l'agroalimentare sano , il risanamento e la cura del territorio naturale e urbano, la modernizzazione dei servizi pubblici e sociali , l'abitazione sana ,silenziosa e poco energivora , la cura materiale e intellettuale della persona dall'infanzia alla vecchiaia , il restauro del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale ,il turismo slow culturale, artistico,enogastronomico , paesaggistico ,termale, e balneare di alta qualità, la ricerca e la formazione nei campi che riguardano queste attività.

Il potenziale è di millioni di posti di lavoro autonomo o salariato . Pochi paesi hanno a disposizione tante opportunità che ne possede l'Italia, sopratutto quella a Centro e Sud storicamente tagliata fuori dall'industrializzazione del secolo passato.

Ma lo stato deve prendere in carico l'iniziativa di lanciare i cantieri , poi l'economia delle sinegie genererà per induzione opportunità e lavoro addizionale . Servono architetti, ingegneri, geometri, geologi, agronomi ma sopratutto muratori, idraulici,falegnami,restauratori di mobili e opere d'arte, elettricisti, agricoltori,silvicoltori ,cuochi ,puericultori,infermieri tutti i mestieri che la cultura dominante del lavoro burocratizzato ha svalutato.

Intanto in previsione dell'avvento possente del numerico e dei robots nelle attivitá lavorative bisognerá riflettere alle soluzioni di welfare atte a rimpiazzare i redditi totali o parziali da lavoro .


3 - IL SOSTEGNO DI AUTONOMIA : PRESTAZIONI FISICHE O PECUNIARIE

Lavoro e reddito :Il fondamento della repubblica é il lavoro , esso deve essere rigenerato realizzando la conversione ecologica . Reddito per chi può lavorare e contributi che finanzieranno le prestazioni per chi non può lavorare verranno essenzialmente dal lavoro. La giustizia fiscale preleverà di più sulle ricchezze e sui patrimoni e potrà ridurre l'evasione fiscale , una tassa sulle transazioni finanziarie contribuirà , far pagare i contributi sociali ai robots anche ,ma a regime sarà ancora il lavoro per tutti che potrà garantire reddito e welfare generalizzato in un paese solidale e pacificato. Sono dal lavoro che dovranno sgorgare piú che mai il reddito e le prestazioni che garantiscono per tutti l'autonomia finanziaria indispensabile . Chi puó lavorare deve poter farlo.
Chi non puó lavorare deve essere sostenuto in ogni fase inattiva della sua vita quando esso sia bambino,studente,genitore, pensionato,disabile.
Il regime di contribuzione e di ripartizione è il solo che garantisce la solidarietà e l'equità. Solo lo stato sociale può gestire e garantire il welfare e la sicurezza collettiva.

Contributi o prestazioni : quando ció e possibile pare più efficace distribuire prestazioni che soldi per almeno due ragioni . I soldi sono spesi sovente male o destinati ad altri mentre le prestazioni personalizzate possono invece essere mirate ai bisogni specifici del beneficiario.
Meglio fornire direttamente asili nido, libri e forniture scolastiche, trasporti gratuiti, residenze studentesche e mense studentesche ,prestazioni infermieristiche e domestiche a domicilio e di accompagnamento per le attività all'esterno ,materiale paramedico ed ergonomico ,contributo abitazione....


4 - LA PENSIONE E L'ETA' PENSIONABILE

Con l'allungamento della vita ,aumentano i bisogni di sostentamento a lungo termine e sopratutto in uno stadio della vita dove le persone sono sempre di meno in grado di provvedere alla loro sussistenza. I giovani maggioritariamente pensano che non avranno mai la pensione . E' un sentimento pericoloso ,quando dovrebbero al contrario battersi perchè si trovino soluzioni di continuità del sistema pensionistico per ripartizione , anzi per migliorarlo perchè tutte le pensioni possano garantire una fine di vita degna ed autonoma più a lungo possibile.
L'età pensionabile non è in se una fatalità fissa per tutti . Motivazioni e necessità personali, famigliari , di salute possono suscitare il desiderio di uscire totalmente o parzialmente dal mondo del lavoro a età diverse della vita. Questa necessità deve essere favorita dalla legislazione del lavoro e da un trattamento pensionistico proporzionato ed equo.


5 - LE ATTIVITA' ECONOMICHE RESPONSABILI

: Il ponte tra la conversione ecologica e la necessaria vita economica nuova e sobria è l'economia a chilometro zero. Oggi il trasporto è il vettore maggiore dell'inquinamento climatico, della degradazione della vità , della disparizione del suolo agricolo per via degli spazi enormi consumati da autostrade ed areoporti , sedi proprie dei treni ad alta velocità ,parcheggi per auto e camions . Anche il mare subisce giorno e notte lo strazio dei portacontainers e delle petroliere. E' troppo per non dover invertire radicalmente la tendenza per passare dal chilometro universale al chilometro zero.

6 - L'AGRICOLTURA " TERRA MADRE"

: sempre meno agricoltori nei campi e sempre di più monoculture intensive e capitalistiche , meccanizzate e chimicizzate stanno uccidendo il mestiere più vecchio ed importante del mondo. La terra sfama ed in campagna in Italia non si può patire la fame.
Una rivalutazione capillare dell'agricoltura a orientamento biologico è una grande necessità ed una grande energia / risorsa che si rinnova ogni stagione .
Una produzione agricola di alta qualità biologica ed organolettica è pure un grande vettore del turismo enogastronomico contemporaneo che creerà sinergie con il patrimonio artistico e paesaggistico , ricchezze straordinarie del nostro paese.
La produzione agricola famigliare sana e variata , lo scambio dei prodotti e delle prestazioni, il dono circolare delle eccedenze genererà convivialità e solidarietà.
La produzione agricola a chilometro zero rilancerà anche il commercio locale di questi prodotti partecipando a rivitalizzare quartieri e villaggi in via di abbandono.


7 - LA SALUTE

: la salute è un diritto universale e non può fare l'oggetto di speculazioni lucrative discriminanti. I costi pubblici dei medicinali, delle visite mediche e della chirurgia vanno verso il collasso per cui è necessario agire su due fronti : il giusto utilizzo della sanità al giusto prezzo ma
la miglior medicina è la prevenzione della quale sono responsabili la società e l'individuo.
I nemici o i falsi amici principali della salute da combattere sono ,
: i prodotti tossici chimici o naturali presenti nell'aria, nell'acqua , nelle terre .
: la cattiva alimentazione qualitativa e quantitativa.
: la sedentarietà e l'overdose di tv e di tablet.
: i rumori ambientali esterni e interni alle abitazioni.
: le onde elettromagnetiche delle antenne, dei trasmettitori, del wifi,dei telefonini
: lo stress e la frustrazione quotidiani nei trasporti e al lavoro.
: l'uso prolungato dell'auto.
: l'alcool
: il fumo
: gli stupefacenti

IL DIRITTO ALLA SALUTE E LA RESPONSABILITA' PERSONALE

La tendenza permanente neo liberista a ridurre il servizio sanitario pubblico e le coperture sociali gestiti dallo stato per privatizzarli è una regressione insostenibile tanto più che sempre di meno sono i cittadini anche attivi che potranno permettersi polizze private di protezione di livello equivalente.
Tuttavia è anche necessario agire sul terreno della responsabilità personale in materia di salute per migliorarne la qualità ma anche per non oberare pericolosamente un costo della salute pubblica.
Una grande sfida é lanciata : spendere meno vivendo meglio.


8 - LA CASA

La casa è un diritto costituzionale . Non possono sussistere case inutilizzate e famiglie senza tetto. Non si tratta di espropriare ma di agire su due fronti possibili o paralleli : la tassazione patrimoniale forte per le case inutilizzate o l'obbligo di affittarle con una retta mensile sostenibile magari garantita nel pagamento da un fondo assicurativo mutualizzato.
La lunga speculazione immobiliare ha fatto esplodere gli affitti , sopratutto nelle città. Considerando che disoccupazione , lavoro autonomo e bassi salari hanno invece abbassata la capacità delle famiglie di pagare gli affitti e le spese annesse alla casa , si è creato un divaricamento inaccettabile.
Per garantire dignitosamente un tetto per tutti, per finirla con processi e sfratti gli affitti devono diventare adeguati alla situazione economica di ognuno . Una norma massima del 25% del reddito netto dovrebbe essere votata per l'insieme dei costi dell'abitazione ( affitto, luce,acqua,riscaldamento ) per tutti i redditi medio bassi.
Ma avere un tetto non é sufficiente perché deve essere messo in sicurezza su criteri di antisismicità ,risparmio energetico,salubrità e qualità di vita ( luminosità , silenziosità ,spazi verdi)
La riabilitazione delle abitazioni esistenti é poi indispensabile per arrestare il consumo di suolo agricolo e paesaggistico.
Riabilitare la casa va di pari passo con la rivalutazione dei quartieri e dei villaggi tramite la stimolazione delle attività associative ,culturali, sportive , ricreative atte a ridare il gusto di stare insieme nel proprio ambiente quotidiano.


9 - ISTRUZIONE E RICERCA

La rivalutazione della formazione scolastica e professionale di tutti i mestieri che diano da "mangiare" al corpo ed allo spirito ,ridimensionando la cultura di diplomi e lauree che portano ad un binario morto professionale.
Il potenziamento della ricerca pubblica atta a mettere a punto ogni innovazione che permetta di depositare brevetti pubblici ad uso e beneficio dei cittadini a costo sostenibile ( medicinali ,attrezzatura medica , protocolli di cura in particolare ).
Il finanziamento pubblico di progetti cooperativi nelle attività di ricerca ,di produzione culturale, di sviluppo dell'agricoltura bio ,di messa a punto di apparecchi e tecniche che servino ed incentivino la conversione ecologica.


10 - LA GIUSTIZIA FISCALE LINFA DELLA DEMOCRAZIA

É considerato legittimo di contrastare l'arricchimento individuale anche "lecito" finchè ci saranno dei poveri e degli indigenti scegliendo il principio della giustizia distributiva. Per contrastare l'arricchimento abusivo sarà necessario contrastarne tutte le sorgenti e le cause economiche e finanziarie.
Il pagamento universale delle tasse direttamente proporzionali al reddito ed al patrimonio è comunque la norma. Per realizzare le misure di solidarietà , di prestazione sociale e di reddito di autonomia la comunità necessità di molta risorsa finanziaria . Per questo una lotta radicale all'evasione fiscale deve essere portata avanti senza ripieghi . Essa come la corruzione e l'abuso in atto pubblico devono essere puniti radicalmente in particolare con sequestro di beni e richiesta di risarcimento con penalità dissuasive . La tassazione è il mezzo più democratico per permettere una equa redistribuzione dei redditi. ( eliminazione delle accise storiche utilizzate come imposizione fiscale nascosta, riduzione dell'IVA all'effetivo valore aggiunto limitando l'intermediazione spesso solo frutto di monopoli).





11 - IL DIRITTO / DOVERE DELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA VITA PUBBLICA

La democrazia contemporanea di ispirazione liberale é da tempo basata sul parlamentarismo, cioé la delega ad altri per essere rappresentati. Questo avviene da due secoli dopo l'avvento del parlamentarismo in Inghilterra. La democrazia diretta di stampo ateniese non sarebbe stata possibile a livello di stati di ampie dimensioni per delle ragioni di tempi, distanze ,mezzi tecnici di comunicazione e di votazione. L'analfabetismo diffuso del passato non aiutava neppure lui.
Ma la democrazia diretta oggi é materialmente ed intellettualmente possibile. Non vi é quindi nessun scandalo, nessuna mancanza di rispetto delle Costituzioni vigenti a pensarla ed a proporla, se la delega parlamentare non risponde più ai bisogni delle popolazioni.
La democrazia diretta richiede comunque un cambio radicale di attitudine : la transizione dalla pratica passiva della politica tramite la delega ad altri a quella attiva dell'assunzione diretta della conduzione della vita pubblica da parte di tutti i cittadini maggiorenni. Questo cambio implica partecipazione e responsabilizzazione. E' un lungo percorso culturale e legislativo. In una fase transitoria la democrazia diretta permetterà alla base sociale di esprimersi, di proporre e di esigere dai delegati fedeltà e risposte alla volontà popolare e magari di provocare un risanamento del sistema politico attuale dal quale bisogna esigere subito le realizzazioni seguenti:
La Costituzione è stata tradita denegando ai territori l'autonomia prevista dall'art. 5. Nelle materie di legislazione concorrente tra Stato e regioni, lo Stato non ha mai emanato i "principi fondamentali" necessari alle regioni per esercitare la potestà prevista (art. 117 Cost.). Sarebbe invece opportuno, per ribaltare una volta per tutte la tendenza centralista dello Stato, attribuire alle regioni la competenza su quasi tutte le materie di competenza esclusiva e concorrente dello Stato, ad esclusione di quelle costituenti espressione dello Stato unitario (ad es. sicurezza e ordine pubblico, moneta e risparmio, giurisdizione), prevedendo un nuovo Senato che assuma i compiti attualmente esercitati dalla Conferenza delle Regioni. Un Senato eletto direttamente dai cittadini e che dovrebbe perciò conservare il numero attuale di senatori; riducendo invece la Camera, in forza delle ridotte competenze, a non meno della metà della consistenza attuale (sarebbero sufficienti anche 100 deputati.
L'inserimento nel regolamento delle Camere dell'obbligo di calendarizzazione e discussione delle leggi e proposte d'iniziativa popolare
Le dimissioni dal Parlamento dell'eletto in una lista che si dissoci dalla stessa, salvo che nella stessa lista si sia presentato come indipendente.
IL ritorno all'eccezionalità della fiducia al Governo e ai decreti Governativi ,Il Governo è organo esecutivo e non legislativo pertanto ne deve essere limitato l'intervento legislativo alla eccezionalità.


12 - CITTADINI DEL MONDO , NON MIGRANTI E PROFUGHI

Si sostiene la cancellazione dai vocabolari scritti e parlati della parola razza perché é una nozione politica nata dal razzismo , dannosa e non scientifica .Gli uomini sono una sola specie con uguali diritti e doveri. Il colonialismo ,giustificando il tutto con religioni e nozioni scientifiche fallaci, si é inventato popoli inferiori da convertire o da civilizzare ma in verità da sottomettere e sfruttare . Oggi é cambiata la maniera , il commercio mondializzato ha rimpiazzato le armi , ma la finalità é ancora la stessa: la spoliazione dei beni altrui. L'istaurazione della cittadinanza del mondo ridarrà alla gente la coscienza dei proprii diritti naturali di viventi ,uguali davanti alla vita , essa potrà opporsi alla dominanza dei poteri forti che siamo dei leaders politici ,militari o religiosi o dei capitali finanziari senza volto .
In quanto cittadini del mondo siamo tenuti insieme solo dalla fratellanza e dalla solidarietà. In questa direzione dobbiamo agire per risolvere con loro i problemi di chi non puó vivere dove é nato e dove in condizioni normali vorrebbe vivere. Le condizioni che non permettono di vivere in un luogo sono tante : condizioni climatiche sfavorevoli , guerra civile ,persecuzioni politiche ,razziali, tribali o religiose, insufficienza dei mezzi economici. Sono fronti molto diversi ma che finiscono di intersecarsi ed autoalimentarsi.
Le condizioni climatiche sono state peggiorate dal riscaldamento climatico che noi occidentali abbiamo provocato : a noi di porvi rimedio per invertire il fenomeno e per indennizzare finanziariamente chi ha subito i danni.
Le guerre sono state possibili solo con le armi che noi occidentali abbiamo costruito e venduto : a noi di stoppare la fabbricazione e la vendita di armi.
Mezzi economici insufficienti per vivere : noi occidentali e recentemente pure i cinesi abbiamo sfruttato tutto quello che era possibile in Africa : petrolio, gas, uranio, oro, diamanti, minerali, legnami, animali e produzioni agricole monografiche imponendo concessioni a senso unico con le armi o la corruzione delle classi politiche. Sta a noi di ridare all'Africa e ai suoi popoli le sue ricchezze .
Solo una grande collaborazione globale che metta tutto questo in moto con i popoli autoctoni potrà permettere loro di cambiare il loro destino .
L'accoglienza : intanto e nell'attesa di un percorso di riabilitazione del loro territorio i migranti continueranno a bussare alle nostre porte. In quanto cittadini del mondo sono anche qui a casa loro ospiti prima e residenti poi se noi così li accogliamo ed accettiamo. Tutti vivremo meglio nella comprensione e nella solidarietà , mentre ci deprimiamo e ci imbrutiamo nell'odio e il respingimento.
Come scritto da Guido Viale ,i migranti accolti, integrati, coinvolti , preparati saranno i migliori pionieri del sollevamento delle sorti future dei loro paesi


13 - LA RICERCA DELLA PACE : BASTA ARMAMENTI E GUERRE

Non vi sarà mai pace finchè si produrranno e venderanno delle armi. È vero che la guerra contemporanea è meno mortifera e distruttiva per le armate dei belligeranti , ma lo è molto di più per i civili, gli infermi , le donne ,i bambini, gli anziani , le abitazioni, le scuole , gli ospedali,le infrastrutture logistiche e professionali.
La sola soluzione radicale é il disarmamento totale di tutte le armi offensive e di distruzione di massa.
Per calmare i conflitti é necessario rinforzare il ruolo dell'ONU . Il ruolo di negoziatore é giá devoluto all'ONU e deve essere rinforzato e liberato rimettendo in discussione il diritto di veto che hanno alcune potenze militari oggi e la sola forza di interposizione deve essere quella dell'ONU alla quale partecipino soldati della pace del mondo intero.


14 - L'EUROPA

L'Europa dei popoli non si è mai realizzata e nessun politico al potere la sta portando avanti. Ne ricerca di una lingua comune, ne titoli di studio comuni, ne diritto del lavoro comune, ne fiscalità comune , ne giustizia comune, ne politica delle migrazioni comune e cosí via . Come possono 26 o 30 popoli " nazionali" stare insieme e capirsi senza avere una lingua comune con la quale parlarsi liberamente e con scioltezza? Si è creata invece l'Unione dell'euro, dei soldi circolanti e del libero commercio a beneficio del capitale e quella dell'austerità e delle privatizzazioni dei servizi pubblici per i cittadini. Invisa ed odiata l'UE deriva verso lo sgretolamento e i nazionalismi.
Come fase politica transitoria ed urgente i poteri della troika devono essere tutti devoluti al Parlamento Europeo eletto, nel quale siedono i delegati eletti dai territori. sperando che i migliori scelgano di andare in questo Parlamento lontano e scomodo invece di preferire gli scranni nazionali .
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#2
La mia proposta - dato che il confronto sul programma avverrà per tavoli tematici - sarebbe di stralciare da questo documento la parte (punto 11) relativa al tema 6) Attuazione della Costituzione: sovranità popolare, modello democratico, cittadinanza, partecipazione, partiti politici.

Questo non ci impedisce di mandare altri stralci relativi alle altre tematiche relative al programma dell'Alleanza, specialmente dove abbiamo proposte concrete che ci stanno particolarmente a cuore.
Viceversa mandare il documento nella sua interezza non sarebbe utile perché il lavoro verrà fatto su singoli temi e tutti i contributi su un tema verranno accorpati.

Per quanto riguarda il testo del punto 11, bisognerebbe a mio avviso:

A) sviluppare la parte riguardante la democrazia diretta, troppo generica, prevedendo alcuni passaggi concreti di transizione da attuare fin da subito, senza bisogno di attuare una riforma costituzionale rivoluzionaria con passaggio integrale da una democrazia rappresentativa a una diretta.

Bisogna essere realisti e pragmatici e quindi prevedere istituti che permettano da subito un esercizio della democrazia diretta accanto alla democrazia rappresentativa parlamentare (per esempio introduzione del referendum propositivo, decisionale e non semplicemente consultivo) e altri strumenti, telematici, - da rendere vincolanti e non semplicemente facoltativi - di consultazione e partecipazione della cittadinanza al governo locale;


B) Introdurre una parte riguardante la democrazia interna dei partiti;

C) Per quanto riguarda la Costituzione, personalmente non sono d'accordo con la formulazione del seguente paragrafo.
Attribuire alle regioni la competenza su quasi tutte le materie di competenza esclusiva e concorrente dello Stato, ad esclusione di quelle costituenti espressione dello Stato unitario (ad es. sicurezza e ordine pubblico, moneta e risparmio, giurisdizione),

Mi sembra francamente eccessivo e improponibile, avremmo un'Italia caotica ancor più di adesso, frammentata e spezzettata all'inverosimile, dove le leggi (ad esempio sull'istruzione pubblica), cambiano in continuazione da una Regione all'altra, con impazzimento della cittadinanza.

Ritengo invece che una zona di competenza concorrente Stato-Regioni sia opportuna e che la competenza esclusiva dello Stato non possa essere troppo ristretta.

Così pure un eccessivo restringimento della Camera non è opportuno - e non sarebbe giustificato dallka riduzione delle competenze).
Va tenuto conto che meno sono i deputati, più aumenta il potere, anche clientelare, di ciascuno di loro.
Cita messaggio
#3
A me farebbe piacere se si volesse inviare il contributo sulla ricerca sanitaria che ho scritto per Attuare la Costituzione, sia perché è un tema che mi sta a cuore, sia perché è stata approvata da tre associazioni piccole ma diverse, sia perché credo che incrociare documenti possa anche essere un modo per cercare di far confluire processi che sembrano converger nella stessa direzione pur andando su binari separati.

Per quanto riguarda invece la proposta programmatica penso anche io che si dovrebbe cercare di dividere i temi nei tavoli competenti, e poiché la nostra funzione è quella di promuovere la democrazia partecipata mi sembra che quella di Daniella sia un'ottima idea.
Sono d'accordo anche io che alcune cose non dovrebbero essere demandate totalmente alle regioni. Sulla sanità il titoloV è stato un disastro (come si vede anche nel documento che ho inviato relativo agli IRCCS), tuttavia pensò che che solo gli enti locali possano e debbano gestire i servizi territoriali in maniera appropriata in base a distribuzione demografica e anagrafica e conformazione del territorio, qui di alcune materie devono essere concorrenti. 

Faccio un esempio concreto di come penso si dovrebbe realizzare la cosa parlando di nuovo di IRCCS.
Dopo la regionalizzazione ogni regione ha fatto quanto ha voluto semplicemente per avere i soldi ed il prestigio, la Regione Lombardia ha qualcosa come 15 IRCCS, in maggioranza privati. La diversità tra un Istituto ed un altro è enorme, anche se è il Ministero che deve dare il riconoscimento in base ad alcuni criteri che però non sono mai stati definiti. Questo ha fatto sì che alcune cose che andavano bene il Lombardia non andassero bene in Liguria, a seconda del funzionario (c'era anche stato uno scandalo sul riconoscimento di IRCCS privati prontamente insabbiato). Ha provato Balduzzi a fare un decreto che stabilisse criteri quantitativi uniformi su tutto il territorio nazionale, dimenticando però di stabilire un minimo comun denominatore (ad esempio la percentuale minima di personale dedicato alla ricerca, l'imposizione di percorso diagnostico-terapeutici, Disease management team, presa in carico del paziente, innovazione tecnologica ecc...) così quel decreto non è mai stato applicato.
Quello che allora secondo me servirebbe per la scuola, per la sanità, per i trasporti pubblici ecc. Sono dei livelli essenziali garantiti (tipo i LEA in sanità) che non siano però basati su criteri puramente economici (come appuntoi LEA) ma su criteri qualitativi e quantitativi, oggettivi e verificabili, stabiliti in un testo unico per sanità, uno,per scuola ecc...implementati da commissioni di controllo che collaborino con comitati e associazioni locali, oltre che con i sindacati, perché i LEA non servono a nulla se non si stabilisce anche un contingente minimo di personale necessario a farli funzionare.

Non so se sono stata chiara abbastanza, in definitiva competenze regionali strettamente regolamentate e controllate da organismi nazionali statali che cambino ogni 5 anni.
Cita messaggio
#4
Penso che il contributo di Simonetta dovrebbe senz'altro essere mandato, a nome delle altre associazioni e nostro, come contributo sul tema n. (2) Diritti, welfare (diritto alla salute, giustizia e assistenza sociale); scuola, ricerca e università), e questo dev'essere fatto al più presto perché il tema sarà discusso già in questo week-end e nel prossimo.

Ricordo la tabella dei temi:
1a fase
1) Lavoro, diritto al reddito, pensioni, equità di genere e intergenerazionale;
2) Diritti, welfare (diritto alla salute, giustizia e assistenza sociale); scuola, ricerca e università; ruolo dello Stato (art. 3 Cost.) e discussione sull’Europa
3) Fiscalità: equità e progressività;
4) Innovazione, energia, ambiente, modelli di sviluppo;
5) Immigrazione, inclusione e politiche securitarie, modello sociale.

2a fase (fine ottobre)
6) Attuazione della Costituzione: sovranità popolare, modello democratico, cittadinanza, partecipazione, partiti politici;
7) Economia ecologica e sostenibile, vincoli europei, pareggio di bilancio (art. 81 Cost.), politica monetaria, cooperazione e sviluppo comune;
8) Politiche giovanili, sostegno al disagio, lavoro e valorizzazione delle risorse e dei talenti;
9) Beni comuni, valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale. Mezzogiorno e sviluppo delle aree depresse;
10) Pace, disarmo, lotta al terrorismo, politica internazionali. Globalizzazione dei diritti.

Se poi si vuole fare una premessa al programma, come proposto da Sturlese, penso che quella possa essere discussa in qualsiasi momento.

Condivido quanto scrive Simonetta sul disastro che è stato il tit. V per la Sanità e condivido la sua visione della distribuzione di competenze Stato-Regioni.
Livelli nazionali garantiti su criteri qualitativi e quantitativi, oggettivi e verificabili, stabiliti in un testi unici, sono una buona idea se implementati da commissioni di controllo che collaborino con comitati e associazioni locali, oltre che con i sindacati, e stabiliscano anche un contingente minimo di personale necessario a farli funzionare. Quindi con organismi di controllo statali rinnovabili ogni 5 anni.
Cita messaggio
#5
(30/09/2017, 12:03)Daniella Ambrosino Ha scritto:  cut
Per quanto riguarda il testo del punto 11, bisognerebbe a mio avviso:

A) sviluppare la parte riguardante la democrazia diretta, troppo generica, prevedendo alcuni passaggi concreti di transizione da attuare fin da subito, senza bisogno di attuare una riforma costituzionale rivoluzionaria con passaggio integrale da una democrazia rappresentativa a una diretta.

Bisogna essere realisti e pragmatici e quindi prevedere istituti che permettano da subito un esercizio della democrazia diretta accanto alla democrazia rappresentativa parlamentare (per esempio introduzione del referendum propositivo, decisionale e non semplicemente consultivo) e altri strumenti, telematici,  - da rendere vincolanti e non semplicemente facoltativi - di consultazione e partecipazione della cittadinanza al governo locale;


B) Introdurre una parte riguardante la democrazia interna dei partiti;

cut

concordo con Daniella ma vorrei precisare che quella che stiamo praticando è piuttosto democrazia partecipata più che democrazia diretta, in effetti pragmaticamente la stiamo applicando all'interno di una Associazione ed è auspicabile, dato che potremmo individuare, banalmente, due correnti quasi opposte di pensiero sociale: individualismo verso collettivismo, che si sviluppi all'interno dei partiti, che ritengo indispensabili, piuttosto che generalizzata/populista senza mediazione in forza del fatto che i tuttologi sono rari se non solo supposti tali.
La futura società digitalizzata avrà sicuramente la tecnologia per mantenere la democrazia attraverso i partiti se volgiamo che sia tale.
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#6
Ottimo il contributo sulla ricerca di Simonetta che essendo molto specialistico e mirato é giá in se finalizzato.
Per il resto siccome non sappiamo minimamente come , quando e da quale istanza verranno fatte le sintesi dei lavori delle varie assemblee e dei loro gruppi di lavoro , dobbiamo scegliere come portare avanti le nostre proposte.
Nel suo ultimo messaggio Anna Falcone ha ribadito che tutto deve scaturire dalle assemblee per cui vi sono due piste :
1-quella di partecipare fisicamente ad un massimo di assemblee e portare avanti il lavoro nei gruppi.Ed in questo caso un partecipante di PLP dovrà forzatamente iscriversi in un solo gruppo tematico e saltare magari controvoglia gli altri. Così ho dovuto fare a Torino nonostante che il gruppo sul lavoro mi coinvolgesse moltissimo.
2-quella , già evocata, di considerare che PLP é un'Assemblea Permanente e che legittimamente puó inviare a AP il report del suo lavoro su tutti i temi che siamo in grado di approfondire . Così ogni partecipante di PLP potrà partecipare comodamente da casa a tutti i gruppi tematici che gli stanno a cuore.
In ogni caso una pista non esclude affatto l'altra anzi la rinforza. Più nei report delle Assemblee Regionali sarà evocata la partecipazione di PLP più avremo peso specifico. Vale per tutti ,anche per noi.
Questa é la mia posizione ,che spingendo per la seconda pista , mira a permettere una partecipazione a largo raggio della persona per controbilanciare il vantaggio dello specialista al quale invece interessa in genere quasi esclusivamente il suo campo di alta competenza. Solo questa apertura permetterebbe alle persone motivate di osare progressivamente la partecipazione. Per portare la discussione politica verso la tanto declamata base sociale bisogna che gli argomenti ed il linguaggio siano altamente accessibili. Nel paese dell'Azzeccagarbugli non é sovente il caso.
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