Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Teleconferenza periodica di PrimalePersone. Le ragioni per stare insieme.
#1
Car* tutt*,

se non erro, giovedì prossimo è prevista la teleconferenza periodica di PrimalePersone. Anche se ci troviamo in pieno periodo estivo, ritengo auspicabile, nella prospettiva di organizzare la necessaria assemblea generale della nostra associazione nel mese di settembre, che la teleconferenza sia partecipata e produttiva.

Considerate le forti tensioni che si sono generate al nostro interno in relazione all'ipotizzata iniziativa di Napoli e la conseguente necessità di addivenire ad un profondo chiarimento politico, propedeutico, auspico, anche ad un autentico rasserenamento sul piano dei rapporti personali, penso sia opportuno organizzare al meglio la nostra assemblea generale.
Essa non è solo necessaria sul piano del chiarimento della prospettiva politica che l'associazione intenderà darsi ma anche urgente allo scopo di ripristinare la nostra capacità di agire, come "soggetto collettivo", le più scottanti questioni all'ordine del giorno, a partire dal nostro possibile ruolo nella campagna per il referendum costituzionale.

Come si è visto, purtroppo anche la nostra associazione non è immune alle spinte disgregatrici che hanno portato le forze democratiche del nostro paese ad un livello di frammentazione esasperato ed esasperante. Si tratta di un "male" fertilizzato dalle condizioni sociali ed economiche prodotte dal sistema di dominio che governa il mondo e che produce di fatto l'incapacità di reazione politica della moltitudine oppressa.
È piuttosto evidente che l'individualismo esasperato che domina la cultura mainstreem (quella che ci vuole meri consumatori anziché cittadini) ha fatto breccia ovunque e la tendenza a dividersi sul piano politico (come dimostra anche lo scontro avvenuto al nostro interno) ha ormai raggiunto il livello subatomico!
Per contro, sono altrettanto convinto che non sia più possibile né auspicabile una ricomposizione politica di natura ideologica, che non tenga nel dovuto rispetto le specificità soggettive: ogni singolo individuo, nella sua legittima libertà, è una potenziale ricchezza per l'intera collettività!
L'elemento che, a mio avviso, può oggi fungere legittimamente da forza centripeta, da collante, nella prospettiva di una indispensabile deframmentazione politica della società, non può che essere la ricerca, la sperimentazione e l'attuazione di nuove prassi dell'agire politico che si basino su metodi trasparenti ed autenticamente democratici.
Sono profondamente convinto che, in una società complessa come quella in cui ci troviamo a vivere, la realizzazione pratica di questo processo ricompositivo passi necessariamente attraverso l'adozione di strumenti tecnologici che, altrimenti, avranno solo ricadute antisociali con gli effetti di imbarbarimento generale che abbiamo tutti sotto gli occhi.
La necessità di adottare le tecnologie disponibili a fini di democratizzazione non dipende dal fatto che esse siano di per se un fattore positivo, ma dal fatto che esse, volenti o nolenti, strutturano il mondo in cui viviamo e la loro forza pervasiva è evidente, connessa com'è con la dimensione antropologica che ci fa (giustamente) gioire di ogni innovazione tecnica e tecnologica. Mario ha recentemente citato, in una sua mail, un aforisma di Theodor Adorno sul rapporto tra Sinistra politica e Tecnica che giustamente evidenzia come la prima si condanni all'irrilevanza nella misura in cui voglia porsi ed agire al di sotto del livello della seconda. Riflessione che non è molto lontana dalla critica di Marx al luddismo. Solo se faremo nostre le potenzialità liberatorie delle tecnologie che noi stessi, in quanto moltitudine, abbiamo reso possibili, rivoltandole contro il Capitale che se ne è appropriato sottraendole a una vera fruizione sociale, potremo uscire dallo stato di asservimento in cui ci troviamo.
Qui si fondano le ragioni della valutazione radicalmente critica dei principi su cui si basano il copyright e i brevetti industriali che, guarda caso, sono gli strumenti "legali" che le multinazionali utilizzano per concentrare sempre più la ricchezza globale, immiserendo la società. L'ulteriore passaggio in questa terrificante prospettiva e l'adozione del TTIP e degli altri trattati internazionali che di fatto sottomettono i principi democratici agli enormi interessi dei trust economici.

Mi sono dilungato un po' oltre l'usuale formato di una mail perché mi è venuto spontaneo ribadire, in questo momento critico per la nostra associazione, le principali ragioni per cui ho condiviso profondamente il progetto politico fino ad oggi delineatosi in PrimalePersone, ragioni che fanno di tale progetto una "necessità storica" nella prospettiva di una sorta di redenzione dell'umanità. Sul fatto che essa sia realizzabile non ho alcuna certezza ma, visto l'attuale stato di cose e il suo trend, sono dell'opinione che valga la pena di provarci.

Ci sentiamo, spero in tanti, giovedì prossimo.
Cita messaggio
#2
Caro Vincenzo, ad oggi non ho prenotazioni per giovedì e quindi spero tanto di partecipare, ma non sono in grado di garantire niente.
La nostra crisi non dipende dalle "condizioni sociali ed economiche prodotte dal sistema di dominio che governa il mondo e che produce di fatto l'incapacità di reazione politica della moltitudine oppressa". Dipende solo da noi. Dalla nostra capacità di comprendersi, di dialogare e, se vogliamo davvero ripartire, di perdonarsi. 
Non c'è altra strada se le tue parole che condivido "non è più possibile né auspicabile una ricomposizione politica di natura ideologica, che non tenga nel dovuto rispetto le specificità soggettive: ogni singolo individuo, nella sua legittima libertà, è una potenziale ricchezza per l'intera collettività!" sono vere.
Io penso che lo siano.
Per questo auspico che si cominci a lavorare all'appuntamento di Settembre, o quando sarà .... quando saremo pronti.
Se riusciremo a superare questa bufera avremmo gettato basi più che solide per il prosieguo di un cammino che potrà diventare qualcosa di molto importante. Se non ce la faremo...non so che pensare. La disillusione non riesce a spegnere la fiammella della speranza, ma non vedo niente, all'orizzonte, di percorribile.
Un abbraccio e buone vacanze a chi le fa!
Pietro
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)