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Proposta operativa per referendum costituzionale
#1
Carissime/i,

Abbiamo avuto modo di sentirci tra noi tre e siamo qui a farvi una proposta operativa per la prossima campagna referendaria contro le “riforme” costituzionali, ma non solo.
La proposta consiste nel creare una prima importante iniziativa a giugno volta a rafforzare il nostro impegno per la vittoria del No nel referendum confermativo previsto per ottobre.
Crediamo che l’attenzione, coerentemente con il nostro principale interesse per la questione democratica e la conversione ecologica dell’economia, possa porsi in continuità con il “Documento di Crotone” redatto nell’estate del 2014 dal Coordinamento No Triv assieme a molti altri comitati e associazioni (in allegato).
Il documento focalizza l’attenzione sulla modifica del titolo V che accentra nell’esecutivo di governo i poteri ad oggi condivisi con Enti Locali e Regioni in materia ambientale (questo già anticipato dallo Sblocca Italia e arginato dall’iniziativa referendaria No Triv).
Riteniamo che il tema della difesa e dell’ampliamento  della democrazia di prossimità sia fondamentale e in linea con l’autodeterminazione dei territori che perseguiamo. Inoltre siamo certi questo possa intercettare l’interesse di molte fasce sociali, del mondo movimentista e associativo,  e di molte istituzioni (a livello regionale e comunale), come è stato, appunto, per il referendum No Triv.  Gli altri temi ovviamente riguardano la democrazia rappresentativa, partecipativa e diretta e la salvaguardia dell’architettura tra i poteri dello Stato prefigurata nella Costituzione, seriamente compromessa dalla riforma Renzi-Boschi.
E’ evidente che è in atto un disegno volto a smantellare e delegittimare le Costituzioni nazionali e a far valere i trattati di una Unione Europea che non ha né unità politica, né Costituzione, portando a una veloce disintegrazione del principio della sovranità popolare contenuto nell’articolo 1 della nostra Costituzione.
Pensiamo che il modo migliore per controbattere e contrastare lo scempio della Costituzione in atto, sia quello di proporre un percorso in positivo, prefigurando la Costituzione e quindi il mondo che vorremmo, che va ben oltre il mantenimento dello status quo.
In queste iniziative vorremmo discutere l’avvio di un  processo Costituente, ampio e democratico, come ogni momento Costituente deve essere, che affronti i temi di riforme veramente innovative, capaci di aggiornare la Costituzione ai tempi attuali e alle sfide che ci aspettano.
Nell’incontro potrebbero essere trattate tematiche che prefigurino una Costituzione formale e materiale innovata che possa porre le basi del mondo che vogliamo costruire assieme: la costituzionalizzazione del beni comuni, l’ampliamento della tutela dell’ecosistema, l’ampliamento degli istituti di democrazia partecipativa e diretta e di prossimità, l’attuazione e il rafforzamento delle tutele dei diritti, e molte altre proposte che possono andare a far crescere, non regredire come nella riforma renziana, la Costituzione antifascista del 1948.
Questo potrebbe essere il primo di una serie di incontri itineranti con i quali Primalepersone può contribuire a rafforzare il dibattito sulle riforme guardando al futuro e alla possibilità di concretizzare e rafforzare i percorsi politici e sociali avviati. 

L’iniziativa di PrimalePersone potrebbe porsi a fianco di altre iniziative alle quali noi stiamo partecipando attivamente che vogliono andare a rafforzare l’importante lavoro svolto dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale: si sta pensando all’avvio di un Comitato nazionale costituito (anche) da giovani (non solo giuristi), che si occupi di creare iniziative e proporre una strategia comunicativa più moderna ed efficace (a partire dai social network), capace di arrivare alle fasce più giovani e a proporre, appunto, una visione innovativa che contrasti l’ipocrita retorica giovanilista renziana. Il comitato, che dovrebbe dotarsi di una agenzia di marketing e di un proprio ufficio stampa, dovrebbe avere, inoltre, l'ambizione di provare a coinvolgere anche quei movimenti che si sono spesi per la campagna referendaria del 17 aprile, in modo da costituire un punto di ripartenza affinché il lavoro svolto in questi mesi non vada disperso. A breve dovrebbero esserci alcuni incontri utili a sondare tale possibilità: uno alla Camera dei deputati già fissato per l'11 maggio (parteciperanno Lacorazza, il Coordinamento No Triv, WWF, ecc.); l'altro ancora da fissare, finalizzato alla costituzione del comitato. 

Tornando al nostro incontro, abbiamo pensato a delle ipotesi di date: l’11 e/o 12 giugno oppure il week end successivo del 18 e/o 19 giugno.

Rispetto al luogo si è pensato a Napoli o Torino, ma in entrambi la data dell’11 si situa tra le amministrative e il ballottaggio. Ma anche altre città possono andar bene, considerando alcuni aspetti: che la città sia facilmente raggiungibile, che ospiti qualcuno di noi in grado di fare da base organizzativa e che si sia abbastanza certi di muovere una buona partecipazione.
In attesa di sapere cosa ne pensate e proponete
un caro saluto e un abbraccio a tutti e tutte! 

Enzo Di Salvatore
Antonella Leto
Roberta Radich


Allegati
.docx   Documento Crotone-finale-1.docx (Dimensione: 148,2 KB / Download: 219)
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#2
Grazie Pietro del Zanna, per aver riproposto qui il dibattito su riforma costituzionale sì/riforma costituzionale  che, finalmente, è il tema centrale che emerge nella proposta/invito di Roberta, Antonella ed Enzo.


Ho visto la miriade di "interventi" sulla mailing list (vecchia abitudine che ostinatamente non si vuole abbandonare) e il richiamo a spostare la discussione nel Forum ci potrà aiutare a cercare di raggiungere la quadra su una questione, Riforma costituzionale o immodificabilità nei secoli dei secoli della Costituzione del 1948?


"l’avvio di un  processo Costituente, ampio e democratico, come ogni momento Costituente deve essere, che affronti i temi di riforme veramente innovative, capaci di aggiornare la Costituzione ai tempi attuali e alle sfide che ci aspettano", che ci viene proposto dalle nostre portavoci e dal nostro costituzionalista di fiducia, potrebbe/dovrebbe essere e, sempre più, diventare quel "cemento" che ci terrà tutti assieme e che abbiamo solo iniziato ad imparare a utilizzare nella battaglia contro le trivelle che ha portato a quel fantastico risultato di 13.334.764 SI'.


Purtroppo il referendum confermativo ci chiama ad esprimerci con un SI' oppure con un NO. Non è prevista una terza opzione! Quel distinguo sulla raccolta firme e su chi le raccoglie è ridicolo e fastidioso.
Ma non vorrei che tutto questo frastuono mediatico ci facesse dimenticare che il NO andrebbe solo a confermare lo status quo di una Costituzione alla quale, in un dibattito lungo 20 anni e forse più,  tutti (nessuno escluso), con riguardo alla sua seconda parte, ritengono che si debba metter mano "per ammodernarla, rivitalizzarla, adeguarla ai tempi d'oggi".
Da qui l'invito dei nostri tre, "l’avvio di un  processo Costituente, ampio e democratico, come ogni momento Costituente deve essere, che affronti i temi di riforme veramente innovative, capaci di aggiornare la Costituzione ai tempi attuali e alle sfide che ci aspettano" , non solo appare suggestivo ma lo ritengo semplicemente doveroso. Almeno se vogliamo davvero pensare a porre le basi della Politica del "Nuovo".


Forse rischio la Vs scomunica per le cose che ora dirò: Non sono ancora certo che farò la campagna per il NO. 
L'unico dubbio che mi trattiene è quello che una vittoria del SI' farebbe un favore a Renzi e ai suoi attuali sodali e vassalli. Vedrete che sarà bravissimo a sfruttarne gli effetti.
Ma non vi accorgete che Renzi è rimasto l'unico vero politico oggi presente in Italia, che la "vecchia" classe politica si è disciolta al sole, è evaporata, e che nessuna nuova classe politica dirigente sembra emergere?


Questo un altro tema da discutere al nostro interno, inscindibilmente assieme a quella sulle riforme costituzionali: preparare e fare emergere una nuova classe politica dirigente (a tutti i livelli) che possa risollevare le sorti della nostra agonizzante democrazia, sia per occupare gli scranni di governo e maggioranza sia per occupare quelli di una vera opposizione.
I guai della nostra Italia di oggi stanno tutti in questa mancanza e a seguito del congelamento delle coscienze operata dal berlusconismo (che non è solo Silvio Berlusconi, anche se porta il suo nome).


Incontrarci poi fisicamente, assume un senso se è per fare cose che altri non fanno o non sanno/non riescono a fare.
Ciao
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#3
Caro Pino, da parte mia non rischi alcuna scomunica.
Il rischio che un riflesso incondizionato di tanta sinistra (anche sociale, non necessariamente solo quella partitica) faccia passare lo schieramento del No per "il vecchio", gettando così benzina sul fuoco acceso da Renzi e facendo il suo gioco, è immenso.
Per questo la proposta di Roberta, Enzo ed Antonella, mi sembra importantissima e da cogliere al volo.
Un momento di approfondimento serio sull'attacco sferrato da Renzi alla Costituzione per costruire una risposta matura, capace di guardare al futuro.
Un abbraccio
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#4
Fintanto che rimane lo "status quo" qualche speranza c'è di poter modificare verso un miglioramento ma se peggiora è ancora più difficile risalire la china, credo sia un dato di fatto.
La Costituzione, che non è mai stata applicata in toto, ha la sua età e dovrebbe essere aggiornata nel solco dei Padri Costituenti e non già tradendoli.
La proposta renziana è un tradimento, invece di andare verso una maggiore partecipazione e responsabilizzazione della popolazione, il popolo sovrano, riduce numericamente la rappresentanza e la libertà di scierglierla, sbilancia i poteri dello Stato a favore del partito che risultasse vincente e del suo leader.
Credo sia chiaro il quadro, il problema nostro è mettere in campo una proposta alternativa e forte, proposta che qualunque sia sarebbe facilmente divisiva?
Inserire nella Costituzione i referendum mancanti, eliminare i quorum, determinare tempi di valutazione e discussione delle proposte di legge d'iniziativa popolare potrebbero essere alcune proposte ma concordiamo su queste?
Perché se diciamo no dovremmo anche dire cosa proponiamo in cambio per essere credibili.
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#5
Risposta di Enzo Di Salvatore a Laura Orsucci:

Cara Laura,
intanto mi scuso per il ritardo con il quale rispondo.
Credo che nessuno voglia dimenticare niente, e lo abbiamo scritto nella nostra proposta, ma l'intento della iniziativa è proprio quello di organizzare una risposta efficace per contribuire alla vittoria del No al referendum sulle "riforme"costituzionali.
Personalmente credo che il risultato del referendum No Triv non sia affatto negativo nonostante - per varie ragioni (poco tempo a disposizione, boicottaggio da parte del Governo, ecc.) - abbia mancato il quorum. Almeno per chi crede ancora nella politica dei piccoli passi: 15 milioni di italiani si sono recati alle urne e di questi 13 milioni e 300.000 hanno detto sì (se si fosse raggiunto il quorum sarebbero stati sufficienti per abrogare la norma); tre su sei quesiti sono stati accolti dal Governo e recepiti dal Parlamento in legge di stabilità; 27 procedimenti per il rilascio di permessi e concessioni sono stati chiusi (per via dell'accoglimento di uno dei tre quesiti); due società petrolifere hanno rinunciato spontaneamente a due permessi già rilasciati (per via dell'incertezza che il referendum stava provocando); fino ad un anno fa appena il tema della petrolizzazione del nostro Paese era appannaggio di pochi che ne dibattevano nelle aule universitarie, mentre oggi è divenuto comunque un tema popolare (i mass media se ne sono dovuti comunque occupare); per Renzi e per chi verrà dopo di lui sarà difficile tornare all'anno zero, in quanto ormai su questo problema i riflettori sono accesi (e non vanno spenti). Questo per dire che non deve sfuggire a nessuno quanto il referendum sia stato importante dal punto di vista della formazione di una coscienza critica sul punto.
A mio parere, occorre ripartire dal punto in cui siamo arrivati, non disperdendo le forze che con molta fatica sono state messe assieme. Ma bisogna fare un passo alla volta. Con il referendum costituzionale Renzi si sta giocando la testa; e qualora dovessimo vincerlo dovrà dimettersi. Il che vuol dire che, qualora dovesse essere sciolto il Parlamento, i referendum sociali non potranno celebrarsi se non nel 2018. Sottolineo che un legame tra i due tipi di referendum esiste: la riforma mira a ricondurre in capo allo Stato una serie di competenze e questo mina alla base l'idea stessa della partecipazione democratica e della possibilità per i territori di esprimersi su questioni - quale l'energia, il governo del territorio, ecc. - in qualche mondo oggetto anche dei referendum sociali.
A tal proposito si sta dando vita ad un comitato nazionale "parallelo" (non certo alternativo) a quello che già esiste, al fine di sostenere (e integrare) la campagna referendaria: un comitato composto principalmente (ma non esclusivamente) da giovani, capaci di raggiungere fasce sociali finora non raggiunte e di proporre strade mediaticamente idonee a contrastare la campagna renziana, tutta incentrata sul "giovanilismo" (Renzi: "noi siamo il futuro, quelli che vogliono il cambiamento; loro, invece sono quelli che vogliono che le cose non cambino"). Il messaggio che occorre dare è che la nostra non è una battaglia di retroguardia: anche noi vogliamo il futuro e il cambiamento, ma non ci piace il cambiamento che ci viene proposto. Ragion per cui la campagna potrebbe anche essere l'occasione per rilanciare nostre proposte in tema di lavoro, di diritti sociali, di immigrazione, di diversa architettura dello Stato, ecc.
Portare avanti in questo momento questi temi è importante: Renzi sta dispiegando le sue armi mediatiche e non aspetterà certamente che si termini la raccolte delle firme sui referendum sociali. Le diverse iniziative potranno rafforzarsi se non sbaglieremo i tempi e se sapremo connettere tra loro gli obiettivi.
Un caro saluto
Enzo Di Salvatore
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#6
Care/i,
inseriamo qui la bozza, assolutamente bozza, per ragionare sull'eventuale incontro da fare a Napoli, questa sera durante la videoconferenza
Un abbraccio
Antonella e Roberta

NAPOLI
25 giugno 2016, ore 9 – 18 - m???? 26 giugno 9 - 13
(uno o due giorni?: se c’è appoggio Gue due giorni con sezione europea, altrimenti un solo giorno)

NO alle Contro-Riforme renziane
e rinascita delle Costituzioni italiana e europea


Organizzata da: PrimalePersone
Sostegno e patrocini: GUE / Comune di Napoli ? …. Altri???

Si è aperta la campagna del referendum confermativo delle “riforme” costituzionali che, probabilmente, si terrà ad ottobre e vedrà impegnati il fronte del NO e il fronte del SÌ in una serrata e pesante contrapposizione.
Renzi ha voluto impostare questo referendum come un possibile plebiscito personale, spostando il focus della scelta che gli italiani saranno chiamati a fare, dalla Costituzione al suo governo.
I principi democratici che hanno ispirato la Costituzione italiana del 1948 e ispirano le democrazie più avanzate, sono minati sia in termini di processo che di contenuto, di processo perché il governo ha imposto al Parlamento una riforma costituzionale che dovrebbe avere direzione contraria, di contenuto per la pesante deriva autoritaria e centralista che disegna.
Il combinato disposto della legge elettorale Italicum e delle “riforme” Costituzionali delinea una riduzione della rappresentanza e della sovranità popolare, accentra nell’esecutivo di governo i poteri ad oggi condivisi con Enti Locali e Regioni in materia ambientale, energia, salute, e sicurezza su lavoro, rende sempre più inaccessibili gli strumenti della democrazia rappresentativa, partecipativa e diretta, mina l’architettura tra i poteri dello Stato e rende la Costituzione aperta successive preoccupanti modifiche.
E’ evidente che è in atto un disegno, che va ben oltre la sola Italia, volto a smantellare e delegittimare le Costituzioni nazionali e a far valere i trattati di una Unione Europea che non ha né unità politica, né Costituzione, portando a una veloce disintegrazione del principio della sovranità popolare.
Il modo migliore per controbattere e contrastare lo scempio della Costituzione in atto, consiste nel proporre un percorso in positivo, prefigurando le Costituzioni e quindi il mondo che vorremmo, che va ben oltre il mantenimento dello status quo, come vuole strumentalmente far supporre il contro-riformismo renziano.
L’incontro verterà sugli scenari Europei e Italiani affrontando i temi di proposte di Costituzioni e di riforme veramente innovative, capaci di aggiornare la Costituzione ai tempi attuali e alle sfide che ci aspettano. 
Nell’incontro saranno affrontate tematiche che prefigurino una Costituzione formale e materiale innovata che possa porre le basi del mondo che vogliamo costruire assieme: la costituzionalizzazione del beni comuni, l’ampliamento della tutela dell’ecosistema, l’ampliamento degli istituti di democrazia partecipativa e diretta e di prossimità, l’attuazione e il rafforzamento delle tutele dei diritti, e molte altre proposte che possono andare a far crescere, non regredire come nella riforma renziana, la Costituzione antifascista del 1948.


Introduzione e saluti

Introduzione ai lavori……
Saluti del Sindaco
….

Prima sezione: la Costituzione Europea

Barbara Spinelli

altri parlamentari europei

Giuseppe De Marzo: profughi ambientali…. Il tema Natura in costituzione

Francesco Piobbichi: Costituzione di kobane – orizzonte euromedirraneo

Seconda sezione: le Contro-Riforme renziane


TEMI:
Italicum
Riforma del Senato
Riforma dei Titolo V
La democrazia diretta

Nomi:
Enzo Di Salvatore
Anna Falcone
Pertici …

Massimo Villone
Domenico Gallo

Terza sezione: idee per una Costituzione del Futuro

Temi:
Parlamento, rappresentanza e governabilità
Ambiente, territorio, bellezza
Beni Comuni
Diritti
Democrazia partecipativa e diretta
…..

Nomi:
Alex Zanotelli: pace e diritti
Enzo di Salvatore
Salvatore Settis (?) o Tomaso Montanari (?)
Alberto Lucarelli: I beni comuni in Costituzione
Serena Pellegrino: la Bellezza in Costituzione (http://www.bellezzaincostituzione.it/iniziativa/)
.….
…..
rappresentanti di enti locali: Emiliano, Orlando, De Magistris, Bengasi Battisti………
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