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Invito incontro BO 09/01-10/01/2016
#1
In votazione sul decisionale il trsto dell'invito
DALLA RAPPRESENTANZA POLITICA ALL’AUTORAPPRESENTANZA DEL MONDO SOCIALE

C'è grande confusione sotto il cielo..…e noi?

Non vi sembra un incubo dal quale non riusciamo a svegliarci?
Dopo il ventennio berlusconiano e tre governi nominati, un parlamento eletto con una legge illegittima vara riforme che stravolgono l'ordinamento dello Stato, colpiscono i diritti dei lavoratori, la scuola, la gestione del territorio, i beni comuni, i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione a partire dal ripudio della guerra. Si stanno chiudendo le finestre della democrazia sia formale che sostanziale, non c'è più tempo per tergiversare. L'autoritarismo non è più strisciante, ma è ormai conclamato.
Mentre la politica si avvita praticando, in varie versioni, il cosiddetto “pensiero unico” neoliberista, che coincide con la privatizzazione di tutto l’esistente, un mondo operoso e attento ignorato dall'informazione e dalle istituzioni, se non apertamente combattuto, lavora da tempo sottotraccia per cercare di cambiare le proprie vite e il Paese.
Che fare?
La gravità della situazione in cui la politica,  in tutte le sue versioni, risulta incapace di una visione rivolta all'interesse collettivo anziché a quello delle solite lobby con cui è irrimediabilmente compromessa, ci induce a cercare insieme risposte creative ed originali,  in grado di avviare, attraverso un dialogo concreto con quelle parti della  società in cui ciascuno di noi è immerso, un percorso virtuoso e onesto per ricostituire condizioni di vita accettabili per tutti.  E’ un proposito molto ambizioso, ma realistico: milioni di persone in Italia, in Europa e nel mondo stanno operando con lo stesso intento e il nostro non sarà che un contributo a un disegno comune.
Il 9 gennaio ci porremo assieme questa domanda, convinti che oggi nessuno possa avere da solo tutte le risposte necessarie; ma che insieme, sperimentando nuove pratiche e nuove prospettive e dando valore all'intelligenza di tutti, si possa aprire un cammino nuovo. Abbiamo bisogno dell'apporto,  della competenza e dell’esperienza di tutti e di ognuno. Pensiamo che le risposte più innovative possano nascere solo dal confronto e dalla interconnessione tra le persone che già danno vita a iniziative sociali, di lotta e di proposta attive su tutto il nostro territorio.
Vogliamo affrontare con voi molte questioni che giudichiamo prioritarie per il nostro Paese: le riforme costituzionali,  la legge elettorale detta Italicum e la questione più generale della democrazia oggi; la  conversione ecologica dell’economia e la transizione energetica verso un mondo senza più combustibili fossili e minacce per il clima di tutto il pianeta, tema fortemente connesso con la creazione di tanti nuovi posti di lavoro per tutti; il diritto al lavoro, ma anche a un reddito di dignità per tutti coloro che sono senza lavoro;  la questione dei migranti e dei rifugiati; il tema della pace e degli equilibri economici e politici in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo; la pessima riforma che il governo, e solo lui, ha chiamato della “buona scuola”; il tema dell’organizzazione della sanità e quello più generale della salute di tutti, soprattutto in termini di prevenzione; il tema delle grandi opere che devastano l’ambiente e la vita di intere comunità; quello delle privatizzazioni e dell’esproprio dei beni comuni; il tema dei diritti di tutti e, tra questi, soprattutto di quelli delle donne che subiscono stupri, femminicidi, discriminazioni di ogni genere e che sono sottoposte a mille forme di sfruttamento, anche grazie a un governo che risparmia e taglia ovunque, riducendo lo stato sociale e scaricando le conseguenze di tutto questo sul lavoro di cura non pagato delle donne. E’ un tema per noi di primaria importanza perché pensiamo che il riscatto della condizione delle donne, e soprattutto di quelle immigrate che vivono qui tra noi come di quelle dei paesi da cui provengono, è la via più efficace per neutralizzare e sconfiggere la violenza feroce che si manifesta in molte delle guerre in corso e in molti dei recenti episodi di terrorismo, la cui posta in gioco principale è il mantenimento o la riconquista di un dominio incontrastato degli uomini sulle donne che continuano a considerare una “cosa loro”.
Sono tutti temi fortemente interconnessi tra loro che richiedono una risposta complessiva e sui quali potremmo  lavorare insieme. Tra questi, quello che a noi sembra ricomprendere un po’ tutti gli altri, perché mette in gioco tutti gli aspetti dell’ambiente in cui viviamo e vivranno in nostri figli e i nostri nipoti, l’opportunità di un lavoro giusto e sensato per tutte e tutti, la partecipazione di tutte e tutti, su un piede di parità, alle decisioni relative a ogni aspetto della nostra esistenza, a partire dal che cosa produrre, come e quanto, e che cosa consumare o utilizzare senza più squilibri tra chi ha troppo e chi niente, è il tema attualissimo, dopo il vertice di Parigi COP 21, della conversione ecologica.
Abbiamo comunque delle scadenze immediate a cui far fronte, che si intrecciano strettamente con i temi di carattere più generale: innanzitutto il prossimo referendum per il NO alle riforme costituzionali e la proposizione di nuovi referendum contro la legge elettorale detta Italicum, contro la “Cattiva Scuola” e probabilmente contro il Jobs Act. Ma anche attraverso una nuova stagione di proposte di legge di iniziativa popolare con le quali animare l'asfittico e mistificato dibattito nel paese coinvolgendo finalmente i cittadini.
Il passo avanti su cui vorremmo confrontarci tra tutti è rappresentato a nostro avviso dalla possibilità, tutta da costruire se ci sarà la volontà di farlo, di fare rete e sostenerci reciprocamente mettendo a frutto ogni nostra competenza a beneficio degli altri, affinché i nostri sforzi non rischino  di essere vanificati andando "tutti alla spicciolata". Per questo anche il metodo della discussione che vi proponiamo, il word café,  è aperta a ogni possibile contributo ed esito. Cominciamo sperimentando tra noi forme di discussione aperte e orizzontali, lavorando in profondità, con lentezza e con dolcezza, come esortava a fare Alex Langer; costruiamo un collettivo dell'autorappresentanza dandoci i tempi che saranno necessari per costruire uno "spazio" di tutti che ridia voce ai bisogni reali, che sappia guardare all’Europa con l’obiettivo di riprendere il cammino profilato a Ventotene e sistematicamente boicottato dai poteri economico-finanziari e da una dirigenza europea appiattita su questi.
Non basta convergere sugli obiettivi, dovremmo darci dei nuovi metodi, promuovendo una profonda trasformazione culturale a partire da noi stessi, che ci faccia transitare tutti da osservatori spesso impotenti di processi decisionali verticistici o anacronistiche forme di assemblea che creano maggioranze e minoranze sempre molto marginali, a promotori di forme decisionali partecipative e orizzontali, capaci di creare un confronto aperto e fecondo, relazioni di fiducia e di rispetto reciproco, decisioni condivise e realmente utili a provare a dare risposta ai bisogni del mondo sociale non più prorogabili.
E’ il momento di assumerci tutti una responsabilità nuova. Vogliamo provarci insieme?
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#2
Ho letto il testo di invito. Per quanto apprezzi lo sforzo fatto non mi convince. Troppo lungo, faticoso da leggere. La "questione di genere" torna ad essere un punto tra gli altri e collocato, come di consueto, abbastanza in fondo. E' sparita la centralità del superamento del concetto di crescita infinita, competizione ecc.. Le due cose stanno insieme. Il maschile è legato al dominio (potere di far fare ad altri), il femminile al potere (di fare... di generare un altro essere umano). Ma se alla maggioranza va bene così mi adeguo ovviamente e non mi metto fare disquisizione filosofiche. Ma c'è un passaggio che non posso accettare, a meno che non venga spiegato dettagliatamente. E' quel "a partire dal ripudio della guerra" riferito alle riforme scellerate del parlamento illegittimo. Non so a cosa ci si voglia riferire, so bene come si possa interpretare. Ed è l'esatto opposto del punto in cui Alexander Langer è morto venti anni orsono e che Sofri, inascoltato, continua a spiegarci con una lucidità drammatica. Vi abbraccio.
Pietro
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#3
Un po di confusione, a questo punto ci sono due testi diversi per l'invito o questo sarebbe un documento di accompagnamento? Come invito forse è più adatto quello di Pietro, più schematico e diretto, ma forse si potrebbe anche accorciare un po questo.
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#4
Dopo la telefonata di Antonella che mi invitava a correggere direttamente il testo, lo avrei leggermente modificato così:

C'è grande confusione sotto il cielo..…e noi?
Non vi sembra un incubo dal quale non riusciamo a svegliarci?
Dopo il ventennio berlusconiano e tre governi nominati, un parlamento eletto con una legge illegittima vara riforme che stravolgono l'ordinamento dello Stato, colpiscono i diritti dei lavoratori, la scuola, la gestione del territorio, i beni comuni, i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione. Si stanno chiudendo le finestre della democrazia sia formale che sostanziale. L'autoritarismo non è più strisciante, ma è ormai conclamato.
Mentre la politica si avvita praticando, in varie versioni, il cosiddetto “pensiero unico” neoliberista, che coincide con la privatizzazione di tutto l’esistente, un mondo operoso e attento ignorato dall'informazione e dalle istituzioni, se non apertamente combattuto, lavora da tempo sottotraccia per cercare di cambiare le proprie vite e il Paese.

Questa situazione ci induce a cercare insieme risposte creative ed originali,  in grado di avviare, attraverso un dialogo concreto con quelle parti della  società in cui ciascuno di noi è immerso, un percorso virtuoso e onesto per ricostituire condizioni di vita accettabili per tutti.  E’ un proposito molto ambizioso, ma realistico: milioni di persone in Italia, in Europa e nel mondo stanno operando con lo stesso intento.

Il 9 gennaio ci porremo assieme la domanda "che fare?", convinti che oggi nessuno possa avere da solo tutte le risposte necessarie; ma che insieme, sperimentando nuove pratiche e nuove prospettive e dando valore all'intelligenza e alla competenza di tutti e di tutte si possa aprire un cammino nuovo. Pensiamo che le risposte più innovative possano nascere solo dal confronto e dalla interconnessione tra le persone che già danno vita a iniziative sociali, di lotta e di proposta attive su tutto il nostro territorio.
Vorremmo affrontare con voi molte questioni che giudichiamo prioritarie per il nostro Paese: la questione generale della democrazia oggi, con le riforme costituzionali e la legge elettorale detta Italicum; la  conversione ecologica dell’economia e la transizione energetica verso un mondo senza più combustibili fossili e minacce per il clima di tutto il pianeta, tema fortemente connesso con la creazione di tanti nuovi posti di lavoro per tutti; il diritto al lavoro, ma anche a un reddito di dignità per tutti coloro che sono senza lavoro;  la questione dei migranti e dei rifugiati legata al tema della pace e degli equilibri economici e politici in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo; la pessima riforma che il governo, e solo lui, ha chiamato della “buona scuola”; il tema dell’organizzazione della sanità e quello più generale della salute di tutti, soprattutto in termini di prevenzione; il tema delle grandi opere che devastano l’ambiente e la vita di intere comunità; quello delle privatizzazioni e dell’esproprio dei beni comuni; il tema dei diritti di tutti e, tra questi, soprattutto di quelli delle donne che subiscono stupri, femminicidi, discriminazioni di ogni genere e che sono sottoposte a mille forme di sfruttamento, anche grazie a un governo che risparmia e taglia ovunque, riducendo lo stato sociale e scaricando le conseguenze di tutto questo sul lavoro di cura non pagato delle donne. E’ un tema per noi di primaria importanza perché pensiamo che il riscatto della condizione delle donne, e soprattutto di quelle immigrate che vivono qui tra noi come di quelle dei paesi da cui provengono, è la via più efficace per neutralizzare e sconfiggere la violenza feroce che si manifesta in molte delle guerre in corso e in molti dei recenti episodi di terrorismo, la cui posta in gioco principale è il mantenimento o la riconquista di un dominio incontrastato degli uomini sulle donne che continuano a considerare una “cosa loro”.
Sono tutti temi fortemente interconnessi tra loro che richiedono una risposta complessiva e sui quali potremmo  lavorare insieme. Tra questi, quello che a noi sembra ricomprendere un po’ tutti gli altri, perché mette in gioco tutti gli aspetti dell’ambiente in cui viviamo e vivranno i nostri figli e i nostri nipoti, l’opportunità di un lavoro giusto e sensato per tutte e tutti, la partecipazione di tutte e tutti, su un piede di parità, alle decisioni relative a ogni aspetto della nostra esistenza, a partire dal che cosa produrre, come e quanto, e che cosa consumare o utilizzare senza più squilibri tra chi ha troppo e chi niente, è il tema attualissimo, dopo il vertice di Parigi COP 21, della conversione ecologica.
Abbiamo comunque delle scadenze immediate a cui far fronte, che si intrecciano strettamente con i temi di carattere più generale: innanzitutto il prossimo referendum per il NO alle riforme costituzionali e la proposizione di nuovi referendum contro la legge elettorale detta Italicum, contro la “Cattiva Scuola” e probabilmente contro il Jobs Act. Ma anche attraverso una nuova stagione di proposte di legge di iniziativa popolare con le quali animare l'asfittico e mistificato dibattito nel paese coinvolgendo finalmente i cittadini.
Il passo avanti su cui vorremmo confrontarci tra tutti è rappresentato a nostro avviso dalla possibilità, tutta da costruire se ci sarà la volontà di farlo, di fare rete e sostenerci reciprocamente mettendo a frutto ogni nostra competenza a beneficio degli altri, affinché i nostri sforzi non rischino  di essere vanificati andando "tutti alla spicciolata". Per questo anche il metodo della discussione che vi proponiamo, il World Café,  è aperta a ogni possibile contributo ed esito. Cominciamo sperimentando tra noi forme di discussione aperte e orizzontali, lavorando in profondità, con lentezza e con dolcezza, come esortava a fare Alex Langer; costruiamo un collettivo dell'autorappresentanza dandoci i tempi che saranno necessari per costruire uno "spazio" di tutti/e che ridia voce ai bisogni reali, che sappia guardare all’Europa con l’obiettivo di riprendere il cammino profilato a Ventotene e sistematicamente boicottato dai poteri economico-finanziari e da una dirigenza europea appiattita su questi.
Non basta convergere sugli obiettivi, dovremmo darci dei nuovi metodi, promuovendo una profonda trasformazione culturale a partire da noi stessi, che ci faccia transitare tutti da osservatori spesso impotenti di processi decisionali verticistici o anacronistiche forme di assemblea che creano maggioranze e minoranze sempre molto marginali, a promotori di forme decisionali partecipative e orizzontali, capaci di creare un confronto aperto e fecondo, relazioni di fiducia e di rispetto reciproco, decisioni condivise e realmente utili a provare a dare risposta ai bisogni del mondo sociale non più prorogabili.
E’ il momento di assumerci tutti una responsabilità nuova. Vogliamo provarci insieme?
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#5
 vi giro quanto scritto da Riccardo sulla mail list. 

Care/i
Citazione:Intervengo poco nelle scambio di mail, anzi sono sempre un po' critico sul volume eccessivo di mail che girano. 
In questo caso mi permetto di fare alcune osservazioni sull'assemblea di Bologna e sul testo dell'invito. 
Dico in premessa che non so se potro esserci e me ne scuso in anticipo.
Vorrei comunque segnalare una perplessità di fondo che riguarda l'insieme delle tematiche richiamate nell'invito. 
Va tutto bene, ma si accenna di troppe cose. Io sarei per evidenziare i temi pù importanti, quelli su cui incentrare anche l'incontro di Bologna. Credo che i temi più importanti siano tre, due dei quali fortemente interconnessi.
1. La questione ambientale, con particolare attenzione, agli aspetti climatici
2. la questione economica e del lavoro (fortemente connessa alla questione ambientale e della "conversione ecologica")
3. la questione della democrazia e delle riforme costituzionali.
 
Certamente anche gli altri temi sono importanti, ma riuscire a sviluppare una riflessione non banale, anche solo su un paio dei tre temi segnalati, sarebbe già un enorme risultato.
Evitiamo di parlare di tutto senza essere in grado di approfondire nulla in maniera adeguata.
 
grazie dell'attenzione.
 
Riccardo Rifici
 
cell. 3384716578
tel. uff. 0657225136
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#6
(17/12/2015, 16:07)Mario Sommella Ha scritto:   vi giro quanto scritto da Riccardo sulla mail list. 

Care/i

Citazione:Intervengo poco nelle scambio di mail, anzi sono sempre un po' critico sul volume eccessivo di mail che girano. 
In questo caso mi permetto di fare alcune osservazioni sull'assemblea di Bologna e sul testo dell'invito. 
Dico in premessa che non so se potro esserci e me ne scuso in anticipo.
Vorrei comunque segnalare una perplessità di fondo che riguarda l'insieme delle tematiche richiamate nell'invito. 
Va tutto bene, ma si accenna di troppe cose. Io sarei per evidenziare i temi pù importanti, quelli su cui incentrare anche l'incontro di Bologna. Credo che i temi più importanti siano tre, due dei quali fortemente interconnessi.
1. La questione ambientale, con particolare attenzione, agli aspetti climatici
2. la questione economica e del lavoro (fortemente connessa alla questione ambientale e della "conversione ecologica")
3. la questione della democrazia e delle riforme costituzionali.
 
Certamente anche gli altri temi sono importanti, ma riuscire a sviluppare una riflessione non banale, anche solo su un paio dei tre temi segnalati, sarebbe già un enorme risultato.
Evitiamo di parlare di tutto senza essere in grado di approfondire nulla in maniera adeguata.
 
grazie dell'attenzione.
 
Riccardo Rifici
 
cell. 3384716578
tel. uff. 0657225136

Perché non vedo questo messaggio sulla ML? Altre volte ho avuto l'impressione che non mi arrivassero tutti i messaggi. Magari vedendo risposte a testi mai giunti..... Un' altra domanda. Quanti siamo iscritti alla ML e quanti partecipiamo al forum?
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#7
(17/12/2015, 17:41)Pietro Del Zanna Ha scritto:  Perché non vedo questo messaggio sulla ML? Altre volte ho avuto l'impressione che non mi arrivassero tutti i messaggi. Magari vedendo risposte a testi mai giunti..... Un' altra domanda. Quanti siamo iscritti alla ML e quanti partecipiamo al forum?

Non so risponderti per i numeri di ml e forum. L'altro problema è causato dai filtri di gmail (e probabilmente di altri) che tollerano poco certi domini (@libero, @inwind, etc...) e sopratutto il ripetersi ossessivo dei [RE]: nell'oggetto del messaggio. Le cose da fare sono due:

- Quando si fa un replay ricordarsi di cancellare i [RE]: reiterati nel campo oggetto o altre eventuali aggiunte automatiche tipo [<<SPAM>>]
- Entrare periodicamente nel propio account gmail da web (cioè dal programma con cui si accede ad internet, IE, chrome, safari, etc...), utilizzando questo link, o simili
https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox
poi cercare nella colonna di sinistra la cartella spam, che dovrebbe essere sotto "altro", entarci, cliccare sul messaggio e segnalarlo come "non spam".
Quando google chiede se si vuole contribuire a migliorare il servizio filtri (più o meno, vado a mente), rispondere sì.

Ci vuole più a dirlo che a farlo, da quando uso questa possibilità (ogni tanto...;-) ) la situazione è molto migliorata, ad esempio ora i messaggi di Gian Luigi passano quasi tutti. Se lo facciamo tutti probabilmete risolviamo il problema.
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#8
iscritti ml list at primalepersone dot eu in data 21/12/15 135
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