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PEERCHE I GIOVANI NON DIFENDONO LA COSTITUZIONE?
#1
• «La nostra violenza veniva dalla storia del Novecento. Aveva alle spalle gli anni Sessanta ma anche le vicende della Resistenza e della guerra. Da ragazzini andavamo a sentire le storie che raccontavano i partigiani. Noi siamo cresciuti così. Alla fine degli anni Ottanta io e i miei compagni in carcere abbiamo deciso di sciogliere il patto che ci legava: già allora lo avevamo fatto perché ritenevamo che le nostre scelte precedenti fossero ormai superate dall’evoluzione che c’era stata nella società italiana. Quell’Italia non c’è più. Io oggi sono un editore» Intervista di Renato Curcio a Paolo Griseri) [Rep 12/5/2012].
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Parto da questa breve affermazione di Renato Curcio e visto che abbiamo letto in settimana anche la lunga "confessione" di Adriana Faranda , penso di non essere fuori tema.

I giovani della generazione "Brigate Rosse " sovente ,come Curcio, citano i fatti di resistenza e di guerra che avevano sentito raccontare dagli allora numerosi partigiani,per alimentare i loro sogni, le loro aspirazioni, la loro rivoluzione . . Negli anni della loro formazione era anche popolare ,il già mitico , Ernesto" Che" Guevara e poi Tito che si ribellava ai sovietici ,Castro che teneva testa agli americani, Mao che forgiava la Rivoluzione Culturale .... Rivoluzionari o rivoltosi ,questa seconda definizione tardiva é di Renato Curcio, é finita come é finita . Confesso che in quegli anni ,studente
ventenne in Sociologia a Torino ( Gallino) ,non li approvavo ma li ammiravo, perché anche loro alimentavano la mia sete di un mondo diverso,mai sopita. Erano o eravamo in ogni caso un gruppo assai intellettualizzato e largamente minoritario tra i giovani di allora che avevano tutt'altre aspirazioni;

E' la stessa cosa per i giovani d'oggi ! Quali discorsi " storici o romantici" degli adulti hanno impregnato quotidianamente, da quando sono nati, i giovani d'oggi ? Prima : carrierismo, soldi ,borsa speculazione finanziaria, speculazione immobiliare ,viaggi,case secondarie ,grossa auto,velocità, autostrade ,consumi ... Poi : crisi, cococo,disoccupazione,bamboccioni.meno salari,meno welfare ,meno pensioni riscaldamento climatico , futuro nero ..

Ma dalla cultura che abbiamo loro trasmesso e martellato e poi dal suo crollo cosa vogliamo ora estrarre? Una passione per la Costituzione? Ma chi in casa o a scuola ne hai mai parlato loro? Ed ora ci offuschiamo della loro indifferenza o apatia?

Ma vogliamo prendere in conto che in ogni caso, ingiustamente fin che si vuole, noi anziani saremo per i giovani un grosso problema?
Ecco due dati ISTAT per illustrare il mio dire:

NATI nel 1948 ( quelli che avevano 20 anni nel '68) : 1.009.299 Morti nel 1948 : 486.392

Nati nel 2014 : 502.596 Morti nel 2014 : 598.364

Il 1948 e i trent'anni successivi erano uno sfavillo di culle, di nuova Costituzione ,di demopcrazia, di speranza. Eppupe in quei ''trenta gloriosi" i giovani hanno forgiato le Brigate Rosse ,in Italia, in Germania, in Francia . Oggi tanti funerali, crisi, tristezza,

Censimento 2011 (ISTAT)
Hanno 18 anni : 583.865 , hanno 60 anni : 722.309, hanno 70 anni : 633.137 persone
E gli anni successivi accentuano il divario .
I giovani non conoscono la Costituzione ma questi dati li conoscono! Comprendiamo che ci patiscono tanto e compatiscono poco ,noi anziani ?
Comprendiamo come sia sociologicamente difficile fare loro partecipare a delle idee, delle azioni, dei movimenti che emanano da noi , noi che per loro siamo i fortunati, quelli che hanno sempre avuto il lavoro, che hanno la casa, che hanno la pensione che loro finanziano sempre piu' a caro prezzo?
Se non accettiamo questo dato di fatto, non stupiamoci che quasi nessun giovane sia nelle nostre associazioni e movimenti politici. Al limite con Grillo per protestare ed attendere un salario di cittadinanza sono ancora partenti!
E' cosi', triste o non triste che sia ! Noi che sentivamo ancora raccontare di impiccagioni, di fucilazioni, di villaggi bruciati, di deportazioni e di cremazioni nei lager ci siamo forgiati su realtà ben piu' tristi e non li abbiamo mai dimenticate!
Allora scendiamo certo in campo per i referendum , per contestare il PD e Renzi , ma cerchiamo anche, visto che in molti abbiamo un grosso bagaglio culturare e professionale ,tempo e voglia, di pianificare le soluzioni concrete che potrebbero essere utili ai nostri figli e nipoti, poi ne facciano cosa vorranno, assumendo la loro esistenza pubblica e privata. Non penso che basterà loro il matrimonio ogni sesso e la depenalizzazione del consumo della droga per vivere meglio.
Pensiamo ed agiamo invece anche perché la loro richiesta sempre meno sublimale non sia la libera eutanasia per aleggerirci un po'. Non sono cinico ma solo tremendamente desideroso che i miei figli e d i miei nipoti mi guardino con affetto e non con invidia o peggio, perché ho predicato molto ma ho fatto poco per loro.

Piero Muo'
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#2
E' proprio l'impegno a costruire alternative, come in APP, quello che possiamo fare per i giovani, anche coinvolgendoli.
Quanti, tra i giovani, sono pronti a difendere la Costituzione lo si vedrà col Referendum, non credo siano così pochi, anche se la maggior parte probabilmente rimarrà indifferente (ma Renzi avrà un bel da fare anche per convincerli a votare sì, visto che non c'è il quorum).

Per quanto mi riguarda, l'ho fatto in precendenza col M5S, da cui sono uscito perchè il progetto è naufragato.
E calcola che io sono nato nel '78, quindi sono di una generazione successiva rispetto alla tua ma forse non sono neanche più da considerare giovane.

Per coinvolgere i giovani penso si debbano spiegare le ragioni profonde della crisi sociale che li coinvolge e proporre alternative per non rassegnarsi.
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#3
Io ho un figlio del 76 e una del 79 , che risento giovanissimi, tu del 78 sei in mezzo ,quindi sei giovanissimo!!
Proprio se dobbiamo tranciare mettiamo la barra dei giovani a un giorno sotto la data di nascita di Renzi il rottamatore di tutto quello che è più vecchio di lui! Ironia a parte, è importantissimo che si arrivi ad un coinvolgimento comune di tutti e di ogni età per mettere a profitto la forza dei giovani e la disponibilità degli anziani, per cercare le soluzioni, anche assai innovative per uscire dalla crisi sociale.
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