Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
LO STERMINIO DELLA FU MINORANZA
#1
Massimo Villone

IL MANIFESTO - EDIZIONE DEL24.09.2015

Alla fine, con gli emen­da­menti Finoc­chiaro alla riforma costi­tu­zio­nale, scop­piò la pace, accom­pa­gnata da vistose mani­fe­sta­zioni di giu­bilo. A dire il vero, non si capi­sce di cosa gioi­sca la fu mino­ranza Pd. Per la ele­zione popo­lare diretta dei sena­tori, che aveva assunto come ban­diera, ha perso su tutta la linea.
Il testo con­clu­si­va­mente con­cor­dato con­ferma anzi­tutto che i sena­tori sono eletti dagli «organi delle isti­tu­zioni ter­ri­to­riali». Quindi non dai cit­ta­dini. Si rin­cara poi la dose aggiun­gendo «in con­for­mità delle scelte espresse dagli elet­tori per i can­di­dati con­si­glieri in occa­sione del rin­novo dei mede­simi organi …». E qui l’ambiguità rag­giunge ver­tici ineguagliati.
Si con­si­deri il con­cetto di con­for­mità. Qua­lun­que sia il signi­fi­cato che si vuole rico­no­scere alla parola, di sicuro non può inten­dersi come «esat­ta­mente coin­ci­dente con». Se così fosse, infatti, il potere di eleg­gere i sena­tori che la norma attri­bui­sce alla assem­blea ter­ri­to­riale sarebbe una sca­tola vuota, una inu­tile super­fe­ta­zione. L’unica let­tura pos­si­bile è che l’assemblea ter­ri­to­riale possa allon­ta­narsi, in più o meno larga misura, dalla volontà degli elettori.
In ogni caso, quali sono le scelte degli elet­tori rispetto alle quali biso­gna osser­vare la con­for­mità? Dice la norma: quelle espresse per i can­di­dati con­si­glieri in occa­sione del rin­novo degli organi di cui fanno parte. Quindi, l’elettore non vota Tizio, Caio o Sem­pro­nio per il senato, deci­dendo l’esito. Vota per il con­si­gliere. Chi poi acceda al seg­gio sena­to­riale dipen­derà dalla let­tura data alla «con­for­mità». Inol­tre, come ho già scritto su que­ste pagine, basterà una rosa più ampia del numero di sena­tori da eleg­gere per azze­rare ogni neces­sa­ria cor­ri­spon­denza tra la volontà popo­lare e i sena­tori con­clu­si­va­mente eletti.
Cosa ha a che fare tutto que­sto con l’elezione popo­lare diretta dei sena­tori? Ovvia­mente, nulla. L’emendamento con­cor­dato se ne allon­tana per­sino di più di solu­zioni via via ipo­tiz­zate, come le indi­ca­zioni o desi­gna­zioni da parte degli elettori.
Infine, tutto viene affi­dato a una suc­ces­siva legge. Qui c’è l’unico effet­tivo miglio­ra­mento, per­ché non si tratta più di legge regio­nale, ma di legge sta­tale. Diver­sa­mente, ogni regione avrebbe fatto i sena­tori a pro­pria imma­gine e somi­glianza, magari dando un’aggiustatina alle regole in pros­si­mità del turno elet­to­rale, per garan­tire il seg­gio a un amico o sodale.
E se comun­que alla fine, nono­stante le maglie così lar­ghe, l’assemblea ter­ri­to­riale non si atte­nesse alla «con­for­mità», magari per motivi futili o abietti, fami­li­stici o di clan? Quali rimedi? Un mondo nuovo di inte­res­santi pos­si­bi­lità si apre per poli­tici affa­mati di clien­tele e avvocati.
L’emendamento Pd non può in alcun modo essere gabel­lato come ripri­stino dell’elettività dei sena­tori. Gli altri emen­da­menti con­cor­dati sono poca cosa, e avremo modo di occu­par­cene. La riforma era pes­sima, e tale rimane. Inte­ressa ora vedere se Grasso sarà indotto a una aper­tura anche su altri emen­da­menti. Ma intento una domanda rimane: per­ché la mino­ranza Pd ha dato disco verde? Forse per l’originalità della solu­zione, visto che non ci risul­tano altre espe­rienze in cui si trovi una sovra­nità a mez­za­dria tra il popolo e un’assemblea elet­tiva ter­ri­to­riale? Pos­si­bile che cre­dano dav­vero di avere difeso con effi­ca­cia i fon­da­menti della demo­cra­zia?
Per una let­tura dif­fusa gli ex dis­si­denti hanno barat­tato la Costi­tu­zione con qual­che mese di pol­trona sena­to­riale. Let­ture più sofi­sti­cate par­lano di par­tite gio­cate nel Pd emi­liano. Pro­ba­bil­mente c’è del vero in entrambe. Ma intanto è certo che Renzi ha saputo giun­gere allo ster­mi­nio poli­tico della mino­ranza, di cui ha dimo­strato l’irrilevanza. Forse, l’irrigidimento appa­ren­te­mente irra­gio­ne­vole e incom­pren­si­bile su riforme pale­se­mente sba­gliate è stato stru­men­tale anche a que­sto obiet­tivo.
Della mino­ranza Pd avremmo voluto con­di­vi­dere obiet­tivi e amba­sce. Pote­vano nascerne espe­rienze poli­ti­che signi­fi­ca­tive. Per come si arriva al tra­guardo, non è così. Anzi, tro­viamo si adatti bene agli ex dis­si­denti una sto­rica bat­tuta cara a molti di noi: andate senza meta, ma da un’altra parte.

****************


Breve commento.

Si conferma che da una legge elettorale malsana (porcellum), può nascere solo una rappresentanza malsana: la minoranza PD ha mostrato anche in questo delicatissimo frangente tutta la sua inconsistenza politica dimostrando ancora una volta che è prioritario il proprio personale tornaconto sull'interesse del Popolo sovrano.
Speriamo almeno che ciò serva ad aprire gli occhi di coloro che ancora riponevano la propria fiducia in una parte dei parlamentari!
 
Bisogna capire l'importanza della legge elettorale, a cui non a caso una parte dei costituenti voleva giustamente attribuire rango costituzionale, nel determinare l'effettivo livello di democrazia del paese del paese che l'adotta.
E se i contenuti di questa legge "speciale" misurano il grado di sovranità attribuito al popolo, possiamo immaginare quali siano le prospettive che l'Italicum ci fa intravedere!
Cita messaggio
#2
Questa situazione é il frutto trangenico del neo-liberalismo che domina incontrastato le democrazie occidentali e non solo. Questo frutto ha bacato irreversibilmente anche i partiti della sinistra tradizionale : il PD italiano, i socialisti francesi,i blairiani,Obama ...e si chiama pensiero unico.
Tutte le pastoie dei fastidiosi contropoteri costituzionali politici e sindacali devono deperire secondo un processo che sembra sempre di più a un vero progetto piuttosto che ad una evoluzione naturale. Gallino evoca sovente la cupola del Mont Pelerin e mi pare che veda giusto.
Non puó che peggiorare! Per uscirne ribadisco una mia convinzione sempre più ancrata : la necessitâ di un controprogetto democratico ma rivoluzionario del neo-liberalismo, che tracci la strada di una società nuova partecipativa,equa,ecologica. Un progetto che osi sfidare il pensiero unico neo-liberale in profondità , che convinca i tanti che attendono ancora e sempre le famose " bricciole" di ricchezza del capitalismo che di meno in meno ricadono per sfamare le masse, sempre più misere.
Certamente un'applicazione letterale della Costituzione Italiana sarebbe già un grande passo ma bisogna andare oltre in funzione delle esperienze storiche recenti, delle conoscenze attuali, del macroproblema costituito dal binomio riscaldamento / migrazione, della crescita esponenziale della popolazione mondiale ,della costruzione europea , della versione mondiale dei problemi ecologici, finanziari, guerraioli.
A questo punto ,oltre ai costituzionalisti devono entrare in campo economisti ,sociologi,scienziati della natura,medici ,ricercatori di ogni genere per concepire il controprogetto necessario per smuovere le coscienze ed impegnare una massa maggioritaria in una fase elettorale, perché senza il potere si finisce di naufragare nell'impotenza. E comunque anche in caso di presa di potere come ha fatto Siryza in Grecia ,senza un controprogetto di società forte ed esplicito , si dovrebbe piegare il ginocchio davanti alla potenza del sistema neo-liberalista e alla forza cinica dei suoi finanzieri e dei loro accoliti politicanti.
Piero Muo'
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)