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Fermiamo le trivelle in Adriatico! La Regione Veneto verso la richiesta di referendum
#1
Una delegazione della Rete veneta dei Comitati e della Associazioni per la difesa dell'Ambiente si è recata ieri in Consiglio regionale dove ha provveduto a consegnare ai giornalisti e ai molti consiglieri mostratisi sensibili alla tematica, il documento qui allegato in una versione leggermente modificata nella parte conclusiva dove, al posto della richiesta di incontro con la Regione, è stato inserito un appello ai movimenti a sostenere attivamente la campagna referendaria che andrà ad aprirsi grazie alla presa di posizione dei Consigli regionali.

Al questo link trovate il comunicato stampa dei consiglieri PD Andrea Zanoni e Graziano Azzalin i quali, con riferimento alle sollecitazioni messe in atto dalla nostra Rete, si dichiarano decisamente favorevoli all'indizione del referendum per fermare le trivellazioni in mare. Analoga posizione è stata espressa dal gruppo consiliare del M5S ma, viste le recenti dichiarazioni di Zaia, con ogni probabilità sarà l'intero consiglio ad esprimersi pro referendum.

Con l'occasione riportiamo i link alle due proposte di deliberazione amministrativa presentate dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto per la formalizzazione della richiesta di referendum: una riguarda unicamente l'art. 35 del così detto "Decreto Sviluppo" e l'altra alcune norme dello "Sblocca Italia", del "Decreto Semplificazione e Sviluppo" e dello stesso "Decreto Sviluppo".
Rispetto alla seconda proposta, credo di aver rilevato un errore che segnalo ai consiglieri in cc al Dott. Enzo di Salvatore, incaricato dall'assemblea delle Regioni della stesura dei quesiti referendari: la legge di conversione del D.L. 22.06.2012 n° 83 del 07.08.2012 non è la n° 83 ma la n° 134. (Scusate il tecnicismo)

Come già detto, la Rete veneta dei comitati viglierà, in questi giorni cruciali, affinché l'impegno assunto dal Presidente del Consiglio regionale sia rispettato e lo stesso Consiglio deliberi entro i perentorio termine del 30 settembre p.v.
Siete tutti invitati a diffondere il documento allagato e a raccogliere adesioni da parte di tutti quei gruppi o singole persone che intendono impegnarsi realmente della campagna referendaria.
Da ultimo ricordiamo l'eventualità non remota che a primavera del 2016, oltre che su questo referendum, si sarà chiamati ad esprimersi sul referendum (speriamo non) confermativo delle controriforme costituzionali.
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