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L'URGENZA DELLA RIVOLUZIONE
#1
RIVOLUZIONE : questa aspirazione é stata per cento anni il fulcro assoluto del popolo di sinistra. Ma quotidianamente leggiamo le frasi seguenti : " ma dove sono finiti i comunisti? liquefatti? Come mai la sinistra si é cosi frantumata ?  
Molto probabilmente il popolo di sinistra stornato dall'aspirazione rivoluzionaria si é perso,diluito in una rassegnazione senza un ideale forte, vincente. Una rivoluzione si puó fare solo contro un nemico chiaramente identificato e odiabile : la monarchia per lo stato borghese in Francia nel 1789, l'impero e l'aristocrazia russa nel 1917,i padroni capitalisti per la classe operaia , il fasci/nazismo per la Resistenza. Una forte ideologia era il coagulatore dei rivoluzionari.
Oggi la percezione del nemico da abbattere é molto meno evidente tanto l'imbricazione dei poteri politici e finanziari che dominano il mondo  é complessa e sovente poco materializzabile per le masse. La democrazia ed il welfare pur con i loro limiti hanno finito per calmare i più ,diciamo che hanno finito per imborghesirne comportamenti ed aspirazioni. Ognuno  oggi aspira al "suo" benessere,alla sua proprietà, al suo loisir e l'aspirazione al bene comune stimola poco.  
La conseguenza naturale é che l'approccio storico e gli argomenti di sinistra raccolgono pochi consensi e di conseguenza pochi voti. Non considero ovviamente il PD un partito di sinistra , almeno alla luce della larga maggioranza delle sue scelte in uomini e leggi.
Eppure abbiamo sempre di più la convinzione che i problemi attuali del mondo siano tali da necessitare una rivoluzione esponenziale a confronto di quelle del passato .
-Disequilibrii ecologici, surriscaldamento,desertificazione,scarsità dell'acqua ,crisi alimentare, migrazione massiccia conseguente,accumulo della ricchezza in mano di pochi, povertà crescente, soffocamento della democrazia ,guerra permanente. Quali altri argomenti possono essere più odiabili?
Questi problemi gravissimi coinvolgono in verità molte persone ,istituzioni e movimenti ma sovente per ragioni ideologiche ognuno agisce per suo conto non creando così un impatto tale da rivoluzionare la situazione.
E se la vera rivoluzione fosse di abbassare bandiere e simboli per coagulare tutte le PERSONE al mondo che sentono la necessità indifferibile di rivoluzionare la situazione universale?
In questo caso potremmo facilmente stimare quanto sia grande la massa dei "rivoluzionari" su scala mondiale!
In questo caso ogni sforzo delle persone ,ma anche delle istituzioni composte di persone e dei movimenti composti da persone si assommerebbe agli altri sforzi in un crescendo possente.
In questo caso l'impatto si avrebbe ovunque : nel villaggio,nel paese,nel mondo.
In questo caso le differenze non avrebbero più importanza perché i problemi da rivoluzionari sono talmente enormi e comuni.
In questo caso atei o credenti,civili o religiosi, rossi,bianchi e verdi liberati da vessilli e pregiudizi avvanzerebbero insieme liberi,solidali,possenti verso la ricerca del bene iniversale : la VERA RIVOLUZIONE di cui necessità il mondo.

Piero
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