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Nota sui recenti sviluppi politici in Grecia
#1
Questo documento è davvero utile alla comprensione del quadro politico greco, sempre in continua evoluzione.

Personalmente, concordo pienamente con le posizioni qui espresse che dimostrano sano realismo e, soprattutto, grande senso di responsabilità nei confronti del popolo greco ma anche di tutti gli altri popoli europei non più disposti a vivere sotto l'oppressione e il ricatto liberista!
Credo che, nel mese che ci separa dalle prossime elezioni, si debba fare tutto il possibile per sostenere Syriza e favorire una sua schiacciante vittoria alle urne, come è stato per il referendum di luglio.

Oltre al nostro appoggio e solidarietà, come lo stesso documento indica, la cosa più utile che possiamo fare qui in Italia e in tutta Europa è lavorare al "l'ampliamento socio-politico del fronte europeo contro l'austerity", affinché non sia più un solo e piccolo paese a lottare contro il moloch della finanza globale: Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, devono poter eleggere (prima che vengano definitivamente cancellati gli strumenti democratici) governi realmente democratici pronti a costituire un ampio fronte comune contro l'interessato rigorismo della Germania e dei suoi alleati ed avviare la ricostruzione, dalle fondamene, dell'Europa Unita dei Popoli.
Buona lettura.


Allegati
.pdf   NOTA SUI RECENTI SVILUPPI POLITICI IN GRECIA.pdf (Dimensione: 37,77 KB / Download: 164)
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#2
Non dissimile dalla posizione di Renzi. Si dice NO alla politica di austerity, si denuncia di essere vittime di un ricatto finanziario speculativo, si proclama la lotta all'evasione fiscale, alla corruzione e agli sprechi ma, nel contempo, si fa quello che impone la troika.
E in effetti il ricatto è forte, al di fuori della BCE e del FMI nessun altro finanzierebbe il debito degli Stati in sofferenza, con la conseguenza che tutto ciò che nel comunicato dice Siryza è vero. Ci sarebbe in Grecia, ma anche in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, ....,  un disastro sociale di proporzioni gigantesche, che, forse, sta già avvenendo o sta accadendo in questi giorni nella Grecia di Tsipras.
http://www.repubblica.it/economia/2015/08/31/news/grecia_il_conto_dei_controlli_sui_capitali_persi_17mila_posti_di_lavoro-121939483/
Ci vorrebbe invece  una confederazione degli Stati del Sud dell'Europa (forse con anche alcuni paesi dell'est che ci starebbero) e riuscire con la forza dei numeri a cambiare l'agenda dell'Europa, passando da una Europa solo retta da un patto economico-finanziario ad un'Europa politica federale dei popoli, gli Stati Uniti d'Europa.
Ma il fatto è che ciò non piacerebbe nè agli USA, nè ai Paesi del Bric nè alla Russia di Putin.
Spero davvero che Tsipras e Siryza vincano le elezioni e che riesca ad avere una larga maggioranza e pochi alibi. Spero poi che i "conigli" del Pigs a cui aggiungerei Francia e non solo, si trasformino in leoni.
Ma che tristezza!
Pino
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#3
E' in corso sulla ml di PleP una discussione se sostenere o meno, individualmente o addirittura come PleP un eventuale sottoscrizione di un documento di sostegno e di adesione al nuovo raggruppamento greco di Unità Popolare degli scissionisti di Syriza, che significain pratica togliere i voti necessari perchè Tsipras vada a vincere le elezioni del 20 settembre










Anch'io ritengo che questa bella e nutrita discussione debba avvenire sul Forum e non sulla ml.










Questo, nel merito, il mio pensiero:










Con un fortissimo mal di pancia, mi trovo a concordare con Vincenzo. 
Sicuramente UP avrà solo la capacità di drenare un bel pò di voti a Syriza. I sondaggi più recenti ci dicono che potrà facilmente superare lo sbarramento del 3% (è dato dal 4 al 5% e quelli più recenti al 3,5%) e quindi un manipolo di "coraggiosi" (?) entrerà in Parlamento. Sempre i sondaggi ci dicono poi che Syriza non potrà avere la maggioranza assoluta e che sia incalzata da ND tanto che è facile ipotizzare un testa a testa.
Cosa accadrebbe allora? Un governo di larghe intese, che poi sono quelli che hanno votato il memorandum lacrime e sangue di agosto, come piace alla Merkel e ai falchi tedeschi.
Forse un sano realismo vorrebbe, per quelli della nostra parte e della vittoria del referendum, che fosse ancora Tsipras senza il sostegno della destra a portare sino in fondo la battaglia per una politica europea radicalmente Nuova. La quale non ci sarà se tutti i Paesi del sud di Europa non faranno tra loro un fronte comune. Ne verrebbe fuori un Tsipras  che non ha più alibi dopo e sia costretto a dimostrare al popolo greco con i fatti l'importanza di avergli dato dato (o negato) una larga maggioranza in Parlamento.



le sue promesse in campagna elettorale oggi sono di questo tipo: "La sini­stra al governo, dun­que, vista come «una for­tezza da difen­dere», con rea­li­smo ed essendo coscienti del fatto che si deve soste­nere l’economia reale, si deve aiu­tare chi non rie­sce a resti­tuire i mutui con­ces­si­gli dalle ban­che pun­tando anche alla par­te­ci­pa­zione della Gre­cia, il più pre­sto pos­si­bile, al Quan­ti­ta­tive Easing della Banca cen­trale europea. Il nodo cen­trale, ovvia­mente, rimane l’applicazione del memo­ran­dum. Par­lando ai mem­bri del par­tito, Ale­xis Tsi­pras ha insi­stito sul fatto che «non si tratta dei dieci coman­da­menti, dal momento che ci sono comun­que degli spazi di trat­ta­tiva, anche per poter pro­porre misure alter­na­tive». La grande scom­messa è non per­dere la spe­ranza, non inter­rom­pere il dia­logo, spe­cial­mente con le nuove gene­ra­zioni, che hanno visto in Syriza la pos­si­bi­lità di un cam­bia­mento tangibile. Con la sua con­fe­renza nazio­nale, Syriza ha voluto dire che il «no» con cui il 61% dei greci ha rispo­sto al refe­ren­dum di due mesi fa, non è rima­sto poli­ti­ca­mente orfano. Si tratta di una «resi­stenza popo­lare» a cui il par­tito della sini­stra greca deve impe­gnarsi a dare senso e prospettiva."







Il sostegno ad UP che oggi arriverebbe dall'Italia mi sembra inopportuno e, oggi più che mai, ininfluente per la Grecia ma divisivo per il nostro faticoso progetto di costruzione del Nuovo in Italia. Cosa ci proponiamo di fare "brigata kalimera 2, la vendetta"?
Ciao a tutti
Pino

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#4
La vicenda Greca sempre più simile alle nostre vicende, ora siamo al punto in cui si inizia a parlare di voto utile, domani si parlerà di ineluttabilità di certe scelte, dopo domani ci sarà un governo di larghe intese e la colpa sarà sempre addossata a coloro che non accettano più questo stato di cose, saranno loro i traditori, saranno loro i disfattisti e sarà sempre a causa loro che si dovranno accettare ulteriori sacrifici.
Usque tandem?
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#5
Marco ti do ragione, nel senso che (purtroppo) temo che anche in Grecia si arriverà ad un governo di larghe intese. Tsipras ha giocato duro ed ha accelerato sulla data delle elezione. Da oggi al 20 settembre nessuna nuova realtà positiva riuscirà ad emergere.
E poichè è nel possibile che Syriza non riesca a raggiungere la maggioranza dei voti in Parlamento e il mandato largo richiesto da Tsipras, ammesso che non arrivi prima Neu Democracia, dubito che si ritorni a nuove elezione. Sarà governo delle larghe intese e digestione del neo memorandum.
La scelta tocca solo al popolo greco. 
Noi, dall'Italia, siamo ininfluenti.
Ma siamo impegnati in una lotta storica, quell di riuscire a mettere insieme i Paesi del Sud Europa, PIGS ma andando oltre, e determinare la fine della politica dell'austerità e l'avvio del processo politico degli Stati Uniti di Europa, riprendendo il sogno di Spinelli e Rossi.
Su questo, certamente sì, siamo impegnati solidalmente!
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