Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Saggio "Il coraggio della disperazione" di Slavoj Žižek
#1
http://www.primalepersone.eu/cms/forum/showthread.php?tid=297


Segnalo questo interessante articolo di Slavoj Žižek sulle "contraddizioni interne" dei sistemi democratici e sulle enormi difficoltà legate all'impresa di "andare oltre" il momento "facile" della rivolta per dare poi concretezza ad una reale alternativa al sistema "parlamentare-capitalista". Žižek ci fa capire in questo breve saggio la difficoltà dell'affrancamento ideologico da un pensiero dominante che tende a interpretare le vessazioni e le umiliazioni riservate ad un popolo che si ribella come le inevitabili conseguenze di "scelte sbagliate", decisioni autolesioniste che portano "fuori dal seminato". È questa la logica su cui riposa il ricatto imposto alla Grecia ed al quale Tsipras non ha potuto che cedere.

Personalmente considero la decisione del governo greco di firmare, obtorto collo ed in aperta contraddizione con l'esito del referendum, il durissimo memorandum imposto dalla UE, un atto di responsabilità nei confronti del popolo greco ed in particolare di quella sua parte che dall'uscita dall'euro e dall'immediato blocco della liquidità che ne sarebbe seguito vedeva minacciata la sua stessa sopravvivenza! Sulla vita delle persone non si scherza!

Questa battaglia, quella dei Popoli contro le oligarchie finanziarie ed il ceto politico ad esse asservito, deve essere assunta da tutto l'Occidente-Mondo (come bene ha indicato il movimento "Occupy Wall Street") ed in Europa deve attuarsi a partire dalla "rivoluzione democratica" dei paesi debitori, i così detti PIGS.
La Grecia ha già fatto moltissimo per questa battaglia, dapprima portando alla vittoria elettorale Syriza e poi rispondendo con un secco NO al referendum sulle politiche di austerity imposte dalla Troika. Questo ha aperto delle crepe non indifferenti in seno agli stessi "rappresentanti dei creditori", con il FMI che di fatto ha preso le distanze dalle richieste folli (oggettivamente controproducenti per lo stesso capitale finanziario) che la Germania e i suoi alleati del nord averebbero voluto invece imporre, anche al costo dell'estromissione della Grecia dall'euro.

Ora tocca a tutti gli altri popoli europei, ad iniziare da Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, "rialzare la testa", come hanno fatto i greci, ed eleggere, attraverso una grande campagna democratica ed antiliberista a respiro europeo, parlamenti e governi in grado di imprimere una reale svolta ad una costruzione europea trascinata alla deriva dalla corruzione con la quale la Finanza ha asservito a se la politica continentale e "la politica istituzionale" tout-court.
Ma perché ciò accada, e qui sta la difficoltà della sfida, è però necessario costruire nuovi modelli di democrazia nei quali la volontà dei popoli sia realmente sovrana, consentendo di superare il metodo delle rappresentanza basato sulla delega che ha ormai mostrato tutti i suoi gravissimi limiti, ad iniziare proprio dalla presa che ha su di esso il sistema corruttivo. È necessario iniziare a ragionare in termini di Auto-rappresentanza politica della società e dei suoi movimenti, individuando e sperimentando tutti gli strumenti, anche informatici, in grado di configurare nuove e coerenti prassi.

Credo che i principali limiti di questo articolo riguardino proprio la difficoltà del suo autore di connettere i problemi geopolitici derivanti dalla globalizzazione finanziaria ai limiti intrinseci al modello democratico basato sulla rappresentanza: ecco perché Žižek dice che "L’auto-organizzazione di base non può rimpiazzare lo Stato" e sollecita il governo greco a flirtare, sul piano internazionale, con Russia e Cina! Queste sono scorciatoie che non portano a niente e che riproducono proprio il modello della politica disumana che conosciamo oggi: quella degli Stati e degli apparati di potere. È a questo livello che Micro e Macro si connettono.

Oggi più che mai serve tutto il coraggio che la situazione disperata in cui ci troviamo dovrebbe, anche secondo Žižek, portar con sé.
Cita messaggio
#2
Vincenzo ha scritto :
"Ora tocca a tutti gli altri popoli europei, ad iniziare da Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, "rialzare la testa", come hanno fatto i greci, ed eleggere, attraverso una grande campagna democratica ed antiliberista a respiro europeo, parlamenti e governi in grado di imprimere una reale svolta ad una costruzione europea trascinata alla deriva dalla corruzione con la quale la Finanza ha asservito a se la politica continentale e "la politica . "

---------
L'UE non ha realizzato l'unione politica ne tantomeno quella dei suoi popoli. Era ed é così fattibile? La crisi greca ha messo in avanti una dura avversione dei popoli del Nord inclusi quelli che facevano parte del Patto di Varsavia contro i greci e indirettamente contro i PIGS del Sud. Ci vorranno decenni ,se l'UE non implode prima ,perché una "normalizzazione" che serva da base ad un'avvanzata democratica e politica futura sia ora possibile. Ed é un grosso guaio.
Io non sputo sulla UE anche imperfetta che comunque é riuscita da settant'anni a spegnere le mostruose guerre del secolo precedente in Europa .
L'avvicinamento dei popoli della UE o europei in generale passerà solo tramite l'Europa dei popoli perché quella della finanza li sta allontanando e contropponendo.
Per realizzare l'Europa dei popoli é quindi indispensabile di mettere fine alle carenze gravi che non l'hanno resa possibille:
- una lingua comune ( prima si contrapponevano l'inglese ed il francese , ma ora sarà molto difficile smontare i tedeschi dall'ambizione che potrebbe essere il tedesco).
-titoli di studio e qualifiche parificate e valide in tutta l'Europa.
-giustizia comune
-fiscalità comune
-diritti alla sanità comuni
-codice della strada comune
-Codici elettorali comuni
-welfare comune

Queste assimilazioni saranno la base di una vera Europa dei popoli. Se non andranno in porto la UE andrà indietro , lacerata dai nazionalismi e dalle differenze economiche e sociali.

Nessuno dei leaders politici o dei parlamenti nazionali ed europei sta proponendo granchė in questi campi.
Se non sorgono degli emuli di Altiero Spinelli in versione contemporanea non saranno i politici attuali che faranno avvanzare l'Europa dei popoli di un gradino anzi tra sbagli,contraddizioni e tentazioni reazionarie o addirittura fasciste rischiano di farla rinculare di molti scalini.

Una grande proposta di questi avvanzamenti dell'Europa dei popoli sola potrà essere la base di un rovesciamento politico.

Piero
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)