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Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio
#31
Grazie Guido, non tanto  per l’attenzione rivolta alle mie osservazioni sull’enciclica quanto per l’occasione  che mi offri di  affrontare il tema del ruolo della conoscenza scientifica  nelle scelte di civiltà.
Su Bergoglio soltanto poche parole: se confrontiamo le sue abilità cognitive e comunicative con quelle di molti  nostri politici è vero che, almeno in alcuni casi, passiamo dalla scala dei mega a quella dei nano. Non possiamo  comunque considerare geniale  chi fa proprio, ( soltanto in parte  perché l’impalcatura ideologica rimane diversa) il pensiero altrui, pure con notevole ritardo.
Ci possiamo rallegrare comunque del riconoscimento e della appropriazione del pensiero  ecologista da parte del papa e andiamo avanti sperando che il nuovo compagno di strada (almeno per alcuni obiettivi ) si  dimostri, nel tempo e nei fatti, coerente con quello che dice.
In relazione alla conoscenza scientifica:  E’ vero che data la complessità e la specificità dei saperi, sarebbe più opportuno parlare di scienze piuttosto che di scienza. Ho usato il termine scienza  perché volevo sottolineare il riferimento alla metodologia, al metodo di indagine sul mondo naturale che caratterizza l’approccio scientifico  in modo univoco e universale. Le singole discipline scientifiche  hanno delle particolari specificità ma la metodologia  cui fanno riferimento, pur con diversi gradi di fedeltà e rigore, è unica e universalmente riconosciuta. Per quello che sappiamo questo approccio alla conoscenza della realtà inizia nell’antichità con personaggi come Anassimandro in Grecia, continua con Ipazia ad Alessandria, e in tempi più recenti viene messo a punto in termini moderni da Galileo Galilei. Autentici geni del pensiero, hanno ridisegnato il mondo, nonostante le resistenze di coloro che si appellavano alla tradizione e hanno consegnato all’umanità non tanto ai contemporanei (incapaci di intuire la loro acuta visione) quanto alle generazioni successive, un quadro della realtà affidabile e liberato da fantasiose quanto false costruzioni religiose e mitologiche. Anassimandro è stato perseguitato dalle autorità morali del suo tempo perché osava mettere in discussione il sapere dei padri, Ipazia se non fosse stata massacrata e uccisa da bande di fanatici cristiani, manovrate da un vescovo che è ancora oggi Santo e Padre della chiesa, avrebbe probabilmente anticipato di diversi secoli la rivoluzione copernicana. Galileo, come tutti sanno, è stato condannato all’isolamento e costretto ad abiurare dal  cardinale Bellarmino, a capo dell’inquisizione della chiesa cattolica dell’epoca . Il cardinale Bellarmino responsabile dell’accusa oltre che dell’assassinio anche di Giordano Bruno è ancora Santo e Dottore della chiesa. La religione mostra di non tollerare un pensiero critico, non dogmatico, che rimette  sempre tutto in discussione: il pensiero scientifico. Il metodo scientifico è lo strumento  più avanzato e affidabile a nostra disposizione per conoscere la realtà in modo oggettivo, cioè riproducibile e universale.
 L’arte può contribuire alla conoscenza in modo diverso. Si basa sulla dimensione percettiva ed emotiva dell’esperienza umana. Anche se può rendere l’esistenza degli uomini più ricca, più consapevole e a volte più piacevole, non può fornirci dati oggettivi e universali sulla realtà in modo diretto, ma soltanto eventuali rielaborazioni degli stessi, che in ultima analisi fanno, o dovrebbero fare, riferimento al dato scientifico. Vittorini diceva in modo provocatorio che un poeta non può non conoscere il secondo principio della termodinamica. La vera arte è infatti spesso in profonda connessione e sintonia con la conoscenza scientifica.
La matematica continua ad essere il linguaggio  con cui la Fisica, la Chimica e  volte anche la Biologia descrivono il mondo.  Purtroppo non siamo in grado di usare modelli matematici  semplificati in tutti i domini di indagine che ci interessano. Ma questo non vuol dire che la fisica e la matematica siano strumenti superati. Hanno dei limiti, certo, ma non abbiamo strumenti  migliori. Non  abbiamo altro per conoscere la realtà che possa superare l’indagine razionale, basata sul metodo logico deduttivo e sulla verifica sperimentale delle ipotesi teoriche.  Per quanto riguarda i “saperi legati alla pratica che niente hanno a che fare con la metodologia scientifica”: di sicuro la verifica sperimentale, che lega il sapere all’esperienza e quindi alla prassi, gioca un ruolo fondamentale nella scienza. Questo non  nega che ci possano essere pratiche di carattere scientifico o parascientifico anche fuori delle accademie e delle comunità scientifiche ufficiali. Benvengano queste prassi, che  non sono  da considerarsi contrapposte alla conoscenza scientifica, ma soltanto a qualche baronato accademico o potentato economico.
E’ altrettanto vero  che le comunità scientifiche possono essere invece contaminate da interessi di carattere diverso da quello puramente scientifico, e che anche al loro interno si possa fare pseudo scienza. L’economia, la politica, la finanza  e la religione possono pesare nelle scelte e nelle prassi che queste comunità mettono in atto, allontanandole dai principi fondamentali  che  le dovrebbero guidare. In Italia questo scenario è piuttosto diffuso. La corruzione della classe dirigente e di quella politica e anche il servilismo nei confronti della religione giocano il loro ruolo. Ma questo è un altro problema, è un problema di esseri umani e di poteri che condizionano. E’ un problema di libertà e di consapevolezza che non va posto in termini di ostilità alla ricerca scientifica. Altrimenti rischiamo di dare ossigeno ad aspirazioni oscurantiste mai del tutto sopite nel nostro paese, a causa di una subalternità alla religione che il Vaticano impone grazie a una classe politica incompetente e genuflessa. Abbiamo bisogno di più scienza, non di meno scienza.
Inoltre, la responsabilità della ricaduta tecnologica negativa ( ma quante sono le ricadute positive!) che le conoscenze scientifiche possono indurre sui nostri stili di vita  sono da attribuire al potere politico economico che le orienta, non alla conoscenza che ne è alla base. La conoscenza dei processi non può che essere un fatto positivo, l’uso che se ne fa può  essere  invece anche dannoso. Anche qui a  guidarci dovrebbe essere la ragione, che può individuare  il bene comune e orientarci verso di esso al di sopra degli interessi particolari.

Marina.
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#32
L'ENCICLICA SUL CLIMA DEL PAPA FA PAURA AL GIGANTE EXXON

02/06/2015
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK di LA STAMPA
La Exxon ha rifiutato di partecipare all’iniziativa lanciata ieri dalle compagnie europee del settore energia per contrastare il riscaldamento globale, ma su questo punto deve sentirsi accerchiata, se nei giorni scorsi ha sentito la necessità di inviare una delegazione a Roma per spiegare le sue posizioni in Vaticano. I portavoce del colosso petrolifero americano dicono che l’imminente encliclica di papa Francesco sull’ambiente non è stata esplicitamente discussa, ma all’incontro di fine maggio rivelato dal Wall Street Journal ha partecipato Curtis McKenzie, un canadese esperto in finanza ed energia che lavora come consulente per il cardinale Peter Turkson, incaricato di redarre la lettera.
Il vertice di Parigi
In vista del vertice Onu di Parigi a dicembre, i cambiamenti climatici stanno diventando un’emergenza non solo per l’effetto che hanno sulla nostra salute, ma anche sulle finanze delle compagnie del settore. Alcuni «investitori attivisti» hanno cominciato a fare pressione sulle aziende, al punto che la Chiesa d’Inghilterra e il fondo sovrano norvegese hanno venduto le azioni di compagnie impegnate nell’estrazione del carbone. Se a ciò si aggiunge l’enciclica del Papa, per chi opera in questo campo diventa sempre più difficile resistere alle pressioni dell’opinione pubblica.

La Exxon finora lo ha fatto. Il suo ceo, Rex Tillerson, ha sostenuto che i modelli per fare le previsioni delle temperature «non sono così buoni», mettendo quindi in discussione la solidità scientifica degli stessi cambiamenti climatici, e la necessità di agire per contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi rispetto ai livelli pre industriali, invece dei 3,6 previsti, che sarebbero accompagnati dalla saturazione dell’atmosfera con le emissioni di anidride carbonica entro il 2040. Tillerson ha detto che fra tre decenni l’80% dell’energia mondiale verrà ancora dai combustibili fossili, e quando ha sentito la proposta avanzata dalle compagnie europee per puntare sul gas e creare un sistema di carbon pricing omogeneo, ha risposto così: «No grazie. Non fingeremo su questo tema. Noi esprimeremo una visione a cui abbiamo pensato molto; soluzioni ed idee politiche che crediamo abbiano merito».
A casa di un diplomatico
Di questo è andato a parlare uno dei principali lobbisti della Exxon, accompagnato da un collega basato a Roma, a un pranzo che si è svolto nella casa di un diplomatico della missione americana presso la Santa Sede. Oltre a McKenzie, hanno partecipato anche un membro laico dell’ordine dei Francescani e un professore universitario, non legati direttamente al Vaticano. Il lobbista ha mostrato una PowerPoint presentation in 16 slide, per spiegare le idee della sua azienda, senza discutere apertamente l’enciclica di Francesco. Visto il luogo, gli invitati, e l’imminente pubblicazione del documento, è però quanto meno ovvio che il tema fosse lo stesso. Trovarsi contemporaneamente sulla posizione opposta delle compagnie europee, alcuni azionisti e il Papa diventa complicato, e la speranza è che si trovi un compromesso efficace in vista del vertice Onu di Parigi.

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COMMENTO PERSONALE: Prima ancora che l'Enciclica fosse pubblicata ,la EXXON ha reagito ,temuto e preso molto sul serio il messaggio di Francesco.
Sarebbe un vero spreco ed una grande occasione perduta se noi non reagiamo così vivamente rimbalzando sul sostegno alla causa ecologica apportato planetariamente da Bergoglio.
Piero
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#33
Sempre più stretta la via  per i lobbisti delle fonti energetiche fossili. E ora ci si mette pure Obama con il suo  Clean Power Plan, il nuovo provvedimento per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra,  incentrato sulle centrali a carbone, da cui dipende il 31% delle emissioni dei gas nocivi negli Stati Uniti, e sulle fonti rinnovabili. A ogni Stato sarà richiesto di ridurre le emissioni degli impianti a carbone e di avviare riforme che cambieranno in modo drastico il modo in cui l'elettricità arriva nelle case di milioni di americani (il 40% dell'energia elettrica consumata dagli americani è ancora prodotta in centrali a carbone). Barack Obama lo ha definito " il più grande e importante passo mai intrapreso per combattere i cambiamenti climatici".
E subito Il Dr. Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica nel 1973, a dichiarare il suo dissenso relativo alle indicazioni di Obama sul riscaldamento globale. Le lobby non stanno a guardare!
A settembre, è poi previsto l'incontro del presidente americano con Papa Francesco, in visita negli Stati Uniti, un incontro dedicato anche al tema dell'ambiente e del clima a cui il Papa ha contribuito con la sua lettera enciclica "Laudato sì" e su cui ha avviato, attraverso la chiesa americana, iniziative per la sensibilizzazione dei fedeli.

E poi a dicembre a Parigi ci sarà la Conferenza COP21 ....


Non c'è alcun dubbio. Papa Francesco ha sparigliato le carte.
Ritorno al mio invito iniziale. Sia Prima le Persone ad indire una serie di discusioni/confronti/incontri sulle tematiche ecologiche.
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#34
Sono convinta che sia quanto mai opportuno approfondire le tematiche ecologiche, e in particolare quelle della riconversione ecologica, organizzando incontri che però non siano centrati sull'enciclica, anche se questa rimane un fattore importante del cui impatto va tenuto conto e di cui ovviamente si discuterà..
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#35
(04/08/2015, 16:14)Daniella Ambrosino Ha scritto:  Sono convinta che sia  quanto mai opportuno approfondire le tematiche ecologiche, e in particolare quelle della riconversione ecologica, organizzando incontri che però non siano centrati sull'enciclica, anche se questa rimane un fattore importante  del cui impatto va tenuto conto e di cui ovviamente si discuterà..

Daniella cara, "conversione ecologica" è la definizione di un processo coniato per primo da Alex Langer che oggi Papa Bertoglio, come tanti altri e per fortuna, ha ripreso e sviluppato nella sua lettera enciclica. Langer, oltre 20 anni fà, preferì usare il termine “conversione ecologica”, espressione che si ispira a una sensibilità religiosa, a un certo fervore rivoluzionario, al desiderio di cambiare la società veramente dal basso e di rendere desiderabile un mutamento negli stili di vita; conversione quindi come trasformazione del contesto sociale, delle coscienze e dei comportamenti individuali. Mentre il termine “riconversione” sembra preso in prestito dal mondo produttivo dove una fabbrica può smettere di realizzare un prodotto per passare a una nuova produzione, il termine “conversione” implica la messa in discussione di uno stile di vita e di un modo di pensare politico. Come Alexander Langer stesso sostiene la “conversione ecologica” è la «svolta oggi quanto mai necessaria ed urgente che occorre per prevenire il suicidio dell’umanità e per assicurare l’ulteriore abitabilità del nostro pianeta e la convivenza tra i suoi esseri viventi. Preferisco usare questa espressione, piuttosto che termini come rivoluzione, riforma o ristrutturazione, in quanto meno ipotecata e in quanto contiene anche una dimensione di pentimento, di svolta, di un volgersi verso una più profonda consapevolezza e verso una riparazione del danno arrecato. Inoltre nel concetto di “conversione” è meglio implicita anche una nota di coinvolgimento personale, la necessità di un cambiamento personale ed esistenziale» (Langer, 2005 b, p. 115).


Perchè tanta paura di un Papa? Io invece trovo fondamentale che sia stato gettato un ponte tra cattolici e non cattolici, nel presupposto che su un ponte si circola in entrambi i sensi di marcia. Alex Langer è stato il profeta della "costruzione di ponti", sin dalla sua adolescenza, nella sua terra natale, il Sud Tirolo, lui italiano di lingua tedesca nei confronti degli italiani di lingua italiana, lui che scelse di andare nella scuola di lingua italiana.

«La Laudato si’ non è rivolta solamente al mondo cattolico, ma riguarda «ogni persona che vive su questo pianeta. Posso dire che in quanto femminista, ebrea e laica è stata per me una sorpresa essere invitata in Vaticano»."Le persone e il Pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta". È quanto ha affermato Naomi Klein, scrittrice e attivista di fama mondiale, sui temi legati alla globalizzazione economica e al cambiamento climatico, intervenendo ieri presso la Sala Stampa della Santa Sede nel corso della conferenza stampa di presentazione del Convegno internazionale. Naomi Klein, autrice del best-seller No logo e più recentemente del volume Una rivoluzione ci salverà, dopo essersi detta "onorata" dell’invito ricevuto, ha parlato dell’urgenza di «costruire alleanze ampie e inedite che possano coinvolgere persone di culture differenti» e ha citato lo slogan fatto proprio dalla manifestazione sui rischi del cambiamento climatico tenutasi nel settembre scorso a New York: «Per cambiare tutto abbiamo bisogno di tutti» 

Da cattolico ecologista, ti chiedo di abbassare gli scudi. E se proprio non vuoi, considera Papa Francesco solo un megafono che fa arrivare lontano la voce che, in chiave ecologista, è la nostra stessa voce.

Trovo opportuno che tu abbia trovato "opportuno approfondire le tematiche ecologiche" . 

Ci proviamo a settembre?
Pino
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#36
Ciao Pino,
settembre é arrivato, quando cominciamo dunque ad approfondire le problematiche ecologiche universali in modo apartitico,non confessionale,condiviso in modo che nulla fermi o divida chi né é sensibilizzato e coinvolto?
Un abrazo
Piero
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#37
Gli oceani diventano bollenti e i pesci fuggono dall’Equatore
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La ricerca: molte specie stanno cercando acque più ospitali. È uno sconvolgimento degli habitat che non accedeva da milioni di anni

I gas serra provocano un aumento globale delle temperature: non solo dell’atmosfera ma anche dei mari

07/09/2015 LA STAMPA
CARLO GRANDE
Gli oceani diventano sempre più caldi, l’ossigeno nelle acque diminuisce (e continuerà a scendere), costringendo molte specie ad emigrare a Nord e Sud, verso i Poli e lontano dall’Equatore: già lo fanno a una velocità di 7-8 km l’anno, cioè a una velocità 10 volte superiore a quella degli animali terrestri.

Lo dicono molte ricerche statunitensi, tra le quali una pubblicata da «Nature Climate Change». Un team internazionale di scienziati ha analizzato 13 mila specie di pesci, invertebrati e altri organismi marini, certificando gli ennesimi danni che l’effetto serra, causato dall’immissione nell’atmosfera di CO2 da parte degli umani, sta producendo sull’ambiente: pesci e coralli, ad esempio, stanno abbandonando l’Equatore; altri scienziati, invece, si sono concentrati su specie come il merluzzo dell’Atlantico e il granchio .

I ricercatori hanno registrato le temperature più calde e quelle più fredde dell’ambiente nel quale le specie sono state osservate e, se il futuro sarà come il passato, dicono, ogni specie cercherà di muoversi per raggiungere e mantenere la loro «nicchia termica». Il paradosso è che la fascia ecologica equatoriale sta diventando una specie di pentola in ebollizione, che allontana le specie animali e vegetali: in acque più calde il metabolismo dei pesci cambia e aumenta di pari grado. Gli animali hanno bisogno di più cibo e di più ossigeno e quindi emigrano: lasciano le acque troppo calde, che li sottopongono a uno stress eccessivo, e raggiungono habitat più temperati, che accelerano tutti i loro parametri vitali.

Il viaggio sarà più facile per alcuni animali e meno per altri, dice lo studio: alcuni riusciranno a nuotare nell’oceano aperto per fuggire alle acque troppo calde, altre incontreranno sul loro percorso acque troppo profonde o terre emerse, che bloccheranno loro la strada.

(Il caso delle aragoste. Mentre nel Nord del Maine si sono moltiplicate, a Sud, lungo il New England,la loro presenza è crollata. Il motivo? Il boom delle temperature che ha cambiato la loro nicchia ecologica)

Un esempio significativo di questi cambiamenti già in atto? Nel Nord del Maine le aragoste si sono moltiplicate fino all’inverosimile. I dati della Commissione marina per la pesca negli Stati sull’Atlantico sono incontrovertibili: hanno raggiunto un livello record. A Sud, lungo la costa, le cose cambiano: nel New England la presenza di aragoste è crollata, gettando in rovina molti pescatori.

Queste ricerche rappresentano un passo avanti importante per comprendere quale sarà la salute degli oceani in futuro, che così tanto influenzerà la vita dell’uomo. Gli studiosi, infatti, hanno anche confrontato la biodiversità attuale di ogni singola regione degli oceani con quella che sarà nel 2100: i Tropici perderanno una parte sostanziale di specie e nessun’altra andrà a sostituirla. Le specie che emigrano verso i Poli, in compenso, daranno vita ad ecosistemi misti quali non si sono mai avuti negli ultimi milioni di anni. Se metti le specie in un frullatore, dicono, non puoi sapere quali saranno gli effetti e quali combinazioni di specie si genereranno.

Naturalmente gli scienziati devono ancora scoprire molti aspetti di questi cambiamenti, poiché, ad esempio, un’altra ricerca rivela come le creature che vivono in ambienti meno circoscritti possano sopravvivere meglio di altre. Ma, insomma, i dati sul campo e le simulazioni al computer sono chiare e il quadro è fosco. Riguarda ovviamente anche gli umani, così legati alle risorse degli ecosistemi: il riscaldamento globale, che procede a un ritmo elevato, cambia la vita negli oceani e quella degli uomini come mai è accaduto in milioni di anni. La siccità in California e in alcuni Stati centroamericani come Porto Rico sta mettendo a dura prova le riserve idriche e non è un caso che le guerre in Medio Oriente siano particolarmente cruente intorno ad aree intorno alle grandi dighe. L’Isis e le superpotenze internazionali lo sanno bene e le migrazioni di massa dovrebbero far riflettere anche su scala globale.
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RIFLESSIONE PERSONALE :
Questo articolo porta una prova ulteriore che i cambiamenti ecologici sono il propulsore potente anche dei cambiamenti umani. Migreranno nelle zone temperate i pesci, i mammiferi ,gli uomini e nessuno e niente li potrà fermare. Queste possenti migrazioni creeranno dei crogiuoli imprevedibili per l'ecosistema naturale e umano . L'uomo ha sovente saputo fare fronte ai cambiamenti climatici ed atmosferici ed adattarsi ma questa volta non so se saprà trovare soluzioni per i cambiamenti che la sua stessa iperattività distruttiva sta generando. In ogni caso in una fase di transizione ,la popolazione più privilegiata che vive ancora nelle zone temperate e ricche di acque , dovrà accettare e integrare il flusso millionario di chi legittimamente e forzosamente é spinto a fuggire dalle zone rese invivibili dal surriscaldamento del pianeta.
Piero
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#38
Mentre Papa Francesco oggi é a Bangui ,disarmato e senza protezione prendendo altissimi rischi di farsi massacrare , i 170 capi di stato mondiali arrivano a Parigi per la COP21 sotto la scorta di 2800 poliziotti .
Ma non basta ! La loro sicurezza e la loro tranquillità vale ben altro , infatti per tre giorni almeno tutti gli ecologisti attivisti schedati sono consegnati a domicilio e devono recarsi in caserma tre volte al giorno per firmare la presenza come un mafioso al confino, quando i più estremi difensori della COP 21 e dell'ecologia sono loro!
Così di questi tempi va la democrazia !

Piero
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#39
Cop21, arriva la firma. Fabius: "L'aumento della temperatura sarà mantenuto entro 1,5 gradi"Cop21, arriva la firma. Fabius: "L'aumento della temperatura sarà mantenuto entro 1,5 gradi"

Il presidente della conferenza: "Intesa giusta, ambiziosa ed equilibrata e riflette tutte le parti"

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Ouff! Finalmente! Vedere la totalità degli stati aderenti all'ONU firmare tutti un accordo non avveniva dalla creazione dell'ONU . Dopo vent'anni di negoziazioni sovente sterili, questa volta la coscienza collettiva ha vinto.
E' un buon segnale per l'umanità

Piero
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