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Un'idea per rilanciare il sogno unitario dell'Altra Europa
#1
Permettetemi di esporvi un parere (e di seguito un’idea/sogno per recuperare lo spirito dell'Altra Europa: un'assemblea permanente online con i militanti di tutti i partiti).
Premettendo che sono uno studentello senza nessun peso politico: io credo che in Italia non ci siano le energie umane per avviare il movimento politico che vogliamo senza Sel, Prc, Civati e dintorni (verdi, sinistra anticapitalista, azione civile, forse idv?).
“Come puoi dire ciò, quando vanno tutti male alle elezioni?” direte voi. E avete ragione, vanno malissimo. Ma non fraintendete: di questi partiti si dovrebbe buttare 
1. il verticismo (con dirigenze ferme dal 2008, per quanto ne rispetti le persone)
2. l’assenza di democrazia interna (es. Sel ha fatto un solo congresso dopo quello fondativo!)
3. la divisione.

In sostanza quello che dico è: per ripartire abbiamo bisogno delle PERSONE. E le persone in Italia disposte ad attivarsi son poche, e molte sono iscritte a questi partiti o aree. Sarebbe bello fare un appello a tutte queste persone, da non disprezzare, perché spesso capaci e appassionate, e dire “uniamoci tutti, dal basso”.
Ma nell’aderire non si appone solo l’ennesima firma all’ennesimo appello online, ma ci si iscrive automaticamente ad un’assemblea permanente online con relativi forum e mezzi di comunicazione interni, per discutere e decidere tra pari.
Si comincia con tanti sondaggi "orizzontali", domande aperte a cui ognuno può proporre una risposta, e poi si vota la risposta più condivisa (Liquid feedback lo permette in modo eccellente: chiunque può fare una domanda, chiunque può offrire una risposta, tutti possono votare tutto in ordine di preferenza, il massimo; ma anche podemos usa strumenti che permettono a tutti di dare risposte personalizzate, e più o meno anche di fare domande aperte, con i siti Reddit e Appgree).
E così la comunità si crea piano piano sui punti comuni che tutti abbiamo, e si superano le differenze tra partiti, più o meno imposte da un pessimo dialogo e uno spirito di tifoseria (oltre che da strutture verticali inefficienti e imbalsamate).
Una volta che si intercetta un pubblico ampio, pubblicizzando i sondaggi fuori dai soliti giri, invitando chiunque ad aderire e partecipare, potremmo avere una crescita esponenziale (in genere le persone sono attirate dai progetti unitari e che li fanno partecipare: io prima dell’Altra Europa non avevo partecipato a nulla).

Per fare ciò ci vogliono 
  • pochi soldini per degli informatici, 
  • un po’ di militanti per lanciare inviti e coinvolgere altre persone, 
  • e delle personalità di spicco che lancino l’appello.
Il fallimento non è scontato: Civati parla di orizzontalità e strutture leggere, alcuni documenti di Human Factor parlano di potere alla base, Grassi dice sbaracchiamo tutto, Prc comunque punta molto ai progetti “unitari”… il punto ripeto è coinvolgere gli iscritti, lasciando perdere all’inizio le dirigenze.

Una scaletta operativa potrebbe essere
  1. Prepariamo tutti gli strumenti informatici con lo staff necessario (entrambe le cose ancora non ci sono in PLP), e già questo è un lavorone. Si parte quando tutto è ben rodato, no problemi tecnici!
  2. Troviamo 100 persone che non abbiano litigato con mezzo mondo, per diffondere gli inviti
  3. Scriviamo un appello con qualche personalità di spicco un po’ ecumenica (oltre al nostro stimatissimo Guido Viale sarebbe bellissimo raggiungere Moni Ovadia e Tommaso Fattori e tanti ex candidati)
  4. Chi si iscrive è inserito automaticamente in una piattaforma di solo dibattito (un bel forum, ma bello e facile da usare, ispirandoci a quello di podemos o a quello del partito pirata)
  5. Raggiunte le 5mila firme iscriviamo tutti ad una assemblea permanente (con liquid feedback? ma risolvendo i problemi tecnici per l’iscrizione)
  6. Cominciamo a diffondere su tutti i canali i nostri sondaggi invitando le persone a rispondere (aderendo all’appello, ed entrando automaticamente nell'assemblea permanente)
  7. Raggiunte le 15mila firme con i sondaggi che abbiamo fatto avremo una bella collezione di “dichiarazioni politiche” condivise, con cui scrivere un documento, approvarlo e rilanciare l'iniziativa
  8. Man mano che si cresce organizziamo dibattiti in giro per l’Italia mandando tutto in streaming.
  9. E così avremo una piccola comunità online ma che parla di politica ed è pronta ad incontrarsi per strada…

Una follia? Siete completamente sfiduciati? Dove pensate allora di trovare le energie alternative?
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#2
Mi pare un'ottima proposta in teoria ma difficile da realizzare. Intanto bisognerebbe trovare le persone in grado di scegliere il sistema migliore, di metterlo su.e seguirlo, e la vedo dura, a meno che non siano pagate per farlo. Il M5S è nato più o meno così mi pare ma Grillo e Casaleggio hanno risorse che noi non abbiamo. Se qualcuno è in grado di farlo.....
Io LQF lo trovo poco intuitivo come sistema e credo che per coinvolgere tante persone sia invece necessario un sistema semplice e facilmente intuibile da chiunque. Non ho la più pallida idea di come siano le piattaforme che usa Podemos.

Simo
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#3
Ancora una cosa mi è venuta in mente. Tu proponi di rivolgersi ai militanti e non alle segreterie dei partiti. OK, è quello che abbiamo fatto in Liguria aprendo un'Associazione ai singoli aderenti. Teniamo però presente l'esperienza fatta in Liguria. I partitini sono ormai svuotati di militanti e quelli ancora attivi sono quelli che restano fedeli alla linea della segreteria a prescindere. Da noi è stato evidente. Mentre i militanti di SEL sono rimasti con noi e sono usciti dal partito, quelli di PRC, hanno accettato la linea imposta dalla segreteria, pur con maldipancia e malumori malcelati e anche il giorno dopo aver dichiarato che sarebbero stati con noi. La differenza è che PRC si era già svuotata e sono restati solo i fedeli alla bandiera, SEL si sta svuotando ora, dopo AET. Quindi io direi di lasciar perdere, pur con le moltissime difficoltà che indubbiamente ci sono, e di andare oltre, cercando di partire da zero.

Simo
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#4
Io penso che si può fare, ma lo si deve fare coinvolgendo i vari gruppi che partono dal basso sparsi per l'Italia.
Ci sono già movimenti in tal senso con Progetto X, Costituente 2.0 e il Movimento di Liberazione Nazionale (vedi qui e qui).
In questo modo si avranno da subito le risorse in termini di capacità informatiche e di persone disposte a portare avanti il progetto.
Quello che agli altri gruppi manca è il contatto con personalità di spicco, se Prima le Persone lo può portare ben venga.
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#5
Armando quello che dici coincide perfettamente con quello che ho in testa da tempo e che mi ha poi convinto ad aderire a Prima le Persone e all'associazione APP. Partecipo al forum, seguo la discussione/sino alla votazione in lqfb, invito amiche/amici (fermarsi solo alle/ai compagne/i, lo troverei riduttivo e perdente) a entrare dentro e  tenere vivace e interessante l'assemblea permanente. Aprire discussioni su tutte le tematiche/problematiche del mondo di oggi, avere in mente il sogno di un "mondo diverso" devono stare alla base di tutto e richiede una ampia e crescente partecipazione.

Nella pratica, però, non ci siamo. Poco più di 10 (dico dieci) Persone cercano di farlo. Non ne capisco il perchè e non riesco a trovare un modo diverso per realizzare quello che dice Armando Pitocco.
Se non, insistere, insistere, insistere!
Ciao
Pino
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#6
Il punto è che noi (Prima le persone) e tutte le altre mini formazioni citate ci presentiamo già come un'organizzazione bell'e fatta.
Quello che dico io invece è di creare un luogo d'incontro politico (intanto sul web, poi sulle piazze con dibattiti: vogliamo chiamarlo "political network", invece di "social", per rendere l'idea?).
Un luogo di incontro dove si discute e si fanno sondaggi.
Puntare sui grandi numeri e la consultazione delle persone, e non sull'impegno politico immediato.
È come fare un appello, solo che invece di fermarsi a raccogliere i nomi su micromega e fare un sondaggio a risposte chiuse via mail per scegliere il nome dell'Altra Europa (orribile) diamo strumenti per
1. discutere tra grandi numeri di persone
2. permettere a chiunque di fare proposte o domande
3. permettere a tutti di fare controproposte o offrire risposte
4. permettere a tutti di votare in modo "raffinato" (scelta multipla in ordine di preferenza, e possibilità di delega)

L'altro punto è che prima di lanciare i vari strumenti bisogna aspettare di avere raccolto una massa critica. Se nasce già grande ha qualche possibilità di rimanere "ecumenica" e di attrarre. Se nasce con 10 persone può ripetere quanto vuole "vogliamo accogliere tutti", ma nessuno verrà...

Poi man mano che ci saranno manifestazioni, referendum lotte varie ci sarà modo di fare qualcosa di concreto...
Ma intanto le persone semplici hanno uno strumento per organizzarsi e mischiarsi al di fuori degli steccati di partito!
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#7
Mi pare un modello simile a quello di PODEMOS e l'idea di provare qualcosa di simile non mi dispiace, certo è faticoso, certo non è semplice, ma se avessimo voluto le cose semplici non saremo qui no!? Per quanto riguarda Liquid feedback personalmente lo trovo molto intuitivo e con un po' di pratica (e un po' di pazienza) si può padroneggiare appieno.
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#8
Trovo la proposta di Armando molto interessante ma non molto diversa da quella che è già in corso di sperimentazione.
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#9
(03/06/2015, 17:01)tiziano grottolo Ha scritto:  Per quanto riguarda Liquid feedback personalmente lo trovo molto intuitivo e con un po' di pratica (e un po' di pazienza) si può padroneggiare appieno.

Il primo che sento dire una cosa del genere, che bello  Big Grin
Dobbiamo anche dire però, per chi ha difficoltà che
1. manca uno staff a disposizione per spiegare, fare video di aiuto, sessioni di prova dal vivo
2. degli informatici potrebbero ritoccare la grafica per mettere in risalto i comandi importanti...

Per Vincenzo:
certo che ci assomiglia, se no non l'avrei proposto Smile
Il punto è che noi siamo partiti in pochi, e siamo etichettati come quei "brutti scissionisti".
Invece forse sarebbe il caso di costruire un luogo "neutrale", con delle figure di spicco per lanciare un appello, e ASPETTARE un tot di persone (1000? 5mila?) prima di lanciare gli strumenti (che devono essere già pronti prima di partire)
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#10
È quell'"aspettare" che mi convince poco. Io penso piuttosto ad un processo che si autoalimenta, che si giova del proprio "feedback" per usare il termine che designa la piattaforma a cui ci siamo affidati.

Credo che l'elemento attrattivo verso i nostri strumenti possa essere proprio la valenza decisionale della piattaforma: se si vuole "contare", far valere la propria opinione, contribuire alla decisioni che prenderemo come AP, le persone saranno costrette ad iscriversi, accedere ed utilizzare lqfb e più le decisioni da prendere saranno rilevanti più le persone vorranno votarle: inizia già, piano piano, ad essere così!

Ma l'elemento che a mio avviso dovrebbe fare da attrattore verso il progetto di AP è un blog/forum ben fatto e sempre aggiornato sul quale si possa leggere la miglior rassegna stampa quotidiana in forma aperta ai commenti. Il blog alimenta il forum e questo serve da base di discussione non solo delle notizie ma anche e soprattutto delle mozioni o istanze da porre al voto su LQFB. Un sistema di Informazione - Discussione - Decisione che, partendo della realtà (notizie) orienta in modo democratico e partecipato le decisioni della "forza politica" Assemblea permanente.
Questa è democrazia partecipativa applicata ad un soggetto politico!
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