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ELOGIO DELLA PARTECIPAZIONE
#1
Per avere un fondamento democratico un voto deve essere copioso e rappresentare il parere e la volontà di molti. I politici ,tesi ad ottenere a tutti i costi il potere assoluto, danno il cattivo esempio con premi di maggioranza enormi attribuiti a un " successo elettorale" lontano dalla maggioranza semplice degli aventi diritto al voto che é la base storica di ogni decisione democratica. Quindi da una grande astensione ed un premio di maggioranza enorme, un partito con 20% degli aventi diritto al voto, potrà governare per cinque anni e con poteri assoluti un paese. Se oggi per Renzi questa prospettiva é allettante perché si sente forte ed é un grande arrivista, domani se vince Salvini o in Francia Marine Le Pen ,sarà un bel guaio garantito per i paesi e per l'Europa. Tutta questa introduzione per arrivare a noi, APP! L'importanza del numero dei partecipanti e dei votanti é fondamentale per dare un assestamento condiviso e democratico ai voti.
Alla votazione fatta su LQFB a soggetto la " partecipazione alla coalizione sociale " argomento tutt'altro che secondario, hanno votato in 5 di cui tre sì! La risposta é stata vincente ! Vincente con 5: 197 iscritti = "maggioranza " del 2,5 !!
La butto in caciara per cercare di provocare un dibattito che mi pare necessario . La mia percezione é che Prima Le Persone, sia stato il refugium peccatorum essenzialmente dei dissidenti da AE, o quanto meno dalla leadership di RC partitica sponsorizzata da Marco Revelli. Posizione quindi difensiva e conservativa e non ancora offensiva. Gli aderenti di APP sono anche aderenti di altre Associazioni, Movimenti e Partiti quindi devono frequentare e partecipare a tante altre iniziative, che hanno uno zoccolo comune di intenti e di finalitá sociali diluendo fatalmente la loro capacità di partecipazione e forse anche il centro di interesse.
Conclusione: per attivare più di partecipazione e quindi di voto, APP deve andare all'attacco, osare, stimolare,incuriosire,interessare per diventare il veicolo piú credibile per chi crede veramente che un mondo sociale,politico,economico ed ambientale diverso é pensabile.
Il tutto partendo dalla base, ma da tanti basisti . L'esperienza bella di Cambiaresipuó tirata verso l'alto dai professori eminenti é finita quando uno per uno questi per varie ragioni hanno spento la radio. Idem per AE con il ritiro di Camilleri e recenti di Spinelli, Viale e tanti altri. La base non era abbastanza partecipativa, agguerrita, sicura delle sue idee e della sua forza! Ognuno di noi convinto, potrá fare più proseliti convinti e durevoli che tanti divi notori dello schermo, della penna o del foro.
Scateniamoci!
Piero
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#2
Piero, stai ponendo una questione cruciale e centrale.
Cos'è APP?
perchè ciascuno di Noi ha deciso di aderirci?
siamo solo aderenti ad APP o la stiamo solo  presidiando perché  "non si sa mai ..."?
perchè c'è scarsa parteciapazione agli strumenti, per molti innovativi, che ci siamo dati (forum, lqb, newsletter9?
quanto ognuno di Noi ci crede e quante/i altre/i ha convinto ad aderire?

Voglio proprio vedere se questa discussione riesce a prendere il volo.
Anch'io, vedendo le votazioni su lqb, vado subito a cercare il numero di partecipanti e vedendone un numero mai superiore a 10 mi rattristo e non riesco a tirare fuori il meglio di me. Partecipazione collettiva, è quella che cerco!

Ad majora  
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#3
Pino caro, mi conforti assai. Indubbiamente molti aderenti sono scafati navigatori del sociale, dei Movimenti ed anche della politica operativa ed hanno quindi tanti centri d'azione e di interesse.Quid di una partecipazione esigua. Poi APP é giovane ed i suoi strumenti in fase di messa a punto e di collaudo. Speriamo e speriamo sempre.
Ma per me ,a torto o a ragione, APP rappresenta l'eredità pur esigua di Cambiaresipuó che nei suoi intenti iniziali mi ha coinvolto fortemente. Mi sembra che solo una spinta verso un grande cambiamento possa generare veramente un mondo nuovo. Utopia o meno poco importa.L'utopia più grande e pericolosa é ancora quella di credere che il pianeta ha risorse infinite che si possono sfruttare senza ritegno, che una democrazia possa reggere nella corruzione generalizzata e nell'evasione fiscale , che i bombardamenti aerei americani metteranno sempre a tacere chi é contrario agli interessi occidentali,che i retombés dell'accumulo di ricchezza in mano a pochi nutriranno i più, e così via.
La latitudine numerica dei partecipanti é vitale per varie ragioni:
- non abbiamo più motori carismatici e notori per tirare la corsa. Dalla pertinenza della loro visione potevamo trarre una comoda coperta ed adeguarci. Ma sono spariti e ora dobbiamo fare noi, meno sapienti ma forse muniti di più fede e passione.
- se partecipiamo in pochi mancherebbe l'arricchimento permanente della varietà delle idee e il relais nelle fasi naturali di stanchezza di ognuno.
- l'entusiasmo l'impegno e la grinta sono corroborati solo in un contesto di fervore, di dibattito di idee, di confronto ,di conforto reciproco.
Anche se non é semplice da farsi perché tanti Movimenti e Associazioni si parteggiano l'impegno di relativamente pochi, senza alcuna presunzione, dobbiamo arricchire il dibattito,la focalizzazione delle finalità,la definizione delle soluzioni ,la sicurizzazione che li renderebbe credibili per chi vorrebbe governare e non solo opporsi. Che potenziale ragazzi!!
Andiamo avanti Pino . Sappi che il tuo pathos mi tocca assai ad ogni tuo intervento.
Piero
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#4
Carissimo Piero, intanto ti ringrazio per le lusinghiere parole che mi rivolgi. E dire che veniamo da parti d'Italia così lontane, io dalla profonda Sicilia e tu dal nobile Piemonte. Eppure è questa la magia del bisogno, che credo abbiamo in comune, di "volersi relazionare" . L'uomo si distingue infatti, a mio avviso, non per le ideologie che professa o sostiene/condivide ma dalle relazioni con gli altri che è capace di mettere in pratica. Relazione è anche capacità di saper ascoltare gli altri, non aggredire ....
Accolgo volentieri il tuo invito ad andare avanti, comunque e quantunque i primi vagiti della neonata APP siano timidi e non abbastanza vigorosi, tanto da far temere che riesca a farcela. Allora il primo obiettivo è di mantenere in vita APP, non perderla e non ritrovarsi a dover ricominciare daccapo. Ancora una volta e per troppe volte nel recente passato.


Sentivo ieri in TV il Prof De Masi chiamato per la presentazione del suo ultimo "Mappa mundi. Modelli di vita per una società senza orientamento", edito da Rizzoli 
Per l'autore il più grosso problema di oggi è che, finita l'epoca caratterizzata dal modello industriale/consumista che, degenerando, ha portato la politica ad essere subalterna all'economia prima, poi la stessa economia ad essere subalterna alla finanza e, infine, la finanza diventare subalterna alle agenzie di rating, non si ha nemmeno idea di un modello di vita adeguato che lo possa sostituire nè di come lo si debba elaborare.
Occorre passare, per il prof De Masi, ad un nuovo modello. Solo che, nell'attualità degli attori in scena, nè la politica (i politici), nè  i governi, nè l'economia, hanno un nuovo modello da proporre. L'unica persona al mondo, dotato di indiscussa autorevolezza/credibilità, che sta riuscendo nella elaborazione di  un "modello nuovo, innovativo", è Papa Francesco. E i suoi continui richiami fanno tremare i palazzi, perchè oltre alla rappresentazione del Nuovo (ciò che archivia il vecchio diventato obsoleto) c'è indicato l'esempio e promosso l'agire.
Non ho remore a dirti che condivido la tesi del prof De Masi, leggerò volentieri il suo libro. Ma sopratutto condivido quanto afferma a proposito del Papa Bergoglio. Non sai l'ansia con la quale aspetto l'uscita  imminente della sua enciclica sulla Ecologia e, ti assicuro, che ne farò  momento di studio,  discussione e di confronto con tanti altri, a partire dai giovani.


Ti riporto una breve recensione del libro di De Marchi. Non è un invito a leggerlo però .....
Se si parla sempre più spesso di crisi dell'Occidente, se ormai l'intero pianeta avverte un disagio che i profeti di sventura prevedono irreversibile, forse non è la realtà a essere in crisi, forse è in crisi il nostro modo di interpretarla, sono in crisi i nostri modelli esplicativi. Siccome le categorie mentali che abbiamo ereditato dall'epoca industriale non sono più capaci di spiegarci il presente, siamo indotti a diffidare del futuro, oscillando tra disorientamento e paura. Attendiamo il vento favorevole ma non sappiamo dove andare. Sentiamo crescere intorno a noi e dentro di noi l'esigenza di un mondo nuovo consapevole e solidale, l'urgenza di un nuovo modello di vita capace di orientare un progresso che, privo di regole e di scopi, risulta sempre più insensato. Ma a chi tocca l'onere di elaborare questo nuovo modello? Ne esiste già un embrione da qualche parte? In queste pagine l'autore parte dalle domande più urgenti del nostro tempo per avviare un'analisi a tutto campo dei modelli di vita elaborati dall'uomo nel corso dei secoli, dei sistemi sociali, culturali, religiosi creati per rispondere alle sfide dell'esistenza. Possono ancora esserci utili per affrontare il tempo che ci attende? Solo a partire da una seria rivisitazione critica, che ci orienti sul percorso che l'intelligenza collettiva ha compiuto per giungere fino a oggi, si potranno trarre indicazioni per il percorso da intraprendere.

Ciao
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#5
Pino, grandi quesiti poni, che sono gli stessi "dalle Alpi alle Piramidi,dal Manzanarre al Reno " . Per questo possiamo parlarci e grazie al progresso tecnico con internet anche facilmente ed entrare in empatia senza nemmeno conoscerci fisicamente! Una ricchezza ! una delle poche che abbiamo oramai per confrontarci, unirci e partire sempre in avanti.
É una rivoluzione che il solo grande faro attuale sia Bergoglio, e lo riconoscono tanti marxisti "strozzapreti" ,atei professi come Eugenio Scalfari, non cattolici... Piero Muo modestamente anche, tanto per dichiararsi.
Hasta pronto, Pino

Piero
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#6
Vi Ringrazio Piero e Pino per avere posto la questione della partecipazione alle decisioni di APP.

Secondo me siamo ancora in una fase di rodaggio per far funzionare APP. Dovremmo FACILITARE la partecipazione di tutti gli aderenti alle decisioni UTILIZZANDO IN VIA PROVVISORIA LA MAILING LIST. Mi spiego, per questi primi tempi si dovrebbero inviare messaggi mail A TUTTI segnalando discussioni fondamentali avviate sul Forum e invitando a partecipare alle votazioni su LiquidFeedBack. Quando saremo tutti partecipi, allora si potrà abbandonare questo metodo obsoleto delle mail. Ricordiamoci che non tutti siamo abituati ad usare le nuove tecnologie di comunicazione e di democrazia diretta.

Ciao
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