Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Oggi è La Giornata della Terra
#1
Che cos’è la Giornata della Terra e perché è oggi
Il 22 aprile di ogni anno si svolge la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente
22 aprile 2015



La Giornata della Terra (Earth Day in inglese), è la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente: fu indetta dalle Nazioni Unite dopo che nel 1970 un movimento ecologista negli Stati Uniti aveva deciso di fissarla per il 22 aprile. Si tratta di un momento celebrativo, ma anche educativo e informativo durante il quale i gruppi ecologisti di 192 paesi valutano le problematiche ambientali e propongono delle soluzioni.
L’idea di creare la Giornata della Terra venne per la prima volta negli Stati Uniti al senatore democratico Gaylord Nelson che pensò, negli anni Sessanta, di organizzare una serie di incontri e conferenze dedicate all’ambiente: ci riuscì, coinvolgendo anche molti importanti politici americani. Nel 1969 – quando tra gennaio e febbraio a Santa Barbara, in California, si verificò uno dei più gravi disastri ambientali degli Stati Uniti causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Union Oil – il senatore Nelson decise di occuparsi in modo più sistematico di questioni ambientali per portarle all’attenzione di più persone possibili, ispirandosi alla forza dei movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam.
Il 22 aprile del 1970, milioni di cittadini americani, varie organizzazioni che fino a quel momento si erano occupate di specifiche battaglie, migliaia di college e università aderirono a una grande manifestazione in tutti gli Stati Uniti dedicata alla salvaguardia del pianeta, una sorta di prima Giornata della Terra. Contemporaneamente venne creato l’Earth Day Network (EDN), un’organizzazione prima nazionale e poi internazionale per coordinare le diverse iniziative dedicate all’ambiente durante tutto l’anno (attualmente ne fanno parte oltre 22 mila movimenti e associazioni di 192 paesi).
Il 26 febbraio del 1971, l’allora segretario generale delle Nazioni Unite, Maha Thray Sithu U Thant, ufficializzò la partecipazione dell’organizzazione alla celebrazione annuale dell’Earth Day. La Giornata della Terra contribuì in modo determinante allo svolgimento di iniziative ambientali in tutto il mondo che, nel 1992, portarono all’organizzazione a Rio de Janeiro del cosiddetto Summit della Terra (la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite), la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente a cui parteciparono 172 paesi.
La Giornata della Terra 2015 – che è alla sua quarantacinquesima edizione – ha già raccolto più di 1,1 miliardi di azioni ambientaliste e impegni sottoscritti da cittadini di tutto il mondo. Il primo obiettivo di quest’anno sarà quello di piantare un miliardo di alberi o semi. In Italia, sono stati organizzati diversi eventi, che si possono trovare qui.
Ugo Sturlese
Cita messaggio
#2
Grazie Ugo per averci ricordato, con tanto di ricostruzione storica, questa importante ricorrenza.

Dato che la questione ambientale ed in particolare la riconversione ecologica dell'economia rappresentate il nucleo della nostra proposta politica nella direzione di consentire la possibilità stessa di un futuro, sarebbe quanto mai utile produrre un comunicato, anche breve, con il quale l'Assemblea permanete di PrimalePersone aderisce e partecipa alla Giornata della Terra.

La questione ambientale, in quanto prepolitica o, meglio, sovrapolitica, ha un carattere trasversale e globale in grado di mobilitare moltissime persone, ovunque nel mondo. Credo sarebbe utile marcare fortemente questa nostra attenzione.      
Cita messaggio
#3
Chiesa, giornata della terra, il cibo non è merce

Pubblicato il 23 aprile 2015 da Redazione
[Immagine: cibo.jpg]Di Francesco Morrone
Nel mondo non c’è mai stato così tanto cibo. Ma quasi un miliardo e mezzo di persone soffre la fame. Questo paradosso, frutto dell’attuale sistema di distribuzione mondiale delle risorse alimentari, è stato uno dei molti temi trattati nel seminario dal titolo “Cibo per tutti? Nutrire il pianeta è compito nostro” che si è svolto oggi all’interno del mercato di “Campagna amica” del Circo Massimo a Roma. L’incontro, promosso dalla Caritas insieme a oltre 100 organizzazioni, si è tenuto in occasione della Giornata mondiale della Terra, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente. Docenti ed esperti hanno discusso attorno a temi come il diritto al cibo, l’agricoltura sociale, la custodia del creato e il consumo consapevole.
Scelte coraggiose. Fra di loro, anche il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che nel suo intervento non ha usato mezze misure per descrivere l’emergenza della fame nel mondo. “È ora di compiere scelte coraggiose per combattere la povertà globale, rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda”, ha affermato mons. Galantino. Il segretario della Cei, che ha definito l’Europa “distratta e indifferente” verso le recenti stragi del Mediterraneo, si è poi soffermato sul grave problema dello spreco di cibo, ricordando come accanto a uno spreco materiale si accompagni spesso quello spreco immateriale denunciato a più riprese da don Luigi Ciotti. “Il vero spreco – ha detto – è quello di chi vive condizionato dalla fame di possesso fino a perdere totalmente quei legami umani e sociali che rappresentano la nostra vera ricchezza”.
In 840 milioni soffrono la fame. Le statistiche, soprattutto quelle sugli sprechi, parlano chiaro. Secondo uno studio del World Food Programme, ogni giorno vengono buttate più di 4mila tonnellate di cibo, e ogni anno finiscono nella pattumiera 584 euro a persona. In Italia, in particolare, finiscono tra i rifiuti il 15% del pane e della pasta che vengono acquistati, insieme al 18% della carne e al 12% della verdura e della frutta. I supermercati in media gettano via 170 tonnellate all’anno di cibo perfettamente consumabile, pari a sette camion pieni. Numeri che fanno impressione e che dimostrano come il vero problema non sia tanto la produzione di cibo, quanto una corretta distribuzione alimentare a livello mondiale. “Oggi produciamo una volta e mezzo la quantità di cibo necessaria a sfamare tutti gli abitanti della Terra – ha affermato Leonardo Becchetti, docente di economia all’università di Tor Vergata, aprendo i lavori del seminario – eppure oltre 840 milioni di persone soffrono la fame”.
Tre emergenze. Secondo Becchetti, ci troviamo di fronte a tre emergenze diverse: quella della povertà (secondo le statistiche, oltre un miliardo di persone vive con meno di un dollaro al giorno), quella del deterioramento ambientale (definito come una “guerra mondiale silenziosa” che uccide circa 400mila persone l’anno in Cina e 40mila in Italia) e, infine, quella del malessere delle società opulente. In quest’ultimo caso – secondo l’economista – siamo di fronte a un vero e proprio paradosso dell’infelicità, con i Paesi ricchi che vedono aumentare costantemente il consumo di antidepressivi e l’accentuarsi di una crisi delle relazioni che alimenta isolamento e insicurezza. In pratica, chi ha il pane non ha i denti, e chi possiede sia il pane sia i denti vede paradossalmente svanire la propria felicità.
Globalizzazione dell’indifferenza. In questo senso, lo slogan dell’incontro di oggi era piuttosto eloquente, “Una sola famiglia umana: cibo per tutti”, a ribadire con forza la necessità di uscire da una dimensione individuale in nome di una cittadinanza collettiva. “Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere?”, aveva domandato Papa Francesco rivolgendosi ai membri del Parlamento europeo poco più di cinque mesi fa. Per fornire una risposta a quell’interrogativo, il Pontefice aveva coniato un’espressione inedita, ma efficace: aveva parlato di “globalizzazione dell’indifferenza”, riferendosi a chi decide di volgere le spalle al grido di aiuto di tutti coloro che, in molte parti del mondo, ancora non conoscono questa dignità.
Speculazione economica e finanziaria. E di globalizzazione dell’indifferenza ha parlato anche il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace, Flaminia Giovannelli, presente all’incontro. Da anni in prima linea per migliorare le politiche di sviluppo e del lavoro, Giovannelli ha ricordato le parole di Papa Francesco in merito alla povertà: “La lotta alla fame – ha detto – è ostacolata dalla priorità data al mercato e al profitto, perché il cibo, purtroppo, è oggetto di una speculazione economica e finanziaria”. Infine, il sottosegretario ha lanciato un forte appello anche in vista dell’Expo 2015. “Il cibo – ha concluso – non è una merce, e la Terra è un bene comune da tutelare ad ogni costo, nel Nord come nel Sud del mondo”.

Questo articolo è stato pubblicato in Notizie dalla chiesa da Redazione .
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)