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PODEMOS: PROGRAMMA ELEZIONI EUROPEE 2014
#1
PODEMOS


DOCUMENTO FINALE DEL PROGRAMMA COLLABORATIVO

Questo documento è il risultato di un processo di elaborazione colletiva del programa politico attraverso un metodo aperto e cittadino che ha coinvolto migliaia di persone. A partire da una proposta di bozza il processo ha coinvolto tre fasi: (I) il dibattito e contributi online individuali, (II) emendamenti collettivi da parte dei circoli territoriali, (III) il referendum online sugli emendamenti.

INDICE

1. Recuperare l` economía, costruire la democrazia. 4
2. Conquistare la libertá, costruire la democrazia. 8
3. Conquistare l'uguaglianza, costruire la democrazia. 11
4. Recuperare la fraternitá, costruire la democrazia. 17
5. Conquistare la sovranità, costruire la democrazia. 21
6. Recuperare la terra, costruire la democrazia. 23

1. Recuperare l` economía, costruire la democrazia

1.1. Piano di “salvataggio” dei Cittadini focalizzato sulla creazione di un posto di lavoro dignitoso nei paesi dell'Europa meridionale

Programma di investimenti e politiche per la ripresa economica, creazione di posti di lavoro di qualità e conversione del modello di produzione verso un'economia basata sull'innovazione, che contribuisca al bene comune tenendo conto dei criteri di responsabilità sociale, etica e ambientale.

Promozione del ruolo delle PMI nella creazione di posti di lavoro, mettendo in evidenza il ruolo delle entità dell'economia sociale. Politica di contrattazione pubblica favorevole alle piccole e medie imprese che incorpori clausole sociali in sede di aggiudicazione dei contratti.

Ridurre la settimana lavorativa a 35 ore e l'età pensionabile ai 60 anni, come meccanismi di ridistribuzione equa del lavoro e della ricchezza, promuovendo la riconciliazione familiare. Bando ai licenziamenti in aziende con benefci. Deroga di riforme del lavoro realizzate a partire dallo scoppio della crisi: 2010, 2012 e RD 3/2014.

Stabilire meccanismi per lottare contro il lavoro precario, in particolare nell'occupazione giovanile per contrastare la fuga dei giovani all´estero.

Rimozione di agenzie di lavoro temporaneo. Aumento significativo del salario minimo interprofessionale e determinazione di un valore massimo salariale proporzionalmente legato al salario minimo interprofessionale.

Diritto a godere di una pensione pubblica non contributiva, di qualità e che garantisca una vita decente dopo il pensionamento. L'importo sarà pari almeno al salario minimo interprofessionale.
Abrogazione della ultima riforma delle pensioni e di divieto di privatizzazione o di tagli al sistema pensionistico pubblico.

Istituzione di politiche redistributive per la riduzione della disuguaglianza sociale nel quadro nazionale e comunitario. Convergenza della spesa sociale sul PIL rispetto alla media dell'Unione.

1.2. Revisione cittadina del debito pubblico

Revisione da parte dei Cittadini del debito pubblico e privato per definire quali parti di questi possono essere considerati illegittimi per agire contro i responsabili e dichiararli inadempienti. Ristrutturazione del debito residuo e abrogazione delle parti della Costituzione che impediscono di garantire i diritti sociali affronte degli interessi dei creditori e titolari del debito. Coordinamento dei controlli e dei processi di ristrutturazione del debito con gli altri paesi dell'Unione europea. Regolamento del rapporto privato sul debito per evitare clausole di abuso.

1.3. Conversione della BCE in un'istituzione democratica per lo sviluppo economico dei paesi

Creazione di meccanismi di controllo democratico e parlamentare sulla Banca centrale europea e la subordinazione degli stessi alle autorità politiche.

Modifca del suo statuto e integrazione come obiettivi prioritari la creazione di posti di lavoro decente in tutta l'UE, la prevenzione da attacchi speculativi e il supporto del financing pubblico degli Stati attraverso l'acquisto diretto di titoli di Stato sul mercato primario, senza limitazioni. Prioritá al supporto del finanziamento della spesa sociale degli Stati e di quei settori economici, sociali e territoriali che si trovano in situazioni sfavorevoli, attraverso meccanismi redistributivi e, ove necessario, con la creazione di bonus sociali europei. Differenziazione della normativa per banche commerciali e banche di investimento, disciplinando le attività speculative di quest'ultima.

1.4. Creazione di una Agenzia europea pubblica di Rating

Creazione di un'Agenzia europea pubblica di rating per sostituire i tre istituti privati che oggi determinano la politica economica dell'UE. Funzionerà secondo criteri democratici, trasparenti e indipendenti dall´ interesse di imprese private.

1.5. Riorientamento del sistema finanziario per consolidare una banca al servizio dei cittadini

Adozione di misure atte a rendere democtratica la gestione delle banche e delle casse di risparmio.  Ampliamento dei compiti delle agenzie pubbliche di credito, in modo da garantire il credito a quei settori oggi esclusi. Garanzia del flusso di crédito a tassi di interesse egevolati  per le PMI, cooperative e autonomi, privilegiando quelle imprese che rispondano a criteri democratici e di responsabilità sociale, etica e medio-ambientale.

Promuovere le banche etiche e cooperative.

Istituzione di una tassa sui benefci bancari per finanziare il reinvestimento produttivo.

Regolamentazione pubblica dei tassi di interesse chiave dell'economia.

Divieto di utilizzo di strumenti finanziari favorevoli alla speculazione finanziaria come le “prívate equity”. Riorientamento di istituzioni come il FROB e SAREB per riconvertirli in strumenti dedicati al recupero degli aiuti di Stato concessi alle banche. Modifca dei criteri di valutazione e assegnazione dei fondi europei per lo sviluppo, per garantire un uso etico degli stessi. Creazione di una banca pubblica con governance democratica sotto un reale controllo sociale, a partire dalle vecchie banche di risparmio oggi trasformate in banche e ricapitalizzate con soldi pubblici.

1.6.  Recupero del controllo pubblico nei settori strategici dell'economia

Recupero del controllo pubblico nei settori strategici dell'economia: telecomunicazioni, energia, cibo, trasporti, sanità, farmacéutica ed educazione con l'acquisizione pubblica di una parte di essi, che garantisca una quota di maggioranza del pubblico nei loro consigli di amministrazione e/o la creazione di imprese statali che forniscano questi servizi universalmente.

Fornire queste aziende di uno statuto che imponga come fine prioritario l'accesso universale a questi servizi da parte dei cittadini.

Supporto per associazioni e gruppi di utenti coinvolti in processi di denuncia di abusi e frodi commessi dalle banche e dalle grandi imprese in settori strategici.

Limitare la privatizzazione delle imprese e riconoscere il diritto del patrimonio alla cittadinanza sulle imprese pubbliche, ed il carattere semplicemente gestionale dei governi sulle stesse imprese. Si comprenderà, quindi, che qualsiasi privatizzazione dovrà essere finalizzata attraverso un referendum, in quanto si tratta di vendita di guadagno collettivo di proprietá dei cittadini.

Controllo rigoroso del costo effettivo del settore dell`energia elettrica. Unifcazione dei costi energetici in tutta l'UE, evitando situazioni di abuso e di concorrenza sleale.

Supporto alla produzione di energia da parte di persone comuni.

1.7. Scambio fluido e trasparente di informazioni fiscali tra tutte le autorità fiscali europee

Abrogazione del segreto bancario e decreto di una norma vincolante per tutte le istituzioni finanziarie stabilite in Europa che obblighi a fornire ai governi tutte le informazione circa i loro clienti, indipendentemente dal paese in cui operano direttamente o tramite filiali.

Istituzione di sanzioni per reati molto gravi per entità e giurisdizioni che non collaborano.

1.8. Obbligatorietá per tutte le imprese multinazionali e le loro filiali di rendere conto delle loro attività in termini globali e suddivisi per paese

Messa in pratica di misure per porre fine alle cosiddette pratiche fiscali aggressive e alla delocalizzazione dei benefci delle società multinazionali, eliminando la possibilità di evasione fiscale che le discrepanze nella legislazione sulle imposte di società concede loro.

Istituzione di un nuovo modello con il fine di evitare le doppie tassazioni e prevenire le frodi fiscali, attraverso le sanzioni penali e l'obbligo di restituire le quantitá sottratte al fisco.

Aumentare la democrazia economica facilitando la partecipazione dei lavoratori nei consigli di amministrazione delle imprese e, pertanto, nella gestione delle stesse, con pieno accesso alle informazioni pertinenti e alla contabilità. Unifcazione dei sistemi contabili europei in cui non si accettino note virtuali come lo sono gli ammortamenti e la svalutazione, al fine di rappresentare fedelmente i ricavi delle attività commerciali.

1.9.   Persecuzione e sanzioni più severe per i reati fiscali

Perseguimento e sanzioni più severe per i reati fiscali.

Adozione della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Standardizzare il crimine  Fiscale a partire da € 50.000 ed espansione dei meccanismi e delle risorse per il suo perseguimento. Indurimento delle pene per questo reato, in particolare penalizzando quelle istituzioni finanziarie che offrono prodotti o servizi che facilitano l` evasione fiscale.

Rimozione dei paradisi fiscali situati nel territorio della Unione europea, e coordinamento con gli altri paesi per raggiungere l´eliminazione dei rimanenti paradisi fiscali, stabilendo misure quali il perseguimento penale e le sanzioni per le aziende ree di mettere i soldi in quei paradisi fiscali (aliquote fiscali del 50% sulle transazioni di investimenti provenienti da paradisi fiscali).

1.10. Politica fiscale equa finalizzata alla distribuzione della ricchezza e al servizio di un nuovo modello di sviluppo

Politica fiscale equa finalizzata alla distribuzione della ricchezza e al servicio di un nuovo modello di sviluppo. Eliminazione di tutte le possibilità di elusione per le grandi fortune e le società, incluse nella legislazione nazionale, rendendo effettivi i principi di generalità, equità e progressività. Tassa sulle grandi fortune e fiscalitá progressiva sul reddito. Aumento delle aliquote fiscali delle imposte sulle società.

Recupero delle imposte sul patrimonio basandosi sul principio di equità, con un'esenzione minima per l'edilizia abitativa familiare a seconda del reddito, senza deroghe per le seconde case, ed aumento progressivo in base al valore del patrimonio. Repressione di meccanismi di elusione fiscale.

Rimozione dei privilegi fiscali del capitale finanziario. Applicazione di un'aliquota IVA super-ridotta per merci e materie prime. Modifca della direttiva 2006/112 / CE relativa al sistema comune dell'IVA, che introdusca un nuovo tipo di classe di riscossione per i beni di lusso tra il 30-35%. Le tasse pagate per l´ acquisto di questi beni in nessun caso possono essere oggetto di deduzione.

Coordinamento della Riforma Fiscale a livello europeo per rendere effettivi questi principi.

Solidarietà Fiscale e cooperazione intraeuropea con i paesi in via di sviluppo.

1.11. Impegno persistente per cambiare il modello di produzione, sviluppando un sistema di ricerca, sviluppo e innovazione con più alto valore aggiunto

Aumento di bilancio e ampliamento dello sviluppo delle strutture pubbliche di  Ricerca, Sviluppo e Innovazione, favorendo il ritorno dei ricercatori e Scientifici Italiani all'estero.

Dotazione di risorse specifiche per lo sviluppo delle politiche coerenti di mobilità, in grado di favorire realmente l` intercambio delle conoscenze in tutti i settori.

Ridurre il budget destinato a spese militari per destinarlo al settore della ricerca, in particolare
ricerca di base.

Progettazione di programmi di Ricerca, Sviluppo e Innovazione volto ad ottenere un benefit comune per la cittadinanza, in stretta collaborazione con le università pubbliche.

Promuovere un modello produttivo orientato al riequilibrio dell'attività  di produzione tra i diversi paesi dell'Unione europea.

1.12. Diritto a un reddito di cittadinanza per tutti

Diritto a un reddito di base per ogni cittadino per il solo fatto di esserlo, almeno del valore corrispondente alla soglia di povertà con il fine di assicurare un tenore di vita dignitoso. Il reddito di cittadinanza non sostituisce lo stato sociale, ma cerca di adattarlo alla nuova realtà socio-economica. Sostituzione delle prestazioni sociali inferiore all'importo del reddito di base. Finanziamento della lotta contro la frode fiscale attraverso una riforma progressiva dell'imposta sul reddito.

2. Conquistare la libertá, costruire la democrazia

2.1. Promozione di una Carta democratica europea

Promozione di una Carta democratica europea vincolante per tutti i paesi membri sui meccanismi di responsabilità e trasparenza.

Requisito indispensabile di alta integrità per le cariche pubbliche. Adozione di misure e meccanismi di partecipazione diretta di tutte le persone per le decisioni su questioni comuni e decentramento di tali processi, compresa la partecipazione telematica e altri meccanismi atti a garantire l'effettiva partecipazione dei gruppi in difficoltà e a rischio di esclusione.

Limitazione dei livelli massimi di sproporzionalità dei sistemi elettorali. Adozione di impegni per aumentare la rotazione e deprofessionalizzazione della politica.

2.2.  Espansione ed estensione dell'uso delle iniziative legislative popolari in diversi ambiti, tra cui l'europeo

Espansione ed estensione dello strumento del referendum vincolante, anche per tutte le decisioni sulla forma dello State e le relazioni da mantenere tra i diversi popoli se sollecitassero il diritto all'autodeterminazione.

Democratizzazione di tutte le istituzioni, compresi vertici di Stato, dai livelli locali di governo alla stessa Unione Europea, e la nomina e il controllo degli organi esecutivi dell'UE.

2.3.   Democratizzazione della gestione, l'esecuzione e la valutazione degli investimenti pubblici attraverso il bilancio partecipativo

Dare priorità all'attribuzione della gestione ed esecuzione di opere e politiche pubbliche ad imprese locali, in particolare a quelle di economia sociale e solidale, in particolare cooperative e piccole e medie imprese, sulla base di criteri di efficienza, trasparenza, qualità, democrazia interna e responsabilità ambientale e sociale.

Limitare l'attribuzione della gestione e attuazione di politiche pubbliche a grandi imprese. Messa in pratica di controlli e limitazioni severe alla sub-contrattazione.

2.4.          Controllo e limitazione delle attività svolte dalle lobbies. Diffusione pubblica della loro attività e del loro portfolio

Stabilire politiche di comunicazione per dare piena trasparenza all´attività di questi gruppi nei diversi settori.

Creazione di un quadro giuridico per controllare, limitare e nel caso impedire l´esercizio professionale in quei settori su cui i funzionari eletti hanno legiferato.

Fine delle porte girevoli, stabilimento per questa struttura di un minimo di cinque anni  e controlli efficaci per regolare la possibilitá che le cariche pubbliche possano lavorare in aziende di settori che sono stati oggetto di un qualsiasi rapporto nell'esercizio delle loro funzioni nell'amministrazione.

2.5.          Limitazione stretta delle spese delle campagne elettorali e dei sussidi pubblici ai partiti

Accesso in condizioni di parità ai mezzi di comunicazione pubblici e privati di tutti i candidati che si presentano alle elezioni. Revisione pubblica ed eficiente del finanziamento pubblico dei partiti politici.

2.6.          Legislazione per evitare la formazione di monopoli o oligopoli nel campo della comunicazione

Separazione per legge della proprietà dei gruppi finanziari e di comunicazione, garantendo cosí  l'indipendenza di tutti i mezzi d` informazione dai diversi governi e dai grandi gruppi imprenditoriali.

Creazione di mezzi d´informazione pubblica al servizio dei cittadini con una gestione democratica e indipendente dai governi di turno. Normativa volta a stabilire una quota minima di mezzi pubblici e indipendenti. Creazione un` agenzia di stampa europea indipendente con rigoroso controllo democratico e cittadino. Nessuna azienda o gruppo può controllare più del 15% di un ámbito di comunicazione, sia esso stampa, radio, televisione, internet o settore dell'editoria.

2.7.          Garanzia di inviolabilità delle comunicazioni

Istituzione di server europei controllati da organismi di certifcazione partecipati in forma plurale dalla società civile.

Diritto alla privacy delle comunicazioni. Garanzia di inviolabilità delle comunicazioni private personali. Il rispetto per la privacy e la privacy sarà incluso negli accordi internazionali con i paesi terzi.


2.8.          Difesa forte della libertà di espressione, riunione, associazione, espressione e di partecipazione politica

Garanzia di far rispettare il diritto a tutte le persone, sia individualmente che collettivamente, di partecipare al governo del proprio paese e di rendere reale l'accesso universale alla rappresentanza politica.

Difesa forte della libertà di parola, di riunione, di associazione e manifestazione in tutte le sue forme, in particolare nei casi in cui si perpetua la violazione dei diritti fondamentali da parte di organismi ed istituzioni statali, nazionali o sovranazionali.

Misure volte a garantire l'accesso alle cariche elettive di tutte le persone facilitando detto accesso ai gruppi discriminati socialmente attraverso strategie di discriminazioni positive. Democrazia paritaria tra uomini e donne.

2.9.          Garanzia di libertà di coscienza, e promozione di misure volte a garantire la non discriminazione per motivi di fede o di religione

Messa in moto di una politica europea comune per separare le attività di tutte le confessioni religiose dalle strutture statali e sovra-statali, incluso il finanziamento e l´educazione.

Promuovere l'uguaglianza giuridica delle diverse fedi e scomparsa di tutti i quadri normativi che promuovano la prestazione di organizzazioni religiose nelle strutture pubbliche.

Adozione di misure legislative favorevoli a garantire la laicità e una vera separazione tra chiesa e stato.

Rimozione dei privilegi fiscali della chiesa cattolica, cosi come dei  privilegi che le sono concessi in materia di istruzione.


2.10.     La garanzia delle libertà e dei diritti fondamentali saranno considerate come la base principale della sicurezza, della giustizia e della democrazia.

Ripensare il concetto di sicurezza in termini di rispetto dei diritti costituzionali.

Fine delle politiche di lotta al terrorismo e di sicurezza pubblica che violano la libertà di espressione, i diritti di associazione, di manifestazione e protesta, e le garanzie procedurali che dovono essere garantite per tutte le persone.

Riformulazione dei sistemi carcerari basati efficacemente sulla  reintegrazione e il rispetto dei diritti umani.

Diritto alla giustizia gratuita e con tutte le garanzie di accesso ad essa a parità di condizioni. Promozione e approfondimento della memoria storica in una legge europea. Difesa della giustizia universale in tutti gli stati membri della Unione.

2.11.     Garantire il diritto alla sicurezza e ad una vita libera dalla violenza per le donne e per le lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e intersessuali attraverso un sistema giuridico di garanzie che intervenga sia nel pubblico che nel privato

Misure politiche destínate a difendere la diversità sessuale per garantiré i diritti e le libertà di tutte le persone, indipendentemente dal loro sesso, orientamento sessuale o identità di genere, combattendo contro tutte le esclusioni lgtbifóbiche o di genere. Depatologizzazione di tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere non-normativo e la messa in pratica di tutte le politiche per correggere le discriminazioni, ad esempio garantendo l'accesso al pubblico impiego di lgtbi a rischio di esclusione sociale.

Promuovere una norma europea globale e vincolante contro la violenza di genere e rafforzare le politiche e le misure di attenzione e di assistenza alle donne e ai minori. Dotazione di risorse economiche suffcienti a garantiré protezione delle vittime, l'efficace funzionamento dei mezzi della Giustizia, l'assistenza per il reinserimento socio-lavorativo delle donne,la formazione professionale e le misure di prevenzione. Attuare politiche educative per garantire un´istruzione scolastica non sessista ne lgtbifóbica e aumentare misure per prevenire attacchi e aggressioni in tutti gli ambiti e con particolare attenzione alle scuole per i bambini.

Riconoscimento della pluralità di modelli di famiglia e riconoscimento in tutti i paesi del diritto al matrimonio civile, all'adozione e alle tecniche di riproduzione assistita per tutte le persone, indipendentemente dal loro sesso, identità di genere e orientamento sessuale.

Garantire il diritto di asilo per motivi di violenza di genere o di violenza nei confronti delle donne e il diritto di asilo per chi soffre violenza basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere.
 
3.     Conquistare l'uguaglianza, costruire la democrazia

3.1.          Inaugurazione di un processo costituente democratico, che garantisca che i diritti sociali e culturali abbiano la stessa natura dei diritti civili e politici, cioè che siano consustanziali alla condizione di cittadinanza.

Istituzione di un sistema di garanzie rafforzate a livello europeo per garantire l'effettiva tutela del diritto alla salute, all'educazione, alla casa, alla pensione, alla vita indipendente per le persone diversamente abili, alla cura e all'assistenza per le persone dipendenti, alla tutela in caso di disoccupazione ed esclusione sociale, alla tutela dei diritti sessuali e riproduttivi, all'effettiva conciliazione fra la vita lavorativa e quella familiare, il diritto alla città, alla mobilità e ai trasporti pubblici e l'accesso alla giustizia.

3.2.          Supporto attivo alle politiche mirate a garantire la qualità dei servizi pubblici in tutti questi ambiti, promuovendo una vita dignitosa e libera e il pieno sviluppo delle persone in condizioni di autonomia, libertà e uguaglianza.

I servizi pubblici devono essere tutelati come diritti fondamentali della cittadinanza e come tali devono essere protetti dalla speculazione privata. I servizi pubblici saranno finanziati tramite un sistema di imposte progressive e non di scopo, in base a criteri di giustizia e benessere sociale; tale sistema sarà riportato nella Costituzione e da essa tutelato. Verrà eseguita dalle amministrazioni una revisione delle privatizzazioni e dei subappalti dei servizi pubblici e verranno abrogate tutte le leggi, le direttive, gli ordini e i decreti che abbiano comportato la privatizzazione diretta o indiretta dei servizi pubblici fondamentali.

3.3.          Piano d'urto per l'eliminazione delle disuguaglianze fra uomini e donne nel mondo del lavoro, al fine di rendere effettivo il diritto umano al lavoro in condizioni eque e l'indipendenza economica delle donne.

Avviamento di misure orientate a garantire l'uguaglianza salariale non solo nel caso di posti di lavoro uguali, ma anche in rapporto a lavori che comportino pari responsabilità, pari qualifiche, pari formazione, ecc., combattendo tramite politiche attive la discriminazione nel mondo del lavoro, che fa sì che i settori lavorativi con maggiore precarietà e minore retribuzione salariale siano quelli a presenza prevalentemente femminile.

Regolamentazione dei lavori domestici e di cura alle persone dipendenti ed eliminazione delle distorsioni del sistema fiscale e del sistema di prestazioni che contribuiscono alla disparità di genere.

Distribuzione e socializzazione del lavoro di cura al fine di garantire il benessere delle persone tramite i seguenti assi. Rendere possibile la conciliazione fra vita lavorativa e vita personale/familiare, sia per le donne che per gli uomini, incentivando la corresponsabilità degli uomini e delle donne nel lavoro di cura tramite misure come l'istituzione di permessi di maternità e paternità incedibili, uguali e obbligatori, così come del diritto alla riduzione della giornata lavorativa sia per le donne che per gli uomini.

Garantire l'accesso ad un sistema pubblico, universale e di qualità di scuole dell'infanzia e asili nido.

3.4.          Garanzia del diritto alla salute e di un modello pubblico di assistenza sanitaria che offra copertura universale, equa e gratuita, basato su un budget prioritario e senza alcuna esclusione per le persone che vivono in uno qualsiasi dei paesi dell'Unione Europea. Tale modello sarà democraticamente partecipato da tutti i membri della comunità sanitaria.

Restituzione al settore pubblico di tutti i centri e ospedali privatizzati. A tale fine saranno abrogate tutte le leggi che hanno consentito tale privatizzazione, nonché il Regio Decreto Legislativo 16/2012, che ha sostituito il modello sanitario universale con un altro di tipo assicurativo, cosa che ha avuto come conseguenza l'esclusione di vari gruppi sociali a causa della loro situazione amministrativa, legale o lavorativa. Aumento del personale della sanità pubblica.

Divieto esplicito del ticket sanitario e farmaceutico.

Applicazione di un modello sanitario finanziato tramite imposte dirette, gestito pubblicamente, con un'organizzazione democratica e un'amministrazione trasparente ed efficace, basato sull'integrazione e sul coordinamento fra l'assistenza sanitaria primaria e l'assistenza specializzata e fra i servizi della sanità pubblica e i servizi sociali.

Considerazione del diritto all'interruzione volontaria della gravidanza in modo sicuro, libero e gratuito, nell'ambito della rete pubblica. Garanzia del diritto ad una morte dignitosa, senza l'attuale accanimento terapeutico subito da molti pazienti, nonché del diritto ad una salute mentale mirata al soggetto, che eviti di medicalizzare e strumentalizzare la sofferenza psichica.

Ritiro immediato delle leggi o disposizioni che privino i cittadini dell'UE del loro legittimo diritto alla copertura sanitaria nel loro paese d'origine (o che pregiudichino tale diritto), indipendentemente dalla durata del loro soggiorno al di fuori del loro paese d'origine o dal paese in cui risiedano in via permanente.

Elaborazione di un piano per promuovere l'istituzione di una copertura sanitaria universale per tutti i cittadini dell'UE in tutti i paesi membri, considerando la copertura sanitaria come uno dei loro diritti fondamentali.

3.5.          Garanzia del diritto alla conoscenza, alla formazione scolastica e all'istruzione pubblica, gratuita, laica e universale, democraticamente partecipata da tutti i membri della comunità educativa.

Blocco dei processi di privatizzazione dell'istruzione e di tutti i servizi scolastici. La gestione dell'istituto scolastico deve risiedere nelle mani dei suoi organi di governo, dando impulso alla partecipazione democratica e al consenso all'interno della comunità educativa.

Istituzione di meccanismi che garantiscano un sistema educativo aperto all'innovazione pedagogica, decentrato, inclusivo e che contribuisca a far diminuire le disuguaglianze sociali, facendo particolare attenzione alla diversità individuale e culturale degli studenti e delle studentesse e dando impulso alle pratiche di collaborazione e aiuto reciproco.

Applicazione nei piani di studio di strumenti che favoriscano l'innovazione, il pensiero critico, i processi creativi e la formazione professionale e che garantiscano la difesa delle lingue minoritarie a livello europeo.

Eliminazione di qualsiasi sovvenzione e aiuto all'istruzione privata, compresa la modalità della scuola convenzionata, destinando i fondi così risparmiati al finanziamento e al miglioramento delle scuole pubbliche. Durante il ciclo di studi obbligatorio, l'istruzione deve essere gratuita.

Avviamento di misure mirate a garantire la gratuità del materiale scolastico a tutti bambini e le bambine dell'Unione presso le istituzioni scolastiche del settore pubblico, la gratuità dell'educazione da 0 a 3 anni presso gli istituti pubblici e la gratuità della mensa in base al reddito presso tutti gli istituti scolastici.

Aumento degli aiuti pubblici per gli studenti con difficoltà economiche.

Adozione di impegni per lo sviluppo di una politica europea di alfabetizzazione tecnologica di tutti i gruppi sociali e generazionali, facendo particolare attenzione a quei gruppi con più difficoltà e a rischio di esclusione digitale, come, ad esempio, le persone diversamente abili e le persone anziane.


3.6.          Difesa di un modello di ricerca indipendente e di un'Università pubblica, gratuita, laica e di qualità, che risponda davvero ai bisogni della società e non a quelli delle grandi aziende e del capitale finanziario.

Elaborazione di un piano strategico che esamini le necessità dell'università pubblica e ne aumenti e garantisca il finanziamento. Istituzione a livello europeo di un range di investimento in rapporto al PIL degli Stati membri di almeno il 2%.

Deroga della Dichiarazione di Bologna e modifica dello spazio europeo di istruzione superiore, senza pregiudizio dell'effettiva omologazione dei piani di studio e dei titoli accademici a livello europeo.

Limitazione delle tasse universitarie e dotazione di borse di studio sufficienti per la mobilità e l'aiuto allo studio, allo scopo di garantire l'accesso all'università indipendentemente dalle possibilità economiche. Esigenze accademiche uguali per chi ha ottenuto borse di studio e per chi non le ha ottenute.

Creazione di un fondo europeo di aiuti per agevolare la mobilità del personale docente, dei ricercatori e degli studenti.

Difesa dell'autonomia universitaria, garantendo una progressiva democratizzazione dei processi decisionali e un aumento della trasparenza e della partecipazione degli studenti e del personale non docente al governo delle università.

Aumentare del 200% in 10 anni il finanziamento pubblico alla ricerca a tutti i livelli e sua applicazione in tutta la catena di valore, soprattutto nei settori che migliorano direttamente la qualità di vita delle persone.

3.7.          Garanzia del diritto ad una casa dignitosa

Moratoria del debito ipotecario sulla prima casa per le famiglie che hanno difficoltà ad affrontare il pagamento dei prestiti e cancellazione immediata dello stesso nei casi in cui vi siano pratiche fraudolente o provata mala fede da parte delle istituzioni finanziarie. La ristrutturazione del debito comprenderà la correzione del suo valore in funzione della correzione del prezzo della casa ipotecata (in particolare in caso di perdita di valore) e le cambiali non supereranno il 30% delle entrate familiari, garantendo un livello di vita dignitoso. Istituzione di meccanismi di condono del debito per palliare la situazione d'emergenza abitativa.

Blocco immediato di tutti gli sfratti da prime case e da locali di piccoli imprenditori.

Pagamento in prestazioni con carattere retroattivo, sostenuto da una legislazione che distribuisca equamente i rischi delle operazioni finanziarie e tuteli il diritto dei debitori in buona fede a potersi rifare una vita economica.

Adozione di un piano europeo per la casa basato sulla creazione di un parco di case pubbliche e affitti popolari. Inserimento delle case vuote nel parco pubblico, assoggettando a imposte gli immobili vuoti non offerti per affitto popolare. Accesso preferente all'affitto popolare per tutti i cittadini senza tetto e in situazione di esclusione sociale, i giovani che lasciano la casa paterna, le ragazze madri, le donne maltrattate e altri gruppi sociali in situazione di particolare necessità. La gestione del parco case dovrà essere democratica e garantire la partecipazione cittadina.

Impulso agli affitti rispetto all'acquisizione di proprietà, con la concessione di sussidi familiari per la casa in funzione del reddito.

Depenalizzazione dell'occupazione, da parte di famiglie o persone in situazione di vulnerabilità o senza tetto, di case vuote appartenenti a banche o casse di risparmio, o di case vuote da più di un anno di proprietà di agenzie immobiliari. Limitazione delle azioni amministrative o giudiziarie alla restituzione dell'uso al legittimo proprietario nel caso in cui tale immobile risulti necessario all'uso o al sostentamento della sua unità familiare.

Considerazione della fornitura di luce, acqua e riscaldamento come diritto fondamentale inalienabile, che deve essere garantito da aziende pubbliche. Aggiornamento dei registri anagrafici e dei registri della proprietà legati ai servizi di acqua, gas ed elettricità per conoscere l'uso delle case e per creare un registro di case non occupate. Adozione di imposte dirette progressive sulle case di proprietà che non siano prime case e che siano poco utilizzate.

3.8.          Garanzia dei diritti sessuali e riproduttivi e del diritto di decidere del proprio corpo per tutte le persone.

Depenalizzazione dell'aborto e accesso universale garantito all'interruzione volontaria della gravidanza presso la sanità pubblica per tutte le donne.

Accesso garantito per tutte le persone all'educazione sessuale, ai metodi contraccettivi sicuri e alle tecniche di riproduzione assistita presso il sistema sanitario pubblico, indipendentemente dalla loro condizione civile, dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere.

Accesso garantito ad una maternità e paternità libere tramite misure di tutela sociale come aiuti alla dipendenza e azioni che rendano impossibile la discriminazione lavorativa per gravidanza o per maternità o paternità.

Depatologizzazione del transessualismo e diritto di tutte le persone di cambiare sesso dal punto di vista medico e/o civile.

3.9.          Garanzia del diritto all'aiuto e all'integrazione per le persone dipendenti e le loro famiglie.

Adozione di una politica europea che razionalizzi, elimini la burocrazia e umanizzi tutte le procedure all'interno di un servizio pubblico di assistenza alla dipendenza, che renda effettivi e metta in pratica i diritti riconosciuti nella Convenzione dell'ONU sui Diritti delle persone diversamente abili del 2006.

Creazione di un sistema giusto e sufficiente di prestazioni per ortoprotesi e aiuti tecnici e riconoscimento, da parte del sistema sanitario, dei trattamenti di riabilitazione continuativi che in alcuni casi sono indispensabili.

Creazione di programmi di transizione alla vita indipendente per quelle persone che hanno più difficoltà.

Sviluppo di politiche di inserimento nel mondo del lavoro efficaci per le persone diversamente abili, con l'impiego normalizzato come obiettivo prioritario, compreso l'adattamento del posto di lavoro, la formazione e l'istituzione dell' "Impiego con sostegno" come strumento indispensabile ai fini dell'inserimento del gruppo sociale nel mondo del lavoro.

Creazione di asili nido, case di riposo, centri di assistenza e lavanderie pubbliche, fra le altre misure.

Adozione di misure che consentano di legalizzare i parenti che esercitano funzioni di accompagnatori affinché risultino lavoratori agli effetti di contributi, accesso ai sussidi di disoccupazione, ecc.

Revisione dell'organizzazione statale per assicurare che le persone affette da qualsiasi tipo di malattia dipendano direttamente dai ministeri della sanità, evitando così che l'investimento pubblico destinato alla loro assistenza resti in mano di intermediari (fondazioni, associazioni, centri specialistici, ecc.).

Revisione dei diritti umani presso tutte le case di riposo e chiusura immediata di quelle che li violano.

3.10.     Democratizzazione effettiva del diritto alla cultura, alla creazione e alla diffusione culturale in tutti i settori sociali.

Recupero dei musei, dei monumenti e dell'insieme del patrimonio culturale materiale e immateriale a favore delle grandi maggioranze sociali, dando impulso alla loro gratuità o ad un modello di prezzi ridotti tramite sovvenzioni pubbliche.

Adozione di misure attive di sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici del settore della cultura e dell'industria culturale. Promozione di uno statuto europeo dei lavoratori della cultura nel quale vengano garantiti i diritti lavorativi, la protezione sociale, la gestione tributaria, i diritti di proprietà intellettuale e l'autoimpiego, sulla base della conoscenza e del rispetto delle condizioni specifiche del mercato del lavoro culturale.

Diminuzione dell'IVA nel settore della cultura dal 21 al 4%.

Controllo pubblico orientato a garantire che i benefici ottenuti dalla diffusione e dalla distribuzione dell'arte non siano mai superiori a quelli dell'artista, oltre che ad impedire che i brevetti servano ad ostacolare l'equo accesso della società alla cultura e alla tecnologia.

3.11.     Promozione dell'accesso libero, sicuro e universale all'informazione e alle comunicazioni.

Difesa della libertà d'espressione rispetto alle restrizioni di accesso e al monopolio dell'informazione. Sostegno al crowdfunding, al software libero e al copyleft.

Piano speciale di assistenza per quei gruppi sociali con più difficoltà di accesso, come le persone con disabilità sensoriale o intellettuale o le persone anziane.

Reale democratizzazione dei mezzi di comunicazione, facendo in modo che l'informazione e la cultura non restino in mano di banchieri, politici o imprenditori ma che siano invece al servizio dei cittadini, affinché questi ultimi possano entrarne in possesso per creare rapporti di uguaglianza fra le persone.


3.12.     Progettazione e applicazione di politiche destinate a garantire l'accesso universale ai trasporti e alla mobilità di tutte le persone.

Adozione di un modello di trasporto pubblico, collettivo, economicamente accessibile, non inquinante e dotato degli adeguamenti necessari per le persone con mobilità ridotta e altri gruppi sociali che presentino difficoltà particolari.

4.     Recuperare la fraternitá, costruire la democrazia

4.1.          Fomentare la partecipazione

Creazione di un Commissariato di partecipazione in seno alla Commissione europea, che proposto ed eletto dal Parlamento, abbia il mandato di promuovere, fomentare e verificare che la partecipazione dei cittadini sia un elemento centrale della costruzione europea.

Messa in atto obbligatoria di un Bilancio Partecipativo in tutti i settori dell` amministrazione (locali, regionali, nazionali ed europei), e, gradualmente, di una democrazia partecipativa in tutti i settori, con la prospettiva di un processo costituzionale europeo.

4.2.          Promuovere i budget sociali nell'UE

Aumento iniziale del budget sociale dell'Unione Europea e istituzione di una tassa sui movimenti di capitale all'interno dei suoi confini, e un`altra tassa più onerosa nel caso di movimenti da e verso paesi al di fuori dell'UE. Mentre si rende operativo questo incremento a livello della UE, realizzare iniziative che rafforzino il  budget pubblico con quei paesi  che sono già predisposti, stabilendo meccanismi di riciclaggio delle eccedenze e ridistribuzione delle risorse a favore della popolazione svantaggiata e dei territori depressi.

Inclusione nei budget dell'Unione Europea di una percentuale minima, a partire dallo 0,7%, per l'istruzione e l'aiuto allo sviluppo. Esigere il rispetto da parte della UE degli impegni assunti  in relazione agli Obiettivi di sviluppo del Millenni (MDG), stabiliti dalle Nazioni Unite, da raggiungere nel 2015. Gli obiettivi, concordati dalla comunità internazionale nel 2000 e che dovrebbero essere soddisfatti nel 2015, sono: sradicare la povertà estrema e la fame,  aggiungere l'istruzione primaria universale, promuovere la parità di genere e l'empowerment delle donne, ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute materna, combattere il virus HIV e la malaria, la sostenibilità ambientale e sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo.

4.3.          Diritto ad avere diritti. Il riconoscimento del diritto per i e le migranti

Proibizione dei CIES. Cancellazione dei programmi contro l'immigrazione FRONTEX e EUROSUR.

Fine della política di esternalizzazione delle frontiere. Dismettere i voli o navi per la deportazione di immigrati. Rete di accoglienza integrale che si occupi delle vittime del "traffico" di esseri umani, in particolare nei settori che sono particularmente sfruttati ( prostituzione,etc): reti transnazionali di cura per la sofferenza specifica nel confine meridionale. Lotta contro individui e aziende che si avvalgono dello status degli immigrati per offrire loro condizioni di lavoro peggiori.

Garantire un periodo di “riflessione” per quelle vittime, come previsto dall'art. 59 bis della legge sugli stranieri, che non dipendono dalla denuncia della vittima stessa e non avviare il procedimento di espulsione. Garanzie di protezione internazionale ai rifugiati. Mantenimento dell´autorizzazione di residenza e permesso di lavoro per un periodo di cinque anni senza necessità di aliquote per il rinnovo. La cittadinanza non può dipendere dal reddito.

Diritto ad avere diritti. Riconoscimento del diritto delle e degli immigrati di votare nel luogo in cui si vive, si lavora e si riscuote e  non solo basata sulla legge di reciprocità (che limita il diritto di voto solo per immigrati i cui paesi riconoscono il voto dei cittadini Italiani).

Libertà di circolazione e scelta del paese di residenza, regolarizzazione e garanzia di pieni diritti a tutte le persone residenti sul territorio europeo, senza distinzione di nazionalità, etnia o religione, con o senza documenti d´ingresso. Adeguamento della sanzione per mancanza di documentazione e visto valido alla sua categoría di illecito amministrativo. Eliminazione delle carte rilasciate per espellere le persone senza visto o passaporto valido elaborate automáticamente nelle stazioni di polizia. Assicurare alle persone senza documenti dei permessi di residenza necessari fino a che non si risolva amministrativamente il loro status giuridico.

Sviluppo di politiche e misure per migliorare il contatto e lo scambio con paesi terzi, sia con i parlamenti che con i governi come con le organizzazioni della società civile per migliorare le loro condizioni e promuovere una migrazione dignitosa. Controllare tutti gli accordi bilaterali e multilaterali esistenti in materia di concessione della cittadinanza agli stranieri residenti nella UE, e ripensare i periodi minimi richiesti per avere il diritto di essere considerato "cittadino nazionale."

Elaborazione urgente di un censimento degli immigrati da parte delle agenzie uffciali, approfittando degli strumenti esistenti per ottenere dati con chiarezza ed affidabilitá. Sistema di solidarietà costituito da aiuti allo spostamento per lavoro di quegli emigranti europei che risiedono in un altro Stato Membro, e, a seconda sempre del reddito, per quei lavoratori che si sono spostati forzatamente per la crisi e che hanno poche risorse a disposizione affinché  possano viaggiare ai loro paesi di origine per cause famigliari o di emergenza. Istituzione di un libretto di lavoro unico europeo, in modo che i lavoratori non perdano alcun diritto in materia di previdenza sociale quando si lavora in diversi Stati membri dell'Unione Europea, in modo che i contributi accumulati in diversi Stati Membri possano essere trasferiti allo Stato di residenza del lavoratore nel momento del pensionamento o applicare qualsiasi altro benefit associato ai sistemi di previdenza sociale attraverso un sistema di compensazione tra Stati, giusto e rispettoso con le legislazioni locali.

4.4.          Sviluppare meccanismi specifici di integrazione e cooperazione tra i paesi dell'Europa meridionale

Difendere i diritti dei suoi cittadini e dei loro interessi comuni in settori quali il turismo, l'agricoltura mediterranea, gestione di porti marittimi, il controllo ambientale del Mediterraneo, etc. Istituzione di un trattato di commercio fra i piccoli produttori tra i paesi del sud.

Sviluppo di meccanismi di cooperazione specifci per i paesi dell´Europa meridionale.

Difesa del diritto a decidere come un diritto democratico di base. Difesa delle identità culturali delle nazioni senza stato e delle minoranze culturali della UE. Promuoveremo un quadro che garantisca l'esercizio effettivo dei diritti linguistici e la diversità culturale dei popoli. Promozione dello sport come strumento di solidarietà: le competizioni sportive ed i suoi organismi ufficiali devono diffondere i valori della solidarietà e la comprensione tra le persone.

4.5.          Migliorare l'integrazione e la cooperazione tra i popoli

Rinnovo della politica internazionale dell'Unione europea in senso pro-integrazione e la cooperazione tra i popoli, per la pace e contro la guerra. Approccio al Mediterraneo e America Latina come regioni chiave per uno sviluppo armonioso, autonomo e sovrano. Politiche di sostegno per l'autodeterminazione del Sahara occidentale.

Riconoscimento di uno Stato Palestinese e pretesa di restituzione completa dei territori occupati da Israele.

Reindirizzamento della politica commerciale dell´Unione Europea per promuovere lo sviluppo dei paesi del Terzo Mondo e dei paesi emergenti, con priorità alle relazioni commerciali con i paesi democratici e che garantiscano i diritti umani e penalizando quei paesi che si domostrino lontani da questi principi.

Riduzione della spesa effettiva per scopi militari.

Promuovere un isolamento attivo (impossibilitá di partecipare a progetti comunitari sovvenzionati) di enti e istituzioni di quei paesi con governi o parlamenti che non difendono i diritti umani.

Impulso da parte dell'UE per la creazione di una commissione internazionale di disarmo con obiettivi annuali in materia di riduzione degli armamenti.

Attuazione delle direttive europee in materia di razzismo, xenofobia e apología di fascismo, con le conseguenti misure punitive contro l` apología e il risarcimento per le vittime.

4.6.          Difendere la pace

Referendum vincolante per l'uscita della Spagna dalla NATO. Rifiuto di interventi militari per larisoluzione di conflitti internazionali. Smantellamento delle basi militari straniere in paesi terzi.

Promozione della solidarietà tra i popoli. Ruolo di effettivo coinvolgimento della UE per la pace nel mondo e creazione di un servizio civile di pace la cui azione rimanga limitato al campo di interposizione e che sostituisca gli interventi armati. Promuovere nuovi trattati di disarmo.

4.7.          Potenziare la parità tra i territori della UE

Pretesa di formule di compensazione territoriali che promuovano l'uguaglianza dei territori tra i diversi paesi dell'Unione Europea.

Promozione dell'armonizzazione salariale europea con il criterio di convergenza con i paesi con piú alti livelli di remunerazione.

Istituzione di un quadro giuridico comunitario per lo sviluppo ed un reale rafforzamento  della contrattazione collettiva a livello europeo.

Revisione del Debito dei paesi del sud tenendo in conto degli aspetti di sostenibilità ecologica.

Assicurare il rispetto  dei programmi comunitari volti a garantire un sviluppo sociale equo nelle "regioni ultraperiferiche" dell'UE.

Protezione e cura delle acque riconosciute a livello internazionale come " Aree Marine Specialmente Sensibili".

5.     Conquistare la sovranità, costruire la democrazia

5.1.          Abolizione del Trattato di Lisbona

Abolizione del Trattato di Lisbona affinché i servizi pubblici non siano soggetti al principio di concorrenza né possano essere sfruttati dal punto di vista commerciale, come tutti quelli che hanno costruito l'Europea neoliberista e antidemocratica; inaugurazione di un processo orientato alla rifondazione delle istituzioni dell'UE tramite un'assemblea costituente.

5.2.          Modifica dei trattati sul libero scambio

Abbandono del processo di sottoscrizione del trattato di libero scambio fra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Inaugurazione di un processo di revisione sostanziale dei trattati di libero scambio con l'America Latina. Revisione sostanziale della politica commerciale dell'Unione Europea, per puntare ad una politica commerciale basata sul rispetto dei diritti umani (cosa che comporta la revisione degli accordi commerciali con i paesi che violano in modo flagrante tali diritti, come nel caso di Israele), sociali e lavorativi, l'accesso universale ai servizi pubblici, la sovranità alimentare, il controllo dei mercati finanziari e dei flussi di capitali e il libero scambio di saperi e conoscenze. Tutto ciò, cercando di potenziare il rispetto della sovranità che i paesi, le regioni e le comunità hanno di sviluppare il piccolo commercio locale al di sopra degli interessi delle multinazionali. Blocco dei negoziati per l'accordo di associazione transatlantica per il commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti; revisione di tutti i trattati di libero scambio già firmati con i paesi africani, sudamericani e asiatici.

Allargamento dei rapporti economici e delle formule di cooperazione, cercando una maggiore integrazione economica a medio termine in materia di finanziamenti, commercio e investimenti a tutti gli effetti, con i paesi del Sud dell'Europa, dell'America Latina e del Maghreb, come punto di partenza.


5.3.          Cessazione dell'uso dei memorandum d'intesa

Cessazione dell'uso dei memorandum d'intesa. Istituzione di criteri di democratizzazione, trasparenza e rendicontazione per tutti i processi di adozione di macro-decisioni nell'ambito delle politiche economiche.

Le grandi decisioni macroeconomiche devono essere precedute da un dibattito pubblico reale e da referendum vincolanti.


5.4.          Obbligatorietà di ratifica democratica delle riforme costituzionali

Inclusione nella normativa vigente della necessità di ratifica democratica tramite partecipazione popolare effettiva per le riforme che riguardano le Costituzioni dei paesi membri.

Garantire che ogni decisione che venga presa presso le istituzioni europee e che sia di grande trascendenza per la cittadinanza, debba essere obbligatoriamente convalidata da quest'ultima.


5.5.          Garantire lo svolgimento dei referendum

Il nuovo ordinamento giuridico deve prevedere i referendum vincolanti e le iniziative legislative popolari come tassello fondamentale di partecipazione democratica. Dal Parlamento europeo è necessario dare impulso alla realizzazione di riforme in tutti i paesi membri, affinché le decisioni di tipo strategico debbano essere sottoposte a referendum in ogni paese.

Riforma della Costituzione spagnola per garantire lo svolgimento di referendum in tali casi e ritiro delle misure approvate senza partecipazione popolare democratica.


5.6.          Creazione di meccanismi di controllo democratico e misure anticorruzione

Creazione di meccanismi di controllo democratico e misure anticorruzione incentrate ad apportare trasparenza ai processi di aggiudicazione degli appalti pubblici, al finanziamento dei partiti politici, al versamento dei contributi, ai patrimoni e ai redditi degli eletti alle cariche pubbliche.

Per evitare la professionalizzazione della politica e garantire il controllo democratico effettivo degli elettori sugli eletti, si propongono le seguenti misure:

●          Stipendio massimo non superiore allo stipendio medio stabilito nel paese per il quale sono stati eletti.

●          Limitazione del tempo di esercizio della carica pubblica, non superiore a due legislature.

●          Rendicontazione pubblica e regolare agli elettori, che comprenda: dichiarazione del livello di entrate, accessibilità rispetto all'elettorato, specifica delle spese sostenute dagli eletti e dettaglio delle spese derivanti dall'esercizio dell'attività politica.

●          Revocabilità permanente degli eletti.

●          Rigorosa applicazione del principio di incompatibilità fra l'esercizio di una carica pubblica e qualsiasi altra attività retribuita.

●          Eliminazione del privilegio di pensione che prevede il vitalizio massimo dopo 7 anni di versamento dei contributi.

●          Obblighi tributari per gli eletti alle cariche pubbliche uguali a quelli di qualsiasi altro cittadino.

●          Abolizione della riscossione di 2 o 3 tipi diversi di vitalizi dall'erario pubblico.

●          Istituzione di meccanismi atti ad esaminare il rispetto dei programmi elettorali.



Riforma dei contesti normativi destinati a nominare il Sostituto Procuratore dello Stato, i membri del Consiglio generale del Potere giudiziario, i membri della Corte dei Conti e i membri della Corte Costituzionale. Cessazione dei privilegi per i deputati di tutte le camere e per i senatori.

Divieto di accumulare cariche pubbliche (ad esempio: sindaco, senatore, deputato, eurodeputato, ecc.). Abolizione dei rimborsi elettorali.

Istituzione di una direttiva che obblighi gli Stati a rivedere la struttura delle proprie istituzioni e consenta di eliminare le istituzioni doppie e non necessarie (le province in Spagna).


5.7.          Riconoscimento del diritto di decidere

Riconoscimento del diritto dei vari popoli europei di costituirsi come tali e decidere democraticamente del proprio futuro.


6.     Recuperare la terra, costruire la democrazia


6.1.          Nuovi criteri per una politica sostenibile nell'UE

Applicazione del principio di precauzione in modo tale che esso diventi effettivamente un contesto per tutte le politiche della UE. Impulso alla decrescita necessaria nell'uso di energie fossili e materiali. Pianificazione democratica di un'economia ecologica al servizio della soddisfazione dei bisogni fondamentali di tutta l'umanità e delle future generazioni, che rispetti la biosfera e sia basata su un modello produttivo sostenibile dal punto di vista ambientale. Tutela dell'inviolabilità dei beni comuni e aumento delle pene per reati a danno dell'ambiente. Revisione, aggiornamento e potenziamento dell'applicazione delle regole previste dalla Carta Europea dell'Assetto del territorio, per trasformarla in uno strumento contro lo sfruttamento commerciale degli spazi e a favore di un utilizzo razionale degli stessi, secondo criteri di sostenibilità ecologica, coesione sociale e territoriale e ottimizzazione delle risorse produttive. Ristrutturazione su base ecologica della Contabilità Nazionale, tramite l'introduzione di indicatori di contabilità ambientale che consentano di valutare l'economia nel suo comportamento biofisico, indipendentemente dal suo valore monetario, secondo la metodologia dell'ONU. Impulso dell'uso generalizzato del Sistema di Contabilità Ambientale ed Economica Integrata (SCAEI). Sostegno alle richieste presentate al Parlamento Europeo dalle organizzazioni ecologiste firmatarie del documento "Un programma per la Terra. Giustizia sociale e ambientale per far fronte alle crisi".


6.2.          Accesso all'acqua, diritto umano fondamentale

La gestione e la proprietà delle risorse idriche devono essere pubbliche; la gestione deve essere democratica e trasparente. Applicazione di sanzioni significative in caso di uso abusivo, spreco, inquinamento o privatizzazione di tali risorse. I bacini idrografici, con gli ecosistemi e la vita selvatica che ne fanno parte, sono beni comuni e devono essere esclusi da qualsiasi modalità di appropriazione privata o semi-privata. Gestione dell'acqua in ogni bacino idrografico. Consumo limitato per il tasso di rinnovamento naturale all'interno del bacino. Tutela della qualità dell'acqua tramite la conservazione di corsi d'acqua ecologici, riducendo il consumo e la contaminazione delle acque. Prezzi progressivi dell'acqua di città, che garantiscano il diritto all'acqua per tutti e penalizzino il consumo eccessivo. Estensione di buoni sociali sull'uso dell'acqua che garantiscano che nessun utente sia privato della risorsa per insolvenza. Impulso alla sensibilizzazione e all'educazione alla cultura del risparmio idrico.


6.3.          Alimentazione sana, diritto inalienabile della popolazione

Politiche mirate al conseguimento della sovranità alimentare, della sostenibilità agricola, della tutela della agro-biodiversità e del cooperativismo agricolo, creando una banca pubblica di terreni agricoli attualmente in disuso o provenienti dall'espropriazione di grandi proprietà terriere, che dovranno passare sotto la gestione dei comuni. Controllo della speculazione sui prezzi dei prodotti agricoli e regolamentazione degli stessi al fine di evitare l'impoverimento dei consumatori e dei produttori, ai quali dovranno essere assicurati dei prezzi minimi. Avviamento di meccanismi che evitino la riqualificazione dei terreni a fini speculativi. Riconversione della PAC (Politica Agraria Comune) tramite un piano d'urto che favorisca le piccole attività, aiuti gli agricoltori professionali attivi, stimoli i rapporti diretti fra produttori e consumatori ed elimini le sovvenzioni alla grande proprietà terriera. Potenziamento dell'agroecologia tramite misure legali e sforzi pubblici e privati nei campi della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione. Creazione di una banca di semi locali e autoctoni e dichiarazione del territorio dell'UE libero da organismi transgenici, il che comporta l'immediata regolamentazione dell'introduzione dei semi transgenici. Regolamentazione dei prodotti transgenici tramite enti indipendenti da interessi commerciali, che garantisca la salute pubblica e l'obbligatorietà dell'informazione ai consumatori. Rigoroso controllo dell'uso dei pesticidi e dei concimi non organici, sradicamento dei prodotti chimici di sintesi. Regolamentazione delle pratiche commerciali delle grandi aziende agroalimentari europee nei paesi impoveriti, per evitare gli abusi contro i coltivatori locali e la speculazione con le loro materie prime alimentari e i loro terreni.


6.4.          L'energia al servizio delle persone: fermare il cambiamento climatico, migliorare la qualità dell'aria

Eliminare l'inquinamento e il rischio di cambiamento climatico. Elaborazione di un piano con effetto vincolante destinato a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra per non superare i 2°C che la comunità scientifica considera il limite per evitare un cambiamento climatico dagli effetti devastanti. Riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra dell'ordine del 55% entro il 2030 e del 95% entro il 2050, come pure dei tossici ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e delle particelle nocive (PM). Sanzione delle inadempienze. Controllo democratico sociale e pubblico delle fonti energetiche e della produzione elettrica per eliminare il potere degli oligopoli del settore. Piano di sviluppo rapido delle energie rinnovabili tramite l'investimento pubblico e una dotazione sufficiente in ricerca e sviluppo, introduzione compatta dello stesso negli impianti delle amministrazioni e sostegno alla sua applicazione negli immobili privati residenziali e aziendali. Le fonti energetiche rinnovabili dovranno costituire almeno il 45% dell'energia primaria entro il 2030, essendo necessario l'avviamento immediato del cambiamento del modello energetico. Misure di sostegno all'autogenerazione tramite l'impulso della generazione distribuita per mezzo delle rinnovabili, facilitandone il collegamento alla rete generale per evacuare l'energia in esubero, cosa che si tradurrà in una democratizzazione dell'energia. Misure per dare impulso alle cooperative che producono energia. Moratoria nucleare. Chiusura programmata delle centrali nucleari, garantendo il ricollocamento dei lavoratori. Politiche mirate alla corretta gestione dei rifiuti nucleari. Chiusura programmata delle centrali di gas e carbone. Divieto di fracking, megaminiere, importazione di agrocombustibili e accaparramento di terre a scopi energetici. Piano di ristrutturazione energetica di edifici e abitazioni con obiettivi annuali, che, insieme alla potenzialità di creazione di posti di lavoro qualificati, consenta un risparmio stimato per il settore del 50% del consumo energetico rispetto ai livelli del 2009, senza che tutto ciò comporti un aumento dei prezzi di affitto. Impulso alla mobilità sostenibile a livello europeo. Nuovo modello di trasporti europei senza emissioni di gas rispetto a quello attuale, basato sull'uso di veicoli altamente inquinanti. Priorità ai trasporti basati sulla motricità elettrica rispetto ai derivati del petrolio.


6.5.          Tutela integrale dell'ambiente naturale, urgenza che non può essere rimandata

Divieto dei brevetti del genoma umano e di altri esseri viventi quando essi siano oggetto di sfruttamento commerciale e non siano sotto il controllo delle autorità scientifiche competenti. Revisione delle figure di tutela esistenti (parco nazionale, naturale, ecc.), catalogare e/o ampliare quelle che ci sono e inserirle nei piani di sviluppo turistico per loro massima protezione. Piani di protezione della flora e della fauna. Aumento delle risorse per la prevenzione e il controllo antincendio, impedimento normativo di riqualificazione dei terreni. Regolamentazione delle attività peschiere in base a criteri ambientali, prefiggendosi la tutela degli ecosistemi marini e vietando la pesca a strascico. Piano per salvaguardare le coste e gli spazi naturali dalla speculazione urbanistica. Sradicamento dei rifiuti tossici e pericolosi e piani per la riduzione al minimo dei residui, sia industriali che domestici, effettiva gestione integrale degli stessi, sorveglianza del rispetto delle direttive comunitarie che regolamentano tale gestione, quella degli imballaggi e lo sradicamento dell'incenerimento. Politiche per ridurre l'imballaggio dei prodotti, potenziare l'uso di imballaggi dotati di una lunga vita utile e lo sradicamento dell'obsolescenza programmata. Applicazione di misure contro coloro che arrecano danno agli ecosistemi, i quali dovranno intraprendere tutte le azioni necessarie a riparare tali danni, oltre a subire le sanzioni economiche opportune: chi inquina paga e ripara. Il denaro raccolto con le multe per i danni inflitti all'ambiente dovrà essere destinato almeno all'80% alla tutela, difesa e impulso alla tutela dell'ambiente. Non concedere appalti né accettare la partecipazione a gare pubbliche di aziende che siano state multate o indagate per danni all'ambiente, né di aziende costituite sulla base delle precedenti.


6.6.          Sviluppo del mondo rurale per riequilibrare la società

Impulso a quelle zone che presentano un alto indice di spopolamento tramite la valorizzazione dei beni (sia materiali che immateriali) del territorio, basandosi sempre sui principi della sostenibilità, del recupero e del rispetto dell'ambiente. Unificare la rivitalizzazione economica e il miglioramento dell'ambiente rurale propiziando il necessario rapporto con l'ambiente urbano tramite progetti sostenibili basati su partecipazione sociale, ricerca, innovazione e sviluppo umano, che tengano conto del patrimonio di conoscenze accumulato dagli abitanti di questi territori e abbiano il massimo rispetto per il territorio e il contesto rurale, data la sua particolare fragilità. Piano di investimenti per dare impulso ad un'economia sociale e sostenibile per l'ambiente rurale e per invertire la tendenza all'isolamento di questi luoghi per quanto riguarda comunicazioni, trasporto sostenibile, collegamenti a Internet accessibili e di qualità e accesso reale ed effettivo ai diritti sociali degli abitanti a pari condizioni con il resto dei cittadini europei. Agevolare tramite finanziamenti la formazione e la proliferazione di reti di consumo, che servano per disporre dei prodotti alimentari direttamente dai centri produttivi.


6.7.          Tutela degli animali, nuova esigenza sociale

Elaborazione di direttive europee e leggi statali per la tutela dei diritti degli animali, stabilendo sanzioni per le azioni di maltrattamento e abbandono degli stessi e sradicando qualsiasi uso di fondi pubblici per attività nocive contro gli animali. Divieto della tauromachia e del traffico di specie esotiche o a rischio di estinzione. Regolamentazione della caccia a prede di grosse dimensioni e di specie protette. Promozione degli Enti per la Protezione degli animali come sorveglianti e garanti del fatto che le pubbliche amministrazioni svolgano il loro lavoro di salvaguardia e tutela dei diritti degli animali.
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#2
Grande programma!
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