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PROGETTI PARALLELI: VERSO LA CONFLUENZA
#41
Mi pare che il limite di tutti sia che nessuno sia disposto a rinunciare alla propria piccola egemonia, credo che occorra costruire uno spazio nuovo e neutro in cui tutti i soggetti possano entrare con la loro identità, un forum da cui partire per costruire una rete. Secondo me sarebbe più semplice farlo partendo dai territori. L'Altra Liguria (Prima le Persone) si rapporterebbe volentieri con i gruppi presenti sul territorio delle varie realtà di cui si sente parlare in giro (Progetto X, Podemos, ecc....) per costituire una sorta di Forum o Rete per l'alternativa in cui discutere azioni comuni.
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#42
Ho visto che è stato messo in discussione/votazione su lqb la proposta se sia il caso di partecipare all'Assemblea di Azione Civile che si terrà a Roma dal 27 al 29 novembre, cioè oggi, domani e doman l'altro, e viene proposto un documento ufficiale di PrimalePersone da leggere/consegnare agli atti di quel consesso.

Per altra via, su una parallela discussione sulla mailing list  si apprende che l'adesione a quella Assemblea sia già una cosa fatta e che, data l'indisponibilità di Roberta, sarà Antonella a rappresentarci tutti quanti.

Ci viene chiesto allora di ratificare una decisione già presa. Ma non è il momento, nè la mia intenzione, per una polemica che risulterebbe sterile e fuori luogo.

E' però il momento per ritornare sui nostri passi e mettere in pratica ciò che avevamo già deciso all'unanimità a Roma il marzo scorso.

La mailing list andava chiusa e sostituita, quale unica forma di dialogo tra noi e con l'esterno, dal Forum e le decisioni assunte per tempo e partecipate, con liquid feedback. Confesso che con una certa ritrosia ho cominciato ad utilizzarli e trovo che siano semplicemente eccezionali e che marcano la differenza tra PleP e tutti gli altri.

Condivido  il disagio e lo sconforto di Athos, quando viene forzato ad aprire una discussione su decisioni già prese ma di cui ci si è dimenticati di aprire per tempo una discussione sulla piattaforma che ci siamo dati.
Siamo ancora in tempo per rimediare.

Ciò premesso, è ovvio e lapalissiano che la convergenza con chi ha percorsi sovrapponibili ai nostri è doverosa e sarebbe da irresponsabili rinviarla ancora. Azione Civile, però, mi sembra altra cosa. Pronto a ricredermi in qualunque momento.
Viva Prima le Persone, Viva la partecipazione democratica e tra pari. Mettiamo da parte i personalismi
Ciao
Pino 
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#43
PRIMALEPERSONE per il suo stesso nome é  in primis una proposta alle persone di accedere ad uno spazio certamente di sinistra ma non partitico o specialmente ideologico per esprimersi,discutere e proporre in ogni campo della vita socio-economica e politica. 
Per come la vedo ed anche auspico personalmente questa filosofia é ottima ,questa proposta rara per cui ne difendo i principi e la continuità .
Creare un nuovo spazio per i movimenti? Neutro?  Ma chi é questo " neutrale" finalmente accettato da tutti  che lo creerebbe ? e chi ne  garantirebbe la neutralità?  E cosa sarebbe una neutralità finalmente accettabile e condivisa? 
Per natura un movimento ha scelto una sfera di azione ,si é dato statuti ,regole ed atrezzi ,i suoi aderenti sono in empatia e tutto naturalmente aspirano alla loro crescita autonoma in primis. Quid della   difficoltà a creare federazioni e reti  di movimenti pur paralleli, convergenti e anche sinergici,perché ognuno non vorrà perdere nulla per strada di quello  che ha  magari faticosamente allestito.
Se aggiungiamo   poi che la maggior parte dei movimenti sono nati sotto l'impulso di una o poche persone ,una certa leadership é naturale, e una rete tende a tassare le leadership sovente creandone delle nuove. Non apprendo niente a nessuno e non voglio fare nomi.
Perché allora Primalepersone non cresce numericamente e perché pochi interferiscono sulle discussioni tematiche  sociali e politiche di fondo? Perché  invece sono sempre più numerosi gli interventi nelle discussioni organizzative  ( il mezzo) che in quelle contenutistiche ( il fine) ? 

Confesso che non saprei darci una risposta eppure da questa dipende la messa a punto della strategia atta a liberare PlP dai suoi limiti attuali. 

Speriamo che l'incontro sel 19 dicembre sappia dare la risposta a questi quesiti ed agli altri già evocati.

Piero
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#44
La mia proposta era la seguente: ) creare un forum comune (fatta 7 mesi fa sempre sul forum di PIP ,fare un comunicato stampa tra i gruppi che aderiscono al forum comune 3) che tutti i gruppi che aderiscano mettano un link con spiegazione uguale al forum comune . Il forum sarebbe un cantiere di lavoro “neutro” al quale potranno aderire (sempre attraverso comunicato e link dal proprio sito ) anche in seguito quelli che vorranno.Il forum dovrebbe essere diviso in due macro aree 1) contenuti e visione politica 2) modello da adottare e organizzazione e regole.
Progetto X è solo e semplicemente un modello organizzativo proprio per fare in modo che tutti i gruppi che volessero formare una federazione resterebbero con la loro identità, nome, simbolo,iniziative, siti e quant'altro ma nello stesso tempo tutti insieme potrebbero esprimere un soggetto politico che potrebbe dire la propria nelle istituzioni. Progetto X non chiede di confluire dentro di lui ma propone il modo attraverso la proposta di uno statuto e di regole chiare affinchè le decine di gruppi che ad oggi nessun peso hanno potrebbero in seguito fare qualcosa di concreto. Per quanto ci riguarda che la federazione si chiamo progetto x o primalepersone o lista cittadini o pippo o podemos o gianni e pinotto e il sito o forum dove essa si esprimerà non ha alcuna importanza. Nessun gruppo lascerà mai la propria identità per entrare in un altro gruppo o in un soggetto politico unitario.La proposta organizzativa che noi facciamo è quella (potete leggere il tutto sui nostri documenti) dove la federazione dei gruppi,comitati,movimenti,associazioni riesca ad esprimere ,attraverso modalità e regole interne,quel soggetto che ha la possibilità di entrare nelle istituzioni dai comuni fino al parlamento. La domanda che leggo sopra è :il forum neutro da chi sarebbe gestito? la risposta è: i gruppi che attraverso dichiarazione pubblica, come sopra, aderiranno alla cosa potranno nominare un amministratore che insieme a quelli nominati dagli altri potrà gestire il forum (bada bene forum e non sito). Il nome del forum potrebbe essere IL CANTIERE e ci si metterebbe sopra la lista dei gruppi partecipanti. Credo che abbiamo due o tre mesi al massimo prima che il tutto finisca a tarallucci e vino ed ognuno continui attraverso il proprio gruppo di dieci persone a credere che gli altri andranno da lui. Dopo di che ci sveglieremo sudati. (Scusate la franchezza ma è tre anni che mi confronto con decine di gruppi e centinaia di persone e vi assicuro che ,se si vuole creare qualcosa, non c'è altra strada). Passo e chiudo.
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#45
Riferendomi ad uno spazio neutro intendevo uno spazio creato insieme da tutti i soggetti con cui siamo in contatto. Il problema che vedo è che ciascuno accusa l'altro di volerlo fare entrare nel proprio percorso e scrivere un appello a cui poi altri aderiscano ha lo stesso identico effetto. Allora, forse, incontrarsi e definire insieme quale dovrebbe essere questo spazio e come organizzarlo potrebbe garantire un risultato migliore.
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#46
Oggi la valenza rara di PLP é che qui ogni persona puó esprimersi liberamente . I grandissimi problemi attuali sono tutti di portata che esula i confini nazionali o territoriali . Sarà che vivo all'estero da quarant'anni ma risento fortemente l'importanza di iscriversi nella presa in carico di questi grandi problemi che condizionano fortemente la vita pubblica e privata di ogni paese, regione,città ,famiglia, persona.
Questi problemi sono il neo-liberalismo e la sua dominanza sul mondo,l'ecologia in senso lato con in primis i problemi legati al surriscaldamento climatico le migrazioni umane , la guerra permanente ,gli armamenti ,la povertà crescente, la crisi del lavoro e la concorrenza internazionale che distrugge il welfare dove c'é, la costruzione di un'Europa delle persone e non più solo dei capitali , il ruolo dell'ONU per la pace, la crisi del mondo islamico...., la giustizia planetaria.
Per dibattere di questi problemi complessi é necessario l'intervento di persone libere di esprimere competenze e convinzioni senza direttive o partiti presi. Ho mai visto un partito o un movimento dibattere ma solo alcuni suoi leaders dominanti, quelli che occupano e saturano gli schermi televisivi e condizionano la cultura di tutti
, sua emittenza Berlusconi avendo creato da vent'anni un'autentica scuola italiana in materia.

Di reti ,coalizioni ve ne sono a iosa ! Non sarebbe allora possibile coltivare lo spazio di PLP in quanto vivaio di discussione ,proposta , validazione di proposta tramite LQFB dedicato alle persone in quanto individui?
Poi le persone parteciperanno a partiti, associazioni e movimenti ma qui si esprimono e votano loro.
É una cultura nuova la partecipazione personale ! Dopo decenni di assoggettamento a partiti e sindacati le persone deluse e non autorizzate e non abituate a ragionare con la loro testa ed a parlare di persona si marginalizzano nell'astensionismo o peggio nel populismo rabbioso. Ma che vengano ad esprimersi !
É necessario che i cittadini si prendano in carico e finiscano di attendere troppo da governanti impastoiati e impotenti. Forse allora nascerà una nuova cultura , quella della partecipazione attiva e responsabile.
Piero
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#47
From: Raffaella Bolini
Sent: Saturday, November 28, 2015 1:55 PM
To: altraeuropa-discussioni-nazionali@googlegroups.com
Subject: [AE-discussioni-nazionali] cari e care

Questo è un ringraziamento a Roberto Morea, per le cose che ha scritto e in particolare per le ultime frasi. E quello che sto per scrivere è uno sfogo, cosa che faccio di rado, per cui vi chiedo scusa in anticipo.

Sto tornando da Parigi. Una persona molto cara mi ha detto in questi giorni che, a suo parere, in questo periodo viaggio sempre perché voglio scappare. Ci ho pensato molto, e ho concluso che non è vero.

In primo luogo perché questo è il mio lavoro - oltre che la mia passione, e il territorio dove posso dare un contributo alla sfida comune. In secondo luogo perché se l'Europa è al centro della sfida, in Europa bisogna lavorare - e siamo veramente in pochi a farlo.

E poi, rispetto alla discussione a sinistra, questa non è una fuga: è disobbedienza civile nonviolenta.

Come credo di aver dimostrato, la costruzione della sinistra in Italia mi interessa moltissimo, la ritengo una necessità assoluta e perfino un obbligo morale. Ho provato a metterci testa e gambe per dare un contributo.

Da quando la discussione si è rinchiusa nel tavolino della sinistra, ho provato in tutti i modi a dire che è un errore chiudersi in un dibattito tutto italiano, tutto di posizionamento, tutto politicista, tutto fra pochi nazionali -senza territori, con una rappresentazione simbolica del sociale e senza internazionale. È un errore anche lasciare che il sociale maceri nella frammentazione e nella inadeguatezza come se questo non debba essere componente prioritaria del dibattito fra chi vuole fare la sinistra in Italia.

Poi, in queste ultime settimane, siamo alla follia. L'Europa, il Mediterraneo e il mondo sono in guerra, in una guerra bruttissima anche perché è complicata, difficile e non basta dire yankee go home per esorcizzarla, perché sappiamo tutti che non basterebbe neppure smettere di vendere le armi al Daesh per risolvere il problema, perchè ce l’abbiamo in casa nostra oltre che in molte case d’altri, e dovremmo essere all’altezza di una analisi e di una proposta forte - ma questo non smuove una paglia nel dibattito sulla sinistra.

Le travi smottano quando parla Civati, non quando Hollande dice che sospenderà la legislazione sui diritti umani per combattere i terroristi. Ma che sinistra volete che esca da un dibattito così?

Sono i drammi del mondo in cui viviamo, l'insopportabilità della ingiustizia, la rivolta contro l'orrore quotidiano, l’idea che non c’è tempo, che se non vinciamo noi vince il male la sola cosa che può spingere alla unità, a mettersi alle spalle tutto, a fare il proprio dovere tutti insieme, a non vergognarsi di implorare i riottosi a mettersi a disposizione, a dimenticare le sigle proprie e quelle degli altri, e fare fronte con i buoni ovunque siano.

A prendere come fatto positivo tutto quello che tende all’unità, fregandosene del piccolo cabotaggio per l’egemonia, fregandosene delle contraddizioni che ciascuno si porta dentro, finendola di fare l’analisi del sangue a qualsiasi dichiarazione che leggono in mille persone in tutta Italia, battendosi come leoni anche sapendo che siamo pulci perchè qualcosa succeda, facendo alleanze anche con il diavolo purché questo accada.

E sapendo soprattutto che, per ogni persona lontana dalla sinistra politica esistente che perdiamo per strada perchè si è stufata di tutti questi traccheggi perdiamo una possibilità di farcela.

Sinistra Italiana è un modo per mettere il cappello sul processo? Non lo so, e non me ne importa niente. Fino a che dice che è favorevole a unire la sinistra, è utile. Ma secondo voi mia madre quando vede il TG3 capisce chi sta dentro questi teatri romani? Capisce solo che c’è qualcuno che dice che bisogna ricostruire la sinistra che in Italia non c’è più. E va bene così.

Civati va per conto suo? Gli chiedo di ripensarci e glielo chiedo fino allo sfinimento, almeno cerco di far capire che è lui che si mette dalla parte del torto. E poi deciderà lui, mica possiamo legarlo mani e piedi.

Non ho la minima idea perchè qualcuno abbia firmato la lettera a Civati e qualcuno no, non ho parlato con nessuno e non ho seguito la discussione. Non so niente. E ci tengo a chiarire che non scrivo per entrare nel merito di questa storia - scrivo per dire che è il quadro generale della discussione che proprio non mi convince, non gli inciampi che si trovano su questa strada sbagliata.

Abbiamo, con l’alleanza che a quel tempo era l’Altra Europa, passato la barriera del 4 per cento alle europee perchè abbiamo parlato di Europa, e adesso siamo tornati al fatto che l’Europa e il mondo sono un esotico contorno rispetto al piatto forte.

Abbiamo passato la barriera del 4 per cento anche perché tanta gente che non aveva mai fatto una campagna elettorale, o che aveva smesso da anni, ci ha creduto e si è messa in gioco. E adesso non importa nulla a nessuno che questa discussione ormai si faccia solo fra addetti ai lavori.

La Linke ha funzionari pagati a tempo pieno per stare dentro e sostenere le dinamiche di movimento, qui il sociale lo si guarda da lontano, in una logica vecchio stile che fa male alla politica e non smuove di una virgola i problemi del sociale. Aderire alle manifestazioni senza aver stimolato una discussione, senza aver fatto una riflessione, non sposta di una virgola una relazione antica e ormai insufficiente.

Siamo di nuovo scivolati verso l’autonomia del politico. Il tavolino è diventato il politburo e la discussione è tutta lì dentro - dentro la sfera della “politica”. (Altro che discussione su scrittori di documenti maschi o femmine. Questa era la battaglia da fare lì dentro).

Poi gli altri commentano quello che succede lì dentro, in un dibattito anche fra di noi che è scivolato tutto su quel piano, nonostante tanti e tante di voi stiano sul pezzo di movimenti, battaglie, dinamiche politiche e sociali vive ed importante - che appartengano a partiti o meno.

Mi dispiace, compagni e compagne molto cari, ma leggere questa mailing list in queste settimane a me fra una tristezza immensa. Persino qualche ora dopo Parigi stavate a discutere di Sel, di Possibile, di Fassina.

Con tutto il rispetto e la vicinanza per chi ha le elezioni, e delle liste deve discutere fra mille problemi e difficoltà, dentro questa mailing list queste sono le uniche discussioni accese.

Poi c’è il gruppetto che si occupa degli internazionali che fa i comunicati e gli articoli sulla guerra, o sul Portogallo - senza reazioni, se non un ok da qualcuno. Poi c’è Michele che racconta dei volontari in Friuli, il tempo di dire bravo e finisce lì.

Non ho visto grandi dibattiti e accese discussioni sul perché in un momento del genere in Europa non ci sia stata una reazione all’altezza a sinistra, sul perchè il paese che aveva il più grande movimento per la pace si accontenti di uno striscione nel corteo sulla giustizia climatica- con la comunicazione social dei promotori della manifestazione che non ha neppure cambiato l’immagine grafica dopo Parigi.

Io in questa logica, con tutto il bene che vi voglio, mi sento fuori posto.

So bene che non sono nessuno, ma neanche "i politici" sono nessuno - tutti siamo nessuno di fronte alla magnitudine del terremoto del mondo in cui la nostra società frana insieme alle altre. Non riconosco a nessuno un diritto maggiore di quello che ho io, e moltissimi altri ed altre che vengono da altri percorsi e fanno politica in un altro modo, di impostare e determinare questa storia.

Continuerò a disobbedire facendo meglio che posso il mio lavoro internazionale, ringraziando la mia povera associazione che, con tutti i casini che ha, me lo consente e ne paga il prezzo economico. Facendo superflue incursioni dentro questo dibattito, quando riesco. Non vedo cosa altro possa fare - che altri spazi ci siano.

Quando qualcuno deciderà di battersi affinché i migranti con la bocca cucita ad Idomeni, i tunisini che difendono la democrazia e chiedono una piattaforma globale di lotta al terrorismo, i libanesi che saltano in aria, i francesi dove tutta la sinistra in parlamento vota per la guerra e lo stato di emergenza (a parte due socialisti e due verdi), siano al centro dei tavolini unitari a sinistra e non solo comunicati stampa "fiocchetti" da mettere sulle cose serie, fate un fischio.

O fate un fischio a qualcun altro, fra quelli che cercano di fare politica in questo paese ma non hanno alcuna possibilità di partecipare al dibattito della politica su se stessa. Sono tanti, anche se sparpagliati. E molti li conosciamo perchè ci lavoriamo insieme, tutti e tutte, quando non ci incartiamo anche noi dentro il dibattito da palazzo.

Con tutto il rispetto e la stima per chi sta facendo la fatica e lo sforzo di tenere vivo quel tavolo e il dibattito che ci gira intorno, e che considero vittima -e non responsabile- di una regressione che evidentemente è una malattia sociale e politica del nostro tempo e del nostro paese. E con tutta la consapevolezza di avere solo la inutile pretesa di dare lezioni, ma non l’intelligenza per cambiare questo stato di cose.

Baci raffaella


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Condivido pienamente i propositi di Raffaella Bolini, ecco perché PrimalePersone dedicato alle persone é indispensabile per trovare la strada giusta!

Piero
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#48
(28/11/2015, 21:06)Luca P Ha scritto:  Rossano la tua proposta è diretta solo alle leadership dei vari movimenti, alle persone normali (che ripeto sono le uniche che contano) non gli può importare di meno del tuo forum con sopra i simboli dei vari micro-movimenti o micro-partiti (a volte formati da non più di 4-5 persone).
lasciamo perdere che è meglio, questione chiusa.  Sad

Non so dove hai letto che la mia è una proposta solo alle leadership dei vari movimenti. La mia è una proposta di federazione dei movimenti assolutamente regolata da regole per le quali chiunque può fare qualunque cosa se votato democraticamente. Mi rendo conto che si giudica senza nemmeno leggere le modalità e le regole proposte ,ma ci sono abituato. Meglio che ognuno rimanga cosi nel suo piccolissimo esercizio di confronto tra pochi intimi nella convinzione di essere il meglio. Io invece pensa sono convinto che chi è contro l'allargamento è uno che vuole mantenere la sua personale leaderschip all'interno del suo piccolo nucleo. E' più facile dentro un piccolo stagno che in un grande mare. Come vedi le nostre idee non convergono per cui il tuo "lasciamo perdere questione chiusa" lo accolgo in pieno.
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#49
(29/11/2015, 19:36)Luca P Ha scritto:  
(29/11/2015, 19:01)Rossano Recchia Ha scritto:  Il nome del forum potrebbe essere IL CANTIERE e ci si metterebbe sopra la lista dei gruppi partecipanti.
(...)
Non so dove hai letto che la mia è una proposta solo alle leadership dei vari movimenti. La mia è una proposta di federazione dei movimenti
(...)
Meglio che ognuno rimanga cosi nel suo piccolissimo esercizio di confronto tra pochi intimi nella convinzione di essere il meglio. Io invece pensa sono convinto che chi è contro l'allargamento è uno che vuole mantenere la sua personale leaderschip all'interno del suo piccolo nucleo.

alle persone normali che non fanno parte di nessuno dei vostri movimenti cosa gliene importa della federazione, della lista dei gruppi, del nome nuovo?  Huh
alle persone normali importa solo di avere un luogo ben fatto e con delle idee valide.

ti assicuro che della federazione non importa a nessuno se non ai leader di questi stessi movimenti, a volte formati da 4-5 persone (quindi anche la parola movimenti non so quanto sia adatta..).  Confused

Ti rispondo per l'ultima volta. Le regole che Progetto X propone sono fatte anche per i singoli non aderenti ad alcun gruppo e che si troverebbero alla pari in diritti e doveri come tutti all'interno della federazione. Ti ripeto che è buona norma leggere prima di giudicare. Per me discussione chiusa definitivamente.
Ciao Rossano
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#50
Il problema è che ognuno è innamorato della "sua cosa" e non vuole accettare regole e piattaforme proposte da altri.
Il fatto di unire i gruppi è dato proprio dalla necessità di unire le poche persone sparse per raggiungere la massa critica
ed avere una partecipazione e una capacità di iniziativa che i singoli gruppi non possono avere.

Lancio una proposta: il forum comune potrebbe essere anche questo di Prima le Persone. Perchè non fare una proposta in tal senso?
In fondo, se ci siamo ritrovati qui a discuterne ci sarà un perchè.

In alternativa si potrebbe fare un forum per il CNAC, con cui diversi gruppi sono già in contatto. Proporrei di usare loomio per questo forum, visto che si integra bene con le e-mail e potrebbe facilitare il passaggio a chi è abituato a parlare su mailing list.

Bisognerebbe anche darsi un'obbiettivo, potrebbe essere la creazione di un programma comune e la creazione di campagne da sostenere tutti insieme, nonchè il coordinamento (ad es. avere un calendario comune delle iniziative, come qualcuno aveva già proposto).
Eviterei di parlare di regole in questo momento, ogni gruppo ha già le sue. Potremmo invece istituire una piattaforma decisionale, accanto al forum, che sarà utile sia per creare il programma comune sia per le campagne, senza bisogno di decidere regole eccessive.

Per arrivare all'obbiettivo di un forum comune proporrei di convocare webinar ad hoc e magari più avanti un incontro fisico, coinvolgendo più gruppi possibile. So che Prima le Persone ha già fatto alcune di queste videoconferenze ma non avevano l'obbiettivo di creare un forum comune. Ripartendo dai gruppi già coinvolti ed aggiungendo altri si potrebbe forse arrivare a questo obbiettivo.
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