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Varoufakis è un problema? A proposito di un articolo di P. Gerbaudo
#4
MELANCHON E LE MIGRAZIONI

Caro Sauro ,
intanto rimpiango veramente che SA sia uscita da Potere al Popolo, perché il suo oggetto sociale e la sua organizzazione non sono molto differenti da quelle dello Statuto 1 assunto da Potere al Popolo. Forse avete deciso un pò troppo presto e comunque non conosco le ragioni vere e puntuali che vi hanno portato a prendere questa decisione. Mi piace assai la vostra visione eco-socialista che anche se un pò protesa verso un eco-ecocomunismo è la sola voce italiana su questa importante via al ridimensionamento del capitalismo che fuori Italia stá crescendo e sulla cui La France Insoumise si è incamminata con successo anche elettorale.
Venendo alla questione della France Insoumise e le migrazioni ,mi pare necessario analizzare in profondità la situazione socio politica in Francia ( dove abito dal 1975) per quadrare meglio la posizione di Melanchon e del grosso delle sue truppe.
Una delle forze della France Insoumise è di possedere le risorse umane e l'attitudine ad utilizzare costantemente l'analisi sociologica e socio-politica per prendere le sue posizioni in ogni campo , e questo vale anche per le migrazioni.
L'articolo di Liberation che hai citato conclude che :l'attitudine di Melanchon e di FI é:
"Pas suffisant pour les responsables politiques signataires du manifeste Pour l’accueil des migrants. Ils estiment que Mélenchon reste trop en «retrait», qu’il «évite le combat», «minimise le sujet pour ne pas perdre les classes populaires qui s’opposent à la venue des migrants». Comprendre : une stratégie politique pour élargir sa base"
Traduco " (L'attitudine di Melanchon e della Fi in merito alle migrazioni) non è sufficiente per i signatari del Manifesto ( dei 150) #Per l'accoglienza dei migranti#. Essi stimano che Melanchon resta troppo " in riserva" ,che egli evita il combattimento, che minimizza il soggetto per non perdere le classi popolari che s'oppongono alla venuta dei migranti. Capire : una strategia politica per allargare la sua base ( elettorale) ".
Allora è sano guardarci in faccia realisticamente nella strategia di un uomo/ partito ( logico binomio in una repubblica presidenziale) che è arrivato terzo alle elezioni presidenziali sfiorando il secondo posto che lo avrebbe confrontato a Macron in uno sensazionale secondo turno delle elezioni presidenziali del 2017 e che è all'attacco per fare meglio in futuro a cominciare dalle europee ( nessuno comunque può garantire un suo successo ).
L'argomento "invasione dei migranti" è il primo argomento di battaglia tra Marine le Pen e Macron , quindi Melanchon preferisce non entrare in questo argomento purtroppo trattato puramente ideologicamente dai due principali contendenti e farlo pure in una scomoda terza posizione elettoralistica che ritiene elettoralisticamente comunque assai delicata . Preferisce trattandosi di elezioni europee ,il prossimo frangente, di concentrarsi su un argomento principale e pertinente " EU ed euro. Mi pare quindi abbastanza coerente per un politico abbastanza vicino oramai ad una possibile " governance " che piaccia o no implica realismo a chiunque vi si avvicini ( vedi l'amico Tsipras) .
In una strategia sempre realistica, Melanchon sa che La le Pen imperversa in veritá sopratutto dove vi sono molti disoccupati che non credono più di uscirne votando a sinistra ( idem per gli operai disoccupati che hanno fatto vincere Trump).
Melanchon conosce le statistiche della regolarizzazione degli stranieri in Francia :
- 205.707 nel 2002
-207.569 nel 2005
-200.807 nel 2010
-228.087 nel 2015
In quindici anni le migrazioni validate non sono esplose in Francia al punto da giustificare la marea montante dei voti alla Le Pen degli ultimi dieci anni : é speculazione politica pura e dura ,quella che stá emulando Salvini da cinque anni con grande successo.
In questo senso la regolazione delle migrazioni ha funzionato in modo lineare sotto Sarkozy e sotto Hollande .
La rabbia, la paura ,il rigetto sono la creazione di chi ha deciso di gettare ogni pudore per arrivare al potere lavorando la gente alle trippe non nel cervello.
Melanchon non vuole entrare in questo gioco anche perché il competitor di prima linea contro la Le Pen é Macron , nemico acerrimo di un criticissimo Melanchon ,che non farà nulla che possa sostenerlo.
E' un gioco pericoloso e spietato , ma è la guerra del potere ,spietata e dove ogni colpo basso é oramai utilizzato ( vedi Trump con fiumi di fake e i russi in supporto e poi Bolsonaro che ha vinto ottenendo che Lula resti in prigione almeno fino alle elezioni).
Il problema della Francia , e Melanchon lo sa perfettamente ,è che l'ostracismo degli stranieri è un lama di fondo culturale messa validamente in sordina dal gollismo all'uscita nel 62 dalla terribile guerra d'Algeria, come si è messo in sordina il fascismo in europa alla fine di una guerra orribile e di un ventennio di dittature.La lunga crescita economica delle trenta gloriose, ed i bisogni di manodopera straniera hanno favorito questa " pace sociale".
Da una trentina d'anni anche in Francia le delocalizzazioni hanno stoppato il bisogno copioso della manodopera industriale e la disoccupazione si è istallata stabilmente sopra al 10%. Il terreno è diventato favorevole a chi in politica non li vuole e conosciamo il seguito.Tutti i partiti hanno spinto un pò il cursore a destra in materia per non perdere troppo piede.
Tuttavia un'analisi del rapporto emigranti abitanti e voti per la Le Pen fatto sulle città più distanti in classifica rivela che non é il numeri di stranieri incrociati al quotidiano che incide ma al limite il tasso di disoccupazione al nord del paese o una mentalitá xenofoba pura e dura al sud.
Esempi :

La Le Pen perdente malgrado il tasso enorme di stranieri:
-LA COURNEUVE 41.737 abitanti , stranieri 44,1% ,tasso di disoccupazione 10,7% ,voti alla Le Pen 18% ( secondo turno presidenziali 2017)
-AUBERVILLIERS abitanti 83.782 ,stranieri 42,8% ,tasso di disoccupazione 8,4% ,voti alla Le Pen 18,6%.
-SAINT DENIS abitanti 111.103 ,stranieri 38,4% ,tasso di disoccupazione 10,7 , voti alla Le Pen 16%.

La Le Pen vincente, con pochi stranieri ma alta disoccupazione:
-HENIN BEAUMONT ( circoscrizione elettorale della Le Pen)
abitanti 26.493 , stranieri 3,6% , disoccupazione 15,5%
voti alla Le Pen 61,6%.
-LES PENNES MIRABEAU Abitanti 21387, stranieri 3,6% ,tasso di disoccupazione 12,1% ,voti alla Le Pen 56,3%
-ISTRES abitanti 43.086 , stranieri 7,3% ,tasso di disoccupazione 10,9% , voti alla Le Pen 51%
-FREJUS abitanti 52.953, stranieri 11,9%, tasso di disoccupazione 12,4 %, voti alla Le PEN 50,7%
-DRAGUIGNAN abitanti 40.278, stranieri 8,3% ,disoccupazione 11,9% , voti alla Le Pen 50,5%.
- MANDELIEU LA NAPOULE abitanti 22.696 , stranieri 8,3% ,disoccupazione 10,3% ,voti alla LePen 50%
- BEZIERS abitanti 76225 , stranieri 13,5 % ,tasdo di disoccupazione 14,5% , voti alla Le Pen 47%
- SAINT RAPHAEL abitanti 34.567 , stranieri 8,1% , tasso di disoccupazione 12,4% , viti alla Le Pen 46%.
-BOULOGNE SUR MER abitanti 164.309, stranieri 3,7% ,tasso di disoccupazione 13,5% , voti alla Le Pen 45%.


LA LEPEN molto votata nonostante un tasso di stranieri basso e una disoccupazione nella media nazionale o bassa:
-CAGNES SUR MER abitanti 49.322 , stranieri 10% , disoccupazione 10,3% , voti alla Le Pen 48%
- TOULON abitanti 167.479 , stranieri 8,3% ,tasso di disoccupazione 10,3% , voti alla Le Pen 44%
- NICE abitanti 342.522, stranieri 18% ( ma confinati in due grandi quartieri periferici) ,tasso di disoccupazione 10,3% , voti alla LE PEN 39,9 %.
Dibattiamone perché le apparenze non sono forzatamente la realtà socio politica .
Abrazo compañero
Piero Muò





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RE: Varoufakis è un problema? A proposito di un articolo di P. Gerbaudo - Piero Muo - 08/11/2018, 14:40

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