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IL PARTITO LENINISTA E LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE
#1
Mi domando da mesi se Potere al Popolo che é sostenuto da due forze principali , l'una chiaramente marxista -leninista come Rifondazione Comunista e l'altra  ideologicamente altrettanto  marxista  come ex OPG possano obiettivamente consentire al varo degli strumenti indispensabili ad una vera, larga e spontanea partecipazione dal basso. Dovrebbero ,per fare questo salto, rinnegare tutti i principi fondamentali della loro ideologia organizzativa oramai secolare.
Condurre le masse, egemonizzare , coscienza di classe , lotta di classe , dittatura del proletariato, centralizzazione dei mezzi  di produzione, sono tutti concetti che sottengono ovviamente
una ferrea organizzazione partitica  , una gerarchia indiscutibile una volta che  si ha la delega, un'emanazione di fini e modalità operative provenienti dal vertice, il Comitato Centrale , una disciplina ferrea.
Come si puó pretendere  da loro che rinuncino così  in profondità ai loro principi fondatori per aderire, per moda politica o tecnologica , alla partecipazione orizzontale che implica uguaglianza perfetta dei singoli partecipanti, accogliendo la loro differenza e la loro spontaneità?

Ma allora perché Primalepersone tenta ostinatamente una quasi impossibile arrampicata sugli specchi ,assediando con i suoi  magri mezzi umani  Potere al Popolo , per portarlo verso la democrazia orizzontale che effettivamente il nome stesso del soggetto ispira?

La finalità  perseguita da Primalepersone , la democrazia partecipativa orizzontale , mi sembra invece molto più consone con la filosofia perseguita dalle idee portate avanti dall'anarchismo che sottende l'Ecosocialismo.

Ne riprendo qui alcuni concetti scritti da Murray Bookchin fin dal 1968 per chiarirne i principi che mi convincono di quello che ho sopra sostenuto:
" il "me" deve essere sempre identificabile in una rivoluzione, e non schiacciato da questa. Non vi é parola più sinistra nel vocabolario rivoluzionario che quello di " masse" . La liberazione rivoluzionaria deve essere un'auto- liberazione , una rivoluzione que tocca la dimensione sociale , che si estende alla società tutta intiera
,e non una liberazione delle " masse" o una " liberazione di classe" dietro lequali vediamo profilarsi la dominazione di una élite ,di una gerarchia, di uno stato " .
" La forma la più avvanzata in termini di coscienza di classe diviene così la coscienza di se , la concretizzazione nella vita di tutti i giorni dei grandi principi liberatori universali".
" Una societá di cui lo scopo fondamentale é l'autogestione in tutte le faccette della vita non puó realizzarsi che tramite una implicazione ed un'azione personale".
" Un gruppo rivoluzionario deve chiaramente vedere che il suo scopo non é la la presa del potere ma la sua dissoluzione, bisogna quindi che ogni gruppo rivoluzionario si sbarazzi di tutte le forme del potere , statuti ,gerarchie, proprietà ,opinioni retrograde, feticci,accessori, etichette ufficiali e di tutte le caratteristiche burocratiche e borghesi ,dalle più sottili alle più evidenti ,perché queste caratteristiche rinforzano coscientemente o inconscientemente l'autoritá e la gerarchia. Il gruppo deve rimanere aperto allo sguardo pubblico ,non solamente nelle decisioni , ma anche nella maniera tramite la quale si é arrivati a queste decisioni. Il gruppo rivoluzionario ,e Bookchin riprende la formula di Josef Weber, deve sempre essere marchiato dalla semplicitá e dalla chiarezza, , migliaia di persone non preparate devono sempre poter entrarvi ,e deve permanere trasparente e controllato da tutti" E non mi pare che sia proprio il funzionamento di Potere al Popolo , tra Comitati Organizzativi sconosciuti anche agli aderenti, tra decisioni già prese altrove, tra censure sulla pagina Facebook..

Piero
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IL PARTITO LENINISTA E LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE - Piero Muo - 22/05/2018, 14:19

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