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Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Versione stampabile

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Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Simonetta Astigiano - 19/01/2018

È stata iniziata sulla chat di watsup una discussione sul punto in oggetto, che riguarda la questione femminista e, più in generale i diritti civili e le discriminazioni. La discussione è interessante e va approfondita per poi, eventualmente elaborare un documento di proposta, per questo penso valga la pena di parlarne più diffusamente qua.

Rompo il ghiaccio spiegando le ragioni per cui non ho mai amato particolarmente i movimenti femministi. 
La mia idea è che sia sbagliato lottare per chiedere il riconoscimento dei diritti di una categoria, sia questa legata al genere o alle preferenze sessuali. Credo si debba lottare perché i diritti siano semplicemente uguali per tutti, nel rispetto delle differenze, come del resto chiede la Costituzione. Uno degli errori che hanno fatto anche molti movimenti femministi è quello, secondo me, di voler annullare le differenze piuttosto che valorizzarle. 
Per quanto riguarda nello specifico il programma, ad esempio, trovo del tutto naturale che sulla donna cada la a maggiora parte del carico riproduttivo, ma scendo la donna che porta avanti la gravidanza, partorisce ed allatta, ed essendo irrinunciabile il legame tra mamma e bambino nei primi mesi di vita. Questa è una differenza da valorizzare, non da annullare. Diverso invece se si parla del maggior carico nell'educazione dei figli, nel lavoro di cura ed in quello casalingo, tutte incombenze che andrebbero equamente divise, senza però demonizzare le donne che scelgono liberamente di dedicarsi al lavoro domestico che, però, dovrebbe essere riconosciuto e valorizzato.
L'altro punto su cui non sono d'accordo è il diritto alla procreazione assistita, parlerei più di diritto alla genitorialità, sia perché la procreazione assistita nasconde la mercificazione del corpo (donazione di ovociti e spera, utero in affitto), sia perché ritengo che non si debbano mai forzare le barriere naturali alla procreazione (menopausa), sia perché sarebbe più importante, in un mondo sovrappopolato, favorire e facilitare le adozioni. Aggiungo che ho trovato stridente l'inserimento della procreazione assistita nei LEA a fronte del mancato inserimento delle cure dentarie e della costante diminuzione dei servizi sanitari gratuiti.

Laura ha posto un'altra questione che non ho trovato nel punto 12 del programma.

Simonetta 


RE: Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Laura Cima - 19/01/2018

Grazie Simonetta di aver aperto la discussione qui. Vi rimando a http://www.lauracima.it per un report che tocca la nuova spinta di presa di parola delle donne sul loro corpo e sulle violenze e i ricatti che subiscono dagli uomini di potere quando cercano lavoro. Metoo e deneuve, che ha fatto rapida marcia indietro al pari di Lussuria scusandosi, sono la nuova frontieta. Altre questioni come la prostituzione, le tecniche di riproduzione artificiale come si sono chiamate all’inizio, gli ogm, sono temi da discutere perché sono all’ordine del giorno e bisognerebbe almeno approfondire prima di ripetete. La premessa tua, ha ragione maddalena segna una ignoranza totale del / dei pensieri femministi, dalle suggragette a simone de Bouvoir e a tutta la ampia letteratura. Semmai in Italia il pensiero della diffetenxa muraro e libreria delle donne ha esasperato portando al separatismo. Ne Il complesso di Penelope ho cercato di spiegare la mia maturazione politica attraverso lotte concrete a partite dagli anni settanta, spiegando anche il Mio impegno come consigliera di parità, l’altra scuola di pensiero sui diritti che parti dalla rivendicazione del voto e ora il Pd dice di volere il 50% nelle liste. Tanto basta mettere donne non autonome e cooptate dalle segreterie! Non vado oltre per ora perché i temi sono molti e quello che si scrive in programmi e carte di intenti anche articolatissimi non siuta da approfondire se non si discute, la campagna elettorsle dovrebbe proprio approfondire le diverse idee e proposte, no servire ad aggrefite


RE: Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Piero Muo - 19/01/2018

Senza voler entrare a ruota libera nelle articolazioni di un dibattito complesso a tutti i livelli e che non ho abbastanza approfondito , mi pare che sia comunque indispensabile tentare di fissare ogni tanto dei capisaldi primordiali e generali.
In tutta la problematica della genitorialità chi ha i maggiori diritti ed in assoluto è il bambino, colui che deve crescere fragile, senza difese e senza alcuna autonomia, colui che gli adulti devono assumere ed allevare.
Se questo caposaldo è accettato come fondamentale per la legge naturale ( tutti gli animali allevano a costo di grandi sacrifici i loro piccoli) gli umani prima di mettere al mondo, adottare o magari fare mettere al mondo da altri e altre dei figli dovrebbero fare l'inventario di cosa vuol dire oggi allevare dei figli qualitativamente.
Dato per scontato che regimi comunisti e liberal liberisti hanno " indotto" le mamme al lavoro i problemi materiali, psicologici ed affettivi dei primi anni sono venuti fuori. Che la mamma naturale o adottante ,o allevante lavori o no dovrebbe poter essere una sua scelta personale assoluta senza condizionamenti sociali ,culturali ( la casalinga!) o economici. Qui non centra nulla natura o scienza , è semplicemente vita.
Che poi in casa nell'economia domestica ed educativa gli uomini si rimbocchino le maniche sono in pieno accordo con Simonetta , almeno su un piano culturale e egualitario in diritti, doveri e mutuo sostegno, perchè nella pratica è sovente difficile. Per esempio é molto difficile che il camionista spagnuolo che fa ogni settimana la tratta Alicante Mosca per portare la frutta , tratta che dura cinque giorni , possa fare granchè casa. Spero in questo caso che guadagni tanto da permettere alla madre dei loro figli ,se lo sceglie, di poter stare a casa....


RE: Punto 12 del programma di Potere al Popolo - marina de felici - 19/01/2018

Simonetta, l'argomento è molto delicato e non mi va di affrontarlo con poche righe, quelle che potrei scrivere in questi giorni a causa dei miei numerosi  impegni  in relazione alle mie scarse  capacità. Spero di poter riprendere in futuro questo argomento. Ma le leggi naturali lasciamole stare, altrimenti finisce che non  prendiamo più neanche la tachipirina quando abbiamo la febbre alta. Dove sono i confini del naturale che ci piace, oltre i quali non possiamo andare?


RE: Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Daniella Ambrosino - 19/01/2018

Credo di fare cosa utile riportando qui il punto 12 del programma di Potere al Popolo, chiedendo a Simonetta e Laura di specificare meglio i punti precisi che considerano critici. Personalmente considero questo programma, nei termini in cui è scritto, condivisibile.
La procreazione assistita di per sé comporta - per come sta scritto qui - solo la fecondazione eterologa, non l'utero in affitto o - come altri preferiscono dire - la gestazione per altri.
Comunque mi sembra che nel programma PaP abbia assunto integralmente le posizioni di NUDM (non una di meno) che però non rappresentano tutte le posizioni femministe.

Venendo appunto al femminismo, non capisco a cosa si riferisca Simonetta quando dice che certi movimenti femministi avrebbero cercato di annullare le differenze tra uomo e donna, anziché valorizzarle, dato che il femminismo - i femminismi - hanno sempre voluto essere "pensiero della differenza".
Vorrei anche precisare una cosa a proposito di quanto mi era stato chiesto da Laura su WhatsApp.
Nel programma di PaP come vedete non si parla di sex workers.
In una discussione a cui ho partecipato su FB

https://www.facebook.com/groups/690134064406746/permalink/1603378266415650/?comment_id=1603631606390316&reply_comment_id=1604211956332281&notif_id=1516301744126440&notif_t=group_comment

si parla del diritto dei disabili all'assistenza sessuale, che è stata esplicitamente rivendicata da una candidata di Potere al Popolo.
Questo ha creato forti discussioni, si è parlato di prostituzione ecc.
In realtà l'assistenza sessuale ai disabili è cosa diversa dalla prostituzione/sex work: si tratterebbe di un volontariato gratuito di tipo quasi infermieristico, con corsi di formazione. In alcuni paesi esiste e alcuni disabili lo chiedono.
La staff di PaP su Facebook si mostra favorevole. Io sono contraria per i motivi che ho detto su FB:
"Per piacere non confondiamo il sex working, con l'assistenza sessuale ai disabili. A proposito del primo, penso che il sesso NON è un lavoro come gli altri, anzi non è un lavoro e se lo diventa c'è qualcosa, anzi molto, che non va.
A proposito dell'assistenza sessuale ai disabili, penso che piuttosto bisognerebbe lavorare perché i disabili vengano considerati come persone che hanno diritto a relazioni sessuali autentiche e paritarie, non infermieristiche e benevole, e che sono in grado di svilupparle se possono interagire con un ambiente umano sufficientemente ricco, vario e disinibito. Ma per questo occorre rompere barriere che tengono i disabili separati tra loro e dalle altre persone, combattere la mentalità per cui con loro non ci si deve mescolare troppo, combattere l'inibizione per cui loro non possono fare avances ma possono solo avere servizi assistenziali. Questo è difficile, molto più facile fornire l'assistenza di personale "specializzato". Ma questo è una rinuncia a considerarli esseri umani alla pari."

Come potrete vedere nella discussione, interminabile, alcuni partecipanti sostengono la causa del sex work come lavoro che va riconosciuto alla pari degli altri, ma questo non impegna lo staff e altri partecipanti li contraddicono vivacemente, e in generale si critica che una candidata abbia preso posizione pubblica su un argomento non sufficientemente discusso e condiviso.


PROGRAMMA PUNTO 12
Nel Gender Gap Report 2017, il rapporto sul divario tra uomini e donne, l’Italia è all’82esimo posto su 144, era al 50esimo nel 2015: si inaspriscono dunque le disuguaglianze. Sulle donne continua a scaricarsi il doppio lavoro produttivo e riproduttivo, le gerarchizzazioni dentro il lavoro, il dominio maschile dello spazio pubblico, la violenza materiale e simbolica che nega i percorsi di autodeterminazione e libertà.

La crisi ha acuito i problemi. L’Italia è penultima in Europa per occupazione femminile, sulle donne si concentrano il part-time imposto (più che doppio rispetto agli uomini), la precarietà e la sottoccupazione. I tagli al sistema di welfare, in una società incapace di rimettere in discussione la divisione dei ruoli maschili e femminili, si traducono nella negazione del “diritto al tempo” con le donne che dedicano al lavoro domestico e di cura una media di oltre 5 ore al giorno, il triplo degli uomini. La violenza contro le donne è cronaca quotidiana, tra le mura domestiche dove si consuma la maggior parte delle violenze, nella perpetuazione di un dominio maschile incapace di fare i conti con l’affermazione di autonomia e libertà delle donne. La questione di genere si intreccia con la questione di classe, e colpisce in particolare i corpi delle donne migranti.

Le discriminazioni sul lavoro e nella società, la violenza riguardano anche gay, lesbiche, trans e tutto l’universo LGBTQI, che combatte quotidianamente contro i pregiudizi, l’odio, l’omofobia, la transfobia. Il non riconoscimento pieno delle relazioni e delle famiglie delle persone LGBTQI significa ridurre le loro vite a esistenze individuali e isolate, e riaffermare un’idea autoritaria di famiglia che compromette la libertà di tutti e tutte.

Al carattere sistemico della violenza risponde oggi un movimento femminista mondiale: “Non una di meno” è la forza politica che tiene insieme e traduce percorsi di liberazione dal dominio di classe, di genere, di razza e orientamento sessuale. La lotta femminista partita dalla Argentina ha portato nelle piazze centinaia di migliaia di donne contro la violenza in tutte le sue forme. Lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo dello scorso 8 marzo ha messo in luce le tante forme di sfruttamento invisibili, nel lavoro di cura, nel lavoro da casa e nella richiesta di disponibilità e prestazione permanente. Anche in Italia il movimento femminista ha espresso, e continua ad esprimere, con autonomia e intelligenza, una capacità fortissima di lotta, elaborazione, proposta.

Per questo lottiamo per:

la parità di diritti, di salari, di accesso al mondo del lavoro a tutti i livelli e mansioni a prescindere dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale;
la radicale rimessa in discussione dei ruoli maschile e femminile nella riproduzione sociale ed un sistema di welfare che liberi tempo di vita per tutte e tutti;
la rottura del carattere monosessuato dello spazio pubblico e della politica;
soluzioni che inibiscano ogni forma di violenza (fisica, ma anche sociale, culturale, normativa) e discriminazione delle donne e delle persone LGBTI (attraverso una legge contro l’omotransfobia);
una formazione che fornisca strumenti per decostruire il sessismo e educhi al riconoscimento della molteplicità delle differenze;
la piena e reale libertà di scelta sulle proprie vite e i propri corpi, il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, negata in tante strutture pubbliche dalla presenza di medici obiettori. Va garantito a tutte l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, a prescindere dallo stato di famiglia. Va combattuta la diffusione dell’HIV attraverso la promozione della contraccezione rendendo disponibili a tutte e tutti le nuove tecniche di prevenzione. Vanno vietate le mutilazioni genitali su* bambin* intersessuali prima che possano capire e sviluppare la loro identità di genere;
la cancellazione di ogni pacchetto sicurezza. La sicurezza delle donne è nella loro autodeterminazione;
i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.



RE: Punto 12 del programma di Potere al Popolo - Piero Muo - 19/01/2018

Non vi sono dubbi sul fatto che quello che è naturale è e sará sempre di piú artificializzato. La sessualità che in natura é funzionale alla riproduzione in particolare. Giá si fa molto sesso fine a se stesso a distanza tramite i networks poi sex toys , bambole gonfiabili, potte con velocità modulari va finire che la prostituzione naturale si estinguerá da sola. Ai miei tempi si definiva « fare l'amore» quello che ora mio nipote ei 10 anni definisce coscientemente « fare sesso ». Avanti tutta, sesso ed erotismo a tutto spiano e poi figli presi da altre. Spero solo che questa grande avvanzata di civilizzazione e di libertá renda piú liberi e felici gli umani. Per ora mi pare che non sia proprio cosí e che le addizioni siano il dato vincente.