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Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Versione stampabile

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Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Pino Romano - 19/06/2015

Propongo da tempo, da quando ad ottobre scorso Papa Francesco annunciò che stava lavorando ad una enciclica sull'ecologia che presto avrebbe visto la luce, di farci primi promotori di giornate di studio e di confronto sui temi dell'ecologia e della necessaria conversione ecologica tout court, dall'economia, ai sistemi di produzione, alle nuove produzioni, ai nuovi stili di vita.

Propongo di porne a base il testo dell'Enciclica di Papa Francesco, "Laudato sì", e facciamo diventare queste giornate di studio/discussione, una occasione irripetibile per incontrasi e ri-conoscerci con tante associazioni/movimenti cattoliche/ci, non confessionali, aperti al dialogo e alla ricerca  come noi, del Cambiamento (vero) ancora possibile. 

Il titolo scelto da Papa Bergoglio "Laudato sì" rimanda a Francesco d'Assisi, forse il primo ecologista della storia moderna. In proposito ricordo, a me stesso e a Voi, una delle regole dettate da Francesco ai suoi fraticelli. Tutti dovevano lavorare nell'orto e nell'orto dovevano essere coltivate tutte le specie vegetali utili al nutrimento e anche le medicamentose. Una parte dell'orto, però, doveva rimanere incolta e destinata alle necessità dei volatili e delle varie specie animali e vegetali infestanti. (Oggi si direbbe: garantire la biodiversità, ma eravamo a cavallo tra l'XI e il XII secolo).

Il "sì" (con la "i" accentata) sembra voglia rimandare all'ecologia del SI' per affiancare e superare con proposte alternative i tanti NO che hanno caratterizzato, e caratterizzano ancora, tanti movimenti di lotta ambientalisti.

Ricordo a tal proposito le parole di Guido Viale, nella nostra assemblea del 29 marzo allo SCUP di Roma, prima nei lavori del gruppo 1 e poi in sintesi nella plenaria: Il nostro compito sarà quello che ai tanti NO vengano affiancati altrettanto SI’, esplicitando cioè che cosa e in che maniera proponiamo soluzioni per un modello di Cambiamento. Dobbiamo convertire i No in SI’. Alcune di queste battaglie hanno una dimensione globale ma possono e debbono avere articolazioni più particolari e, in alcuni casi, locali. 

La mia proposta è  quello di aderire all'invito di Papa Francesco, di non lasciarlo cadere inascoltato: " In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.


Diamoci però prima il tempo di leggere l'enciclica (condanno sia le critiche che i commenti entusiastici che provengono da gente che, a domanda, poi dichiara disinvoltamente di non averla ancora letta. Parlano de relato, e non si vergognano nemmeno di dirlo.

Ho iniziato la lettura e mentre sfogliavo a caso l'enciclica, l'occhio mi è caduto, accidentalmente su questo passo (pag. 87 e segg) : "111. La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi  che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico. Diversamente, anche le migliori iniziative ecologiste possono finire rinchiuse nella stessa logica globalizzata. Cercare solamente un rimedio tecnico per ogni problema ambientale che si presenta, significa isolare cose che nella realtà sono connesse, e nascondere i veri e più profondi problemi del sistema mondiale."



Che dirVi? Condivido totalmente Papa Francesco riguardo all'ecologia e alla necessità della conversione ecologica .... e mi confermo nel dire che aprire un fronte di discussione, dialogo di confronto e di proposte integrative/alternative, anche con ambienti cattolici (non necessariamente clericali), sui temi dell'ecologia, contro la civiltà consumistica e contro lo stra-potere delle banche e delle centrali occulte della finanza speculativa globalizzata,  mi sembra ovvia e doverosa cosa.



Pino Romano


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - COSIMO ANTONIO GERVASI - 20/06/2015

Inizialmente ero restio a credere che un enciclica dovesse essere presa in considerazione da un gruppo politico come il nostro che nasce dalla sinistra e che è stato sempre restio al cattolicesimo verticista e neoliberista di fatto. Ma la rivolta televisiva da destra e da falsa sinistra schieratasi contro mi ha convinto che lo scritto da fastidio ai poteri forti e ai loro alleati, per cui di fatto si è creato una visione del mondo comune tra il cattolicesimo e la vera sinistra o meglio quelli di sotto. Mettere in risalto l'enciclica e creare nuovi rapporti col mondo vicino al cattolicesimo non penso sia negativo. D'altronde oltre l'ecologia abbiamo anche un'altro tema assolutamente in comune che è l'accoglienza.


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Daniella Ambrosino - 20/06/2015

Non mi sembra il caso di porre l'enciclica come base di una giornata o addirittura di giornate di studio sull'ambiente.
Penso invece che possa e debba essere discussa accanto ad altri documenti nati da un'ispirazione diversa e non confessionale.
Si potranno così analizzare le differenze e le convergenze.

A mio avviso, su questi temi  di interesse così generale e vitale, è necessario un confronto con tutte le opinioni, e una convergenza pratica sugli obiettivi comuni. Non possiamo fare a meno dell'apporto di nessuno se vogliamo vincere questa battaglia.

Per quanto riguarda la laicità - di cui si parlava nella discussione cominciata in mailing list - Marina ci invitava a leggere il numero di Micromega dedicato a Laicità o barbarie.
L'ho letto bene, dato che sono abbonata a Micromega.
La laicità - che consiste, secondo Micromega, a tenere qualsiasi Dio e qualsiasi religione fuori dalla sfera pubblica, non significa tener fuori un testo di ispirazione religiosa dalla sfera del dibattito pubblico.
La possibilità di influenzare la sfera pubblica nell'ambito della libertà di opinione, e quindi di un confronto paritario con qualsiasi altra opinione, è un diritto basilare garantito a tutti, anche alla Chiesa. Altra cosa, del tutto diversa è cercare invece di influire sulla pubblica opinione sfruttando posizioni  esclusive di privilegio, al di fuori di ogni contraddittorio (vedi insegnamento della religione cattolica, crocifisso nelle aule ecc).
La Chiesa attuale tiene oggi i piedi in due scarpe, e come è logico, per un laico, contrastarla con tutte le forze quando gioca sul tavolo dei privilegi, è giusto dialogare quando gioca sul tavolo paritario, come in questa enciclica che si rivolge in particolare a chi non è cattolico.
Di conseguenza, leggere criticamente ed apprezzare  la prima enciclica dedicata esclusivamente all'ecologia non significa in alcun modo "unirsi alla vasta gamma di corifei che  lodano le straordinarie virtù di questo papa". il giudizio sull'operato complessivo di questo papa esula da questo argomento, e a mio avviso va dato in modo differenziato, nei diversi ambiti in cui opera.

Oltretutto in questo caso è la Chiesa che arriva a riconoscere valide preoccupazioni nate molti anni prima in ambito laico, e dunque direi che arriva in ritardo. Tuttavia è molto importante che arrivi, e che aggiunga, di suo, argomenti che possono conquistare alla causa chi laico non è.

Come riconosce Marina, si può discutere di qualsiasi testo religioso, come del Bhagavad Gita, e delle sue implicazioni politiche e sociali,  in modo laico, cioè senza sentirsi in alcun modo vincolati dalle premesse religiose che lo hanno ispirato. A suo avviso però  "Quello che non si deve fare è considerarlo un testo di riferimento per le nostre battaglie ecologiche perché fondato su principi religiosi che non sono compatibili con la laicità che vogliamo".  
Vorrei capire meglio cosa intende Marina.
E' chiaro che noi - o almeno molte/i di noi - non siamo ecologisti per motivi religiosi.  Non abbiamo bisogno, per esserlo, di vedere la natura come "creato". Tuttavia questo non deve in alcun modo impedirci di  dialogare e di coordinarci con gli ecologisti di ispirazione religiosa ai fini di vincere una battaglia comune di portata planetaria.
In questo possiamo collaborare coi cattolici, coi seguaci del Dalai Lama, e pure con i seguaci di qualche imam illuminato, se ce ne sono - e suppongo che ce ne siano.


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Piero Muo - 20/06/2015

Il codice comportamentale del credente é basato sulla morale. Francesco scrivendo di natura ricorda ,riprendendo gli scritti dei suoi tre predecessori , che il rispetto della natura é un tutt'uno con la morale.
Il cristiano non puó difendere il creato partime senza difendere la vita nel suo insieme ( quid di aborto, ,eutanasia,suicidio legalizzato, uso della droga e così via) . Per la morale cristiana l'aborto é un omicidio volontario ,come o più dell'uso dei pesticidi o dei diserbanti per esempio. Cosa eccepire in morale?
Tuttavia il rispetto della morale é lasciato al libero arbitrio dell'uomo che per il cristianesimo renderà conto a Dio in ogni caso, se pur sarà scappato alla giustizia degli uomini o che pur sia stato ´´legalizzato ´´nelle sue scelte Non é un freno da poco.
Che poi il clero si sia ,attraverso i secoli, messo in mille momenti e modi di fianco o di traverso ai governanti di tutto bordo non é da dimostrare, é chiaro. Ed il laicismo in politica é una conquista. Possiamo facilmente pensare ai danni che potrà dare una teocrazia se ISIS si espanderà.
Ma per un credente ,libero nel suo arbitrio ,come lo é il cristiano la discesa in politica pone dei problemi etici. Non lo si puó nascondere. Puó sceglire di combattere contro e di fare una scelta di parte che gli porrà altri problemi etici, come il razzismo o l'ostracismo ai migranti in ogni caso, se seglie la destra. Puó essere in difficoltà se sceglie la sinistra perché sui problemi di società e bio etici, "dovrebbe" votare contro.
App ma anche l'area CNL,lo scritto oggi, é centrale nei suoi programmi. Siccome si privilegiano le persone tutti gli uomini giusti ed onesti ci possono stare . Potranno esserci proposte di legge che uno o l'altro non voterà dopo avere espresso le " sue " motivazioni se vuole, ma si va avanti verso il bene comune la cui definizione anche estesa é chiara.
Per un credente impegnato lavorare con non credenti,o non praticanti non é un problema. Questa é la vera laicità.
Se Francesco volesse aderire ad APP , come testimone semplice, non come Pontefice ,ci guadagneremmo alla grande in umanità e semplicità.
Avanti senza remore, tutti insieme.
Piero


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - rita cesaroni - 21/06/2015

Ho appena avuto modo di affacciarmi al dibattito sull'enciclica e vorrei comunque esprimere dei miei primi pensieri e non me ne vogliate se sarò abbastanza categorica:
- non ho nessuna intenzione di leggere l'enciclica: non penso che il pensiero ecologista che professo e cerco di praticare da decenni abbia bisogno di un' enciclica di Bergoglio, un papa della chiesa cattolica che per secoli ha mantenuto e mantiene ancora il potere economico finanziario esercitandolo senza alcun ritegno e non certo a vantaggio dei poveri ( per fare le opere di carità e colonizzare culturalmente il mondo usa i nostri soldi, estorcendoceli in vari modi). La storia dello IOR e del Banco Ambrosiano, Calvi, il caso Orlandi ecc possibile che non ci abbiano insegnato nulla? (per citare solo i misfatti più recenti)
Francesco, il santo, da molti citato come primo ecologista, sarà forse stato in buona fede, ma tanto per dire, è stato anche allora sfruttato dal potere papale per ridare un pò di lustro alla chiesa e far credere ai poveri che la chiesa era lì a difenderli e ad esaltare la povertà, mentre come oggi anche allora c'era chi nella chiesa continuava indisturbato e con tanto di benedizioni e indulgenze a navigare nell'oro e a compiere misfatti.
Personalmente non credo neanche un pò alla buonafede di Bergoglio e penso che stia cavalcando in modo molto furbesco diverse tigri, perchè altrimenti la curia non gli avrebbe permesso di fare il papa. L'ipotesi del complotto della chiesa cattolica contro il potere economico degli ebrei tout court forse è un pò esagerata (anche se molti ebrei sono a capo di multinazionali) ma che ci sia una lotta per un potere di tipo economico e di dominio culturale penso che sia più che certo.
E non crederò a una sola parola di un papa finchè l'impero economico della chiesa resterà tale.

- sono molto favorevole a un gruppo di studio sulle questioni ecologiche e sui nuovi possibili modelli di sviluppo
e penso che sia oggi più che mai indispensabile farlo e al più presto, ma da sinistra, mantenendo un approccio di critica radicale (è una parolaccia se uso il termine di tipo "marxiano" ?) e al neoliberismo e ai blocchi di potere oggi esistenti, comprese tutte le chiese in generale, perchè tali sono, blocchi di potere.
Forse potremmo iniziare da quei testi, diversi e plurali, che umilmente Danilo ci ha suggerito e che umilmente sta leggendo da solo, consigliato da compagni.
E forse non ci farebbe male rileggere anche Marcuse e Foucault (Michel) invece dell'enciclica.

Scusate se ho urtato la religiosità personale di qualcuno
RitaCesaroni


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Piero Muo - 21/06/2015

Rita,
non preoccuparti, io credo da 67 anni e voto comunista da 46 anni . Se vuoi vedere da sinistra l'ecologia va bene . Quanto ai testi di riferimento Marcuse, Marx ,vanno bene, ma va bene ,fresca ,anche Laudato Si', almeno potrebbe svegliare tanti non proprio di sinistra. L'ecologia é un problema universale.
Quanto al papato , il mio desiderio reale da quando é stato eletto é che il Papa Francesco sbaracchi da Roma, dove non é proprio un addetto dei lussuosi palazzi del Vaticano e si installi in Africa o in America del Sud, non lontano dalle favelas. ( ottima lettura Riccardo Boff francescano pure lui, e tutt'altro che curiale ).Così vi togliereste dai piedi la Curia &Co.
Dopotutto il viaggio di Pietro si é fermato a Roma con la testa in giù ma il messaggio ricevuto era di andare tra i poveri ed i derelitti del mondo intero. Mi dispiace sinceramente poi per l'economia romana. Su 10.000.000 di turisti annui quanti vengono per il Il Papa? Gli onorevoli "pappone" o mafia capitale non sono di un grande interesse turistico e ancora meno spirituale.
Comunque, dai, almeno oggi e domani il Papa "piemontese" se lo godiamo a Torino, un po' per uno.
Un abbraccio fuerte dal compagnero Piero.


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Danilo Lollobrigida - 22/06/2015

Propongo di dedicare diversamente il nostro tempo. Dell'esame dell'enciclica si occupino i gruppi cattolici.

A differenza del suo più freddo e tradizionalista predecessore teutonico, Papa Francesco risulta molto umano e simpatico, dice diverse cose condivisibili e possiede atteggiamenti più aperti e moderni. Ma il Vaticano rappresenta comunque un possente centro di potere millenario e una cultura che hanno compiuto e continuano a compiere grandi danni, in modo particolare al nostro Paese.

E' però certamente possibile rapportarsi serenamente e positivamente con il mondo cattolico, pur mantenendo le distanze ed evitando entusiasmi ingenui.

L'enciclica in sé potrebbe aprire particolari opportunità per il sostegno delle tesi ecologiche, e questa è certamente cosa molto positiva, ma d'altronde non sarebbe una novità poter contare su appoggi e collaborazioni con il mondo cattolico su alcuni temi specifici, lo abbiamo visto per i referendum sull'acqua bene comune e contro il nucleare e anche in altre occasioni... Vedo invece molto diverso e molto improbabile poter seguire percorsi politici comuni, essendoci diversi fondamentali argomenti in cui le distanze tra le posizioni sono sostanziali.


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Pino Romano - 22/06/2015

(22/06/2015, 14:37)Danilo Lollobrigida Ha scritto:  1) "E' però certamente possibile rapportarsi serenamente e positivamente con il mondo cattolico, pur mantenendo le distanze ed evitando entusiasmi ingenui."

2) .... non sarebbe una novità poter contare su appoggi e collaborazioni con il mondo cattolico su alcuni temi specifici, lo abbiamo visto per i referendum sull'acqua bene comune e contro il nucleare e anche in altre occasioni... Vedo invece molto diverso e molto improbabile poter seguire percorsi politici comuni, essendoci diversi fondamentali argomenti in cui le distanze tra le posizioni sono sostanziali.

1) Mantenere le "distanze dal mondo cattolico"? Non ci penso nemmeno

Sono cristiano e cattolico e i miei comportamenti nella vita, le cose che faccio e che testimonio, dalla solidarietà con chi è rimasto indietro, alla condivisione/disponibilità  con il mio prossimo, alla lotta ai privilegi, al rispetto della Natura e di tutti gli esseri viventi e senzienti, alla resistenza contro il potere economico-finanziario-speculativo che vuole monetizzare tutto allo scopo di fare profitto sino ad arrivare a considerare la stessa persona umana una merce a cui vendere prodotti e servizi (scuola, sanità, acqua, aria che si respira), vengono definite universalmente di sinistra tanto che, chi mi conosce e non condivide le mie idee, mi definisce  catto-comunista sperando di farmi arrabbiare e reagire (mai stato comunista, mai militato nella sinistra cosiddetta radicale, mai aderito a centri sociali). Sono un ecologista convinto. Convinto che si possa anche essere ecologista e non essere cristiano ma se si è cristiani non si può che essere ecologisti praticanti.


2) Vedi "molto diverso e molto improbabile poter seguire percorsi politici comuni" e, ovviamente ti riferisci achi si professa cristiano e cattolico, come io e Piero lo siamo. Ed allora ti ricordo che, sin dall'appello iniziale dei cosiddetti 6 garanti, si parlò di costruire una nuova soggettività politica capace di attraversare trasversalmente l'intera società italiana ed europea con la pretesa di diventare un soggetto politico Nuovo a vocazione maggioritaria. Come ritieni che si possa uscire dalle cifre elettorali piccole o piccolissime, raggiunte dai partitini della sinistra italiana e passare a numeri alti e ambire al governo del Paese se non attraverso percorsi politici comuni con i tanti cristiani cattolici, fondamentalmente laici (perchè la fede è una cosa privata)?  Abbiamo deciso come Prima le Peersone di abbandonare le tristi stagioni delle continue e ripetute diatribe interne che hanno portato i partiti della sinistra a laceranti scissioni a partire da quella del 1929 che vide nascere il PCI per scissione dal PSI, sino ad arrivare a quelle più recenti che sembrano tendere alla scissione dell'atomo. E di abbandonare la stagione delle alleanze solo elettorali tipo sinistra arcobaleno/sinistra unita/federazione delle sinistre/rivoluzione civile ed altro ancora di simile accaduto anche nel recente turno elettorale.


Abbiamo posto a "pilastro" fondativo del soggetto politico Nuovo cui, tutti insieme, ambiamo, la "Conversione ecologica" la cui definizione nacque oltre 20 anni fa dalla intuizione di quello che è considerato il più grande politico (impolitico) del secolo appena trascorso, Alex  Langer che fu, peraltro, il fondatore dei Verdi italiani nonchè Direttore responsabile del giornale Lotta Continua. Consentimi qui una citazione di Langer, molto esplicativa, della discussione che stiamo trattando: "la “conversione ecologica” è la «svolta oggi quanto mai necessaria ed urgente che occorre per prevenire il suicidio dell’umanità e per assicurare l’ulteriore abitabilità del nostro pianeta e la convivenza tra i suoi esseri viventi. Preferisco usare questa espressione, piuttosto che termini come rivoluzione, riforma o ristrutturazione, in quanto meno ipotecata e in quanto contiene anche una dimensione di pentimento, di svolta, di un volgersi verso una più profonda consapevolezza e verso una riparazione del danno arrecato. Inoltre nel concetto di “conversione” è meglio implicita anche una nota di coinvolgimento personale, la necessità di un cambiamento personale ed esistenziale» (Langer, 2005 b, p. 115). 
Alex Langer preferì cioè usare  il termine “conversione ecologica”, espressione che si ispira a una sensibilità religiosa, a un certo fervore rivoluzionario, al desiderio di cambiare la società veramente dal basso e di rendere desiderabile un mutamento negli stili di vita; conversione quindi come trasformazione del contesto sociale, delle coscienze e dei comportamenti individuali. Mentre il termine “riconversione” sembra preso in prestito dal mondo produttivo dove una fabbrica può smettere di realizzare un prodotto per passare a una nuova produzione, il termine “conversione” implica la messa in discussione di uno stile di vita e di un modo di pensare politico.  
Quando leggerai, se mai leggerai, l'enciclica di Papa Francesco "Laudato sì", vi troverai il richiamo esplicito alla "conversione ecologica" e  troverai in Bergoglio la stessa tensione che ispirò allora Langer, solo che oggi viene riproposta in una situazione sociale, politica e finanziaria, globalizzata, fortemente aggravata rispetto a 20 anni fa.



No, Danilo, penso che tu ti stia sbagliando nel tenere una posizione così rigida e preconcetta nei riguardi dei cristiani cattolici italiani. 
E' giusto però fare dei distinguo. Quando parlo dei cattolici italiani con cui dialogare non penso ai tanti farisei imbiancati che pur esistono e che stanno reagendo male ai continui appelli di Papa Francesco, gente come Formigoni e Co. A loro danno grande fastidio le critiche alla società di oggi che quotidianamente provengono dal Papa, Da ultime, quelle di Torino su migranti e lavoro e che vedono come fumo nell'occhio "Laudato sì" in cui si attaccano le banche, la logica di profitto dei mercati, lo sfruttamento della nostra casa comune che è la Terra che ci ospita. Non esiste, nell'universo conosciuto, un altro Pianeta che ci possa ospitare e consentire di vivere.
A loro danno fastidio, ma a me NO. Mi danno invece una carica che non ti dico ma che aiuterà il nostro comune cammino e la cura per la nostra casa comune, la Terra.
Ciao


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - marina de felici - 24/06/2015

Caro Pino,  condivido pienamente  il punto di vista di Danilo  ma voglio andare oltre, perchè  sia chiaro quale è il punto centrale della questione: l'appartenenza religiosa è un fatto privato delle persone e tale deve restare. E niente che abbia un fondamento religioso o che implichi un riferimento ad una chisesa, qualunque essa sia, deve diventare un nostro riferimento politico. Per chiarire: voglio collaborare con tutti quelli con cui posso trovare convergenza su obiettivi politici ma non voglio sapere assolutamente nulla circa la  loro  fede  religiosa. Nel caso particolare, non mi interessa sapere se coloro con cui condivido sensibilità e speranze oltre che obiettivi sul piano ecologico siano credenti o meno, se sono panteisti, politeisti,  monoteisti e cattolici. Il fatto che  credono nelle nascite verginali, nelle resurrezioni, nelle transunstanziazionei  e nella remissione dei peccati ad opera del clero,  mi lascia perplessa dal punto di vista culturale ma del tutto indifferente dal punto di vista politico. Le credenze religiose dovrebbero essere affare di chi ce l'ha, punto. E se proprio vogliamo essere espliciti penso che questo sia il fondamento della democrazia  e del  dovereoso  rispetto verso lororo  che queste credenze non ce l'hanno e non le vogliono avere. Detto questo posso aggiungere che il fatto che il papa abbia detto alcune cose giuste possa risultare gradito anche a chi, come me, vuole usare la ragione  e non  la fede, sempre. Ma finisce qui, ci rallegriamo e andiamo avanti per la nostra strada.

In alto i nostri cuori  rivolti alla natura,

Marina


RE: Enciclica LAUDATO SI'_ Propongo di promuovere giornate di studio - Danilo Lollobrigida - 24/06/2015

Condivido l'integrazione di Marina. Aggiungo anche che di religione non esiste solo quella cattolica, hanno pari dignità e diritti dei cattolici anche i musulmani, gli ebrei, i protestanti, gli ortodossi, i valdesi, gli induisti, i buddisti, e così via. Il professare liberamente la propria Fede è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, come anche il non aderire a nessuna religione. In ogni caso lo Stato e le sue leggi devono essere laici. E la politica che dobbiamo agire deve essere rigorosamente laica. Le scelte religiose sono individuali scelte private e devono restare tali.