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  Potere al popolo
Inviato da: Simonetta Astigiano - 30/11/2017, 20:36 - Forum: L'Altra Liguria - Risposte (1)

Il programma di Potere al Popolo mi sembra più un libro dei sogni che un vero programma elettorale. Quello che bisogna fare è dire come si intenderebbe procedere per raggiungere quegli obiettivi e, soprattutto , dove trovare i soldi per metterli in pratica.
Ci sono cose su cui non sono del tutto d’acvordo, la sanità gratuita per tutti in questo momento è un’utopia, ma si potrebbero introdurre ticket modulati in base al reddito, stesso discorso per la scuola che potrebbe andare incontro alle famiglie anche in modo diversi.
Solo per fare due esempi.

Simo

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  Hennebique
Inviato da: Simonetta Astigiano - 22/11/2017, 19:33 - Forum: L'Altra Liguria - Nessuna risposta

Questa la proposta dell'architetto Gastaldo
Simo

01 ..CONSIDERAZIONE SU HENNEBIQUE COME OUTLET 
MA POSSIBILE che sto contenitore importante prezioso e d' archeologia industriale possa esser solo una girandola scema e continua negli anni di proposte senza senso ? Ora dico ....dopo la Fiumara e il supermaket coop alla stazione marittima??? ma quanti e quanti centri commerciali ancora devono fare ??????? Poi c'è Serravalle Scrivia ? già .a funzionare nell oltre giogo e crea problemi di traffico e inquinamento bestiale li a Serravalle !!!?....L' Hennebique deve a detta di molti architetti e urbanisti col cervello a posto a Genova e anche da ns indicazioni come [/url]
[ltr]#LegambienteGenova[/ltr]
...una struttura valoriale e alta / museale,... innovativa e moderna che completi il quadro che và dall' Acquario al museo del mare fino all' 
[ltr]#Hennebique[/ltr]
 ..che non puo' essere un mercato del pesce ? o un outet ? col traffico bestiale che implicano ste funzioni ? ..Va' vista invece una progettazione sapiente che implichi piste ciclabili e verde nel Porto antico e l' Hennebique come grande contenitore espositivo museale che abbia valenza internazionale che veda anche la riqualificazione sostenibile del contiguo 
[ltr]#Ponteparodi[/ltr]
[url=https://www.facebook.com/hashtag/ponteparodi?source=feed_text] ..lì vicino ,senza cementificazioni ma servizi eventualmente e inserimento di verde .Dobbiamo implementare il TURISMO DI INTERESSE VERSO LA NS CITTTA' NON LE MINKIATE DA OUTLET !Offrire dei brend turistici sempre piu' qualificati a venire a Ge offrendo pacchetti validi che portino a vedere Genova in tutti i suoi aspetti, compreso le colline magnifiche che abbiamo e i panorami !!trasformandola da provincia in declino..come è diventata , in citta' del mondo da vedere ! Poi altro capitolo a Ge è la ottusa ripulsa di ogni progettazione di edifici sostenibili energeticamente!!!! Oggi si puo' stare nel Mondo se si è innovativi ,non certo se si realizzano solo brutti cassoni cementizi in centri commerciali infestanti!! ,...senza il minimo approccio alle rinnovabili ! Il Porto di Ge infatti inquina !! e inquina molto di co2 benzene e polveri fini ,..colle navi in stazionamento e i motori in funzione per illuminarle le navi ! Nel nord Europa hanno invece elettrificato le banchine da fonti rinnovabili con eolico e fotovoltaico, qui siamo alla barbarie..primitiva !!!!! che ancora vedrebbe di buon occhio il carbone ! ...Manco si curano di informarsi i politici locali di Genova, nella visione arcaica e rozza del petrolio e benzina ! non capiscono che ad esempio un fabbricato come Hennebique, potrebbe essere un esperimento di buona architettura sostenibile,un fiore all' occhiello... per la città in trasformazione !con un tetto speciale ipertecnico ,fatto di eolico nel mix anche tra fotovoltaico e solare termico ... almeno provarci .Ma figuriamoci se capiscono e leggono !!! ste cose !!noi in Italia siamo governati per lo piu' in Italia ,da politici disinformati, in politica solo per avere seggiole, rappresentare la loro parte politica e avere soldi e poteri personali che non leggono e non seguono nulla di quel che succede nel mondo e qui neppure nel confronto con città portuali piu' avanzate e moderne..sostenibili,..nel Mondo,.... altro che sostenibilità a Genova !! c'è l' insostenibilità totale e il degrado dell' Italia regredita a terzo Mondo! Il terzo Mondo è nella mente chiusa e ottusa dei politici italiani che non sanno indicarci alcun orizzonte e a noi del popolo , non ci ascoltano neppure ! se si interviene e suggerisce qualcosa di utile ,non esistiamo per loro!! non ci considerano forse ci odiano pure ,.. pero' quando gli serve vogliono o vorrebbero anche i voti !


02-- UN IDEA POSSIBILE PER HENNEBIQUE 
ci hanno provato in molti modi ..albergo università ..ecc. ma l' edificio è enorme ..e la ristrutturazione è costosa ,la sua posizione pero' è di grande interesse posta vicino al museo del Mare .si dovrebbe pensare ad un grande progetto che sia un evento expo' di calibro internazionale che sia contiguo o complementare al discorso del mare ,come le navi ,le rotte, la logistica ,i porti maggiori del mondo ,le autostrade del mare negli oceani, ..alcuni pensano compreso lo scrivente a un brend come #HENNEBIQUEGENOVAPORTODELMONDO in senso di un esposizione digitale e internazionale spettacolare ,sul tema prima descritto che si interfaccia col futuro del mondo e i trasporti globali in questo xxi secolo .Nel senso Genova è un porto antico importante e conosciuto ma oggi è al 64° posto nel Mondo ..non potra' mai essere Rotterdam Anversa ecc. o peggio i super porti cinesi ma potrebbe sfruttare la sua storia nel Mediterraneo e diventare a mezzo dell' HENNEBIQUE un punto di incontro tra le grandi company del Mare del Mondo e attirare la convegnistica a Genova sul trasporto intermodale tra mare e terra ..<insomma un idea grande per una grande valorizzazione della ns città .


03 -MESSAGGIO A TOTI SU HENNEBIQUE SU FACEBOOK 
 Illustre presidente della #RegioneLiguria,proprio in rapporto a porti e logistica internazionale ,la informo che io ed altri architetti e cittadini genovesi ,tra il 2007-8 presentammo su #hennebique .oggi in discussione e in attualità al suo predecessore Burlando, un' idea per la trasformazione di quell' importante edificio che non venne presa sufficentemente in considerazione ma che potrebbe essere all' oggi di interesse.,nel quadro delle necessaria valorizzazione turistica e d' immagine di Genova di cui lei se ne fà interprete .Sull' Hennebique ci hanno provato in molti modi ad immaginarlo come ..albergo, università,centro commerciale ..ecc. ma l' edificio è enorme ..e la ristrutturazione è costosa ,in verità a noi genovesi l' eutrofizzazione dei centri commerciali degli anni scorsi in città , ci ha un pò stancato, la posizione del manufatto è di grande interesse,per imponenza ed importanza ,in quanto posta vicino al museo del Mare .si dovrebbe pensare secondo noi, ad un grande progetto che sia un evento expo' permanente di calibro internazionale che sia contiguo o complementare al discorso del #mare,come le: navi grandi portaconteiner ,le rotte, la logistica ,i porti maggiori del mondo ,le autostrade del mare negli oceani, ..alcuni pensano compreso lo scrivente,quindi a un brend come #HENNEBIQUEGENOVAPORTODELMONDO in senso metaforico ovviamente , di un esposizione digitale e internazionale spettacolare ,sul tema prima descritto che si interfaccia col futuro del mondo e i trasporti globali in questo xxi secolo in divenire .Nel senso Genova è un porto antico importante e conosciuto ma oggi è al 64° posto nel Mondo ..non potra' per la limitatezza e fragilità ns territorio, mai essere Rotterdam Anversa ecc. o peggio i super porti cinesi giganteschi ma potrebbe ben sfruttare la sua storia nel Mediterraneo e diventare a mezzo dell' HENNEBIQUE un punto di incontro tra le grandi company del Mare del Mondo e attirare la convegnistica a Genova sul trasporto intermodale tra mare e terra ..<e le grandi anche portualità internazionali ,insomma un idea grande, per una grande valorizzazione della ns città ,.si spera ,...seguendo la linea del Mare..... tra:- Acquario e Museo del Mare ed anche del nostro Salone Nautico alla Fiera .L' Hennebique confina poi anche con Ponte Parodi su cui ci fu' un concorso e anche li' un discorso urbanistico da decifrare.e ricalibrare . cordiali saluti #gastaldopaolo

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  Buonasera
Inviato da: Danilo Zannoni - 21/11/2017, 22:37 - Forum: L'Altra Liguria - Risposte (1)

Vi è nessuno all'interno?

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  -100 piazze per il programma. SASSARI, 27 OTTOBRE 2017
Inviato da: Giovanni Nuscis - 23/10/2017, 23:19 - Forum: SINISTRA IN COMUNE - SASSARI - Nessuna risposta

ALLEANZA POPOLARE
PER LA DEMOCRAZIA
E L’UGUAGLIANZA
 
 
 
 
SASSARI, 27 OTTOBRE 2017
 
Ore 16,00 – 18,00
 
-Circolo Bordeline, via Rockfeller 16/C
 
 
 
   Care compagne e compagni, care amiche ed amici,
 
                                                                                     intendiamo anche a Sassari dare seguito all’importante appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari  rivolto “a tutti i cittadini, ma in particolare a quelli che non si sentono rappresentati dagli attuali soggetti politici o che temono che un voto a sinistra finisca per essere una semplice testimonianza,  ininfluente sulle  politiche che da anni stanno impoverendo l’Italia, dal punto di vista materiale e culturale.” L’appello “conteneva l’invito a mobilitarsi  per aprire uno spazio politico nuovo:
  • in cui il voto delle persone torni a contare
  • che dia vita ad una proposta politica che parta dai programmi, non dalle leadership
  • che metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione
  • che contrasti  l’egemonia delle leggi del mercato sui diritti e sulla vita delle persone
  • che  riduca le diseguaglianze  e persegua una crescita sostenibile, basata sulla economia della conoscenza
  • che dia priorità all’ambiente, al patrimonio culturale, a salute, scuola, università e ricerca
  • che metta al centro la pace e la solidarietà”.

Orbene, da tale appello per  “la costituzione di una lista unitaria della sinistra …per partecipare alle prossime elezioni politiche con un programma costruito dal basso attraverso la partecipazione dei cittadini.” è poi seguita il 18 giugno, a Roma, una grande assemblea tenutasi al teatro Brancaccio. Dalla quale è derivata l’iniziativa delle Cento Piazze per il programma,  con la proposta di sottoporre ai cittadini, in ogni piazza d’Italia, la discussione sui seguenti temi:

1)Lavoro, diritto al reddito, pensioni, equità di genere e intergenerazionale;
2) Diritti, welfare (diritto alla salute, giustizia e assistenza sociale); scuola, ricerca e università; ruolo dello Stato (art. 3 Cost.) e discussione sull’Europa
3) Fiscalità: equità e progressività;
4) Innovazione, energia, ambiente, modelli di sviluppo;
5) Immigrazione, inclusione e politiche securitarie, modello sociale.
6) Attuazione della Costituzione: sovranità popolare, modello democratico, cittadinanza, partecipazione, partiti politici;
7) Economia ecologica e sostenibile, vincoli europei, pareggio di bilancio (art. 81 Cost.), politica monetaria, cooperazione e sviluppo comune;
8) Politiche giovanili, sostegno al disagio, lavoro e valorizzazione delle risorse e dei talenti;
9) Beni comuni, valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale. Mezzogiorno e sviluppo delle aree depresse;
10) Pace, disarmo, lotta al terrorismo, politica internazionali. Globalizzazione dei diritti.

    Ci preme dirvi che poiché i tempi ristretti non ci consentiranno una discussione ampia con l’elaborazione di proposte politiche su tutti i temi indicati,
 
vi invitiamo:
 
    1. A scegliere i quattro / cinque temi che ritenete più importanti accedendo nel Forum dell’Associazione prima le persone (registrandovi, eventualmente); potrete in quello spazio, oltre che indicare le vostre priorità, anche postare una vostra proposta;
    2. A partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 27 ottobre, dalle ore 16,00 alle ore 18,00, a Sassari presso il Circolo Borderline in via Rockfeller 14/C; in quella sede, ognuno potrà intervenire e/o consegnare una proposta scritta sui quattro / cinque temi da tutti voi prescelti (ve li comunicheremo la sera di mercoledì 25 ottobre);
    3. Sulla base dei vostri interventi orali o scritti sarà elaborato un report da inviare infine al Comitato nazionale.

                                                                 Contiamo sulla vostra partecipazione e il vostro contributo!
                                                            Il Comitato di Sassari
 
 
 
 

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  PROPOSTA PROGRAMMATICA DI PLP ALL'ALLEANZA POPOLARE
Inviato da: Piero Muo - 29/09/2017, 14:01 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

PROPOSTA PROGRAMMATICA ALL'ALLEANZA POPOLARE: CONTRIBUTO DI PRIMALEPERSONE ALLE ASSEMBLEE COSTITUENTI.

CARTA DI INTENTI DI PRIMALEPERSONE

L'Associazione PRIMA LE PERSONE é nata a inizio 2015 in quanto spazio facilitatore di partecipazione politica diretta delle persone nelle loro città, nei loro territori, nelle loro organizzazioni associative ,nei movimenti tramite l'Assemblea Permanente .

Sempre di più cittadini oppressi dalla lunga crisi in corso , provocata dagli eccessi del finanzcapitalismo , sono convinti che non si potrà mai rendere accettabile il sistema dominante neo-liberista , Naomi Klein afferma pure che utopia non é pensare di spazzarlo ma che esso sia perenne tanto va cinico e ingordo verso la sua distruzione ,dopo aver ,purtroppo,distrutto il mondo.
I cittadini subiscono ogni giorno i danni del credo incontrastato neo-liberista che é la ricerca della crescita senza limiti ,sorgente di alimentazione del libero commercio mondiale che é il vettore dell'accumulo di ricchezza di pochi ,della miseria di troppi e l'acceleratore principale del riscaldamento climatico che mette in grave pericolo tutto : persone, animali, vegetali e ambiente naturale.
Se questo sistema pur ecologicamente dannoso permettesse a tutti di avere un reddito continuativo e dei servizi sociali adeguati ci sarebbe una maggioranza per domandarne la perennizzazione . La realtà va invece tutta all'opposto sostenuta dai dogmi ufficiali : infrastrutture pesanti per favorire il trasporto di merci internazionali a discapito delle infrastrutture di trasporto pubblico territoriali dei cittadini , consumo di suolo agricolo per costruire ulteriormente centri commerciali ed autostrade di accesso dei TIR e dei containers , estrazione di energie fossili in terra ed in mare, produttività e competitività verso il basso , ricatto delle banche mentre continua il determinato attacco allo stato sociale perché i poteri forti ritengono che :
i servizi pubblici costano caro e sono quindi da ridimensionare o da privatizzare per renderli paganti e redditizi, la manodopera é troppo cara e la produttività scarsa , la conversione ecologica ci ricondurrebbe al medioevo, i malati abusano dei servizi medici e le malattie sono sempre di più considerate come accidenti della vita da coprire con assicurazioni private.

I governi di centro destra e di centro sinistra da decenni al potere in Italia ed in Europa non hanno saputo o potuto domare minimamente il corso di questa involuzione ecologica,economica e sociale,perché sono invischiati in una montagna di debito pubblico dovuto largamente a scelte sbagliate,sperperi, favoritismi ,abusi e promesse elettorali esose e clientelari.

Ogni giorno che passa genera sempre più persone che passano sotto la soglia dell'indigenza anche nei paesi occidentali a più alto sviluppo : bambini pieni di problemi creati dalla cattiva nutrizione industrializzata, dal parcheggio lungo e quotidiano presso nurse e strutture di bassa qualità materiale e pedagogica , giovani mal istruiti, mal orientati e poi disoccupati, precari e sottopagati , lavoratori e lavoratrici precarizzati ,anziani che vivono sotto la soglia della povertà e abbandonati , emigrati lasciati nel clandestinato per poter essere sfruttati e a volte schiavizzati, ambiente vitale sfruttato e massacrato senza limiti.

Le opposizioni organizzate partitiche esistono ma solo quelle di estrema destra stanno crescendo rapidamente sulla spinta del malumore.

L'indignazione e l'opposizione non bastano più . Vivendo in una repubblica democratica ( governo del popolo ) le persone ,che costituiscono la base sociale ,hanno ora tutto il diritto costituzionale ma anche il dovere di passare in prima persona all'azione per analizzare,proporre, discutere e decidere tramite votazioni come vogliono che la situazione cambi per:

-provocare ,sopratutto con il proprio comportamento ,una rottura netta con il consumismo senza limiti,matrice di troppi mali.
-realizzare una profonda conversione ecologica
-definire i termini di una vita più sobria , più calma, più sicura,più partecipativa alla vita pubblica .
-concepire un'esistenza i cui valori dominanti non siano più la ricchezza materiale, la carriera, la concorrenza e la rivalità, il possesso,il consumo senza limiti ma la realizzazione personale e degli altri, la soddisfazione collettiva dei bisogni primari e intellettuali,la tranquillità e il buon ambiente vitale .
- trasformare il lavoro per tutti in partecipazione alla vita economica ma anche alla vita culturale, intellettuale ,ecologica ,associativa ,assistenziale della collettività.
realizzare l'equità nella redistribuzione collettiva delle risorse naturali e della ricchezza prodotta.
rendere la giustizia restauratrice e non solo punitiva.
partecipare attivamente nei loro paesi e qui a risolvere i problemi dei migranti.
favorire la pace tramite la riduzione drastica degli armamenti e gli interventi dell'ONU.

Per arrivare ad una prospettiva comune della base sociale serve un permanente confronto di idee che consolidi una convergenza di visione e di aspettative .Senza questa convergenza si continuerebbe ad essere un amalgama di individualità impotenti in balia dei poteri forti. Per fissare le aspirazioni di ogni persona una Carta di Intenti ad elaborazione permanente é stata aperta . Essa ha lo scopo di favorire la sintesi trasparente delle aspirazioni della base sociale che strada facendo potrà diventare una proposta politica.


LA CARTA PERMANENTE DI INTENTI DELLO SPAZIO DI PRIMALEPERSONE

Ad oggi le persone che hanno implementato ,la Carta di Intenti hanno focalizzato i 14 temi principali di elaborazione seguenti:

1 - LA CONVERSIONE ECOLOGICA

: Perché una conversione ecologica : L'attività umana in senso lato, l'economia produttiva capitalistica ed anche famigliare ,la crescita esponenziale della popolazione umana ed animale ( allevamenti ) hanno trasformato la terra in un gigantesco crogiuolo che brucia da un paio di secoli ogni risorsa ed ogni energia disponibile. Due sono le grandi conseguenze dirette , l'impoverimento rapido e pericoloso di terre agricole e risorse naturali e l'inquinamento drammatico di terre ,acque e cielo. Il mondo corre verso una catastrofe ambientale e umana inimmaginabile ,di cui siamo tutti complici ricchi e poveri, anche se ad un grado diverso.
Ridurre i consumi ci dispiacerà ma come ha scritto Naomi Klein ,vi è nella conversione ecologica necessaria per evitare catastrofi planetarie anche una opportunità unica di creare un mondo migliore : " La crisi del clima può offrire la possibilità di ricostruire e di riattivare le economie locali , di liberare le nostre democrazie dal giogo distruttore dei giganti del settore privato , d'impedire l'adozioni di accordi di libero scambio nefasti e di rinegoziare quelli che sono già in vigore, d'investire nelle infrastrutture pubbliche le più malandate quali i trasporti in comune e gli alloggi sociali , di riappropriarsi dei servizi pubblici essenziali come l'energia e l'acqua potabile ,di risanare il settore agricolo,d'aprire le frontiere ai rifugiati climatici e di rispettare i diritti territoriali di ogni persona"


2 IL LAVORO DA CREARE

:La produzione industriale mondiale è in continua crescita , tuttavia nei paesi occidentali la mano d'opera operaia tradizionale e l'impiego annesso sono in costante diminuzione , a causa della delocalizzazione verso paesi a basso costo di manodopera e in conseguenza dei guadagni di produttività permessi dall'automatizzazione delle procedure produttive e progressivamente per via della sostituzione dell'uomo con dei robots.
Non potendo oggi pensare realisticamente che sia possibile a medio termine sopprimere il lavoro come vettore generale di reddito delle persone e delle famiglie bisogna allora andarlo a cercare e creare dove esso è possibile ed utile tramite "industrie " leggere ed artigianali non invasive,nei settori seguenti : la produzione di energie pulite, la concezione e la produzione di mezzi di trasporto non inquinanti ,l'economia circolare per riciclare i materiali , la riparazione generalizzata per far durare atrezzi e macchinari , l'agricoltura biologica e l'agroalimentare sano , il risanamento e la cura del territorio naturale e urbano, la modernizzazione dei servizi pubblici e sociali , l'abitazione sana ,silenziosa e poco energivora , la cura materiale e intellettuale della persona dall'infanzia alla vecchiaia , il restauro del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale ,il turismo slow culturale, artistico,enogastronomico , paesaggistico ,termale, e balneare di alta qualità, la ricerca e la formazione nei campi che riguardano queste attività.

Il potenziale è di millioni di posti di lavoro autonomo o salariato . Pochi paesi hanno a disposizione tante opportunità che ne possede l'Italia, sopratutto quella a Centro e Sud storicamente tagliata fuori dall'industrializzazione del secolo passato.

Ma lo stato deve prendere in carico l'iniziativa di lanciare i cantieri , poi l'economia delle sinegie genererà per induzione opportunità e lavoro addizionale . Servono architetti, ingegneri, geometri, geologi, agronomi ma sopratutto muratori, idraulici,falegnami,restauratori di mobili e opere d'arte, elettricisti, agricoltori,silvicoltori ,cuochi ,puericultori,infermieri tutti i mestieri che la cultura dominante del lavoro burocratizzato ha svalutato.

Intanto in previsione dell'avvento possente del numerico e dei robots nelle attivitá lavorative bisognerá riflettere alle soluzioni di welfare atte a rimpiazzare i redditi totali o parziali da lavoro .


3 - IL SOSTEGNO DI AUTONOMIA : PRESTAZIONI FISICHE O PECUNIARIE

Lavoro e reddito :Il fondamento della repubblica é il lavoro , esso deve essere rigenerato realizzando la conversione ecologica . Reddito per chi può lavorare e contributi che finanzieranno le prestazioni per chi non può lavorare verranno essenzialmente dal lavoro. La giustizia fiscale preleverà di più sulle ricchezze e sui patrimoni e potrà ridurre l'evasione fiscale , una tassa sulle transazioni finanziarie contribuirà , far pagare i contributi sociali ai robots anche ,ma a regime sarà ancora il lavoro per tutti che potrà garantire reddito e welfare generalizzato in un paese solidale e pacificato. Sono dal lavoro che dovranno sgorgare piú che mai il reddito e le prestazioni che garantiscono per tutti l'autonomia finanziaria indispensabile . Chi puó lavorare deve poter farlo.
Chi non puó lavorare deve essere sostenuto in ogni fase inattiva della sua vita quando esso sia bambino,studente,genitore, pensionato,disabile.
Il regime di contribuzione e di ripartizione è il solo che garantisce la solidarietà e l'equità. Solo lo stato sociale può gestire e garantire il welfare e la sicurezza collettiva.

Contributi o prestazioni : quando ció e possibile pare più efficace distribuire prestazioni che soldi per almeno due ragioni . I soldi sono spesi sovente male o destinati ad altri mentre le prestazioni personalizzate possono invece essere mirate ai bisogni specifici del beneficiario.
Meglio fornire direttamente asili nido, libri e forniture scolastiche, trasporti gratuiti, residenze studentesche e mense studentesche ,prestazioni infermieristiche e domestiche a domicilio e di accompagnamento per le attività all'esterno ,materiale paramedico ed ergonomico ,contributo abitazione....


4 - LA PENSIONE E L'ETA' PENSIONABILE

Con l'allungamento della vita ,aumentano i bisogni di sostentamento a lungo termine e sopratutto in uno stadio della vita dove le persone sono sempre di meno in grado di provvedere alla loro sussistenza. I giovani maggioritariamente pensano che non avranno mai la pensione . E' un sentimento pericoloso ,quando dovrebbero al contrario battersi perchè si trovino soluzioni di continuità del sistema pensionistico per ripartizione , anzi per migliorarlo perchè tutte le pensioni possano garantire una fine di vita degna ed autonoma più a lungo possibile.
L'età pensionabile non è in se una fatalità fissa per tutti . Motivazioni e necessità personali, famigliari , di salute possono suscitare il desiderio di uscire totalmente o parzialmente dal mondo del lavoro a età diverse della vita. Questa necessità deve essere favorita dalla legislazione del lavoro e da un trattamento pensionistico proporzionato ed equo.


5 - LE ATTIVITA' ECONOMICHE RESPONSABILI

: Il ponte tra la conversione ecologica e la necessaria vita economica nuova e sobria è l'economia a chilometro zero. Oggi il trasporto è il vettore maggiore dell'inquinamento climatico, della degradazione della vità , della disparizione del suolo agricolo per via degli spazi enormi consumati da autostrade ed areoporti , sedi proprie dei treni ad alta velocità ,parcheggi per auto e camions . Anche il mare subisce giorno e notte lo strazio dei portacontainers e delle petroliere. E' troppo per non dover invertire radicalmente la tendenza per passare dal chilometro universale al chilometro zero.

6 - L'AGRICOLTURA " TERRA MADRE"

: sempre meno agricoltori nei campi e sempre di più monoculture intensive e capitalistiche , meccanizzate e chimicizzate stanno uccidendo il mestiere più vecchio ed importante del mondo. La terra sfama ed in campagna in Italia non si può patire la fame.
Una rivalutazione capillare dell'agricoltura a orientamento biologico è una grande necessità ed una grande energia / risorsa che si rinnova ogni stagione .
Una produzione agricola di alta qualità biologica ed organolettica è pure un grande vettore del turismo enogastronomico contemporaneo che creerà sinergie con il patrimonio artistico e paesaggistico , ricchezze straordinarie del nostro paese.
La produzione agricola famigliare sana e variata , lo scambio dei prodotti e delle prestazioni, il dono circolare delle eccedenze genererà convivialità e solidarietà.
La produzione agricola a chilometro zero rilancerà anche il commercio locale di questi prodotti partecipando a rivitalizzare quartieri e villaggi in via di abbandono.


7 - LA SALUTE

: la salute è un diritto universale e non può fare l'oggetto di speculazioni lucrative discriminanti. I costi pubblici dei medicinali, delle visite mediche e della chirurgia vanno verso il collasso per cui è necessario agire su due fronti : il giusto utilizzo della sanità al giusto prezzo ma
la miglior medicina è la prevenzione della quale sono responsabili la società e l'individuo.
I nemici o i falsi amici principali della salute da combattere sono ,
: i prodotti tossici chimici o naturali presenti nell'aria, nell'acqua , nelle terre .
: la cattiva alimentazione qualitativa e quantitativa.
: la sedentarietà e l'overdose di tv e di tablet.
: i rumori ambientali esterni e interni alle abitazioni.
: le onde elettromagnetiche delle antenne, dei trasmettitori, del wifi,dei telefonini
: lo stress e la frustrazione quotidiani nei trasporti e al lavoro.
: l'uso prolungato dell'auto.
: l'alcool
: il fumo
: gli stupefacenti

IL DIRITTO ALLA SALUTE E LA RESPONSABILITA' PERSONALE

La tendenza permanente neo liberista a ridurre il servizio sanitario pubblico e le coperture sociali gestiti dallo stato per privatizzarli è una regressione insostenibile tanto più che sempre di meno sono i cittadini anche attivi che potranno permettersi polizze private di protezione di livello equivalente.
Tuttavia è anche necessario agire sul terreno della responsabilità personale in materia di salute per migliorarne la qualità ma anche per non oberare pericolosamente un costo della salute pubblica.
Una grande sfida é lanciata : spendere meno vivendo meglio.


8 - LA CASA

La casa è un diritto costituzionale . Non possono sussistere case inutilizzate e famiglie senza tetto. Non si tratta di espropriare ma di agire su due fronti possibili o paralleli : la tassazione patrimoniale forte per le case inutilizzate o l'obbligo di affittarle con una retta mensile sostenibile magari garantita nel pagamento da un fondo assicurativo mutualizzato.
La lunga speculazione immobiliare ha fatto esplodere gli affitti , sopratutto nelle città. Considerando che disoccupazione , lavoro autonomo e bassi salari hanno invece abbassata la capacità delle famiglie di pagare gli affitti e le spese annesse alla casa , si è creato un divaricamento inaccettabile.
Per garantire dignitosamente un tetto per tutti, per finirla con processi e sfratti gli affitti devono diventare adeguati alla situazione economica di ognuno . Una norma massima del 25% del reddito netto dovrebbe essere votata per l'insieme dei costi dell'abitazione ( affitto, luce,acqua,riscaldamento ) per tutti i redditi medio bassi.
Ma avere un tetto non é sufficiente perché deve essere messo in sicurezza su criteri di antisismicità ,risparmio energetico,salubrità e qualità di vita ( luminosità , silenziosità ,spazi verdi)
La riabilitazione delle abitazioni esistenti é poi indispensabile per arrestare il consumo di suolo agricolo e paesaggistico.
Riabilitare la casa va di pari passo con la rivalutazione dei quartieri e dei villaggi tramite la stimolazione delle attività associative ,culturali, sportive , ricreative atte a ridare il gusto di stare insieme nel proprio ambiente quotidiano.


9 - ISTRUZIONE E RICERCA

La rivalutazione della formazione scolastica e professionale di tutti i mestieri che diano da "mangiare" al corpo ed allo spirito ,ridimensionando la cultura di diplomi e lauree che portano ad un binario morto professionale.
Il potenziamento della ricerca pubblica atta a mettere a punto ogni innovazione che permetta di depositare brevetti pubblici ad uso e beneficio dei cittadini a costo sostenibile ( medicinali ,attrezzatura medica , protocolli di cura in particolare ).
Il finanziamento pubblico di progetti cooperativi nelle attività di ricerca ,di produzione culturale, di sviluppo dell'agricoltura bio ,di messa a punto di apparecchi e tecniche che servino ed incentivino la conversione ecologica.


10 - LA GIUSTIZIA FISCALE LINFA DELLA DEMOCRAZIA

É considerato legittimo di contrastare l'arricchimento individuale anche "lecito" finchè ci saranno dei poveri e degli indigenti scegliendo il principio della giustizia distributiva. Per contrastare l'arricchimento abusivo sarà necessario contrastarne tutte le sorgenti e le cause economiche e finanziarie.
Il pagamento universale delle tasse direttamente proporzionali al reddito ed al patrimonio è comunque la norma. Per realizzare le misure di solidarietà , di prestazione sociale e di reddito di autonomia la comunità necessità di molta risorsa finanziaria . Per questo una lotta radicale all'evasione fiscale deve essere portata avanti senza ripieghi . Essa come la corruzione e l'abuso in atto pubblico devono essere puniti radicalmente in particolare con sequestro di beni e richiesta di risarcimento con penalità dissuasive . La tassazione è il mezzo più democratico per permettere una equa redistribuzione dei redditi. ( eliminazione delle accise storiche utilizzate come imposizione fiscale nascosta, riduzione dell'IVA all'effetivo valore aggiunto limitando l'intermediazione spesso solo frutto di monopoli).





11 - IL DIRITTO / DOVERE DELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA VITA PUBBLICA

La democrazia contemporanea di ispirazione liberale é da tempo basata sul parlamentarismo, cioé la delega ad altri per essere rappresentati. Questo avviene da due secoli dopo l'avvento del parlamentarismo in Inghilterra. La democrazia diretta di stampo ateniese non sarebbe stata possibile a livello di stati di ampie dimensioni per delle ragioni di tempi, distanze ,mezzi tecnici di comunicazione e di votazione. L'analfabetismo diffuso del passato non aiutava neppure lui.
Ma la democrazia diretta oggi é materialmente ed intellettualmente possibile. Non vi é quindi nessun scandalo, nessuna mancanza di rispetto delle Costituzioni vigenti a pensarla ed a proporla, se la delega parlamentare non risponde più ai bisogni delle popolazioni.
La democrazia diretta richiede comunque un cambio radicale di attitudine : la transizione dalla pratica passiva della politica tramite la delega ad altri a quella attiva dell'assunzione diretta della conduzione della vita pubblica da parte di tutti i cittadini maggiorenni. Questo cambio implica partecipazione e responsabilizzazione. E' un lungo percorso culturale e legislativo. In una fase transitoria la democrazia diretta permetterà alla base sociale di esprimersi, di proporre e di esigere dai delegati fedeltà e risposte alla volontà popolare e magari di provocare un risanamento del sistema politico attuale dal quale bisogna esigere subito le realizzazioni seguenti:
La Costituzione è stata tradita denegando ai territori l'autonomia prevista dall'art. 5. Nelle materie di legislazione concorrente tra Stato e regioni, lo Stato non ha mai emanato i "principi fondamentali" necessari alle regioni per esercitare la potestà prevista (art. 117 Cost.). Sarebbe invece opportuno, per ribaltare una volta per tutte la tendenza centralista dello Stato, attribuire alle regioni la competenza su quasi tutte le materie di competenza esclusiva e concorrente dello Stato, ad esclusione di quelle costituenti espressione dello Stato unitario (ad es. sicurezza e ordine pubblico, moneta e risparmio, giurisdizione), prevedendo un nuovo Senato che assuma i compiti attualmente esercitati dalla Conferenza delle Regioni. Un Senato eletto direttamente dai cittadini e che dovrebbe perciò conservare il numero attuale di senatori; riducendo invece la Camera, in forza delle ridotte competenze, a non meno della metà della consistenza attuale (sarebbero sufficienti anche 100 deputati.
L'inserimento nel regolamento delle Camere dell'obbligo di calendarizzazione e discussione delle leggi e proposte d'iniziativa popolare
Le dimissioni dal Parlamento dell'eletto in una lista che si dissoci dalla stessa, salvo che nella stessa lista si sia presentato come indipendente.
IL ritorno all'eccezionalità della fiducia al Governo e ai decreti Governativi ,Il Governo è organo esecutivo e non legislativo pertanto ne deve essere limitato l'intervento legislativo alla eccezionalità.


12 - CITTADINI DEL MONDO , NON MIGRANTI E PROFUGHI

Si sostiene la cancellazione dai vocabolari scritti e parlati della parola razza perché é una nozione politica nata dal razzismo , dannosa e non scientifica .Gli uomini sono una sola specie con uguali diritti e doveri. Il colonialismo ,giustificando il tutto con religioni e nozioni scientifiche fallaci, si é inventato popoli inferiori da convertire o da civilizzare ma in verità da sottomettere e sfruttare . Oggi é cambiata la maniera , il commercio mondializzato ha rimpiazzato le armi , ma la finalità é ancora la stessa: la spoliazione dei beni altrui. L'istaurazione della cittadinanza del mondo ridarrà alla gente la coscienza dei proprii diritti naturali di viventi ,uguali davanti alla vita , essa potrà opporsi alla dominanza dei poteri forti che siamo dei leaders politici ,militari o religiosi o dei capitali finanziari senza volto .
In quanto cittadini del mondo siamo tenuti insieme solo dalla fratellanza e dalla solidarietà. In questa direzione dobbiamo agire per risolvere con loro i problemi di chi non puó vivere dove é nato e dove in condizioni normali vorrebbe vivere. Le condizioni che non permettono di vivere in un luogo sono tante : condizioni climatiche sfavorevoli , guerra civile ,persecuzioni politiche ,razziali, tribali o religiose, insufficienza dei mezzi economici. Sono fronti molto diversi ma che finiscono di intersecarsi ed autoalimentarsi.
Le condizioni climatiche sono state peggiorate dal riscaldamento climatico che noi occidentali abbiamo provocato : a noi di porvi rimedio per invertire il fenomeno e per indennizzare finanziariamente chi ha subito i danni.
Le guerre sono state possibili solo con le armi che noi occidentali abbiamo costruito e venduto : a noi di stoppare la fabbricazione e la vendita di armi.
Mezzi economici insufficienti per vivere : noi occidentali e recentemente pure i cinesi abbiamo sfruttato tutto quello che era possibile in Africa : petrolio, gas, uranio, oro, diamanti, minerali, legnami, animali e produzioni agricole monografiche imponendo concessioni a senso unico con le armi o la corruzione delle classi politiche. Sta a noi di ridare all'Africa e ai suoi popoli le sue ricchezze .
Solo una grande collaborazione globale che metta tutto questo in moto con i popoli autoctoni potrà permettere loro di cambiare il loro destino .
L'accoglienza : intanto e nell'attesa di un percorso di riabilitazione del loro territorio i migranti continueranno a bussare alle nostre porte. In quanto cittadini del mondo sono anche qui a casa loro ospiti prima e residenti poi se noi così li accogliamo ed accettiamo. Tutti vivremo meglio nella comprensione e nella solidarietà , mentre ci deprimiamo e ci imbrutiamo nell'odio e il respingimento.
Come scritto da Guido Viale ,i migranti accolti, integrati, coinvolti , preparati saranno i migliori pionieri del sollevamento delle sorti future dei loro paesi


13 - LA RICERCA DELLA PACE : BASTA ARMAMENTI E GUERRE

Non vi sarà mai pace finchè si produrranno e venderanno delle armi. È vero che la guerra contemporanea è meno mortifera e distruttiva per le armate dei belligeranti , ma lo è molto di più per i civili, gli infermi , le donne ,i bambini, gli anziani , le abitazioni, le scuole , gli ospedali,le infrastrutture logistiche e professionali.
La sola soluzione radicale é il disarmamento totale di tutte le armi offensive e di distruzione di massa.
Per calmare i conflitti é necessario rinforzare il ruolo dell'ONU . Il ruolo di negoziatore é giá devoluto all'ONU e deve essere rinforzato e liberato rimettendo in discussione il diritto di veto che hanno alcune potenze militari oggi e la sola forza di interposizione deve essere quella dell'ONU alla quale partecipino soldati della pace del mondo intero.


14 - L'EUROPA

L'Europa dei popoli non si è mai realizzata e nessun politico al potere la sta portando avanti. Ne ricerca di una lingua comune, ne titoli di studio comuni, ne diritto del lavoro comune, ne fiscalità comune , ne giustizia comune, ne politica delle migrazioni comune e cosí via . Come possono 26 o 30 popoli " nazionali" stare insieme e capirsi senza avere una lingua comune con la quale parlarsi liberamente e con scioltezza? Si è creata invece l'Unione dell'euro, dei soldi circolanti e del libero commercio a beneficio del capitale e quella dell'austerità e delle privatizzazioni dei servizi pubblici per i cittadini. Invisa ed odiata l'UE deriva verso lo sgretolamento e i nazionalismi.
Come fase politica transitoria ed urgente i poteri della troika devono essere tutti devoluti al Parlamento Europeo eletto, nel quale siedono i delegati eletti dai territori. sperando che i migliori scelgano di andare in questo Parlamento lontano e scomodo invece di preferire gli scranni nazionali .

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  Un programma di cambiamento per il Comune di Sassari
Inviato da: Giovanni Nuscis - 17/07/2017, 16:45 - Forum: SINISTRA IN COMUNE - SASSARI - Risposte (1)

Il presente post contiene le prime indicazioni di programma.

Chiunque vorrà aggiungere altre priorità, potrà farlo entro il corrente mese all'interno di questa discussione.

Dopo di che, avrà inizio il lavoro di riordino dei temi e delle priorità ed il loro approfondimento.

*

SASSARI IN COMUNE



SASSARI
 
Un programma di cambiamento per il Comune  di Sassari

(Priorità segnalate al 17.7.2017)
 
Davide Canu
rispondo all'invito per alcuni interventi necessari per la città, segnalandone alcuni:
 
1.Azioni volte alla disponibilità di alloggi per famiglie in difficoltà ;
2. Lavoro minimo e ripristino formazione artigianale e agricola in collaborazione con gli istituti scolastici e professionali e rappresentanti delle professioni turritane e territoriali;
3. Proposte di modifica condivisa con i comitati di quartiere dei percorsi delle piste ciclabili e di spazi per parcheggi e/o iniziative sociali;
4. Avvio dei lavori per il centro intermodale e verifica di ulteriori spazi per i trasporti locali;
5. Analisi del parimonio immobiliare comunale e definizione con le associazioni e le borgate comunali della cessione condivisa degli spazi a canoni equi;
5. Rivalutazione del progetto degli orti urbani a Sassari. Verifica del bando di gara e delle capacità dei professionisti concorrenti e assegnazione ad associazioni locali, con avvio sperimentale dei primi lotti di coltivazione "sociale ";
6. Verifica del progetto della metropolitana di superficie e del nuovo percorso in progetto e dei collegamenti Arst con l aereporto di Alghero su rotaia;
7. Avviamento del ripristino del litorale sassarese (rotonda platamona, percorsi ciclabili costa occidentale porto ferro - argentiera- stintino)
8. Valutazione di un progetto fattibile per il miglior utilizzo del parco di bunnari e della valle dei ciclamini.
9. Incontri quindicinali e/o periodici nei quartieri e nelle borgate sassaresi per la conoscenza e informazione sul progetto che stiamo portando avanti;
 

 
Giovanni Nuscis
Ritengo prioritari i seguenti temi: creare nuove opportunità di lavoro per i molti disoccupati (nell’ottica della conversione ecologica dell’economia e del rispetto della vocazione delle persone e del territorio), l’aiuto e la cura delle persone indigenti o in difficoltà, una migliore vivibilità della città e del suo territorio, la cura e lo sviluppo del suo patrimonio ambientale e culturale, il miglioramento della viabilità e dei trasporti pubblici, avviare la pratica della consultazione popolare e democratica per le scelte politiche di maggior rilievo, per la città, così come del resto lo statuto o il regolamento mi sembra che già prevedano.
Credo pertanto, che ci si debba muovere su due direzioni: 1. L’analisi del bilancio del  Comune di Sassari, che ha in previsione per il 2018 entrate per 218.482.151(vi allego il bilancio), per verificare se alcune importanti fonti di spesa possano essere rivisitate e ripensate per  adottare misure espansive dell’occupazione là dove è possibile, risolvendo o contenendo, altresì, le altre criticità indicate; 2. Verificare la possibilità di accedere, per la soluzione dei problemi della città,  a finanziamenti regionali, nazionali ed europei.
L’impoverimento crescente della popolazione richiede scelte drastiche  e coraggiose rompendo, là dove se ne accertino, monopoli e privilegi.
 
Danilo Monaro
Non è davvero difficile indicare 10 interventi prioritari, a mio avviso. Altro discorso è indicare 10 interventi prioritari che: 1) siano a costo zero; 2) siano immediatamente realizzabili. Se vogliamo avere, come giusto che sia, un certo appeal elettorale, bisognerebbe concentrarsi su questi temi, a mio avviso. Riguardo a quanto scritto da Marco, sono d'accordo sull'attivazione di canali social (anche se la pagina Facebook esiste già), ma, sempre a mio avviso, evitiamo per il momento la ridondanza di questi canali, che potrebbe ingenerare una certa confusione nelle persone.
Penso di aver detto tutto, per il momento.
 
Marco Deligia
 
 Sulla proposta 1) riguardante i punti prioritari da sviluppare, ne privilegio pochi ma per me fondamentali. 1)La esigenza di un piano coeso per l'attività culturale, basato su una ampia aggregazione sociale. Il fulcro di questa progettualità deve essere il recupero del patrimonio storico-urbanistico, incentrato sulla riqualificazione coerente del CENTRO STORICO.
 2) Una vertenza sulle criticità della SANITA', confutando un piano regionale, in particolare una proposta di rete ospedaliera, che non può essere oggetto esclusivo di confronto corporativo e chiuso in ristrette stanze partitico-istituzionali.
 3) Un accento significativo va posto sulla QUALITA' DELLA VITA IN RELAZIONE ALL'AMBIENTE. IN QUESTO SENSO VANNO  ATTIVATE PROPOSTE DI RECUPERO DEGLI SPAZI VERDI E LA CREAZIONE DI UNA RETE DI PARCHI E ORTI  URBANI E DI PERCORSI TURISTICI-CULTURALI-AMBIENTALI, CHE RESTITUISCANO VOCAZIONI CHE IL TERRITORIO HA VISTO MORTIFICATE E CHE DEVONO ESSERE RECUPERATE E RIGENERATE. GRAZIE A UNA PROGETTAZIONE CONDIVISA CAPACE DI RAVVIVARE DISPONIBILITA', COMPETENZE E DI GENERARE NUOVO E QUALIFICANTE LAVORO.
 
 
 
Cristina Atzeri
 
vorrei si desse risalto anche ai diritti degli animali, al problema del randagismo e forme di agevolazioni per le sterilizzazioni di cani e gatti.



Allegati
.pdf   bilancio_previsione_2016-2018.pdf (Dimensione: 256,6 KB / Download: 166)
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  Benvenuto
Inviato da: Athos Gualazzi - 11/07/2017, 10:14 - Forum: SINISTRA IN COMUNE - SASSARI - Risposte (1)

Benvenuto nella sezione locale dedicata a SINISTRA IN COMUNE - SASSARI

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  LA DEMOCRAZIA DIRETTA IN FRANCIA
Inviato da: Piero Muo - 10/04/2017, 11:10 - Forum: Bacheca - Risposte (2)

# MA VOIX : LA DEMOCRAZIA DIRETTA IN FRANCIA

«  La souveraineté ne peut être représentée, par la même raison qu'elle ne peut être aliénée ; elle consiste essentiellement dans la volonté générale et la volonté ne se représente point ; elle est la même ou elle est autre ; il n'y a point de milieu. Les députés du peuple ne sont donc ni ne peuvent être ses représentants, ils ne sont que des commissaires ; ils ne peuvent rien conclure définitivement. Toute loi que le Peuple en personne n'a pas ratifiée est nulle ; ce n'est point une loi. »

JEAN-JACQUES ROUSSEAU

Ed alla fine é nato anche in Francia un sito ,fratello di PLP! Partendo da una esperienza nata a Strasburgo per autodecidere sul sito di scorie nucleari di Bure , hanno fatto una rapida estensione nazionale.

mavoix .info    : per chi vuole approfondire!

Ecco in brevi linee la loro autopresentazione :


Citoyen
#MaVoix est un mouvement citoyen, qui n’est affilié à aucun parti politique.

Horizontal
Nous n’avons pas de chef et pas de hiérarchie. Chacun apporte au mouvement ce qu’il peut et ce qu’il veut.

Créatif
Ensemble, nous voulons imaginer de nouvelles façons de faire de la politique.

Digital
Nous pensons que les nouvelles technologies peuvent être mises au service de la démocratie.

Hanno subito creato comitati in ogni città di Francia dove avvengono riunioni fisiche ed hanno una fervente attività sul forum di discussione e sulla piattaforma di votazione.

Intendono eleggere dei deputati con vincolo di mandato per le prossime legislative di giugno 2017.

Molto interessante e naturalmente effervescente in questi mesi di elezione. Li osserveremo come andranno avanti in seguito.

Piero

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  RICHIEDENTI ASILO ED ACCOGLIENZA
Inviato da: Piero Muo - 09/04/2017, 10:34 - Forum: Bacheca - Nessuna risposta

Ieri a Ventimiglia ,con i nostri Ugo Sturlese , Luigi Danzi e l' assiduo e critico  osservatore di PLP , Sergio Muo,' facenti parte di quel corridoio solidale  Cuneo , Valle Roya, Ventimiglia nato sulla difesa della linea ferroviaria  omonima , abbiamo partecipato all'incontro : LA BUONA ACCOGLIENZA PER I RICHIEDENTI ASILO E PER LE COMUNITA' ,BUONE PRASSI DI ACCOGLIENZA A CONFRONTO.
Il promotore dell'incontro é stato l'ARCI " Al Confine" , nato il 4 aprile 2017 a Ventimiglia, del quale ,l'incontro, era la manifestazione battesimale. In questa angusta Valle Roya da anni oramai la questione dei migranti é passata dalla fase spettacolare di presenza mediatica sulle scoliere a quella dimessa e quotidiana di una realtà umana in cammino che si trova qui per tentare di passare altrove ma che sbarrata dal muro francese ha finito di trovare tra gli abitanti italiani e francesi della valle una solidarieta' straordinaria.
Questa solidarietà ha tracimato ogni dubbio personale ed ogni norma legale fino al punto da vedere adirittura oggi già otto persone sotto processo in Italia ed in Francia per avere semplicemente soccorso dei richiedenti asilo e dei migranti in transito.
Non voglio fare una cronaca dettagliata del ricco pomeriggio di interventi, contenendomi a focalizzare degli aspetti salienti e marcanti:
Dal sindaco Enrico IOCULANO,la posizione "politica" in risposta alla forte critica sollevata dalla sua sorpendente ordinanza portante divieto di distribuire spontaneamente qualsiasi genere alimentare ai migranti :" Una città é fatta di tante persone e di tante sensibilità e dobbiamo tenerne conto. Nulla é irreversibile. Vediamoci tutti insieme e troviamo un modus vivendi condiviso, qui apro un tavolo al quale possano partecipare anche le associazioni francesi".
Dalla vice sindaco Silvia Sciandra schiettamente donna e meno "politica" : " la città non é cosi' solidale, c'é molta indifferenza e molta avversione , mi pare che stiamo passando dall' attitudine sociologica del io sono io perché possedo a quella del io sono io perché esisto e quindi posso essere contro.
Da Luciano GRISO, operatore in Libano : Il corridoio umanitario privato delle chiese Valdesi , prima esperienza in Europa ha permesso di portare in Italia 700 richiedenti asilo tramite sette viaggi aerei. Il tutto finanziato a 100% dalle chiese Valdesi. I corridoi sono possibili!
Da Jacopo CAPOPRESO Direttore del progetto SPRAR di Mantova : Non dobbiamo pensare che definirsi rifugiati politici sia un salvifico lasciapassare di comodo. La procedura per essere riconosciuti rifugiati politici, implica una denuncia dettagliata e circonstanziata dei persecutori e dei loro crimini. Questo mette il rifugiato nella condizione di essere ulteriormente perseguitato e comunque gli toglie definitivamente la possibilità di ritornare al suo paese.
Da Francesca VALLARINO GANCIA ,etnopsicologa fondatrice e direttrice dei MAMBRE di Torino : I richiedenti asilo che arrivano da noi dopo lunghe esperienze drammatiche a casa loro e durante l'esodo verso l'Europa, tra torture, strupri,morti, sevizie ed umiliazioni hanno il bisogno di una lunga assistenza psicologica. Tuttavia abbiamo finito di capire che i nostri metodi di accompagnamento psicologico servivano a poco e abbiamo dovuto attingere alle risorse della loro cultura per uscirne facendo anche ricorso a guaritori e rimedi provenienti dai loro paesi di origine ed ha funzionato. Quid della riflessione sulla necessità del rispetto della " mentalita antropologica" come asse necessario per fare avvanzare utilmente gli ospiti nella comprensione nostra. E' un passaggio indispensabile di una integrazione riuscita.
Sergio DURANDO Direttore Migrantes di Torino : Dopo un lungo sforzo di presa in carico , di apprendistato della lingua,di formazione e di ottenzione di qualifiche ed anche in presenza di contratti di lavoro molti ospiti sono respinti da sentenze che li condannano al ritorno a casa. I ricorsi sono possibili ma anche dopo averli vinti, l'Avvocatura dello Stato li ha stracciati.
Ersilia FERRANTE dell'Associazione PENELOPE , avvocato specializzato nella protezione internazionale e dell'accoglienza sul territorio dei Minori Stranieri Non Accompagnati : La nuova legge sui minori ci aiuterà anche se qui loro non vogliono restare per cui all'età di 18 anni se ne vanno o scappano prima dai centri di accoglienza specializzata. Non é un problema facile giuridico ed umano.

Che boccata di ossigeno di essere in un contesto dove nessuno era li a chiedersi se era giusto o sbagliato accogliere i migranti, se é una questione di umanità o di giustizia ma semplicemente per accogliere e basta.

Una osservazione personale ! Come Viale , come Zizek sostengono sarà necessario che i futuri migranti e gli ospiti finiscano di prendere l'iniziativa per farsi carico del loro destino sopratutto a casa loro ed io la penso cosi'.

Tuttavia i migranti erano assenti dall'incontro. Si! Sergio critico argomenta che i pazienti non sono presenti durante i congressi dei medici. Ma i richiedenti asilo devono essere "pazienti" a vita? Penso sarebbe un grosso errore non coinvolgerli in prima linea alla pari.
Solo conoscendo sempre di piu' le loro ragioni, la loro mentalità, la loro cultura ,le loro aspirazioni e le loro necessità e viceversa finiremo per capirci veramente. Ma per farlo devono partecipare con noi , sempre con i loro limiti di istruzione o di lingua, poco importa.

Piero Muo'

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  TRA DELEGA E AUTORAPPRESENTANZA
Inviato da: Piero Muo - 29/01/2017, 18:04 - Forum: Bacheca - Nessuna risposta

DELEGA O AUTORAPPRESENTANZA ? In PLP ne dibattiamo da due anni tondi ed ancora questa settimana si sono incrociate le visioni differenziate o gerarchizzate che siano .
Ma fin che lo diciamo noi , pochi, riottosi, polemici si puó tutto mettere in discussione . L'articolo che segue mette in avanti il giudizio su deputati e senatori scritto da Pino Pisicchio , uno di loro , dall'interno!

Non incoraggia certo a difendere la delega! Impreparati, mestieranti, incompetenti ? Eppure ,quelle italiane, sono le camere tra le più giovani d'Europa, con più donne ed anche con più rotazione , tutti criteri che sembravano essenziali per la loro efficienza!

Ognuno leggerà ,se vuole ,e giudicherà . Facciamoci solo una considerazione un tantino realistica : l'autorappresentanza é tuttaltro che facile a realizzare , ma quando le camere non funzionano ,se l'alternativa non é l'autorappresentanza ,essa si chiama sempre e solo dittatura , pur senza stellette e mostrine, Trump in ultimo della serie. Solo che oggi i nuovi uomini forti non si impongono con i manganelli ma li intronano democraticamente i cittadini senza alternative.

Piero

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Impreparati , mestieranti, incompetenti: ecco l’identikit dei deputati italiani
PALAZZI & POTERE
L'ha tracciato uno che li conosce bene. Il capo del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. Nel libro “I Dilettanti. Splendori e miseria della nuova classe politica”. Più giovane che in passato. Ma sempre pronta a cambiare casacca. Come le statistiche dimostrano
di Antonio Pitoni | 3 aprile 2015 ( su Il Fatto Quotidiano)
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6,3 mila
Più informazioni su: Camera dei deputati, Montecitorio
Niente più «vocazione». Nella Terza Repubblica la politica è solo un «mestiere», che non richiede «alcuna preparazione» particolare. Tutto a scapito della qualità e della competenza. Come dimostrano, del resto, le cifre: nella legislatura in corso (la XVII) i deputati laureati superano di poco il 68%. Certo, un dato migliore del 64,4% registrato nella XV, ma lontano anni luce dalla prima (1949-1953), quando il 91% degli onorevoli aveva in tasca un titolo accademico. E’ la fotografia impietosa scattata da “I Dilettanti. Splendori e miseria della nuova classe politica” (edito da Guerini e Associati), firmato da uno che li conosce bene, Pino Pisicchio, deputato, presidente del Gruppo Misto della Camera, che passa ai raggi X delle statistiche, la «superelite» parlamentare del terzo millennio.

COMPETENZA, NO GRAZIE Un’indagine, quella sui deputati laureati, che entra anche nel dettaglio dei singoli gruppi parlamentari di Montecitorio. «Il Pd con il 69,02%, i 5 Stelle con il 68,80 e il Pdl, con maggiore slancio, con il 73,46%. Meglio Scelta Civica (76,19), peggio Sel (53%)». Una situazione figlia di «un lento, ineluttabile, progressivo scivolamento verso una diversa concezione della funzione del parlamentare e, più in generale, della politica». Che, abbandonato il ruolo di «pedagogia democratica» teorizzato dai Padri Costituenti ha assunto la funzione «di strumento sostitutivo di un’attività lavorativa». In una parola un «mestiere» appunto. Una metamorfosi di fronte alla quale «non c’è italiano che non percepisca l’irreparabilità dei danni prodotti dall’incrocio perverso tra incompetenza, numerosità (dunque insostenibilità economica), cattiva amministrazione e attraversamento di vicende giudiziarie di un ceto politico che registra i minimi storici di fiducia in un paese che già reca nel suo dna un senso di diffidenza nei confronti di chi ha a che fare con la Cosa Pubblica».


PICCOLI ONOREVOLI CRESCONO Poi ci sono i falsi miti da sfatare. A cominciare da quello dell’età dei parlamentari. Nel corso dell’attuale legislatura «la Camera fa registrare la media più bassa di età dopo il 1948: siamo a 45,8 anni a fronte dei 45,5 della Prima Legislatura». Insomma, nonostante in passato siano stati rappresentati come dei «matusalemme», i deputati italiani hanno oscillato «sempre tra i 45/46 e i 50», costantemente al di sotto dell’asticella dei cinquanta salvo che nelle ultime tre legislature prima dell’attuale: 2001, 51,9 nel 2006 e 50,8 nel 2008. Fatta eccezione per la Danimarca e per i Paesi Bassi, che registrano la media di 44 anni di età per i rappresentanti della Camera bassa, Montecitorio, nella XVII legislatura, «è quasi il giardino d’infanzia del mondo». I più «anziani» sono, invece, i francesi (59 anni di media), seguiti dagli americani (57), e dai finlandesi (52). Intorno alla cinquantina i deputati inglesi («mentre la Camera dei Lord sembrerebbe una succursale di villa Arzilla, con la media di 69 anni»), seguiti dai norvegesi (49) e dagli svedesi (48).

DONNE AL POTERE Progressi significativi anche sul fronte della presenza delle donne sugli scranni parlamentari. «Siamo a 193, pari al 30,63% dell’assemblea di Montecitorio (non male anche al Senato: 27,3%). La Camera è schizzata al 31° posto nel mondo tra le 190 Assemblee Legislative, a ruota di otto paesi africani, otto o nove del nord Europa, un paio dell’America centromeridionale, qualche asiatico e qualche oceanico». Insomma, un bel balzo in avanti «dalle 21 pioniere della Costituente (il 3,77%)», ma anche «dalle legislature più recenti con la regola del collegio uninominale (il cosiddetto Mattarellum), che facevano registrare oscillazioni intorno all’11%». Molto peggio dei tempi del voto di preferenza, come nella X Legislatura, quando «il voto popolare portava alla Camera un’ottantina di onorevoli» donne. Almeno sulle quote, insomma, il Porcellum «non ha fallito».

TRANSUMANZA CONTINUA Un discorso a parte merita poi «il fenomeno, quasi del tutto sconosciuto nella Prima Repubblica», del cosiddetto «cambio di casacca». Esploso, di fatto, con «la fine dei partiti e l’eliminazione del voto di preferenza, combinato disposto di circostanze che hanno dato il via alla lunga stagione, ancora in atto, dei partiti personali e dell’attenuazione, fino all’annullamento totale, delle garanzie di democrazia interna». A partire dalla XII Legislatura la «transumanza» ha assunto dimensioni rilevanti: il 19,24% dei deputati eletti nel 1994, anno della «grande slavina berlusconiana» ha cambiato gruppo parlamentare in appena due anni. In quella successiva (1996-2001) il numero è salito al 21,16%. Una cifra contenuta, tuttavia, se messa al confronto con quella che viene registrata all’altezza di febbraio 2015: 27,61%. Numeri lontani anni luce da quelli dell’era pre-Mani pulite. «Nelle ultime due legislature della cosiddetta Prima Repubblica, ancorché tormentate (siamo alla fine del ciclo storico con il disfacimento dei partiti travolti da Tangentopoli), il tasso di cambiamento si aggirava ancora attorno alla fisiologia: tra il 4 e il 6%».

CAMPIONI DI TURN-OVER Sfatato anche il falso mito della longevità del nostro ceto politico: in Italia si pratica il turn-over più forsennato del mondo. La media di cambiamento è del 50 % (nell’ultima legislatura addirittura il 64%). Una classifica in cui non temiamo rivali. Le ultime tre legislature all’Assemblea Nazionale francese fatto registrare, ad esempio, un ricambio del 37,6%, del 22,87% e del 30,32%. Nella Camera dei Comuni inglese, in questa legislatura, il tasso di rinnovamento è del 34,92% (nelle due precedenti era stato del 18,3 e del 14,15%). Il Bundestag tedesco in carica presenta il 34,28% di novità. «Solo gli spagnoli sembrano lasciarsi affascinare dal nuovo più che dall’usato garantito: alle Cortes in questa legislatura c’è un turnover del 51,42%».

di Antonio Pitoni | 3 aprile 2015

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  NUOVO STATUTO DEL COMUNE DI SASSARI. SCADENZA PROPOSTE MODIFICATIVE: 8.2.2017
Inviato da: Giovanni Nuscis - 29/01/2017, 17:50 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

Ho inserito in allegato il prospetto sinottico, pubblicato dal Comune di Sassari, relativo allo statuto vigente e alla bozza di proposta modificativa. Ho evidenziato le parti che mi sembrano più rilevanti, senza che ciò condizioni l'evidenziazione e trattazione anche di altri punti. 
Ho anche allegato l'avviso integrale, che evidenzia i tempi ristrettissimi (8.2.2017!).

Invito alla lettura e ad un confronto i visitatori, su questo spazio, affinché si pervenga ad un'unica proposta condivisa; o, se si vuole, individuale: nell'avviso si dice infatti che le proposte possono essere effettuate sia dai cittadini sia dalle associazioni. Non si parla invece di partiti.   

Giovanni Nuscis



Allegati
.pdf   COMUNE SASSARI MODIFICA STATUTO quadro_sinottico_bozza_28.12.2016.pdf (Dimensione: 366,01 KB / Download: 217)
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  Cos'è la conversione ecologica, di Guido Viale.
Inviato da: Mario Sommella - 09/10/2016, 12:08 - Forum: Gruppo di lavoro CONVERSIONE ECOLOGICA e POLITICA - Risposte (4)

- Che cos’è la conversione ecologica?
(appunti per una discussione in seno alla coalizione sociale. Si dà per scontato il nesso tra combustibili fossili e cambiamenti climatici, la sua conoscenza e la consapevolezza della dimensione, della gravità e dell’urgenza del problema )

La conversione ecologica è un processo di transizione verso un nuovo assetto economico e sociale sganciato dalle fonti fossili di energia, irrinunciabile, che riguarda tutti i paesi del mondo. Prima o dopo verrà messa all’ordine del giorno ovunque, sotto la pressione di cambiamenti climatici sempre più devastanti. Ma prima la si intraprende, anche in forme parziali e in “ordine sparso”, meglio è: soprattutto, ma non solo, per i paesi, i territori e le comunità che imboccano per primi questa strada, perché più la si procrastina, maggiori saranno i costi economici e sociali per realizzarla. In questo campo non esistono vantaggi per i free riders. I costi evitati oggi si ripresenteranno moltiplicati domani.
La conversione ecologica è innanzitutto un programma di riconversione di tutto – o quasi – l’apparato produttivo: quindi di primario e diretto interesse per chi è impegnato direttamente nella produzione: in particolare, come vedremo, ma non solo, nel settore meccanico.
Ma la transizione non riguarda solo la produzione. Coinvolge necessariamente anche i consumi, gli stili di vita, l’organizzazione e il funzionamento dei mercati, la gestione del territorio, i rapporti con le istituzioni, la riconfigurazione delle relazioni personali, la partecipazione ai processi decisionali: cioè la democrazia. Tutti questi aspetti sono strettamente interconnessi.
Alle organizzazioni fondate sulla partecipazione (sindacati, iniziative civiche, comitati di lotta, associazioni professionali, politiche, culturali, ma anche sportive o dopolavoristiche, comunità religiose) spetta il compito di promuovere un generale orientamento alla sostenibilità che abbia il suo fulcro nella conversione ecologica e nella sua articolazione in programmi e progetti a livello sia locale che generale.
Alle istituzioni di governo del territorio (Comuni, associazioni di Comuni, strutture del decentramento urbano e poi, ovviamente, Regioni, Governo nazionale e governance europea) spetta il compito di promuovere e sostenere una domanda solvibile per le produzioni riconvertite alla sostenibilità, sia direttamente, con la spesa pubblica, sia indirettamente, con l’incentivazione, la penalizzazione e il governo della spesa privata.
Alle imprese produttive spetta il compito di riconvertirsi e attrezzarsi per mettersi in grado di soddisfare quella domanda con adeguati investimenti sia fisici che in risorse umane.
Alle attività di ricerca e sviluppo, ai centri di formazione, alle scuole e alle Università, alle strutture di progettazione spetta il compito di sostenere la conversione ecologica sia dal lato della domanda, contribuendo a una sua riqualificazione orientata alla sostenibilità e a una definizione sempre più precisa dei programmi e dei progetti in cui si deve sostanziare, a partire dalle caratteristiche specifiche di ogni territorio, sia dal lato dell’offerta, contribuendo alla riconversione delle corrispondenti attività produttive.
Il finanziamento dei piani o dei progetti di riconversione richiedono un impegno diretto della finanza pubblica, soprattutto a livello locale, incompatibile con il rispetto dei vincoli imposti dai patti di stabilità sia interno che estero; ma anche un coinvolgimento del sistema bancario a livello quanto più articolato possibile.
In tutti i casi la conversione ecologica comporta l’attivazione di processi e interventi a elevata intensità di lavoro sia altamente qualificato che a tutti i livelli di complessità e di specializzazione (ma richiedono anche investimenti non indifferenti).
I settori prioritari della riconversione sono quello energetico (fonti rinnovabili ed efficienza energetica); quello delle costruzioni (efficientamento e messa a norma degli edifici, salvaguardia degli assetti idrogeologici); quello agroalimentare (agricoltura di prossimità, biologica, multicolturale e multifunzionale); la gestione della mobilità (trasporto di passeggeri e merci multimodale, flessibile, fondato sulla condivisione dei veicoli); il riuso e il riciclo degli scarti della produzione e del consumo (le miniere del futuro); la gestione smart del territorio; l’informazione e la comunicazione (sia hardware: reti, terminali e spazi fisici, che software: media); la ricerca, l’istruzione, la cultura,. La conversione energetica, l’impiantistica in campo edilizio, la mobilità, l’ITC e la gestione delle risorse interessano direttamente il settore metalmeccanico.
I servizi pubblici, soprattutto quelli locali, ma non solo, sono il medium fondamentale per governare e promuovere una domanda sostenibile (e quindi per orientare in tal senso sia la spesa pubblica che quella privata) in campo energetico, in quello della mobilità, nella gestione dei rifiuti e del servizio idrico integrato, nella sanità, in campo alimentare (con la gestione delle mense pubbliche e dei mercati ortofrutticoli) e, quindi anche in campo agricolo, ecc. Per questo è assolutamente necessario che restino o ritornino in mano pubblica.
Affrontare la transizione verso la sostenibilità richiede un disegno generale condiviso (e quindi una grande opera di autoeducazione); uno o più piani generali di investimento finalizzati a creare lavoro aggiuntivo; una loro articolazione locale attraverso progetti puntuali che devono essere sviluppati con il consenso e la partecipazione diretta della cittadinanza attiva).
La conversione produttiva e la salvaguardia e la qualificazione dell’occupazione nelle aziende o nei territori da riconvertire non possono essere affidate alle “forze di mercato”: devono venir sviluppate e realizzate all’interno di precisi vincoli di cui devono farsi garanti le istituzioni del governo locale e le organizzazioni fondate sulla partecipazione. Il principale vincolo è la garanzia di poter conservare il proprio lavoro o di poter comunque contare su un reddito fino a che non se ne è trovato uno, sviluppando al massimo la possibilità di una libera scelta con l’istituzione di un reddito minimo garantito.
Le aziende in crisi e quelle in procinto di essere abbandonate dalla proprietà non possono essere affidate a un nuovo padrone. Se con la precedente gestione mancavano le condizioni per renderle profittevoli nel contesto operativo dato, queste mancheranno anche sotto un diverso assetto proprietario.
Occorre quindi mettere a punto ipotesi e modelli di nuove forme di governance delle aziende dove il management non imbocca autonomamente la strada della conversione ecologica. Modelli fondati sulla partecipazione, ma che non scarichino la responsabilità delle scelte solo sulle maestranze coinvolte. Per questo la governance di queste aziende deve vedere il concorso dei sindacati (e delle rsu), dell’associazionismo e degli Enti Locali del territorio di riferimento, delle Università e dei centri di ricerca.
Questa soluzione può essere e va sperimentata fin da ora nella messa a punto di progetti di riconversione delle principali aziende o di alcuni territori in crisi e costituire la base di una piattaforma rivendicativa per dei contratti d’area o di impresa.
Soluzioni del genere non fanno venir meno, ma anzi richiedono un di più di spirito imprenditoriale, coltivato e sviluppato non in forme autoritarie e monocratiche, ma dando il più ampio spazio possibile alla condivisione e alla corresponsabilizzazione. Le rsu, il terzo settore, l’associazionismo e il mondo giovanile sono pieni di persone in grado di assumere ruoli di responsabilità con spirito creativo e partecipativo. Si tratta di individuarle e di coltivarne le potenzialità. La coalizione sociale deve servire anche a questo.

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  Legge elettorale
Inviato da: Simonetta Astigiano - 21/09/2016, 09:29 - Forum: Bacheca - Risposte (6)

Ho pensato di aprire qua una discussione sul tema in oggetto. Dato che nel 2018 ci saranno le elezioni per il rinnovo del governo credo che dovremmo almeno entrare nel dibattito politico, e la questione della legge elettorale ne offre l'occasione.
E' del tutto evidente che si tratta di un esercizio puramente intellettuale,  a parte il M5S nessuno pensa di affossare totalmente l'Italicum ed il maggioritario, e probabilmente si farà qualche aggiustamento sulla legge attuale per guadagnare qualche consenso sul referendum costituzionale e basta. Tuttavia, credo che in prospettiva sia utile domandarsi se davvero il maggioritario sia stato utile a dare al paese ciò di cui aveva bisogno e se un ritorno al proporzionale potrebbe invece aiutare a rimettere in piedi una democrazia alquanto zoppicante. Credo anche che come aggregazione che vuole stimolare la partecipazione dal basso al dibattito politico del paese prendere una posizione condivisa sulla discussione in corso sia utile e necessario. Questo il testo della mail che ho inviato.

Il M5S ha fatto una proposta di legge elettorale, alternativa all'Italicum, proporzionale, con collegi medio-piccoli e voto di preferenza. Non ho letto di sbarramenti.
Mi piacerebbe sapere come la pensate. Io sono da sempre per un ritorno al proporzionale e mi pare che collegi piccoli favoriscano la partecipazione e la rappresentanza, oltre che premiare le organizzazione più strutturate su tutto il territorio, favorendo quindi processi aggregativi. In questo contesto la preferenza è un must.
Qua un articolo del Fatto Quotidiano. http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/20/italicum-mozione-m5s-alla-camera-serve-sistema-proporzionale-con-preferenze/3045214/

Ho provato ad iniziare anche una discussione sulla pagina facebook di L'Altra Liguria, ed il primo commento è che i collegi piccoli favoriscono formazioni locali che possono arrivare ad esprimere più parlamentari di quelle radicate sul territorio nazionale (in Spagna funziona così). Io penso che, da una parte, potrebbe anche essere positivo dare più forza ai territori (un po' come si racconta di voler fare con la riforma costituzionale), aiutando il decentramento. Dall'altra si potrebbero introdurre dei correttivi (ad. esempio una forza politica per partecipare deve potersi presentare in almeno il 50% (?) dei collegi) per stimolare la costruzione di reti e aggregazioni.

Vogliamo iniziare la discussione?
Simo

Questa la risposta per mail di Giovanni Nuscis:
Sono assolutamente d'accordo per il ritorno al proporzionale e le preferenze. Il maggioritario, in nome della governabilita', ha tagliato le gambe e spento la voce alle piccole aggregazioni, eliminato il confronto politico fuori e dentro il Parlamento.
Temo percio' che la proposta non passi.
Andrebbe letta per intero la proposta.
Giovanni

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  Teleconferenza periodica di PrimalePersone. Le ragioni per stare insieme.
Inviato da: Vincenzo Pellegrino - 05/08/2016, 13:10 - Forum: Bacheca - Risposte (1)

Car* tutt*,

se non erro, giovedì prossimo è prevista la teleconferenza periodica di PrimalePersone. Anche se ci troviamo in pieno periodo estivo, ritengo auspicabile, nella prospettiva di organizzare la necessaria assemblea generale della nostra associazione nel mese di settembre, che la teleconferenza sia partecipata e produttiva.

Considerate le forti tensioni che si sono generate al nostro interno in relazione all'ipotizzata iniziativa di Napoli e la conseguente necessità di addivenire ad un profondo chiarimento politico, propedeutico, auspico, anche ad un autentico rasserenamento sul piano dei rapporti personali, penso sia opportuno organizzare al meglio la nostra assemblea generale.
Essa non è solo necessaria sul piano del chiarimento della prospettiva politica che l'associazione intenderà darsi ma anche urgente allo scopo di ripristinare la nostra capacità di agire, come "soggetto collettivo", le più scottanti questioni all'ordine del giorno, a partire dal nostro possibile ruolo nella campagna per il referendum costituzionale.

Come si è visto, purtroppo anche la nostra associazione non è immune alle spinte disgregatrici che hanno portato le forze democratiche del nostro paese ad un livello di frammentazione esasperato ed esasperante. Si tratta di un "male" fertilizzato dalle condizioni sociali ed economiche prodotte dal sistema di dominio che governa il mondo e che produce di fatto l'incapacità di reazione politica della moltitudine oppressa.
È piuttosto evidente che l'individualismo esasperato che domina la cultura mainstreem (quella che ci vuole meri consumatori anziché cittadini) ha fatto breccia ovunque e la tendenza a dividersi sul piano politico (come dimostra anche lo scontro avvenuto al nostro interno) ha ormai raggiunto il livello subatomico!
Per contro, sono altrettanto convinto che non sia più possibile né auspicabile una ricomposizione politica di natura ideologica, che non tenga nel dovuto rispetto le specificità soggettive: ogni singolo individuo, nella sua legittima libertà, è una potenziale ricchezza per l'intera collettività!
L'elemento che, a mio avviso, può oggi fungere legittimamente da forza centripeta, da collante, nella prospettiva di una indispensabile deframmentazione politica della società, non può che essere la ricerca, la sperimentazione e l'attuazione di nuove prassi dell'agire politico che si basino su metodi trasparenti ed autenticamente democratici.
Sono profondamente convinto che, in una società complessa come quella in cui ci troviamo a vivere, la realizzazione pratica di questo processo ricompositivo passi necessariamente attraverso l'adozione di strumenti tecnologici che, altrimenti, avranno solo ricadute antisociali con gli effetti di imbarbarimento generale che abbiamo tutti sotto gli occhi.
La necessità di adottare le tecnologie disponibili a fini di democratizzazione non dipende dal fatto che esse siano di per se un fattore positivo, ma dal fatto che esse, volenti o nolenti, strutturano il mondo in cui viviamo e la loro forza pervasiva è evidente, connessa com'è con la dimensione antropologica che ci fa (giustamente) gioire di ogni innovazione tecnica e tecnologica. Mario ha recentemente citato, in una sua mail, un aforisma di Theodor Adorno sul rapporto tra Sinistra politica e Tecnica che giustamente evidenzia come la prima si condanni all'irrilevanza nella misura in cui voglia porsi ed agire al di sotto del livello della seconda. Riflessione che non è molto lontana dalla critica di Marx al luddismo. Solo se faremo nostre le potenzialità liberatorie delle tecnologie che noi stessi, in quanto moltitudine, abbiamo reso possibili, rivoltandole contro il Capitale che se ne è appropriato sottraendole a una vera fruizione sociale, potremo uscire dallo stato di asservimento in cui ci troviamo.
Qui si fondano le ragioni della valutazione radicalmente critica dei principi su cui si basano il copyright e i brevetti industriali che, guarda caso, sono gli strumenti "legali" che le multinazionali utilizzano per concentrare sempre più la ricchezza globale, immiserendo la società. L'ulteriore passaggio in questa terrificante prospettiva e l'adozione del TTIP e degli altri trattati internazionali che di fatto sottomettono i principi democratici agli enormi interessi dei trust economici.

Mi sono dilungato un po' oltre l'usuale formato di una mail perché mi è venuto spontaneo ribadire, in questo momento critico per la nostra associazione, le principali ragioni per cui ho condiviso profondamente il progetto politico fino ad oggi delineatosi in PrimalePersone, ragioni che fanno di tale progetto una "necessità storica" nella prospettiva di una sorta di redenzione dell'umanità. Sul fatto che essa sia realizzabile non ho alcuna certezza ma, visto l'attuale stato di cose e il suo trend, sono dell'opinione che valga la pena di provarci.

Ci sentiamo, spero in tanti, giovedì prossimo.

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  Carta di Genova - Perchè No
Inviato da: Simone Lorenzoni - 26/07/2016, 19:47 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

Cari amici, mi trovo in grande difficoltà ad affrontare un argomento del genere. Quando si entra in argomenti così personali, il rischio di urtare la sensibilità profonda di chi è credente è grande. Il punto è che io una carta di intenti, che peraltro condivido nella sua stesura dal primo all'ultimo punto, che riporta una presentazione in cui così frequenti sono i richiami alla misericordia ed alle gerarchie vaticane non la posso proprio firmare. Come molti di voi sanno penso delle religioni e del primato della fede sulla ragione tutto il male possibile. Non voglio entrare nelle mie motivazioni, anche perchè non voglio convincere nessuno, ma su una cosa vorrei che mi deste una risposta. Come si può definire "includente" un perorso che con quelle premesse taglia fuori tutti gli atei come me, e probabilmente anche tutti quelli che ritengono indispensabile la laicità nella battaglia politica? Se anche funzionasse con le masse, e non credo, lo farebbe solo facendo leva su un sentimento quanto mai pericoloso, il rinascente identitarismo nazionalista su base religiosa e confessionale, in contrapposizione all'offensiva dell'integralismo islamico. Sono tempi di grandi incertezze, personalmente sono disposto a non mettere l'accento sulla categoria "sinistra", ma solo per motivi di convenienza,visto che è abbastanza evidente che non paga più, non certo perchè penso che non esistano più cose di sinistra o di destra. Di una cosa però rimango convinto, e lo rimarrò sempre, non combatterò mai una battaglia, per quanto giusta e sacrosanta, in nome di un Dio e con una bandierina bianca e gialla in mano. Posso farlo accanto a, ma non in prima persona.


Per questo voterò NO all'issue

http://altraitalia.it/initiative/show/214.html
augurandomi di non essere il solo qui dentro a pensarla così.

Il mio No non è certo una bocciatura della carta (nella sua seconda parte) e, a questo proposito, vorrei rivolgere un appello a tutti quelli che erano a Genova perchè quell'invito, quella chiamata alle armi e a alla battaglia comune possa essere epurata dalla prima parte e da ogni richiamo alle religioni e alle gerarchie ecclesiastiche e riproposta in forma laica. In quel caso ovviamente sarei felice di approvarla, anche se ci fosse la firma del Papa sotto, magari non al primo posto.... ;-).

Un abbraccio
Simone

Qui sotto ripropongo il testo sottoposto all'approvazione, se a qualcuno fosse sfuggito.
CARTA DI GENOVA
19 luglio 2016
Convegno “Dal G8 di Genova alla Laudato si’: il Giubileo del debito?”
A 15 anni dal G8 di Genova e nell’anno del Giubileo della misericordia ci siamo dati appuntamento per condividere una delle questioni globali più urgenti: il progressivo indebitamento dei popoli dell’intero pianeta. Su questo tema abbiamo deciso di confrontarci con pensatori laici e credenti impegnati da anni su questo tema.
La responsabilità collettiva della misericordia, che è il dare opportunità di vita a tutti, richiede di giungere ad una denuncia pubblica delle indifferenze, delle riserve, e ad una pubblica, concorde assunzione di responsabilità al fine di snidare i privilegi e le ipocrisie, che contribuiscono a rendere sempre più ricche e prepotenti le classi dominanti e sempre più povere e vessate le parti sfruttate ed emarginate delle popolazioni.
Da diversi anni il debito è agitato, su scala internazionale, nazionale e locale, come emergenza allo scopo di far accettare come inevitabili le politiche liberiste di alienazione del patrimonio pubblico, mercificazione dei beni comuni, privatizzazione dei servizi pubblici, sottrazione di democrazia e di diritti. Di fatto, il debito rappresenta lo shock che serve “a far diventare politicamente inevitabile ciò che è socialmente inaccettabile”.
Anche in Europa, sta prevalendo l’ideologia della finanza e dei vincoli di bilancio che hanno creato debito, diseguaglianze, risvegliato egoismi, nazionalismi e spinte isolazionistiche che ampliano il solco di un’Europa senza anima, riportando indietro l’orologio della storia a periodi caratterizzati da drammatici conflitti.
Sotto i nostri occhi si consuma l’orrore di esclusioni e della pericolosissima costruzione di muri materiali e mentali, conseguenza di un malinteso senso del limite che colpisce bersagli umani invece di colpire le logiche che animano la finanza senza regole.
Sembra infatti prevalere un’economia estrattiva, che porta con sé privatizzazioni di beni comuni, distruzione, miseria, guerre, migrazioni epocali e irreversibili cambiamenti climatici che colpiscono aree del pianeta vulnerabili, creando un debito ecologico pagato soprattutto da paesi, non responsabili dei disastri ambientali ed esclusi dalla distribuzione della ricchezza, ma gravati da un debito pubblico, in gran parte illegittimo, che li rende schiavi, ancor di più, di un sistema economico che sfrutta il pianeta e l’umanità.
In questa direzione va anche l'analisi del “Pontificio Consiglio Giustizia e Pace” nel messaggio che il suo presidente, cardinal Peter K. A. Turkson, ha inviato ai partecipanti a questo Convegno “Dal G8 alla Laudato sì: il Giubileo del debito?“ e del quale questo breve stralcio è illuminante e politicamente rilevante: “Negli ultimi anni, in conseguenza alla crisi economica e finanziaria internazionale il problema del debito pubblico si è manifestato con vigore anche nelle economie dei paesi sviluppati e, in particolar modo, in Europa. Di fonte ad una crisi del debito divenuta sempre più globale, sarebbe opportuno – in questi ultimi mesi dell'anno giubilare della Misericordia – riflettere nuovamente sull'opportunità di ridurre, se non addirittura condonare il debito a quei paesi che schiacciati da questo fardello non riescono a porre le basi per lo sviluppo umano delle persone, soprattutto delle nuove generazioni. Papa Francesco ci ricorda nella Misericordiae Vultus, Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, come “il richiamo all'osservanza della legge non possa ostacolare l'attenzione per le necessità che toccano la dignità delle persone”. Sempre nel messaggio viene sottolineato come anche il Centro Africano per lo Sviluppo e gli studi di strategia dichiari che “il debito demolisce le scuole, gli ospedali e le cliniche e i suoi effetti sono non meno devastanti di quelli di una guerra”.
L'ideologia del debito mette sotto scacco la democrazia, predeterminando le scelte politiche ed economiche tanto a livello nazionale quanto a livello locale, mettendo a rischio la stessa funzione pubblica e sociale degli enti di prossimità e minando il tessuto sociale delle comunità.
Agire contro l'ideologia e la materialità del debito costituisce di conseguenza un impegno prioritario che vogliamo collettivamente assumere.
Non è la prima volta che, in questi 15 anni, i movimenti sociali e ecclesiali si incontrano per mettere in comune analisi, riflessioni e azioni sociali per contrastare “l'economia che uccide” e “la tirannia invisibile” (Evangelii Gaudium 53, 56) dei mercati finanziari.
Assieme abbiamo promosso iniziative per il controllo democratico dei movimenti dei capitali finanziari; assieme abbiamo contrastato i trattati di libero scambio (dalla direttiva Bolkestein all'attuale TTIP – ipotesi di trattato di libero scambio tra USA e UE); assieme abbiamo promosso sensibilizzazione e mobilitazione in difesa dei beni comuni e per un nuovo modello di società e di democrazia.
Sempre assieme, oggi riteniamo di dover agire per promuovere ad ogni livello la liberazione dei popoli e delle comunità dal debito illegittimo ed odioso, attivando la partecipazione diretta delle persone.
Da tempo anche nel nostro Paese sono iniziati percorsi di indagini e revisioni contabili (audit) del debito in diversi territori e Comuni (Roma, Napoli, Parma, Livorno, etc.), smascherando la geografia dei poteri che dietro di esso si nasconde.
Proprio a partire da queste esperienze è stata avviata anche in Italia la nascita del Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi (Cadtm), un percorso collettivo per valutare il tema dell’annullamento del debito quale punto nodale per un’economia ed una finanza più giuste.
E' sulla base di queste riflessioni e considerazioni condivise che
noi oggi riuniti a Genova dopo questa giornata di lavoro collettivo, approviamo la presente Carta d'intenti comuni, ed esprimiamo l’interesse ad impegnarci come singoli o organizzazioni proponendo a tutte le realtà interessate ed attive a livello locale, nazionale ed internazionali, la costruzione di un percorso che abbia i seguenti obiettivi:
a) promuovere un diverso modello sociale ed economico che metta al centro la piena dignità di ogni persona nel rispetto della vita del pianeta, nostra casa comune;
b) promuovere una campagna di sensibilizzazione sui temi del debito, della finanza e della ricchezza sociale, che sappia comunicare in forme semplici la complessità di questi temi;
c) avviare, in forma partecipativa e dal basso l’istituzione di una Commissione popolare d'indagine e di verità sul debito pubblico italiano, al fine di sapere se, e in quanta parte, tale debito è illegittimo.
Come emerso dalla discussione comune di questa giornata, pensiamo ad un percorso:
1. che parta anche da realtà locali e settoriali (sanità, istruzione, servizi essenziali, grandi opere ecc.), perché sui temi specifici e dal basso si avverte maggiormente la pressione dell'austerity e dei tagli, risultando anche uno spazio di maggiore coinvolgimento che può produrre un nuovo senso comune, creando alleanze con vari settori della società civile;
2. che sia accompagnato da un gruppo di facilitazione che elabori una prima proposta di lavoro, da sottoporre a tutte le realtà interessate, per un primo appuntamento nazionale, tenendo conto della data che verrà fissata per il referendum costituzionale;
3. che sia caratterizzato da un lavoro dal basso e popolare per rendere i contenuti accessibili, con una comunicazione efficace per evidenziare pubblicamente la relazione tra malessere sociale e debito, avvicinando il tema alla gente e creando consapevolezza sui nessi tra debito e declino del welfare;
4. che coinvolga in particolar modo i giovani e le figure competenti;
5. che abbia le caratteristiche di un movimento popolare aperto e inclusivo verso le differenze sociali, culturali, e religiose;
6. che definisca strategie efficaci con obiettivi di breve, medio e lungo periodo, con periodiche verifiche di fattibilità;
7. che interroghi e investa anche le istituzioni, senza farsi vincolare dal rapporto con le istituzioni medesime;
8. che si intrecci con altre campagne già avviate sulla finanza pubblica, a partire da quella per la socializzazione della Cassa Depositi e Prestiti;
9. che sia collegato alla difesa e all'attuazione dell’articolo 47 della Costituzione per incoraggiare e tutelare l’accesso al risparmio popolare e per disciplinare il credito;
10. che metta in rete le esperienze delle città ribelli al debito locale, in vista della riappropriazione, da parte del popolo, del diritto all'insolvenza dei debiti illegittimi.
Primi firmatari:
Bersani Marco
Bertorello Marco
Bortolon Matteo
Coin Francesca
Cosentino Pino
De Lellis Antonio
Delfino Francesca
Di Nicola Renato
Filoni Chiara
Gesualdi Francesco
Lazzarotto Anna
Lovera Vittorio
Lucchetti Deborah
Manti Antonio
Mucci Maria
Piccoli don Silvio
Quintavalla Cristina
Ricchiuti mons. Giovanni
Stumpo Marcella
Tassi Edoardo
Toussaint Eric
Valentinetti mons. Tommaso
Viale Guido
Zanotelli Alex
Per contatti e adesioni, fare riferimento ad:
Antonio De Lellis adelellis@clio.it
Antonio Manti mantanna@tin.it

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  Proposte Regolementi interni
Inviato da: Athos Gualazzi - 17/07/2016, 21:48 - Forum: Bacheca - Risposte (4)

Propongo una traccia di regolamento da valutare art. per art. prima di passarlo sul decisionale:

REGOLAMENTO interno Associazione Prima le Persone
Premessa:
Prima le Persone si basa sull'assunto “Una Persona, una idea, un voto”.
TITOLO I: DELLA PIATTAFORMA
SEZIONE I: SCELTA E UTILIZZO DELLA PIATTAFORMA
Art. 1. Liquid Feedback
L’Assemblea decide di utilizzare Liquid Feedback aggiornata sempre all’ultima versione stabile e funzionante resa disponibile dagli sviluppatori, come Piattaforma deliberativa per la sua Assemblea Permanente, che risponderà all’indirizzo web http://altraitalia.it.
Sezioni, aree e policy in uso saranno definite attraverso questo Regolamento.
Le Persone, in regola con la quota associativa a Prima le Persone, avranno permesso di modifica e voto all’interno della Piattaforma che in lettura sarà completamente pubblica tranne i nominativi dei votanti.
Ogni iscritto, avente diritto, può proporre istanze ed emendamenti, secondo le policy più avanti indicate con il seguente schema:

titolo/oggetto dell’istanza
a) testo della proposta articolando dettagliatamente e sinteticamente
b) motivazioni esplicative a supporto della proposta
c) facoltative le motivazioni della respinta o accoglimento degli emendamenti


Art. 2. Validità delle iniziative approvate e loro modifica
Ogni iniziativa approvata sulla Piattaforma sarà vincolante per l'Associazione Prima le Persone, da ora PlP.
La modifica di qualsiasi iniziativa approvata potrà essere riproposta in Piattaforma soltanto dopo che sia trascorso un tempo triplo del tempo di discussione impiegato per approvarla.
Ogni iniziativa non approvata potrà essere riproposta in qualsiasi momento per un massimo di tre volte.
SEZIONE II: SEZIONI E AREE
Art. 3. Sezioni in uso
La Piattaforma sarà suddivisa in Sezioni, una denominata “Principale” a cui avranno accesso e diritto di voto tutti gli iscritti e altre venti, una per ciascuna Regione italiana, che porteranno la denominazione della Regione stessa, a cui avranno accesso in lettura tutti gli Iscritti e diritto di voto solo gli Iscritti residenti nella Regione stessa.
Ogni Iscritto potrà presentare, per qualsivoglia motivazione, richiesta di partecipazione anche ad altre Sezioni regionali, previo parere favorevole espresso dagli Iscritti della Regione a cui la suddetta richiesta viene inoltrata.
Art. 4. Aree in uso
La Sezione “Principale” e le Sezioni regionali conterranno tutte le relative aree di interesse, suddivise per argomento, secondo quanto descritto di seguito.
La partecipazione, diretta o tramite delega, degli Iscritti a ciascuna area è facoltativa.
Art. 5. Aree nella Sezione Principale
La Sezione “Principale” conterrà le seguenti Aree:

  1. 1. “Revisione dello Statuto o del Manifesto” – Area dedicata alle sole iniziative di revisione dello Statuto e/o del Manifesto2. “Organizzazione e priorità” – Area dedicata alle sole iniziative di natura organizzativa.3. “Revisione del Regolamento” – Area dedicata alle sole iniziative di revisione del presente Regolamento4. “Arbitrato” – Area dedicata alle questioni inerenti la Giustizia interna di PlP.5. “Elezioni ed incarichi” – Area dedicata alle elezioni degli Iscritti e assegnazione incarichi.6. “Mozioni ” – Area dedicata alle sole mozioni di carattere politico e programmatico7. “Gestione economica” – Area dedicata alle sole iniziative riguardanti la gestione economica e la Tesoreria8. “Comunicazioni in Assemblea” – Area dedicata alle comunicazioni di servizio quali dimissioni o altro che non richieda votazione.9. “Redazione testo”– Area dedicata alla redazione testi e comunicati .
Art. 6. Aree nelle Sezioni regionali
Ciascuna sezione regionale conterrà le seguenti Aree:
  1. “Organizzazione e priorità”
    2. “Elezioni ed incarichi”
    3. “Gestione economica”
    4. Altre Aree possono essere richieste da ciascuna Regione
SEZIONE III: POLICY
Art. 8. Policy in uso
Le policy da utilizzare all’interno della Piattaforma nella Sezione “Principale” sono le seguenti:
8-1. “Statuto e Manifesto”.
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 20%.
Tempo di discussione: 90 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 5 giorni
Quorum di ammissione al voto: 30%
Tempo di voto: 15 giorni
Maggioranza diretta: 2/3
Maggioranza indiretta: 2/3
Questa policy sarà inserita nella sola Area “Revisione dello Statuto o del Manifesto” e dovrà essere usata per effettuare tutte le modifiche dello Statuto o del Manifesto.
8-2. “Regolamento”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 15%.
Tempo di discussione: 30 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 2 giorni
Quorum di ammissione al voto: 25%
Tempo di voto: 7 giorni
Maggioranza diretta: 1/2
Maggioranza indiretta: 1/2
Questa policy sarà inserita nella sola Area “Revisione del Regolamento” e dovrà essere usata per effettuare tutte le modifiche di questo Regolamento.
8-3. “Elezioni in Assemblea”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 10%.
Tempo di discussione: 15 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 2 giorni
Quorum di ammissione al voto: 20%
Tempo di voto: 7 giorni
Maggioranza diretta: 1/2
Maggioranza indiretta: 1/2
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Elezioni ed incarichi” di qualsiasi Sezione e dovrà essere usata per qualsiasi elezioni e/o incarico diverso da quelli normati separatamente, ovvero l’elezione dei Certificatori e di tutte le Elezioni Ordinarie rientranti nei casi descritti al Titolo II “DELLE ELEZIONI ORDINARIE”.
8-4. “Elezione nelle Regioni”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 10%.
Tempo di discussione: 15 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 2 giorni
Quorum di ammissione al voto: 20%
Tempo di voto: 7 giorni
Maggioranza diretta: 2/3
Maggioranza indiretta: 2/3
Questa policy sarà inserita nell’area “Elezioni ed incarichi” della Sezione “Principale” e dovrà essere usata per eleggere o conferire incarichi nelle Regioni che decidano di darsi una diversa struttura organizzativa regionale.
8-5. “Spese entro 500 euro”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 10%.
Tempo di discussione: 7 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 1 giorno
Quorum di ammissione al voto: 20%
Tempo di voto: 2 giorni
Maggioranza diretta: 1/2
Maggioranza indiretta: 1/2
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Gestione economica” e dovrà essere usata per autorizzare la Tesoreria a spese entro 500 euro, non rientranti tra quelle già approvate in fase di Bilancio Preventivo.
8-6. “Spese oltre 500 euro”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 20%.
Tempo di discussione: 7 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 1 giorno
Quorum di ammissione al voto: 30%
Tempo di voto: 2 giorno
Maggioranza diretta: 2/3
Maggioranza indiretta: 2/3
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Gestione economica” e dovrà essere usata per autorizzare la Tesoreria a spese oltre 500 euro, non rientranti tra quelle già approvate in fase di Bilancio Preventivo.
8-7. “Pubblicazione testo”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 10%.
Tempo di discussione: 7 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 1 giorno
Quorum di ammissione al voto: 20%
Tempo di voto: 2 giorni
Maggioranza diretta: 1/2
Maggioranza indiretta: 1/2
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Organizzazione e priorità” e dovrà essere utilizzata per chiedere la diffusione di un messaggio a nome del Partito Iscritto tramite uno dei canali di comunicazione disponibili.
8-8. “Pubblicazione testo urgente”
Tempo di nuovo: 1 giorno
Quorum di ammissione alla discussione: 20%.
Tempo di discussione: 2 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 12 ore
Quorum di ammissione al voto: 30%
Tempo di voto: 1 giorno
Maggioranza diretta: 2/3
Maggioranza indiretta: 2/3
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Organizzazione e priorità” e dovrà essere utilizzata per chiedere la diffusione di un messaggio a nome del Partito Iscritto tramite uno dei canali di comunicazione disponibili.
8-9. “Mozione ordinaria”
Tempo di nuovo: 5 giorni
Quorum di ammissione alla discussione: 5%.
Tempo di discussione: 30 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 2 giorni
Quorum di ammissione al voto: 10%
Tempo di voto: 7 giorni
Maggioranza diretta: 1/2
Maggioranza indiretta: 1/2
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Organizzazione e priorità” e in tutte le aree “Mozioni Politiche”.
Nel primo caso verrà utilizzata per autorizzare un evento di carattere organizzativo, mentre nel secondo sarà impiegata per l’approvazione di un punto programmatico.
8-10. “Mozione urgente”
Tempo di nuovo: 1 giorno
Quorum di ammissione alla discussione: 10%.
Tempo di discussione: 2 giorni
Tempo di sospensione e verifica: 12 ore
Quorum di ammissione al voto: 20%
Tempo di voto: 1 giorno
Maggioranza diretta: 2/3
Maggioranza indiretta: 2/3
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Organizzazione e priorità” e in tutte le aree “Mozioni Politiche”.
Nel primo caso verrà utilizzata per autorizzare un evento di carattere organizzativo, mentre nel secondo sarà impiegata per l’approvazione di un punto programmatico.
8-11. “Comunicazione in Assemblea”
Tempo di nuovo: 0
Quorum di ammissione alla discussione: 0%.
Tempo di discussione: 12 ore
Tempo di sospensione e verifica: 0
Quorum di ammissione al voto: 0%
Tempo di voto: 7 giorni
Maggioranza diretta: 0/1
Maggioranza indiretta: 0/1
Questa policy sarà inserita in tutte le aree “Elezioni ed incarichi” e “Gestione economica” di qualsiasi Sezione, dovrà essere utilizzata da tutti gli Iscritti che intendano candidarsi per uno degli incarichi di cui al Titolo II, dimettersi da un incarico o da chiunque intenda aprire un nuovo Gruppo di Lavoro.
SEZIONE IV: PARAMETRI SPECIALI
Art. 9. Member_TTL (Time to Live)
Viene fissato in 60 giorni il tempo di inattività concesso agli utenti della Piattaforma (“member_ttl”) prima di considerarli inattivi.
Art. 9.bis delle Deleghe
Le deleghe, anche regionali, devono essere rinnovate ogni 60 giorni pena la decadenza.
TITOLO II: DELLE ELEZIONI ORDINARIE
SEZIONE I: ELEZIONE DEL/LA Presidente
Art. 10. Modalità elettive del/la Presidente
Viene eletto ogni due anni mediante estrazione casuale equiprobabile tra tutti gli Iscritti continuativamente da almeno due anni a PlP che non stiano ricoprendo l’incarico di Garante della Privacy o di Tesoriere e che abbiano fatto apposita richiesta mediante comunicazione in area “Elezioni ed incarichi” con policy “Comunicazione in Assemblea” almeno trenta giorni prima della fine del mandato del/la Presidente/ssa in carica.
Art. 11. Obblighi di legge
Una volta eletto, il/la nuovo/a Presidente dovrà farsi carico personalmente di ottemperare a tutti gli obblighi di legge, le cui spese rendicontate verranno saldate dalla Tesoreria, assumendo così la piena rappresentanza legale dell’Associazione.
SEZIONE II: ELEZIONE DEL GARANTE DELLA PRIVACY
Art. 12. Modalità elettive del Garante della Privacy
Viene eletto annualmente, con possibilità di ricandidarsi per l’anno successivo fino ad un massimo di tre mandati consecutivi, uno tra gli iscritti consecutivamente da almeno un anno che non ricopra l’incarico di Presidente/ssa o di Tesoriere e sia stato candidato in area “Elezioni ed incarichi” con policy “Elezioni in Assemblea”.
Art. 13. Elezione dei collaboratori del Garante della Privacy
Il Garante in carica potrà avvalersi di collaboratori da lui scelti tra gli Iscritti, fino ad un massimo di due, dandone semplice comunicazione in area “Elezioni ed incarichi” con policy “Comunicazione in Assemblea”.
I suddetti collaboratori terminano il loro mandato con quello del Garante che li ha nominati.
SEZIONE III: ELEZIONE DEL TESORIERE
Art. 14. Modalità elettive del Tesoriere
Viene eletto ogni due anni, con possibilità di ricandidarsi fino ad un massimo di tre mandati consecutivi, uno tra gli Iscritti iscritti consecutivamente da almeno due anni che non ricopra l’incarico di Presidente/ssa o di Garante della Privacy e sia stato candidato in area “Elezioni ed incarichi” con policy “Elezioni in Assemblea”.
Art. 15. Elezione dei collaboratori del Tesoriere
Il Tesoriere in carica potrà avvalersi di collaboratori da lui scelti tra gli Iscritti, fino ad un massimo di due, dandone semplice comunicazione in area “Elezioni ed incarichi” con policy “Comunicazione in Assemblea”.
I suddetti collaboratori terminano il loro mandato con quello del Tesoriere che li ha nominati.
SEZIONE VI: Assegnazione incarichi
Art. 16. Modalità elettive assegnazione incarichi
L'Assemblea Permanente può conferire incarichi di scopo per qualsiasi esigenza contingente con policy “Elezioni in Assemblea” e specificando obiettivo e tempistica per raggiungerlo, non è possibile conferire incarichi generici che costituiscano organigramma di PlP fatte salve le figure di cui alle sezioni I, II e III del TITOLO II: DELLE ELEZIONI ORDINARIE.
SEZIONE VII: ATTUAZIONE
Art. 17. Assunzione incarichi
Tutti gli incarichi assegnati dall'Assemblea Permanente vengono assunti responsabilmente e terminano alla realizzazione o abbandono del progetto .
Art. 18. Dimissioni degli incaricati
In caso di rinuncia di uno o più incaricati entro il loro progetto, si procederà se possibile al recupero dei disponibili o a nuove assegnazioni.
TITOLO III: DELLA GESTIONE ECONOMICA
SEZIONE I: QUOTA ASSOCIATIVA
Art. 19. Data di iscrizione
Per il socio iscritto con procedura di certificazione, la decorrenza della quota d’iscrizione inizia dalla data di attivazione nella Piattaforma.
Art. 20. Quota associativa
Come stabilito da Statuto
SEZIONE II: CANALI UFFICIALI
Art. 23. Elenco dei canali ufficiali
I canali ufficiali di pagamento sono i soli seguenti:
a) Conto corrente bancario
Intestatario: Associazione Prima le Persone
IBAN: IT88A0501804000000000216931
Banca: c/o Banca Popolare Etica - Filiale di Bari
b) Paypal: indirizzo/account tesoriere
c) Postepay
tramite versamento su POSTEPAY 5299 4880 0028 7561; presso Uffici Postali e Ricevitorie abilitate (in questo caso risulta utile inviare mail di avvenuto versamento in antonio.greco61@gmail.com?subject=quota%20iscrizione%20o%20donazione&body=Ho%20versato%20la%20somma%20di%20€%20.........%20tramite%20...........a​%20titolo%20di%20quota%20donazione%20%28cancellare%20donazione%20se%20si%20tratt​a%20di%20quota%20o%20viceversa%29%0Afirmato%20...........%20)
SEZIONE III: RINNOVI
Art. 21. Sospensione dell’accesso alla Piattaforma
Trascorsi 60 giorni dal mancato rinnovo si procede alla sospensione dell’accesso alla piattaforma.
L’accesso alla Piattaforma verrà ripristinato al pagamento di tutte le quote non pagate.
Il socio sospeso per mancato rinnovo della quota associativa non perde comunque, a norma di legge, la qualifica di Socio.
SEZIONE IV: BILANCIO
Art. 22. Bilanci
I bilanci infrannuali, le previsioni di bilancio e il bilancio finale vengono rilasciati dalla Tesoreria tramite comunicazione in Piattaforma in area “Gestione economica” mediante apposito collegamento consultabile in sola lettura.
Ogni socio avrà la possibilità di consultare e visionare sempre l’andamento economico durate tutto l’anno.
Il bilancio preventivo e consultivo sono pubblicati in Piattaforma nell’area “Gestione economica” e devono essere approvati dall’Assemblea.
Il bilancio viene certificato dall’A.P. dando così garanzia di trasparenza e condivisione, deve contenere un elenco delle entrate e delle uscite organizzato in modo che siano prevedibili le dotazioni di base.
Tutti gli Iscritti possono partecipare alla certificazione del bilancio.
Art. 23. Pubblicazioni
La pubblicazione del bilancio deve rispettare rigorosamente la privacy dei soci.
Ogni donazione di importo superiore alla quota annua d’iscrizione ordinaria viene indicata in bilancio.
Il bilancio finale annuale una volta approvato viene pubblicato sul sito senza limitazioni alla visualizzazione.
I bilanci infrannuale così come l’elenco soci aggiornato, rispettando i diritti del socio, devono essere forniti almeno semestralmente all’Assemblea in Piattaforma nell’area “Gestione economica” e devono essere approvati dalla stessa Assemblea.
TITOLO IV: Degli Iscritti
SEZIONE I: CODICE DI CONDOTTA degli Iscritti
Premessa
Questo Codice di Condotta riguarda gli ambiti gestiti o utilizzati dagli Iscritti per gli Iscritti e gli ospiti e si applica nelle interazioni uno-a-uno, uno-a-molti, molti-a-molti.
Il Codice deve essere inserito nella documentazione e nei termini di servizio degli ambiti gestiti dagli Iscritti per gli Iscritti e gli ospiti.
Sulla base delle violazioni di questo Codice, l' Assemblea Permanente può intervenire per facilitare il regolare svolgimento delle attività dell'Associazione e garantire la civile convivenza tra gli Iscritti e gli ospiti.
Art. 24.
PlP accoglie ed incoraggia la partecipazione di tutti.
Non importa come ti identifichi o come gli altri ti percepiscono: sei il benvenuto.
Diamo il benvenuto a tutti fintanto che interagiscono in modo costruttivo con i nostri obiettivi condivisi.
Il nostro progetto è di natura politica ma apprezziamo e incoraggiamo i contributi di coloro che hanno esperienza in altri settori e li accogliamo nella nostra comunità.
Art. 25. Sii rispettoso
In un progetto delle dimensioni di PlP, inevitabilmente ci saranno persone con le quali potrai essere in disaccordo, o trovare difficoltà a cooperare. Accetta che sia cosi e rimani rispettoso.
Il disaccordo non è una scusa valida tale da giustificare comportamenti incivili o attacchi personali, una comunità in cui le persone si sentono minacciate non è una comunità sana.
Adotta un linguaggio di rispetto e di uguaglianza, ricorda che il soggetto del nostro progetto è l'idea e non chi la supporta.
Art. 26. Assumi la buona fede
Le Persone hanno molti modi di raggiungere i propri obiettivi condivisi ma possono differire dai tuoi.
Parti dal presupposto che altre Persone stiano lavorando in questa direzione.
Ricorda che non tutte le Persona sono di madrelingua italiana e possono avere background culturali diversi.
Art. 27. Sii collaborativo
PlP è un progetto grande e complesso; c’è sempre da imparare.
E’ bene chiedere aiuto ogni qual volta se ne sente il bisogno.
Allo stesso modo, offerte di aiuto dovrebbero essere viste nel contesto dell’obiettivo comune di migliorare PlP.
Quando fai qualcosa per il bene del progetto, sii disposto a spiegare agli altri come funziona, in modo che possano condividere e migliorare il lavoro.
Art. 28. Sii conciso
Tieni a mente che ciò che si scrive anche una sola volta potrà essere letto da tutti e nel tempo.
PlP dispone di vari strumenti di comunicazione ciascuno dei quali svolge al meglio una propria funzione.
a) Mailing list: evitare discussioni ed utilizzarle unicamente per segnalare dove si è avviato un argomento in qualsiasi spazio anche non di PlP (forum, lqfb, sito o altro spazio d'interesse).
b) Forum è lo spazio ideale per condividere argomenti e strutturare discussioni, è statico e non impone tempi predefiniti.
c) Web-conference/chat per un contatto più immediato e confidenziale, l'invito deve essere fatto sulla mailing list affinché tutti ne siano a conoscenza e possano partecipare, per sondare orario e giorno di maggior partecipazione l'appuntamento è fissato con il dudle liberamente disponibile all'indirizzo https://dudle.inf.tu-dresden.de/?lang=it.
d) decisionale per verbalizzare e decidere in ordine a PlP.
Cerca di rimanere in tema, soprattutto nelle discussioni che sono già abbastanza grandi.
Art. 29. Sii aperto
La maggior parte delle vie di comunicazione utilizzate dalle Persone comprende sia comunicazioni private che pubbliche.
Prediligi metodi pubblici di comunicazione per i messaggi relativi a PlP, a meno di trattare qualcosa di particolarmente sensibile.
L’effetto immediato è di permettere di ricevere un sostegno pubblico agli argomenti e di risolvere molto piu velocemente gli errori.
Art. 30. In caso di problemi
Mentre questo codice di condotta dovrebbe essere rispettato da PlP, riconosciamo che ciascuno può avere avuto una brutta giornata o non essere a conoscenza di antefatti è quindi necessario essere tolleranti.
In particolare:
1. I messaggi non devono essere offensivi o irrispettosi
2. Devono presumere la buona fede
SEZIONE II: PROFILO Iscritto
Art. 31. Gestione dei dati personali
Ciascun Iscritto in Piattaforma è responsabile di tutti i dati immessi nel proprio profilo e risponde di fronte all’Assemblea per eventuali contenuti irrispettosi o in violazione di leggi vigenti dello Stato e anche per eventuali contenuti falsi.
In particolare, in caso di recesso dovrà farsi carico in prima istanza della rimozione di tutte le informazioni personali contenute nel profilo stesso.
Art. 32. Gestione della partecipazione volontaria alle aree.
Ciascun Iscritto in Piattaforma è responsabile della partecipazione o meno alle aree indicate in Piattaforma.
In particolare, in caso di recesso dovrà farsi carico in prima istanza della rimozione della partecipazione da tutte le aree a cui stava partecipando.
Art. 33. Gestione delle deleghe
Ciascun Iscritto è responsabile di tutte le deleghe da lui date ad altri Iscritti in Piattaforma.
SEZIONE III: RECESSO dell'Iscritto
Art. 34. Comunicazione del recesso
Ciascun Iscritto che intende recedere dall’Associazione, perdendo così la qualifica di Iscritto, è tenuto a dare comunicazione della sua volontà scrivendo al Garante della Privacy all’indirizzo garanti@altraitalia.it.
Sarà cura del Garante stesso fornire entro il 5 di ogni mese un resoconto di tutti gli Iscritti dimissionari il mese precedente, tramite comunicazione in Piattaforma nella Sezione Principale, area “Elezioni ed incarichi” con policy “Comunicazioni in Assemblea”.
Art. 35. Obblighi collaterali
Sarà inoltre cura dell' Iscritto stesso, che perderà quindi ogni incarico eventualmente ricoperto all’interno di PlP, rimuovere l’iscrizione a tutti gli strumenti utilizzati (quali ad esempio mailing lists, sito web eccetera…) o direttamente o tramite gli amministratori di tali strumenti.
TITOLO V: DEI CERTIFICATORI
Art. 36. Candidature
In aggiunta all'autoiscrizione diretta dal sito tutti gli Iscritti possono candidare persone estranee a PlP e fungere da tutor per favorire l'inserimento del nuovo socio sia nella compilazione del modulo digitale che nella conoscenza del decisionale.
Art. 37. Idoneità e sistema di certificazione in uso
Il sistema di certificazione in uso avviene tramite compilazione del modulo disponibile sul sito ufficiale dell'Associazione e gestito dal garante della privacy e dall'amministratore del sito, il certificatore può ricevere il modulo cartaceo che deve inoltrare al tesoriere insieme alla quota associativa se raccolta brevi manu.
Art. 38. Elezione
Tutti gli Iscritti in possesso dell’idoneità di cui al precedente articolo possono assumere incarichi assegnati in Assemblea in area “Elezioni ed incarichi”.
TITOLO VI: DEI GRUPPI DI LAVORO
SEZIONE I: COSTITUZIONE
Art. 39. Modalità di costituzione dei gruppi
Ciascun Iscritto che lo ritenga opportuno, potrà decidere di costituire un gruppo di lavoro autonomo dandone comunicazione in Assemblea nella Sezione Principale della Piattaforma, in Area “Elezione ed incarichi”, con policy “Comunicazione in Assemblea”.
La partecipazione a qualsiasi gruppo è libera e su base volontaria.
Art. 40. Risorse del gruppo
Ciascun gruppo decide autonomamente come strutturarsi e di quali strumenti dotarsi.
Qualora necessiti di condividere strumenti esistenti, dovrà coordinarsi con gli altri gruppi.
Qualora necessiti di strumenti ex-novo dovrà chiedere approvazione assembleare in Piattaforma, sezione Principale, area “Organizzazione e priorità” con policy “Mozione urgente” o “Mozione ordinaria”, a seconda dell’urgenza della richiesta.
Art. 41. Chiusura di un gruppo
Ciascun gruppo che intenda esaurito il proprio scopo dovrà darne comunicazione in Assemblea nella Sezione Principale della Piattaforma, in Area “Elezione ed incarichi”, con policy “Comunicazione in Assemblea”.
Le risorse eventualmente utilizzate potranno essere riallocate.
TITOLO VII: DELLE SEZIONI LOCALI
Art. 42. Autonomia delle sezioni locali
Le sezioni locali sono autonome nelle iniziative da intraprendere a patto che tutte le decisioni vengano prese o riportate all’interno della relativa sezione regionale della Piattaforma e non siano in contrasto con lo Statuto, il Manifesto e il Regolamento di PlP .
Art. 43. Gestione economica delle sezioni locali
La gestione economica delle sezioni locali è liberamente decisa dalle stesse, come specificato nel precedente articolo.
Ogni metodo di finanziamento per le attività locali viene autonomamente deciso in ambito locale.
E’ facoltà di ogni sezione locale, intesa su base regionale, chiedere finanziamenti straordinari alla Tesoreria, che li potrà concedere a seguito di apposita decisione Assembleare.
Art. 44. Candidature alle elezioni amministrative
Le sezioni locali regionali di PlP sono autonome e provvedono all'autofinanziamento delle proprie iniziative.
Art. 45. Strumenti in dotazione alle sezioni locali.
Qualunque sezione ne faccia richiesta, sarà dotata di una mailing list tipo nomeregione@lists.primalepersone.eu e di un dominio di terzo livello del tipo nomeregione.primalepersone.eu, con relativo puntamento dei DNS ad indirizzo IP fornito dalla sezione locale stessa, che curerà e amministrerà in proprio l’infrastruttura tecnologica necessaria.
Art. 46. Controversie e dispute tra Soci in ambito locale.
Poiché i soli ambiti locali possibili sono attualmente limitati alle Regioni italiane, i gruppi locali per quanti essi siano dovranno comunque tutti comunicare decisioni comuni usando la Piattaforma nelle rispettive sezioni locali.
Ogni disputa e controversia sarà regolata e gestita a livello nazionale, tramite l'Assemblea Permanente
Art. 47. Strumenti di comunicazione e loro utilizzo.
L'Associazione utilizza tutti gli strumenti di comunicazione interna ed esterna permessi dalla tecnologia corrente in particolare:
a) Mailing list aperta a tutti i soci in modalità uno a tutti, l'utilizzo è riservato a comunicazioni e sconsigliato per discussioni;
b) Forum pubblico dedicato alle discussioni con area riservata ai soli soci;
c) Video conferenze aperte a tutti gl'iscritti.

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  tempo di bilanci
Inviato da: Laura Cima - 17/07/2016, 10:07 - Forum: Bacheca - Risposte (6)

Tempo di bilanci

Si avvicina il mio settantaquattresimo compleanno che passerò con figli e nipoti: una vita spesa a contrastare violenze e ingiustizie, a cominciare da quelle che subiscono le donne in tutto il mondo. Una vita piena e fortunata, tanti rapporti importanti che rimangono e nuovi che si aprono, ora nella mia cittá si realizzano speranze e ci si confronta con amiche e amici nelle istituzioni, femministe, Notav e salviamo il paesaggio al potere. Quindi dovrei essere contenta.
Ma come si puó con tutti queste morti violente ogni giorno, di persone inermi che guardano su una passeggiata marina i fuochi artificiali con i loro figli nel passeggino, vanno in treno a scuola o al lavoro, partecipano a un concerto o siedono al bar o al ristorante, vengono nei nostri paesi a cercare aiuto per vivere e trovano muri, affogano in mare. Come si puó mentre ieri due donne sono state di nuovo uccise dai loro mariti, nel modo piú barbaro, una a martellate, mentre chiudeva la casa per le vacanze o altre che avevano denunciato inutilmente, o accettavano di parlare l’ultima volta con chi le picchiava o voleva tenerle a forza con sé, con chi badavano perché anziano e incapace di gestirsi ma che non ha tollerato di non poterle costringere con la forza a soddisfarlo sessualmente, o dal fratello perché troppo ribelle. Ogni giorno le segnalo su un gruppo Fb aperto da uomini amici “per Sara e le altre innumerevoli vittime”consapevole che non serve, ma perché ne resti memoria.
Intanto si chiudono tutti i centri antiviolenza dove amiche piú giovani spendono il loro tempo con passione nelle poche ore libere. Intanto altre faticano a vivere perché rischiano lo sfratto, non trovano lavoro ed hanno figli da mantenere, sole senza ex compagni che non pagano gli assegni di mantenimento e tantomeno si occupano dei figli che hanno generato. “non ci sono piú soldi per progetti, solo debiti” “dobbiamo tagliare tutti i servizi” “voucher se vuoi lavorare per qualche settimana senza garanzie”.
Come si puó se si accumulano i fallimenti alla velocità della luce nell’ultima organizzazione politica  in cui ti confronti, a livello nazionale come Ae o a livello locale come Altra liguria ad esempio, sperando di consolidare esperienze positive? Se non si riesce a incastrare l’avversario politico, quello che governa in modo irresponsabile chiudendo spazi e aumentando ingiustizie, perché quando per una volta  ci riesci ti ritrovi aggredita da chi pensavi che fosse contenta come te e invece non va bene niente, nessun successo politico va riconosciuto, scetticismo e contrapposizioni con il nemico, esterno e interno, diventano prioritari comunque? Oppure ti trovi contro in campagna elettorale una nuova formazione, Rete a sinistra puta caso, inventata da un Cofferati che oggi ha di nuovo cambiato bandiera ma conservato il suo seggio in PE?
Cari amici e amiche di primalepersone, anche noi dobbiamo approvare il nostro bilancio, predisposto dal tesoriere, entro questo mese. Ma piú importante ancora dobbiamo fare insieme un bilancio politico della nostra esperienza e decidere se morire definitivamente dopo questo ultimo mesi in cui abbiamo iniziato inspiegabilmente ad agonizzare o se abbiamo voglia, e sufficiente rispetto reciproco delle nostre differenze, di rilanciare la nostra esperienza aprendoci al confronto con chi sta costruendo una società piú giusta e partecipata, con la disponibilitá anche ad ascoltare ed imparare, a mettere in discussione le nostre certezze che rischiano di ingabbiarci.
Stasera parecipo all’assemblea  degli amici del savonese “beni comuni” (a chi interessa invio il bel report di Roberto Melone) che hanno subito la vittoria della Lega a Savona dopo quella di Toti in Regione e domani mi ritrovo con tanti a Genova  a sentire Toussaint, Bersani,Zanotelli, Viale, Gesualdi e tanti altri politici maschi illustri  coordinati da Antonio De Lellis nel convegno Giubileo del debito. Una Genova che rischia nelle amministrative del prossimo turno perché Doria é stato un sindaco deludente almeno come Pisapia. L’unico sindaco arancione che ha rivinto ed aperto una nuova fase è De Magistris e noi abbiamo perso l’occasione di confrontarci con lui. Non ho ancora capito perché abbiamo dimostrato in questa occasione tutte e tutti una cosi grande incapacitá politica lasciando Mario da solo, che da marzo ci sollecitava a preparare l’incontro con lui e un nostro appuntamento.
Anche il chiarimento sollecitato da Ago a fine mese non ci sará, forse perché le premesse giocate in mailing list, facendo fuggire molti, non erano invitanti. Ci resta agosto per preparare incontri in questo anno a sostegno del no e per tutto quello che vorremo proporre. Ritrovarci insieme a progettare momenti di crescita e confronto collettivi è la carta che ci rimane da giocare per evitare di far fallire un percorso di due anni in cui abbiamo creduto e molti di noi, chi piú e chi meno, si é speso a livello locale e nazionale. I temi e le occasioni di confronto non ci mancano. Simonetta e Roberta ne hanno giá avanzati alcuni. Io condivido l’esigenza espressa da chi vuole lavorare insieme per l’appuntamento rimandato di Napoli. A Torino Cavallerizza è un luogo vivo in cui possiamo ospitarvi per capire insieme come collegarci. A Genova sarebbe bene dare una mano per evitare un’altra vittoria della destra. Il fallimento della raccolta firme impone a tutte e tutti una riflessione e un rilancio del No alla deforma mentre aspettiamo con ansia il pronunciamento della Corte sulle incostituzionalità.
Nel frattempo avevo discusso con Domenico di dotarci di un possibile regolamento, e gli chiederei di mettere una prima bozza, se ne ha voglia, qui sul forum  mentre confermo che il nostro statuto soft a me va bene cosí ma chiedo a chi lo vuole riformare di avanzare proposte concrete.
Il lavoro comune non ci manca, e lavorando insieme ci si chiarisce positivamente. Basta averne il desiderio personale e politico.
Nel frattempo buone vacanze a tutte e tutti
Laura Cima

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  16-17 luglio Napoli
Inviato da: Athos Gualazzi - 20/06/2016, 21:50 - Forum: Bacheca - Risposte (22)

La fase politica che stiamo vivendo è molto complessa, e spesso dolorosa.


Ogni giorno ci aspetta un elenco di morti di fronte a cui ci sentiamo impotenti.
Migranti, vittime dell’Isis, delle crisi ambientali o di qualche pazzo armato dalla lobby delle armi, donne uccise da chi dice di amarle.
L’aggressività e la violenza, razzismo, xenofobia ed intolleranza si stanno insinuando nella società e contaminano ogni rapporto, personale e politico.
Per lavorare ad un altro mondo possibile, più giusto, per affermare la conversione ecologica, per sentirci di nuovo parte di un grande movimento che cambia le cose nel nostro paese, nel Mediterraneo e in Europa, abbiamo bisogno di un luogo in cui condividere un processo politico chiaro in cui confrontarci e resistere.

Per questo, in questo settantesimo anniversario della nostra repubblica e del voto alle donne, vogliamo tornare alla nostra Costituzione, quella nata dalla resistenza.

“Per una nuova resistenza dalla resistenza” abbiamo scritto in un appello diffuso per incontrarci a Napoli, perché la modifica renziana della Costituzione, la legge elettorale Italicum, l’adesione al TTiP ci stanno sottraendo la sovranità tanto faticosamente conquistata.
Tutti sappiamo che le riforme sono volute e richieste, per il tramite dell'Europa, dalle cordate finanziarie che vedono nelle costituzioni dei paesi del sud Europa un ostacolo alla liberalizzazione, privatizzazione e mercificazione dell'esistente, ed è chiaro che le modifiche costituzionali intendono aprire la strada a trattati internazionali di liberalizzazione.

I padri e le madri costituenti non potevano certo immaginare che a 70 anni di distanza lo Stato potesse considerare l'insieme del patrimonio e delle risorse pubbliche come alienabili e mercificabili, che la Repubblica fondata sul lavoro divenisse quella dei voucher e della precarizzazione a vita, che la sovranità attribuita al Popolo divenisse quella dei nominati, che esclude le fasce più deboli della popolazione.

Assistiamo da tempo ad una vera e propria rottura del patto sociale tra cittadini e Stato, alla demolizione sistematica dei corpi intermedi, allo smantellamento dei diritti alla mortificazione della rappresentanza, ed alla persecuzione sistematica di tutti quei movimenti di lotta e resistenza che tentano di opporsi a questa deriva.
Le riforme renziane, in primis quella della Costituzione e della legge elettorale, minano profondamente la possibilità di continuare ad avere una ancor minima agibilità sociale e di pressione politica e minacciano seriamente la democrazia

In questo giugno stiamo tuttavia assistendo ad avvenimenti che potrebbero cambiare molto velocemente il quadro italiano ed europeo.

Il Governo Renzi ha ricevuto una sconfitta memorabile, che fa ben sperare in una valanga di No al referendum di Ottobre, i sondaggi in Inghilterra indicano un malessere molto diffuso verso questa Europa tecnocratica, l’avanzamento di Podemos e Izquierda in Spagna potrebbero segnare una sonora sconfitta per i partiti neoliberisti, le manifestazioni francesi contro la loi du travail indicano che è ancora forte la voglia di cambiamento.
Per non restare a guardare il cambiamento che ci sta intorno vogliamo provare a riaggregarci intorno a lotte e problemi da risolvere, seminando anche in territori nuovi e studiando e approfondendo insieme soluzioni praticabili.

Prima le Persone è nata per essere un’associazione aperta, riferimento nazionale in grado di tessere rapporti e dare una prospettiva politica nascente dal basso e dai territori, costruire un fronte di resistenza comune contro il dilagare del neo liberismo renziano. non un nuovo partito ma strumento di servizio coinvolgente, aperto ed accogliente, fondato su responsabilità e volontariato individuali, fuori dalle logiche di apparato e di professionismo politico.

Vi invitiamo a Napoli, sabato 16, per discutere insieme a noi questa prospettiva, vogliamo accogliere il contributo di tanti che oggi sono disorientati, vogliamo condividere una lettura dell’attuale realtà anche con i giovani napoletani che hanno contribuito alla vittoria di De Magistris.
Vi aspettiamo per condividere prospettive chiare di cambiamento.
Il giorno dopo, domenica, vorremmo dedicarlo alla nostra Associazione, capire come procedere, discutere insieme i nodi politici che sono emersi recentemente e la proposta di elaborare un nostro manifesto ed un regolamento.

Simonetta Astigiano
Laura Cima
Athos Gualazzi
Laura Orsucci
Piero Serniotti
Mario Sommella

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  INIZIATIVA A NAPOLI
Inviato da: Roberta Radich - 15/05/2016, 19:11 - Forum: Bacheca - Risposte (7)

NAPOLI  …
Sabato 25 giugno ore 14.00 – 18.30
Domenica 26 giugno 9.00 - 13.00
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NO ALLE CONTRO-RIFORME:
DALLA RESISTENZA ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI
ALLA RINASCITA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA PARTECIPAZIONE  

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Organizzata da: PrimalePersone in collaborazione con i comitati campani
Comune di Napoli ?  ……. Altri???


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Si è aperta la campagna del referendum confermativo delle “riforme” costituzionali che si terrà ad ottobre e vedrà impegnati il fronte del NO e il fronte del SÌ in una serrata e pesante contrapposizione.
Renzi ha voluto impostare questo referendum come un possibile plebiscito personale, spostando il focus della scelta che gli italiani saranno chiamati a fare, dalla Costituzione al suo governo.
I principi democratici che hanno ispirato la Costituzione italiana del 1948 e ispirano le democrazie più avanzate, sono minati sia in termini di processo che di contenuto, di processo perché il governo ha imposto al Parlamento una riforma costituzionale che dovrebbe partire dal Parlamento stesso, di contenuto per la pesante deriva autoritaria e centralista che disegna.
Il combinato disposto della legge elettorale Italicum e delle “riforme” Costituzionali delinea una riduzione della rappresentanza e della sovranità popolare,  accentra nell’esecutivo di governo i poteri ad oggi condivisi con Enti Locali e Regioni in materia ambientale, energia, salute, e sicurezza sul lavoro, rende sempre più inaccessibili gli strumenti della democrazia rappresentativa, partecipativa e diretta, mina l’architettura tra i poteri dello Stato e rende la Costituzione aperta a successive preoccupanti modifiche.
E’ evidente che è in atto un disegno, che va ben oltre la sola Italia, volto a smantellare e delegittimare le Costituzioni nazionali e a far valere i trattati di una Unione Europea che non ha né unità politica, né Costituzione, portando a una veloce disintegrazione del principio della sovranità popolare.
Il modo migliore per controbattere e contrastare lo scempio della Costituzione in atto, consiste nel proporre un percorso in positivo, prefigurando il mondo che vorremmo, che va ben oltre il mantenimento dello status quo, come vuole strumentalmente far supporre il contro-riformismo renziano.
L’incontro vuole affrontare le “riforme” renziane e contestualmente ragionare su come di attuare i principi Costituzionali e aggiornarne i contenuti alle sfide locali e globali che ci aspettano.
A partire dalle ragioni del NO a modifiche che riducono la base della democrazia e della rappresentatività dei cittadini vorremmo avviare assieme un ragionamento su una Costituzione formale e materiale innovata. Crediamo sia necessario avviare un nuovo processo tra forze anche eterogenee che diano vita a un nuovo Patto sociale su obiettivi condivisi per poter condurre una necessaria Transizione sociale e politica, esattamente come avvenuto nel secondo dopoguerra.  Ed è effettivamente una Guerra quella in atto: una guerra fatta ai cittadini da parte di un grande coalizione costituita da forze economico-finanziarie, multinazionali e forze politico-istituzionali.
Gli obiettivi condivisi non possono che essere la libertà e l’autodeterminazione dei territori; la gestione dei beni di appartenenza comune e collettiva contro l’autarchia della finanza globale, vera ispiratrice delle contro-riforme costituzionali; la costituzionalizzazione del beni comuni; l’ampliamento della tutela dell’ecosistema; il rafforzamento degli istituti di democrazia partecipativa, diretta e di prossimità; l’attuazione e il rafforzamento delle tutele dei diritti. Questi sono solo alcune delle proposte che possono contribuire ad attuare e far crescere, anziché regredire come nella riforma renziana, la Costituzione antifascista del 1948.
Da questa iniziativa può nasce l’obiettivo di dar vita ad altri appuntamenti in tutta Italia che ne proseguano il ragionamento e contribuiscano alla campagna referendaria a supporto del NO alle riforme Renzi-Boschi.

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SABATO 25 GIUGNO, ore 14.00 – 18.30

Introduzione e saluti
14.00 - 14.45

Registrazione

Introduzione ai lavori da parte di Primalepersone
Introduzione da parte dei Comitati locali
Saluti del Sindaco
….


Le ragioni del NO alle Controriforme
14.45 - 18.30

TEMI:
Riforma del Senato
Riforma dei Titolo V
Combinato disposto Italicum e Riforme costituzionali: riduzione della rappresentanza e accentramento dei poteri

Nomi (soprattutto giovani costituzionalisti):
Enzo Di Salvatore ?
Anna Falcone ?
Andrea Pertici ?
Massimo Villone ?
…..

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DOMENICA 26 GIUGNO, ore 9.00 – 14.00

ENTI LOCALI E DEMOCRAZIA DI PROSSIMITA'
9.00 - 11.00

Introduzione:

Luigi De Magistris ?
Michele Emiliano ?
Leoluca Orlando ?
Federico Pizzarotti ?
Bengasi Battisti  ?
Sindaco di Saracena ?
L’esperienza veneta del kit per amministrazioni eco-solidali (Paolo Cacciari) ?

Pausa 11.00 – 11.30

LA COSTITUZIONE CHE VORREMMO
Domenica 11.30 - 13.30

Introduzione:  

Temi:
Ambiente, territorio, cultura, bellezza
Beni Comuni
Diritti
Democrazia partecipativa e diretta
Economia circolare
…..
Nomi
Luigi De Magistris ?
Enzo di Salvatore ?
Salvatore Settis (?)  o Tomaso Montanari (?)
Alberto Lucarelli: I beni comuni in Costituzione ?
Alex Zanotelli: pace e diritti ?
Antonio Ingroia?
Serena Pellegrino: la Bellezza in Costituzione ?
Domenico Finiguerra ?
Domenico Gattuso ?
Guido Viale ?
Marica De Pierri ?
Marco Bersani ? Finanza e beni comuni
.….
…..

Conclusione dei lavori
13.30 – 14.00

Conclude: ………

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  Tassazione indiretta
Inviato da: Athos Gualazzi - 30/04/2016, 17:12 - Forum: Costituzione - Nessuna risposta

L’articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.Ed aggiunge: Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
La tassazione indiretta non soddisfa il criterio di progressività è quindi opportuno sia ridotta il più possibile? Se si un'ipotesi potrebbe essere quella di trasferirne il "peso" quanto più possibile su quella diretta.

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