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  Varoufakis è un problema? A proposito di un articolo di P. Gerbaudo
Inviato da: Daniella Ambrosino - 07/11/2018, 23:30 - Forum: Bacheca - Risposte (3)

L'articolo in questione, proposta da Mario Sommella, è il seguente

http://temi.repubblica.it/micromega-online/perche-varoufakis-non-e-la-soluzione-ma-parte-del-problema/

Perché Varoufakis non è la soluzione ma parte del problema.
di Paolo Gerbaudo

Dopo aver incontrato Corbyn, il leader di Diem25 si appresta a vedere Sanders per lanciare un'internazionale progressista che si contrapponga ai populismi di destra. L'iniziativa, che a prima vista sembra condivisibile, è velleitaria, senza radici e controproducente. Impossibile riformare l'esistente su base cosmopolita, meglio la proposta di rottura con l'UE teorizzata da Melenchon.

di Paolo Gerbaudo

Una grande internazionale progressista, dagli Stati Uniti all’India, passando per la Gran Bretagna e l’Italia. Questa la proposta altisonante lanciata nelle ultime settimane dall’ex ministro delle finanze greco durante il governo Tsipras Yanis Varoufakis. Una proposta che vuole controbattere a quell’Internazionale Nazionalista che Steve Bannon, l’ideologo di Donald Trump, ha messo in moto negli ultimi mesi e che si potrebbe concretizzare alle elezioni europee con un trionfo dell’estrema destra: da Marine Le Pen, e Viktor Orban alla Lega di Matteo Salvini. Quella di Varoufakis è un’iniziativa che a prima vista sembra condivisibile, anche visti gli indubbi meriti del carismatico politico greco nel costruirsi una nicchia nel dibattito mediatico, e nello svelare i meccanismi perversi della governance europea in diversi suoi libri di successo. Tuttavia questa proposta è la manifestazione più lampante dei limiti di Varoufakis e della sua avventura politica: un vero e proprio condensato di quello che la sinistra non dovrebbe fare per rispondere all’avanzata dei Trump di tutto il mondo.

L’appello lanciato dalle pagine del quotidiano britannico di area liberal The Guardian e poi diffuso da varie testate internazionali, tra cui il manifesto in Italia, vuol inserirsi in una fase storica che sembra incupirsi giorno dopo giorno, con l’ondata del populismo di destra che sta trionfando in diversi paesi, per ultimo in Brasile, con l’elezione del neofascista Jair Bolsonaro, che promette minacciosamente di “fare pulizia” della sinistra e dei movimenti popolari. Contro questi macabri figuri che approfittano della crisi della globalizzazione per dare linfa ad una agenda smaccatamente reazionaria, l’idea di Varoufakis è chiara: prendere la direzione opposta e rivendicare un internazionalismo cosmopolita, che vada all’attacco della xenofobia e dello sciovinismo che sembrano dominare il discorso politico.

È pur vero che nel suo appello Varoufakis annovera tra i nemici non solo i “fascisti”, ma pure i “globalisti”. Usando quest’espressione, il fondatore del movimento Diem 25, per la democrazia in Europa, intende chiarire che non ci sono alleanze possibili con persone come Hillary Clinton e Tony Blair. Tuttavia il suo discorso in fine dei conti propone un altro tipo di globalismo. Un globalismo certo più votato a politiche socialdemocratiche, come espresso nei continui riferimenti al New Deal roosveltiano; ma comunque convinto che la soluzione ai problemi attuali vada ricercata a livello globale, attraverso una riforma dell’esistente. Perché secondo Varoufakis lo spazio globale, a partire dal livello europeo, per passare al livello intercontinentale è l’unico luogo in cui si possono cambiare veramente le regole e di conseguenza la politica. “L'unico modo in cui i molti possono riprendere il controllo delle nostre vite, delle nostre comunità, delle nostre città e dei nostri paesi è coordinando le nostre lotte lungo l'asse di un New Deal internazionalista.” Quello che si suggerisce dietro le righe è che bisogna riformare l’esistente, invece che farlo saltare e costruire qualcosa di completamente nuovo, come proposto ad esempio da Melenchon con il piano B che prevede l’opzione di un’uscita dai trattati dell’Unione Europea, qualora non si riesca a cambiarli in maniera progressista.

Sicuramente c’è del giusto nella proposta di Varoufakis. È vero che la collaborazione internazionale è importante: per fare circolare capacità politiche e idee; proprio come sta facendo Bannon sul lato opposto dell’agone politico. Ma anche per avere alleanze utili una volta che eventualmente si sia conquistato il potere e che tocchi fare i conti con interessi delle oligarchie che niente cambi veramente: proprio quegli interessi che si sono palesati in maniera plateale durante la crisi greca del 2015 di cui Varoufakis è stato l’eroe mediatico. Certo quell’“eventualmente” non è cosa da poco. Ed è proprio quello il punto su cui casca l’asino dell’impresa di Varoufakis.

In linea con tante delle sue iniziative promosse da Varoufakis negli ultimi anni, a partire dal movimento Diem25, questa internazionale sembrata marchiata a fuoco con l’atteggiamento velleitario della sinistra postmoderna e l’insistenza della classe creativa, quella che una volta si sarebbe chiamata la “classe media contemplativa” che è la sua base sociale, rispetto alla bontà della globalizzazione. Si tratta di una visione che gode di un certo sostegno presso ampie fasce dell’opinione pubblica internazionale di stampo progressista. Ma pure di una visione che fino ad oggi pare essere stata alquanto funzionale alla vittoria di Salvini e soci, capaci ad ogni buona occasione i loro avversari come radical chic o “champagne socialist”: un personale politico privilegiato e autoreferenziale, senza comprensione delle difficoltà vissute da una popolazione massacrata dalla crisi. E inviperita con le élite non solo economiche ma anche intellettuali e culturali che Varoufakis rappresenta.

La presenza mediatica che ha già costruito Varoufakis negli ultimi anni, come scrittore di successo, ospite televisivo e leader politico sicuramente gode di grande simpatia presso le persone di credo progressista e di attitudine liberal, che ammirano l’intelligenza e carisma del politico greco. Ma lo stesso non vale necessariamente per un pubblico che tende ad accogliere con freddezza e un po’ di fastidio chiunque venga percepito come portavoce delle elite globali. Pensiamo ad esempio all’effetto che sortisce sul telespettatore medio vedere Varoufakis che critica la finanziaria italiana su Rai News 24, dicendo che l’Italia “sta facendo il bimbo viziato” e dicendolo in lingua inglese, quindi ponendosi automaticamente come altro rispeto alla cultura del pubblico di riferimento. O ricordiamoci ancora come Varoufakis non è uscito troppo bene da scontri con politici di destra in Italia e altri paesi, come successo ad esempio nel duello televisivo con Matteo Salvini a diMartedì su La7 nel maggio 2017.

Problemi simili di mancanza di radicamento sociale che fa il paio con una percezione di distacco dalla realtà sono visibili pure nel movimento Diem guidato da Varoufakis. Diem si è contraddistinto per eventi patinati, con presentazioni in stile Ted Talk tenute in piccoli teatri alternativi dei grandi centri metropolitani, da Berlino, a Barcellona, da Amsterdam a Milano, e con i palchi affollati da eroi dell’intellighenzia radical come Slavoj Žižek, Brian Eno e Julian Assange in diretta Skype. Con questo parterre e scenario questo movimento si appella a un pubblico ben preciso la classe media creativa, giornalisti, ricercatori, designer, persone impegnate nel mondo dell’associazionismo e dello sviluppo internazionale, ma con scarso appeal oltre questi settori.

Insomma più che l’associazione internazionale dei lavoratori, come quella di Karl Marx, quella di Varoufakis sembra l‘internazionale della società dello spettacolo; un’internazionale alla disperata ricerca di riflettori e celebrities, ma incapace - anche a causa della sua insistenza che l’unico vero cambiamento può avvenire a livello europeo - di radicarsi a livello nazionale o locale in movimenti capaci di vincere le elezioni.

Tali contraddizioni si rivelano ulteriormente quando muoviamo lo sguardo alle alleanze e i grandi preparativi in vista delle elezioni europee. Se Varoufakis va in giro per il mondo a proporsi come il nuovo leader dell’internazionale progressista, un Karl Marx redivivo, senza barba e con la giacca di pelle da motociclista, in Europa si trova molto isolato e piuttosto malvisto. La sua ambizione con Diem 25 era costruire il “primo partito transnazionale” europeao. Ma è probabile che non riuscirà a presentarsi come partito indipendente in nessun paese. Fatta eccezione forse per la Grecia dove sta cercando di creare un movimento chiamato MeRA25, fino ad ora con una eco piuttosto limitata stando agli ultimi sondaggi.

Inoltre è in cattivi rapporti con molti altri movimenti di sinistra europei e in particolare il cosiddetto patto di Lisbona, l’alleanza siglata da Podemos di Pablo Iglesias, da France Insoumise di Jean-Luc Melenchon, e dal Bloco de Esquerda portoghese di Catarina Martins. Stiamo parlando di forze che hanno ottenuto tra il 10 e il 20% nelle ultime elezioni, mica bruscolini, che contano nel loro paese, in un solo paese da 3 a 8 volte i membri che Diem ha in 28 paesi europei, e che godono di una presenza parlamentare significativa.

Invece di cercare di trovare un’intesa con questa alleanza, lo scorso maggio Varoufakis, ha chiesto a queste forze che esse entrassero in discussione con l’alleanza alternativa che lui propone, chiamata Primavera Europea. Si tratta di un’alleanza che esiste solo sulla carta visto che fino ad oggi comprende il movimento Generations del socialista François Hamon, massacrato alle ultime presidenziali francesi, i polacci di Razem, e poco altro. Non c’è quindi da sorprendersi se Podemos, France Insoumise, e Bloco de Esquerda hanno risposto a Varoufakis dandogli forfait.

Questa situazione ha conseguenze dirette anche per la politica italiana, visto il protagonismo di Varoufakis negli ultimi mesi nel nostro paese e le sue frequenti apparizioni a eventi, dibattiti, e collegamenti negli studi televisivi. In Italia Diem si appresta a entrare nella nuova “lista unitaria” per le elezioni europee, la quale dovrebbe riunire vari pezzetti della sinistra reduce da un ciclo infinito di scissioni e ricomposizioni temporanee a cui seguono immancabilmente nuove scissioni. Questa lista dovrebbe comprendere movimento DemA di de Magistris, Sinistra Italia e Possibile che sono appena dileguate da Liberi e Uguali, Rifondazione Comunista, da poco uscita da Potere al Popolo, e l’Altra Europa con Tsipras, la cui presenza servirebbe fondamentalmente ad evitare di dover raccogliere firme.

C’è già chi chiama questo listone unitario “L’Altra Europa Un’Altra Volta”, viste le similarità con la lista capitanata simbolicamente da Alexis Tsipras che riuscí a malapena a superare la barriera del 4% nel 2014. Una somiglianza che rischia di essere resa più evidente dal protagonismo di Varoufakis, che va a sostituire Tsipras nella parte del principe straniero progressista venuto a salvare la sinistra italiana incapace di farcela da sola. Questo tipo di presentazione potrebbe avere effetti molto negativi per la nuova lista unitaria di sinistra. Dando tanto risalto al ruolo di Varoufakis si rischia di darsi la zappa sui piedi dal punto di vista comunicativo. Invece di neutralizzare Salvini e company, evitando di fornire appigli alla loro narrazione. Persone come Varoufakis costituiscono un perfetto bersaglio per la rappresentazione salviniana della sinistra come una “buonista”, cosmopolita e fighetta, priva di alcun contatto con la realtà.

Piuttosto che costruire le internazionali delle celebrità Twitter dell’attivismo e intellettualismo progressista sarebbe forse meglio pensare a radicarsi nella società, cominciando a costruire forze coerenti a livello nazionale, che vengano riconosciute dai cittadini come portatrici legittime delle loro istanze e che possano poi al momento al giusto di crescita allearsi con altre forze a livello internazionale. Ma facendo calare la cosa dall’alto come una trovata dell’intellighenzia della sinistra globalista si rischia di fare solamente torto a queste forze e alla loro legittimità di fronte agli occhi dei cittadini. Le internazionali, come quella dei lavoratori di Marx sono per definizione alleanze tra forze radicate su base nazionale. Quindi forse sarebbe meglio concentrarsi nel costruire queste forze, come è giá stato fatto in molti altri paesi in cui sono fioriti nuovi partiti dopo la crisi da Podemos in Spagna, a France Insoumise, al nuovo Labour di Corbyn. Solo quando queste forze saranno giunte a maturazione sarà il momento compiuto per cristallizzare un’alleanza a livello globale. Per il momento la battaglia per costruire una nuova sinistra post-crisi si deve fare soprattutto paese per paese. Perché volenti e nolenti lo spazio nazionale è ancora lo spazio principale delle identificazioni culturali, e dunque pure delle identità politiche.

(6 novembre 2018)

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  Newsletter
Inviato da: Simonetta Astigiano - 21/06/2018, 10:49 - Forum: L'Altra Liguria - Nessuna risposta

Dal nostro sito http://www.altraliguria.it
Sul nostro sito la Newsletter del 19 giugno con la storia di Patrice Lumumba, congolese, assassinato perché si oppose allo strapotere dei colonizzatori e delle società minerarie.
Per riceverla tramite mail scrivere a altraliguria@libero.it

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  proposta plp di adesione al roma pride a palp
Inviato da: Lucia Ciarmoli - 03/06/2018, 16:27 - Forum: Bacheca - Risposte (9)

Il Coordinamento Roma Pride – da sempre promotore di posizioni e ideali profondamente antifascisti – ha scelto quest’anno di dedicare la grande parata del 9 giugno proprio alle partigiane e ai partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia, oppressa e occupata da fascisti e tedeschi.

questo comunicato è del 18 maggio
https://www.romapride.it/brigata-arcobaleno-la-liberazione-continua/

è così che si fa. Questo genere di solidarietà è sottolineare empatia, quella per cui ci si prende per mano e si va avanti insieme, quindi più forti.

Ora con il governo insediato, Potere al popolo, dia l'adesione ufficiale al Roma Pride, 9. 06. 2018 e a tutti i pride in programma in Italia.
Spero siate d'accordo nell'inviare 2 righe al coordinamento di palp senza passare per liquid feedback.

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  manifesto Potere al popolo
Inviato da: Lucia Ciarmoli - 02/06/2018, 17:24 - Forum: Bacheca - Risposte (17)

Contributo di Piero Muo
Fin dal primo giorno che ho letto ho pensato che ,pur considerando indiscutibili tutti i principi ed i problemi considerati,il mettere in prima linea e singolarmente ogni categoria di persone a problemi non è una tecnica vincente di comunicazione elettorale. In qualche modo chi non fa parte delle categorie richiedenti si sente poco implicato o quasi escluso.
Invece per coinvolgere una massa importante di elettori ha molto più impatto se,mettendo davanti agli occhi di tutti la realtá di un paese globalmente disastroso, si scuote,indegna,responsabilzza alla rivolta ed alla riscossa tutti coloro che,pur non avendo un problema accentuato,sono sensibili alla solidarieta' ed al bene comune.


Riporto qui le prime dieci righe del Manifesto di Potere al Popolo e sotto come le avrei scritte

Abbiamo aspettato troppo... Ora ci candidiamo noi!

Siamo le giovani e i giovani che lavorano a nero, precari, per 800 euro al mese perché ne hanno bisogno, che spesso emigrano per trovare di meglio. Siamo lavoratori e lavoratrici sottoposte ogni giorno a ricatti sempre più pesanti e offensivi per la nostra dignità. Siamo disoccupate, cassaintegrate, esodati. Siamo i pensionati che campano con poco anche se hanno faticato una vita e ora non vedono prospettive per i loro figli. Siamo le donne che lottano contro la violenza maschilie, il patriarcato, le disparità di salario a parità di lavoro. Siamo le persone LGBT discriminate sul lavoro e dalle istituzioni. Siamo pendolari, abitanti delle periferie che lottano con il trasporto pubblico inefficiente e la mancanza di servizi. I malati che aspettano mesi per una visita nella sanità pubblica, perché quella privata non possono permettersela. Gli studenti con le scuole a pezzi a cui questo paese nega un futuro. Siamo le lavoratrici e i lavoratori che producono la ricchezza del paese.

Versione proposta:

Siamo indignati e ribelli! Ora cambieremo tutto

Come non esserlo in un paese dove si osa far lavorare i giovani in nero per 800 euro al mese ,dove essi emigrano per trovare meglio. In un paese dove i lavoratori sono ricattati ed offesi perché altrove ve ne sono di meno pagati e più facilmente sfruttabili. In un paese stracolmo di disoccupati,cassaintegrati,esodati?
In un paese dove, dopo 40 e piú anni di lavoro durissimo i pensionati ricevono una pensione da fame con la quale devono anche sostenere i figli disoccupati e spesso i genitori anziani,malati e malassistiti.
In un paese dove le donne sono spesso discriminate nel salario a paritá di lavoro quando non sono maltrattate,violentate o uccise.In un paese dove le persone LGBT sono derise e discriminate quando cercano casa o lavoro.In un paese dove gli abitanti delle periferie sono abbandonati allo squallore dei luoghi,dei trasporti e dei servizi pubblici e privati.In un paese dove i malati che non hanno i mezzi per accedere alla sanitá privata aspettano mesi per ottenere una visita nella sanità pubblica.In un paese dove gli studenti,con le scuole a pezzi non hanno un futuro.

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  Costituzione - è tempo di attaccare
Inviato da: Lucia Ciarmoli - 30/05/2018, 18:43 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

Mi sono chiesta più volte quanto ancora potremo reggere, come consapevoli amanti della giustizia sociale intendo. Se un tempo pensavo alla nostra Costituzione come barriera abbastanza invalicabile, negli ultimi anni abbiamo più volte dovuto difendere la nostra Carta ma, nonostante le vittorie refendarie, è sotto i nostri occhi come la sostanza sia stata sempre più svilita e, addirittura, pezzi importanti sono stati intaccati. Tanto che oggi non penso più ad essa con sollievo ma con sconforto e tristezza. E oggi assistiamo addirittura ad attacchi concentrici subdoli che mirano alle fondamenta, alla prima parte.

Quello che oggi appare operetta da quattro soldi ci porta a disquisire sull'interpretazione di articoli della Costituzione che ci fanno perdere la visione d'insieme. Forse è ora che cominciamo a mettere a fuoco la posta in gioco Costituzione alla mano, invece di giocare a fare i costituzionalisti. Basta difenderla e basta anche con slogan che se non sostanziati esplicitatamente a poco servono. Se vogliamo difenderla bisogna cominciare ad attaccare coinvolgendo quante e quanti l'hanno difesa nelle urne. E per far questo non bastano gli slogan. C'è bisogno d'impegno e campagne mirate.

Oggi mi sono decisa e mi sono imposta il tempo necessario a scrivere perché in questa farsa collettiva sono capitate due coincidenze per me significative. Un commento di due righe ad un mio post, di una persona che nemmeno avevo fra i contatti e l'indicazione di un testo segnalato da Piero Pistolesi "Troppi diritti", di A. Barbano (direttore del Mattino di Napoli). Il puzzle mi si è completato all'istante nel momento in cui due elementi, in contesti diversi, contemporaneamente confermavano la mia percezione. Sono certa, a tutt* è capitato di notare come si tenda ad un uso improprio dei termini, distorcendone il significato. Sappiamo bene come gli inglesismi tendano a far perdere di vista il concetto... per esempio. Bene, fatevi un giro in rete partendo dal testo e capirete senza che io vi annoi ulteriormente. Spero sia sufficiente a convicervi che quanto propongo è decisamente necessario e non si può procrastinare.

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  Sulla attuale situazione politica
Inviato da: Daniella Ambrosino - 28/05/2018, 10:01 - Forum: Bacheca - Risposte (23)

Vi dico in breve quello che penso, e so già che susciterò obiezioni;
a) la cosa più importante di tutte è che questo governo scellerato non si faccia. Non solo per le politiche fasciste che avrebbe attuato. In questo modo, finendo prima di cominciare, si evita - per il momento - l'abbraccio mortale tra Lega e 5 stelle, si riduce la delusione nei confronti dei 5 stelle al Sud e si riduce il rischio che alle elezioni ci sia un tracollo dei 5 stelle rispetto a Salvini.

b) che questo accada per un'impuntatura di Mattarella che può sembrare surreale e che è logicamente insostenibile (gli sarebbe andato bene un politico leghista o un 5 stelle DOC al posto di un economista moderato come Savona, e questo avrebbe protetto i risparmi degli italiani dagli attacchi dei mercati!) passa in secondo piano di fronte al fatto che il governo non si fa;
c) non avrei dato la nomina a Cottarelli; lo scopo è evidente: non otterrà la fiducia ma resterà in carica "per gli affari correnti" al posto di Gentiloni. Non sarà un governo tecnico dotato di fiducia, ma come già aveva annunciato Mattarella un governo diverso e "neutrale" rispetto al governo Gentiloni erede di partiti bocciati alle elezioni, che ha già condotto le elezioni del 4 marzo e senza cambiamenti dovrebbe gestire anche le prossime elezioni.
Io avrei lasciato Gentiloni, ma Mattarella ci tiene per risultare imparziale, e a questo punto c'era da aspettarselo.
d) quanto alla legittimità costituzionale, la Cost. dice che il presidente nomina il governo su proposta e non su designazione. Il Presidente ha diritto costituzionale di non accettare una proposta. Altrimenti non è una proposta che si può accettare o no, è una decisione altrui di cui si deve solo prendere atto.
La nostra Costituzione distribuisce accuratamente i poteri tra diverse cariche e non c'è niente di strano in questo. Il presidente della Repubblica, comunque, sta lì per una decisione del Parlamento a maggioranza larghissima, non è stato nominato da Bruxelles.

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  Il "contratto" che introduce il vincolo di mandato per il governo
Inviato da: Simonetta Astigiano - 24/05/2018, 14:48 - Forum: Bacheca - Risposte (1)

Ho iniziato questa[/url] interessante lettura perché, dopo aver spulciato molti commenti, ho deciso che il modo migliore per capire fosse quello di andare alle fonti. Ho compreso che ci vorrà parecchio tempo subito dopo aver letto il titolo del primo punto. 


1. IL FUNZIONAMENTO DEL GOVERNO E DEI GRUPPI PARLAMENTARI.  Non esiste forse la Costituzione e non esistono i regolamenti parlamentari che descrivono il funzionamento delle istituzioni? Sì, certo che esistono, ma evidentemente i capi politici dei due partiti più rappresentati in parlamento hanno pensato che non basta e che sia necessario  qualcosa in più per garantire "il completamento del programma di governo". Ma cosa sarebbe questo qualcosa in più?

Intanto i due "contraenti" (si tratta di fatto di un contratto privato che ha la presunzione di regolare la funzione governativa) si autonominano responsabili di tutta la politica dell'esecutivo in barba all'Art. 95 della Costituzione che stabilisce che Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. 

Poi formano un Comitato di Conciliazione così composto: i segretari dei due partiti, il Presidente del Consiglio dei Ministri (che si trova così a conciliare sé stesso), i Presidenti dei gruppi parlamentari di camera e senato dei due partiti (che saranno così vincolati al mandato), il Ministro competente (immagino in base all'oggetto della diatriba).  Meno male che un po' più avanti si riconosce il diritto ai parlamentari di presentare iniziative legislative, ma  la loro richiesta di calendarizzazione deve essere oggetto di accordo tra i capigruppo delle due forze politiche, ma non è finita, i contraenti hanno anche diritto di controllare il governo rispetto alle politiche europee, accordandosi preventivamente e in maniera puntuale (sigh!).

Sia il M5S che la Lega, nel 2015, hanno partecipato al referendum per contrastare la riforma costituzionale voluta da Boschi-Renzi, difendendo quindi l'attuale assetto istituzionale, poi si inventano un funzionamento che si colloca al di fuori delle regole costituzionali. Del resto, basta dare una sbirciatina al punto 19 (Riforme istituzionali) per scoprire il progetto di modifica della Costituzione.

Comunque, dopo aver imbrigliato il governo e vincolato i due gruppi parlamentari, ecco che arriva il liberi tutti nelle amministrazioni territoriali e per i prossimi appuntamenti elettorali, così, mentre in Liguria il M5S presenta mozioni contro il terzo valico, nell'accordo si legge che Senza un’adeguata rete di trasporto ad alta capacità non potremmo mai vedere riconosciuto il nostro naturale ruolo di leader della logistica in Europa e nel Mediterraneo (Punto 25).



2. ACQUA PUBBLICA. Il forum nazionale dei movimenti per l'acqua ha già esaustivamente analizzato questo breve paragrafo e diramato le proprie valutazioni ([url=https://www.pressenza.com/it/2018/05/lega-m5s-al-governo-lacqua-pubblica/]LEGGI
). Mi limito a dire che è davvero poco pensare di dare corso all'esito referendario puntando tutto e solo sulla rete idrica, mentre aumentano le tariffe per l'inserimento in bolletta dei costi di manutenzione, lo sfruttamento delle risorse idriche continua a garantire profitti alle multiservizi ed a far gola alle multinazionali.



3. AGRICOLTURA E PESCA – MADE IN ITALY. Piuttosto deludente, superficiale e tutto incentrato sulla critica alle normative dell'UE a favore del protezionismo a prescindere, senza nulla dire della sostenibilità del settore dal punto di vista ambientale. Le produzioni agricole, soprattutto nel nord-est, stanno facendo danni ambientali enormi, con inquinamento e sfruttamento intensivo del territori, mentre la pesca intensiva e l'inquinamento hanno già pesantemente impoverito il nostro mare. Lo sviluppo di un'agricoltura di qualità, ecocompatibile, diversificata, che recuperi le antiche tradizioni alimentari e non sfrutti il territorio allo sfinimento, premiando invece la qualità (peraltro apprezzata in tutto il mondo), sarebbe auspicabile, così come sarebbe auspicabile promuovere una pesca altrettanto attenta all'ambiente e la diminuzione dell'inquinamento marino. Chissà se più avanti troveremo qualche riferimento alle trivellazioni ed a come queste siano dannose per l'ambiente marino.

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  IL PARTITO LENINISTA E LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE
Inviato da: Piero Muo - 22/05/2018, 14:19 - Forum: Bacheca - Risposte (3)

Mi domando da mesi se Potere al Popolo che é sostenuto da due forze principali , l'una chiaramente marxista -leninista come Rifondazione Comunista e l'altra  ideologicamente altrettanto  marxista  come ex OPG possano obiettivamente consentire al varo degli strumenti indispensabili ad una vera, larga e spontanea partecipazione dal basso. Dovrebbero ,per fare questo salto, rinnegare tutti i principi fondamentali della loro ideologia organizzativa oramai secolare.
Condurre le masse, egemonizzare , coscienza di classe , lotta di classe , dittatura del proletariato, centralizzazione dei mezzi  di produzione, sono tutti concetti che sottengono ovviamente
una ferrea organizzazione partitica  , una gerarchia indiscutibile una volta che  si ha la delega, un'emanazione di fini e modalità operative provenienti dal vertice, il Comitato Centrale , una disciplina ferrea.
Come si puó pretendere  da loro che rinuncino così  in profondità ai loro principi fondatori per aderire, per moda politica o tecnologica , alla partecipazione orizzontale che implica uguaglianza perfetta dei singoli partecipanti, accogliendo la loro differenza e la loro spontaneità?

Ma allora perché Primalepersone tenta ostinatamente una quasi impossibile arrampicata sugli specchi ,assediando con i suoi  magri mezzi umani  Potere al Popolo , per portarlo verso la democrazia orizzontale che effettivamente il nome stesso del soggetto ispira?

La finalità  perseguita da Primalepersone , la democrazia partecipativa orizzontale , mi sembra invece molto più consone con la filosofia perseguita dalle idee portate avanti dall'anarchismo che sottende l'Ecosocialismo.

Ne riprendo qui alcuni concetti scritti da Murray Bookchin fin dal 1968 per chiarirne i principi che mi convincono di quello che ho sopra sostenuto:
" il "me" deve essere sempre identificabile in una rivoluzione, e non schiacciato da questa. Non vi é parola più sinistra nel vocabolario rivoluzionario che quello di " masse" . La liberazione rivoluzionaria deve essere un'auto- liberazione , una rivoluzione que tocca la dimensione sociale , che si estende alla società tutta intiera
,e non una liberazione delle " masse" o una " liberazione di classe" dietro lequali vediamo profilarsi la dominazione di una élite ,di una gerarchia, di uno stato " .
" La forma la più avvanzata in termini di coscienza di classe diviene così la coscienza di se , la concretizzazione nella vita di tutti i giorni dei grandi principi liberatori universali".
" Una societá di cui lo scopo fondamentale é l'autogestione in tutte le faccette della vita non puó realizzarsi che tramite una implicazione ed un'azione personale".
" Un gruppo rivoluzionario deve chiaramente vedere che il suo scopo non é la la presa del potere ma la sua dissoluzione, bisogna quindi che ogni gruppo rivoluzionario si sbarazzi di tutte le forme del potere , statuti ,gerarchie, proprietà ,opinioni retrograde, feticci,accessori, etichette ufficiali e di tutte le caratteristiche burocratiche e borghesi ,dalle più sottili alle più evidenti ,perché queste caratteristiche rinforzano coscientemente o inconscientemente l'autoritá e la gerarchia. Il gruppo deve rimanere aperto allo sguardo pubblico ,non solamente nelle decisioni , ma anche nella maniera tramite la quale si é arrivati a queste decisioni. Il gruppo rivoluzionario ,e Bookchin riprende la formula di Josef Weber, deve sempre essere marchiato dalla semplicitá e dalla chiarezza, , migliaia di persone non preparate devono sempre poter entrarvi ,e deve permanere trasparente e controllato da tutti" E non mi pare che sia proprio il funzionamento di Potere al Popolo , tra Comitati Organizzativi sconosciuti anche agli aderenti, tra decisioni già prese altrove, tra censure sulla pagina Facebook..

Piero

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  Proposta Statuto Potere al Popolo
Inviato da: Athos Gualazzi - 24/04/2018, 14:24 - Forum: L'assemblea permanente - Risposte (4)

Al momento ci sono tre proposte sul decisionale:
i298 inserita da Marco Giustini, il testo è reperibile fuori piattaforma all'indirizzo https://goo.gl/YA7Kkp
i303 inserita da Matteo Minetti (Matteo Keplero)
i330 inserita da Athos Gualazzi

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  Ipotesi e prospettive verso un nuovo paradigma
Inviato da: Laura Cima - 24/03/2018, 16:55 - Forum: Bacheca - Risposte (3)

Sta diventando consuetudine di crescita per me la telefonata con Mario Sommella che smettiamo regolarmente quando il suo sistema la chiude automaticamente dopo un’ora che ci ha permesso di confrontare idee, sensazioni, analisi e esperienze. Stamane abbiamo spaziato da considerazioni relative al problema del processo decisionale, delle modalitá di comunicazione, dell’ecologia, delle relazioni personali, del femminismo e della creatività. Naturalmente partendo entrambi da quanto discusso sulla mailing list e in collegamento con chi vi ha partecipato.
Abbiamo deciso di proporre sul forum alcune delle considerazioni comuni anche in vista dei contatti che si sono avviati soprattutto con i giovani di OPG’ che Mario frequenta dai tempi in cui stavamo preparando l’incontro nazionale di Primalepersone, purtroppo bloccato dalle vicende che fanno parte della nostra storia e che forse oggi siamo in grado di comprendere meglio. La mail di Matteo, democrazia diretta e organizzazione in Pap, che suggerisce a tutti i partecipanti di iscriversi alla nostra associazione per rafforzare la componente che chiede una decisionalità orizzontale, postaci all’attenzione da Athos, ci chiama ad una maggiore responsibilitá.
Sono molto contenta di questa proposta di Matteo Minghetti che puó consentire di allargarci e di prevedere finalmente una nostra assemblea  che da tanto tempo aspettiamo  Mi piacerebbe infatti che mantenessimo una spazio di elaborazione e timolo autonomo e non ci appiattissimo nell’appartenenza a potere al popolo. In questa fase e ance interessante capire a che governo andiamo incontro dopo il voto politico e mentre scrivo ascolto la proclamazione dei due presidenti: Fico alla Camera e Alberti Casellati al Senato e la marginalizzazione definitiva del PD e di LeU.
Comincio quindi a buttare giú qualche considerazione in libertà che vorrei aprisse tra di noi un dibattito che superi la questione organizzativa la quale, in mancanza di un confronto politico approfondito, rischia di ripiegarsi su forme note mentre sarebbe importante superare l‘attuale coordinamento raffazzonato per componenti per fronteggiare l’urgenza elettorale e che appena ora comincia a differenziarsi e a confrontarsi, come succede sul sito, su posizioni diverse e non sempre complementari. Rispetto a chi è entrato in parlamento e deciderà, se riesce, un governo, in che ci differenziamo, noi di plp? Come interpretiamo la richiesta di cambiamento radicale espresso con il recente voto che pap è riuscito solo marginalmente a raccogliere? Come pensiamo che si possa governare questo processo che va avanti piú velocemente di quanto riusciamo  a decodificare?
Abbiamo maturato in questi tre anni ( il nostro atto costitutivo riporta la data del 24 aprile 2015) una grande esperienza di confronto di pratiche e di idee, di saperi e di esperienze, di rapporti che si sono rafforzati e abbiamo dimostrato che tutte e tutti siamo dirigenti territoriali e nazionali come ci dicevamo con lo slogan “una persona un’idea un voto”. A questo risultato siamo arrivati con un confronto costante attraverso lqfb, la nostra mailing list, i nostri collegamenti e i nostri (pochi) incontri che hanno messo in campo un’ inedita modalitá di confronto ed elaborazione collettiva, rispettosa delle nostre diversitá e dei tempi di ciascuno, mai violenta ed aggressiva e sempre molto rispettosa e vicendevolmente curiosa. Da questo patrimonio che ha salvato le radici e le esperienze politiche di ciascuno ripartiamo utilizzando le parole chiave individuate con Mario. Abbiamo messo in atto una creativitá collettiva che dobbiamo ancora valorizzare a pieno ma che dobbiamo proporre ove agiamo politicamente perché in questa fase di transizione rapida non si puó ripetere nulla ma ogni giorno dobbiamo capire la complessità ed essere creativi: di solito ci riusciamo e siamo apprezzati proprio per questo, per l’eco che colpisce chi vuole trovare rispondenza e non adattarsi a situazioni che non fanno crescere. Soprattutto le giovani generazioni vogliono giustamente sentirsi protagonisti sociali individualmente e collettivamente. A Torino in Cavallerizza la presentazione di Here, l’evento artistico annuale che raccoglie partecipazioni internazionali, ha interessato un centinaio di ragazzi e ragazze sotto i trenta anni a cui non viene riconosciuto il diritto ad un lavoro soddisfacente e sicuro, alla partecipazione politica, ad avere una casa e farsi una famiglia: sono nomadi, frequentatori di centri sociali, spesso in attesa di andarsene, e ho incanalano la loro creativitá in manifestazioni artistiche, culturali e politiche autogestite, a cui poi collettivamente trovano una dimensione sociale o rischiano con droga e spacciatori, con gang di picchiatori e portano anche nei centri sociali aggressività negativa, cosí come nelle loro relazioni personali. Asilo Filangeri e il movimento Napoletano sono riusciti con De Magistris a dare vita ad un neomunicipalismo che non e contro le istituzioni ma appoggia o contrasta le scelte in piena autonomia e per me la vicenda di Bagnoli e la rielezione del sindaco con gli exopg che controllavano la regolarità del voto fuori dai seggi contrastando la camorra, il regolamento dell’uso civico dei beni comuni che riprende un uso mediovale ancora vigente in alcune parti del sud, mi sembrano buen vivir, come si dice in america latina meglio di buone prassi, che hanno permesso ai tanti con interessi diversi di rendere vivi nove centri abbandonati e al sindaco di emarginare la camorra senza disponibilità di denaro (o proprio per questo) e senza dover mai in sei anni sgomberare nulla ne ridurre drasticamente i servizi essenziali. Creativitá, protagonismo femminile, relazioni personali  rispettose anche con le istituzioni, sindaco, assessori, consiglieri e funzionari, Lo stesso con decide roma e carovana delle periferie, decide Livorno, Altra Liguria e Clash city workers, Assemblea 21, Cavallerizza  e parco Michelotti a Torino.
Da quando ho pubblicato il mio libro sono diventata un esperta di tesi e dottorati di ricerca per molte giovani che hanno chiaro le priorità per la loro vita, i loro studi e ricerche e il loro lavoro nell’ecofemminismo. Un quadro a cui si stanno ricollegando tante dopo la scomparsa dei verdi, anche dentro Nudm in cui esiste un tavolo nazionale molto attivo “rete-Terra-corpi-territori” Di i tanti luoghi dove esistono conflitti e rivendicazioni territoriali, di cui sarebbe utile che Pap componesse una mappa, la gran parte riguardano problemi ambientali. No tav, no terzo valico, no grandi navi,no muos, nodalmolin, notriv,no olimpiadi, no inceneritore, no smog, terra dei fuochi, nozoo, e tante altre sigle sono conflitti che riguardano questioni ecologiche e di cui spesso sono riferimenti o interlocutori istituzionali i 5 stelle. Alcune cominciano a fare riferimento a Pap, ma c’e ancora molto da collegare. Lo stesso dicasi per acqua e debito con Forum, Attac e cadtm. Per collegare queste realtà, e non solo qualche personaggio, occorre una grande sforzo comunicativo e di elaborazione che riunifichi.
Adesso mi fermo qui anche se sarebbe urgentissimo confrontarci sull’Europa e sulle monete.
 

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  Melenchon vs. Varoufakis
Inviato da: Simonetta Astigiano - 10/03/2018, 17:37 - Forum: L'Altra Liguria - Nessuna risposta

Sulla nostra chat di watsup si è sviluppato un dibattito sulla posizione che potrà assumere Potere al Popolo rispetto alle europee. La preoccupazione è quella di una divisione tra chi appoggia Varoufakis e chi invece si sente in sintonia con Melenchon. Leggendo un po' a me pare che le due posizioni non siano contrapposte ma complementari, con DiEM che esprime una posizione di più largo respiro e la France Insoumise più incentrata sulla Francia. Melenchon vorrebbe rinegoziare i trattati europei sfruttando la posizione di forza della Francia e, eventualmente, forzare la mano uscendo. Varoufakis è orientato a reinterpretare i trattati europei e ad applicarli (in molti casi sono disattesi), per superarli attraverso un processo costituente che porti entro il 2025 ad istituzioni democratiche e sotto il controllo popolare. Questo quello che ho capito.

Qua il programma di France Insoumise tradotto da Marco Giustini https://franceinsoumiseinfo.wordpress.com/programmi/laec/laec4/
Qua il manifesto di DieM25 https://diem25.org/wp-content/uploads/2016/02/diem25_italian_long.pdf (lo trovate anche allegato)

E' anche interessante leggere il manifesto di MeRA25, il collettivo elettorale di DiEM ad Atene, che si definisce fronte greco per la disobbedienza civile, formatosi in Grecia. Il manifesto, in inglese e accessibile ai membri di DiEM, contiene alcune parti interessanti: ristrutturazione del debito, sospensione dei pagamenti a FMI e BCE, un sistema di pagamento nazionale non bancario, sforamento del patto di stabilità e altro che non capisco bene.

Buona lettura.



Allegati
.pdf   Manifesto DiEM.pdf (Dimensione: 74,98 KB / Download: 57)
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  Tema grafico responsive per il forum
Inviato da: marcogiustini - 06/02/2018, 01:14 - Forum: Aiuto, richieste, domande e risposte. - Nessuna risposta

Siccome il forum resta l'unico strumento che permette discussioni complesse senza disturbare chi riceve solo la mailing list, vi prego di renderlo funzionale anche per chi non può leggerlo dal pc fisso di casa o ufficio.

Per farlo va installato un tema grafico di tipo responsive, che permette la visualizzazione della pagina con diversi dispositivi, pc desktop, tablet, cellulare.

Ho mandato mail a Athos

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  Espellere Syriza dalla Sinistra Europea?!
Inviato da: Daniella Ambrosino - 01/02/2018, 13:03 - Forum: Bacheca - Risposte (10)

Siete d'accordo con l'opinione di Marco Giustini secondo cui bene ha fatto Mélanchon a chiedere l'espulsione di Tsipras dalla Sinistra Europea, cosa cui si oppone molto probabilmente Rifondazione?
Pensate come Giustini che sia addirittura una mossa strategica urgente necessaria ad "ammazzare" definitivamente il centrosinistra?

Personalmente lo ritengo un grave errore, non solo per comprensione della situazione in cui si è venuta a trovare Syriza, ma in generale perché sono contraria alle espulsioni che considero una peste della  più vecchia mentalità di sinistra, a cominciare da quella storica del "Manifesto".

Spero che Sinistra Europea non accetti questa logica di espulsioni. E questo lo dico anche avendo sempre appoggiato Varoufakis - faccio parte di Diem25 - e sapendo che Varoufakis ha in programma di fondare un partito in Grecia.

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  Punto 12 del programma di Potere al Popolo
Inviato da: Simonetta Astigiano - 19/01/2018, 10:43 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

È stata iniziata sulla chat di watsup una discussione sul punto in oggetto, che riguarda la questione femminista e, più in generale i diritti civili e le discriminazioni. La discussione è interessante e va approfondita per poi, eventualmente elaborare un documento di proposta, per questo penso valga la pena di parlarne più diffusamente qua.

Rompo il ghiaccio spiegando le ragioni per cui non ho mai amato particolarmente i movimenti femministi. 
La mia idea è che sia sbagliato lottare per chiedere il riconoscimento dei diritti di una categoria, sia questa legata al genere o alle preferenze sessuali. Credo si debba lottare perché i diritti siano semplicemente uguali per tutti, nel rispetto delle differenze, come del resto chiede la Costituzione. Uno degli errori che hanno fatto anche molti movimenti femministi è quello, secondo me, di voler annullare le differenze piuttosto che valorizzarle. 
Per quanto riguarda nello specifico il programma, ad esempio, trovo del tutto naturale che sulla donna cada la a maggiora parte del carico riproduttivo, ma scendo la donna che porta avanti la gravidanza, partorisce ed allatta, ed essendo irrinunciabile il legame tra mamma e bambino nei primi mesi di vita. Questa è una differenza da valorizzare, non da annullare. Diverso invece se si parla del maggior carico nell'educazione dei figli, nel lavoro di cura ed in quello casalingo, tutte incombenze che andrebbero equamente divise, senza però demonizzare le donne che scelgono liberamente di dedicarsi al lavoro domestico che, però, dovrebbe essere riconosciuto e valorizzato.
L'altro punto su cui non sono d'accordo è il diritto alla procreazione assistita, parlerei più di diritto alla genitorialità, sia perché la procreazione assistita nasconde la mercificazione del corpo (donazione di ovociti e spera, utero in affitto), sia perché ritengo che non si debbano mai forzare le barriere naturali alla procreazione (menopausa), sia perché sarebbe più importante, in un mondo sovrappopolato, favorire e facilitare le adozioni. Aggiungo che ho trovato stridente l'inserimento della procreazione assistita nei LEA a fronte del mancato inserimento delle cure dentarie e della costante diminuzione dei servizi sanitari gratuiti.

Laura ha posto un'altra questione che non ho trovato nel punto 12 del programma.

Simonetta 

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  DISCUSSIONE DEL PROGRAMMA DI POTERE AL POPOLO
Inviato da: Piero Muo - 11/12/2017, 18:05 - Forum: Bacheca - Risposte (4)

LA PROPOSTA DI PROGRAMMA DI POTERE AL POPOLO
Oggi abbiamo insieme ribadito la necessità di discutere tra di noi la proposta di programma di Potere al Popolo.
A tutt'oggi non é  possibile, come manifestatamente desideriamo, farlo in una piattaforma  generale messa a disposizione  dal soggetto politico. Anche sul loro nuovo sito ,varato sabato non vi sono strumenti che permettano una discussione strutturata e propositiva. Eppure pareva questa la loro intenzione.
Il tempo stringe ed anche una risposta alla nostra lettera , indirizzata loro stamane , probabilmente non darà seguito in tempi utili alla messa a disposizione di strumenti prima che la formulazione definitiva dei programma sia effettuata senza possibilità di intervento trasparente di chi lo ritiene necessario.
Allora per guadagnare tempo ,sperando che ad un certo momento si possa poi proporre il nostro lavoro , tenteremo di impostare con i nostri strumenti la discussione.
Non potendo validamente confrontarci ,in tempi così brevi, con tutti i 10 capitoli del programma , possiamo sceglierne tre  tra i dieci che lo compongono  rispondendo in un  sondaggio annesso a questa discussione . Essendo una materia ampia ,complessa e non riconducibile  quindi facilmente a sintesi  da sottoporre  in una prima fase al voto in LQFB , la cosa più funzionale  é di cercare insieme lo strumento più duttile per favorire la discussione.

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  Potere al popolo
Inviato da: Simonetta Astigiano - 30/11/2017, 20:36 - Forum: L'Altra Liguria - Risposte (1)

Il programma di Potere al Popolo mi sembra più un libro dei sogni che un vero programma elettorale. Quello che bisogna fare è dire come si intenderebbe procedere per raggiungere quegli obiettivi e, soprattutto , dove trovare i soldi per metterli in pratica.
Ci sono cose su cui non sono del tutto d’acvordo, la sanità gratuita per tutti in questo momento è un’utopia, ma si potrebbero introdurre ticket modulati in base al reddito, stesso discorso per la scuola che potrebbe andare incontro alle famiglie anche in modo diversi.
Solo per fare due esempi.

Simo

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  Hennebique
Inviato da: Simonetta Astigiano - 22/11/2017, 19:33 - Forum: L'Altra Liguria - Nessuna risposta

Questa la proposta dell'architetto Gastaldo
Simo

01 ..CONSIDERAZIONE SU HENNEBIQUE COME OUTLET 
MA POSSIBILE che sto contenitore importante prezioso e d' archeologia industriale possa esser solo una girandola scema e continua negli anni di proposte senza senso ? Ora dico ....dopo la Fiumara e il supermaket coop alla stazione marittima??? ma quanti e quanti centri commerciali ancora devono fare ??????? Poi c'è Serravalle Scrivia ? già .a funzionare nell oltre giogo e crea problemi di traffico e inquinamento bestiale li a Serravalle !!!?....L' Hennebique deve a detta di molti architetti e urbanisti col cervello a posto a Genova e anche da ns indicazioni come [/url]
[ltr]#LegambienteGenova[/ltr]
...una struttura valoriale e alta / museale,... innovativa e moderna che completi il quadro che và dall' Acquario al museo del mare fino all' 
[ltr]#Hennebique[/ltr]
 ..che non puo' essere un mercato del pesce ? o un outet ? col traffico bestiale che implicano ste funzioni ? ..Va' vista invece una progettazione sapiente che implichi piste ciclabili e verde nel Porto antico e l' Hennebique come grande contenitore espositivo museale che abbia valenza internazionale che veda anche la riqualificazione sostenibile del contiguo 
[ltr]#Ponteparodi[/ltr]
[url=https://www.facebook.com/hashtag/ponteparodi?source=feed_text] ..lì vicino ,senza cementificazioni ma servizi eventualmente e inserimento di verde .Dobbiamo implementare il TURISMO DI INTERESSE VERSO LA NS CITTTA' NON LE MINKIATE DA OUTLET !Offrire dei brend turistici sempre piu' qualificati a venire a Ge offrendo pacchetti validi che portino a vedere Genova in tutti i suoi aspetti, compreso le colline magnifiche che abbiamo e i panorami !!trasformandola da provincia in declino..come è diventata , in citta' del mondo da vedere ! Poi altro capitolo a Ge è la ottusa ripulsa di ogni progettazione di edifici sostenibili energeticamente!!!! Oggi si puo' stare nel Mondo se si è innovativi ,non certo se si realizzano solo brutti cassoni cementizi in centri commerciali infestanti!! ,...senza il minimo approccio alle rinnovabili ! Il Porto di Ge infatti inquina !! e inquina molto di co2 benzene e polveri fini ,..colle navi in stazionamento e i motori in funzione per illuminarle le navi ! Nel nord Europa hanno invece elettrificato le banchine da fonti rinnovabili con eolico e fotovoltaico, qui siamo alla barbarie..primitiva !!!!! che ancora vedrebbe di buon occhio il carbone ! ...Manco si curano di informarsi i politici locali di Genova, nella visione arcaica e rozza del petrolio e benzina ! non capiscono che ad esempio un fabbricato come Hennebique, potrebbe essere un esperimento di buona architettura sostenibile,un fiore all' occhiello... per la città in trasformazione !con un tetto speciale ipertecnico ,fatto di eolico nel mix anche tra fotovoltaico e solare termico ... almeno provarci .Ma figuriamoci se capiscono e leggono !!! ste cose !!noi in Italia siamo governati per lo piu' in Italia ,da politici disinformati, in politica solo per avere seggiole, rappresentare la loro parte politica e avere soldi e poteri personali che non leggono e non seguono nulla di quel che succede nel mondo e qui neppure nel confronto con città portuali piu' avanzate e moderne..sostenibili,..nel Mondo,.... altro che sostenibilità a Genova !! c'è l' insostenibilità totale e il degrado dell' Italia regredita a terzo Mondo! Il terzo Mondo è nella mente chiusa e ottusa dei politici italiani che non sanno indicarci alcun orizzonte e a noi del popolo , non ci ascoltano neppure ! se si interviene e suggerisce qualcosa di utile ,non esistiamo per loro!! non ci considerano forse ci odiano pure ,.. pero' quando gli serve vogliono o vorrebbero anche i voti !


02-- UN IDEA POSSIBILE PER HENNEBIQUE 
ci hanno provato in molti modi ..albergo università ..ecc. ma l' edificio è enorme ..e la ristrutturazione è costosa ,la sua posizione pero' è di grande interesse posta vicino al museo del Mare .si dovrebbe pensare ad un grande progetto che sia un evento expo' di calibro internazionale che sia contiguo o complementare al discorso del mare ,come le navi ,le rotte, la logistica ,i porti maggiori del mondo ,le autostrade del mare negli oceani, ..alcuni pensano compreso lo scrivente a un brend come #HENNEBIQUEGENOVAPORTODELMONDO in senso di un esposizione digitale e internazionale spettacolare ,sul tema prima descritto che si interfaccia col futuro del mondo e i trasporti globali in questo xxi secolo .Nel senso Genova è un porto antico importante e conosciuto ma oggi è al 64° posto nel Mondo ..non potra' mai essere Rotterdam Anversa ecc. o peggio i super porti cinesi ma potrebbe sfruttare la sua storia nel Mediterraneo e diventare a mezzo dell' HENNEBIQUE un punto di incontro tra le grandi company del Mare del Mondo e attirare la convegnistica a Genova sul trasporto intermodale tra mare e terra ..<insomma un idea grande per una grande valorizzazione della ns città .


03 -MESSAGGIO A TOTI SU HENNEBIQUE SU FACEBOOK 
 Illustre presidente della #RegioneLiguria,proprio in rapporto a porti e logistica internazionale ,la informo che io ed altri architetti e cittadini genovesi ,tra il 2007-8 presentammo su #hennebique .oggi in discussione e in attualità al suo predecessore Burlando, un' idea per la trasformazione di quell' importante edificio che non venne presa sufficentemente in considerazione ma che potrebbe essere all' oggi di interesse.,nel quadro delle necessaria valorizzazione turistica e d' immagine di Genova di cui lei se ne fà interprete .Sull' Hennebique ci hanno provato in molti modi ad immaginarlo come ..albergo, università,centro commerciale ..ecc. ma l' edificio è enorme ..e la ristrutturazione è costosa ,in verità a noi genovesi l' eutrofizzazione dei centri commerciali degli anni scorsi in città , ci ha un pò stancato, la posizione del manufatto è di grande interesse,per imponenza ed importanza ,in quanto posta vicino al museo del Mare .si dovrebbe pensare secondo noi, ad un grande progetto che sia un evento expo' permanente di calibro internazionale che sia contiguo o complementare al discorso del #mare,come le: navi grandi portaconteiner ,le rotte, la logistica ,i porti maggiori del mondo ,le autostrade del mare negli oceani, ..alcuni pensano compreso lo scrivente,quindi a un brend come #HENNEBIQUEGENOVAPORTODELMONDO in senso metaforico ovviamente , di un esposizione digitale e internazionale spettacolare ,sul tema prima descritto che si interfaccia col futuro del mondo e i trasporti globali in questo xxi secolo in divenire .Nel senso Genova è un porto antico importante e conosciuto ma oggi è al 64° posto nel Mondo ..non potra' per la limitatezza e fragilità ns territorio, mai essere Rotterdam Anversa ecc. o peggio i super porti cinesi giganteschi ma potrebbe ben sfruttare la sua storia nel Mediterraneo e diventare a mezzo dell' HENNEBIQUE un punto di incontro tra le grandi company del Mare del Mondo e attirare la convegnistica a Genova sul trasporto intermodale tra mare e terra ..<e le grandi anche portualità internazionali ,insomma un idea grande, per una grande valorizzazione della ns città ,.si spera ,...seguendo la linea del Mare..... tra:- Acquario e Museo del Mare ed anche del nostro Salone Nautico alla Fiera .L' Hennebique confina poi anche con Ponte Parodi su cui ci fu' un concorso e anche li' un discorso urbanistico da decifrare.e ricalibrare . cordiali saluti #gastaldopaolo

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  Buonasera
Inviato da: Danilo Zannoni - 21/11/2017, 22:37 - Forum: L'Altra Liguria - Risposte (1)

Vi è nessuno all'interno?

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  -100 piazze per il programma. SASSARI, 27 OTTOBRE 2017
Inviato da: Giovanni Nuscis - 23/10/2017, 23:19 - Forum: SINISTRA IN COMUNE - SASSARI - Nessuna risposta

ALLEANZA POPOLARE
PER LA DEMOCRAZIA
E L’UGUAGLIANZA
 
 
 
 
SASSARI, 27 OTTOBRE 2017
 
Ore 16,00 – 18,00
 
-Circolo Bordeline, via Rockfeller 16/C
 
 
 
   Care compagne e compagni, care amiche ed amici,
 
                                                                                     intendiamo anche a Sassari dare seguito all’importante appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari  rivolto “a tutti i cittadini, ma in particolare a quelli che non si sentono rappresentati dagli attuali soggetti politici o che temono che un voto a sinistra finisca per essere una semplice testimonianza,  ininfluente sulle  politiche che da anni stanno impoverendo l’Italia, dal punto di vista materiale e culturale.” L’appello “conteneva l’invito a mobilitarsi  per aprire uno spazio politico nuovo:
  • in cui il voto delle persone torni a contare
  • che dia vita ad una proposta politica che parta dai programmi, non dalle leadership
  • che metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione
  • che contrasti  l’egemonia delle leggi del mercato sui diritti e sulla vita delle persone
  • che  riduca le diseguaglianze  e persegua una crescita sostenibile, basata sulla economia della conoscenza
  • che dia priorità all’ambiente, al patrimonio culturale, a salute, scuola, università e ricerca
  • che metta al centro la pace e la solidarietà”.

Orbene, da tale appello per  “la costituzione di una lista unitaria della sinistra …per partecipare alle prossime elezioni politiche con un programma costruito dal basso attraverso la partecipazione dei cittadini.” è poi seguita il 18 giugno, a Roma, una grande assemblea tenutasi al teatro Brancaccio. Dalla quale è derivata l’iniziativa delle Cento Piazze per il programma,  con la proposta di sottoporre ai cittadini, in ogni piazza d’Italia, la discussione sui seguenti temi:

1)Lavoro, diritto al reddito, pensioni, equità di genere e intergenerazionale;
2) Diritti, welfare (diritto alla salute, giustizia e assistenza sociale); scuola, ricerca e università; ruolo dello Stato (art. 3 Cost.) e discussione sull’Europa
3) Fiscalità: equità e progressività;
4) Innovazione, energia, ambiente, modelli di sviluppo;
5) Immigrazione, inclusione e politiche securitarie, modello sociale.
6) Attuazione della Costituzione: sovranità popolare, modello democratico, cittadinanza, partecipazione, partiti politici;
7) Economia ecologica e sostenibile, vincoli europei, pareggio di bilancio (art. 81 Cost.), politica monetaria, cooperazione e sviluppo comune;
8) Politiche giovanili, sostegno al disagio, lavoro e valorizzazione delle risorse e dei talenti;
9) Beni comuni, valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale. Mezzogiorno e sviluppo delle aree depresse;
10) Pace, disarmo, lotta al terrorismo, politica internazionali. Globalizzazione dei diritti.

    Ci preme dirvi che poiché i tempi ristretti non ci consentiranno una discussione ampia con l’elaborazione di proposte politiche su tutti i temi indicati,
 
vi invitiamo:
 
    1. A scegliere i quattro / cinque temi che ritenete più importanti accedendo nel Forum dell’Associazione prima le persone (registrandovi, eventualmente); potrete in quello spazio, oltre che indicare le vostre priorità, anche postare una vostra proposta;
    2. A partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 27 ottobre, dalle ore 16,00 alle ore 18,00, a Sassari presso il Circolo Borderline in via Rockfeller 14/C; in quella sede, ognuno potrà intervenire e/o consegnare una proposta scritta sui quattro / cinque temi da tutti voi prescelti (ve li comunicheremo la sera di mercoledì 25 ottobre);
    3. Sulla base dei vostri interventi orali o scritti sarà elaborato un report da inviare infine al Comitato nazionale.

                                                                 Contiamo sulla vostra partecipazione e il vostro contributo!
                                                            Il Comitato di Sassari
 
 
 
 

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  PROPOSTA PROGRAMMATICA DI PLP ALL'ALLEANZA POPOLARE
Inviato da: Piero Muo - 29/09/2017, 14:01 - Forum: Bacheca - Risposte (5)

PROPOSTA PROGRAMMATICA ALL'ALLEANZA POPOLARE: CONTRIBUTO DI PRIMALEPERSONE ALLE ASSEMBLEE COSTITUENTI.

CARTA DI INTENTI DI PRIMALEPERSONE

L'Associazione PRIMA LE PERSONE é nata a inizio 2015 in quanto spazio facilitatore di partecipazione politica diretta delle persone nelle loro città, nei loro territori, nelle loro organizzazioni associative ,nei movimenti tramite l'Assemblea Permanente .

Sempre di più cittadini oppressi dalla lunga crisi in corso , provocata dagli eccessi del finanzcapitalismo , sono convinti che non si potrà mai rendere accettabile il sistema dominante neo-liberista , Naomi Klein afferma pure che utopia non é pensare di spazzarlo ma che esso sia perenne tanto va cinico e ingordo verso la sua distruzione ,dopo aver ,purtroppo,distrutto il mondo.
I cittadini subiscono ogni giorno i danni del credo incontrastato neo-liberista che é la ricerca della crescita senza limiti ,sorgente di alimentazione del libero commercio mondiale che é il vettore dell'accumulo di ricchezza di pochi ,della miseria di troppi e l'acceleratore principale del riscaldamento climatico che mette in grave pericolo tutto : persone, animali, vegetali e ambiente naturale.
Se questo sistema pur ecologicamente dannoso permettesse a tutti di avere un reddito continuativo e dei servizi sociali adeguati ci sarebbe una maggioranza per domandarne la perennizzazione . La realtà va invece tutta all'opposto sostenuta dai dogmi ufficiali : infrastrutture pesanti per favorire il trasporto di merci internazionali a discapito delle infrastrutture di trasporto pubblico territoriali dei cittadini , consumo di suolo agricolo per costruire ulteriormente centri commerciali ed autostrade di accesso dei TIR e dei containers , estrazione di energie fossili in terra ed in mare, produttività e competitività verso il basso , ricatto delle banche mentre continua il determinato attacco allo stato sociale perché i poteri forti ritengono che :
i servizi pubblici costano caro e sono quindi da ridimensionare o da privatizzare per renderli paganti e redditizi, la manodopera é troppo cara e la produttività scarsa , la conversione ecologica ci ricondurrebbe al medioevo, i malati abusano dei servizi medici e le malattie sono sempre di più considerate come accidenti della vita da coprire con assicurazioni private.

I governi di centro destra e di centro sinistra da decenni al potere in Italia ed in Europa non hanno saputo o potuto domare minimamente il corso di questa involuzione ecologica,economica e sociale,perché sono invischiati in una montagna di debito pubblico dovuto largamente a scelte sbagliate,sperperi, favoritismi ,abusi e promesse elettorali esose e clientelari.

Ogni giorno che passa genera sempre più persone che passano sotto la soglia dell'indigenza anche nei paesi occidentali a più alto sviluppo : bambini pieni di problemi creati dalla cattiva nutrizione industrializzata, dal parcheggio lungo e quotidiano presso nurse e strutture di bassa qualità materiale e pedagogica , giovani mal istruiti, mal orientati e poi disoccupati, precari e sottopagati , lavoratori e lavoratrici precarizzati ,anziani che vivono sotto la soglia della povertà e abbandonati , emigrati lasciati nel clandestinato per poter essere sfruttati e a volte schiavizzati, ambiente vitale sfruttato e massacrato senza limiti.

Le opposizioni organizzate partitiche esistono ma solo quelle di estrema destra stanno crescendo rapidamente sulla spinta del malumore.

L'indignazione e l'opposizione non bastano più . Vivendo in una repubblica democratica ( governo del popolo ) le persone ,che costituiscono la base sociale ,hanno ora tutto il diritto costituzionale ma anche il dovere di passare in prima persona all'azione per analizzare,proporre, discutere e decidere tramite votazioni come vogliono che la situazione cambi per:

-provocare ,sopratutto con il proprio comportamento ,una rottura netta con il consumismo senza limiti,matrice di troppi mali.
-realizzare una profonda conversione ecologica
-definire i termini di una vita più sobria , più calma, più sicura,più partecipativa alla vita pubblica .
-concepire un'esistenza i cui valori dominanti non siano più la ricchezza materiale, la carriera, la concorrenza e la rivalità, il possesso,il consumo senza limiti ma la realizzazione personale e degli altri, la soddisfazione collettiva dei bisogni primari e intellettuali,la tranquillità e il buon ambiente vitale .
- trasformare il lavoro per tutti in partecipazione alla vita economica ma anche alla vita culturale, intellettuale ,ecologica ,associativa ,assistenziale della collettività.
realizzare l'equità nella redistribuzione collettiva delle risorse naturali e della ricchezza prodotta.
rendere la giustizia restauratrice e non solo punitiva.
partecipare attivamente nei loro paesi e qui a risolvere i problemi dei migranti.
favorire la pace tramite la riduzione drastica degli armamenti e gli interventi dell'ONU.

Per arrivare ad una prospettiva comune della base sociale serve un permanente confronto di idee che consolidi una convergenza di visione e di aspettative .Senza questa convergenza si continuerebbe ad essere un amalgama di individualità impotenti in balia dei poteri forti. Per fissare le aspirazioni di ogni persona una Carta di Intenti ad elaborazione permanente é stata aperta . Essa ha lo scopo di favorire la sintesi trasparente delle aspirazioni della base sociale che strada facendo potrà diventare una proposta politica.


LA CARTA PERMANENTE DI INTENTI DELLO SPAZIO DI PRIMALEPERSONE

Ad oggi le persone che hanno implementato ,la Carta di Intenti hanno focalizzato i 14 temi principali di elaborazione seguenti:

1 - LA CONVERSIONE ECOLOGICA

: Perché una conversione ecologica : L'attività umana in senso lato, l'economia produttiva capitalistica ed anche famigliare ,la crescita esponenziale della popolazione umana ed animale ( allevamenti ) hanno trasformato la terra in un gigantesco crogiuolo che brucia da un paio di secoli ogni risorsa ed ogni energia disponibile. Due sono le grandi conseguenze dirette , l'impoverimento rapido e pericoloso di terre agricole e risorse naturali e l'inquinamento drammatico di terre ,acque e cielo. Il mondo corre verso una catastrofe ambientale e umana inimmaginabile ,di cui siamo tutti complici ricchi e poveri, anche se ad un grado diverso.
Ridurre i consumi ci dispiacerà ma come ha scritto Naomi Klein ,vi è nella conversione ecologica necessaria per evitare catastrofi planetarie anche una opportunità unica di creare un mondo migliore : " La crisi del clima può offrire la possibilità di ricostruire e di riattivare le economie locali , di liberare le nostre democrazie dal giogo distruttore dei giganti del settore privato , d'impedire l'adozioni di accordi di libero scambio nefasti e di rinegoziare quelli che sono già in vigore, d'investire nelle infrastrutture pubbliche le più malandate quali i trasporti in comune e gli alloggi sociali , di riappropriarsi dei servizi pubblici essenziali come l'energia e l'acqua potabile ,di risanare il settore agricolo,d'aprire le frontiere ai rifugiati climatici e di rispettare i diritti territoriali di ogni persona"


2 IL LAVORO DA CREARE

:La produzione industriale mondiale è in continua crescita , tuttavia nei paesi occidentali la mano d'opera operaia tradizionale e l'impiego annesso sono in costante diminuzione , a causa della delocalizzazione verso paesi a basso costo di manodopera e in conseguenza dei guadagni di produttività permessi dall'automatizzazione delle procedure produttive e progressivamente per via della sostituzione dell'uomo con dei robots.
Non potendo oggi pensare realisticamente che sia possibile a medio termine sopprimere il lavoro come vettore generale di reddito delle persone e delle famiglie bisogna allora andarlo a cercare e creare dove esso è possibile ed utile tramite "industrie " leggere ed artigianali non invasive,nei settori seguenti : la produzione di energie pulite, la concezione e la produzione di mezzi di trasporto non inquinanti ,l'economia circolare per riciclare i materiali , la riparazione generalizzata per far durare atrezzi e macchinari , l'agricoltura biologica e l'agroalimentare sano , il risanamento e la cura del territorio naturale e urbano, la modernizzazione dei servizi pubblici e sociali , l'abitazione sana ,silenziosa e poco energivora , la cura materiale e intellettuale della persona dall'infanzia alla vecchiaia , il restauro del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale ,il turismo slow culturale, artistico,enogastronomico , paesaggistico ,termale, e balneare di alta qualità, la ricerca e la formazione nei campi che riguardano queste attività.

Il potenziale è di millioni di posti di lavoro autonomo o salariato . Pochi paesi hanno a disposizione tante opportunità che ne possede l'Italia, sopratutto quella a Centro e Sud storicamente tagliata fuori dall'industrializzazione del secolo passato.

Ma lo stato deve prendere in carico l'iniziativa di lanciare i cantieri , poi l'economia delle sinegie genererà per induzione opportunità e lavoro addizionale . Servono architetti, ingegneri, geometri, geologi, agronomi ma sopratutto muratori, idraulici,falegnami,restauratori di mobili e opere d'arte, elettricisti, agricoltori,silvicoltori ,cuochi ,puericultori,infermieri tutti i mestieri che la cultura dominante del lavoro burocratizzato ha svalutato.

Intanto in previsione dell'avvento possente del numerico e dei robots nelle attivitá lavorative bisognerá riflettere alle soluzioni di welfare atte a rimpiazzare i redditi totali o parziali da lavoro .


3 - IL SOSTEGNO DI AUTONOMIA : PRESTAZIONI FISICHE O PECUNIARIE

Lavoro e reddito :Il fondamento della repubblica é il lavoro , esso deve essere rigenerato realizzando la conversione ecologica . Reddito per chi può lavorare e contributi che finanzieranno le prestazioni per chi non può lavorare verranno essenzialmente dal lavoro. La giustizia fiscale preleverà di più sulle ricchezze e sui patrimoni e potrà ridurre l'evasione fiscale , una tassa sulle transazioni finanziarie contribuirà , far pagare i contributi sociali ai robots anche ,ma a regime sarà ancora il lavoro per tutti che potrà garantire reddito e welfare generalizzato in un paese solidale e pacificato. Sono dal lavoro che dovranno sgorgare piú che mai il reddito e le prestazioni che garantiscono per tutti l'autonomia finanziaria indispensabile . Chi puó lavorare deve poter farlo.
Chi non puó lavorare deve essere sostenuto in ogni fase inattiva della sua vita quando esso sia bambino,studente,genitore, pensionato,disabile.
Il regime di contribuzione e di ripartizione è il solo che garantisce la solidarietà e l'equità. Solo lo stato sociale può gestire e garantire il welfare e la sicurezza collettiva.

Contributi o prestazioni : quando ció e possibile pare più efficace distribuire prestazioni che soldi per almeno due ragioni . I soldi sono spesi sovente male o destinati ad altri mentre le prestazioni personalizzate possono invece essere mirate ai bisogni specifici del beneficiario.
Meglio fornire direttamente asili nido, libri e forniture scolastiche, trasporti gratuiti, residenze studentesche e mense studentesche ,prestazioni infermieristiche e domestiche a domicilio e di accompagnamento per le attività all'esterno ,materiale paramedico ed ergonomico ,contributo abitazione....


4 - LA PENSIONE E L'ETA' PENSIONABILE

Con l'allungamento della vita ,aumentano i bisogni di sostentamento a lungo termine e sopratutto in uno stadio della vita dove le persone sono sempre di meno in grado di provvedere alla loro sussistenza. I giovani maggioritariamente pensano che non avranno mai la pensione . E' un sentimento pericoloso ,quando dovrebbero al contrario battersi perchè si trovino soluzioni di continuità del sistema pensionistico per ripartizione , anzi per migliorarlo perchè tutte le pensioni possano garantire una fine di vita degna ed autonoma più a lungo possibile.
L'età pensionabile non è in se una fatalità fissa per tutti . Motivazioni e necessità personali, famigliari , di salute possono suscitare il desiderio di uscire totalmente o parzialmente dal mondo del lavoro a età diverse della vita. Questa necessità deve essere favorita dalla legislazione del lavoro e da un trattamento pensionistico proporzionato ed equo.


5 - LE ATTIVITA' ECONOMICHE RESPONSABILI

: Il ponte tra la conversione ecologica e la necessaria vita economica nuova e sobria è l'economia a chilometro zero. Oggi il trasporto è il vettore maggiore dell'inquinamento climatico, della degradazione della vità , della disparizione del suolo agricolo per via degli spazi enormi consumati da autostrade ed areoporti , sedi proprie dei treni ad alta velocità ,parcheggi per auto e camions . Anche il mare subisce giorno e notte lo strazio dei portacontainers e delle petroliere. E' troppo per non dover invertire radicalmente la tendenza per passare dal chilometro universale al chilometro zero.

6 - L'AGRICOLTURA " TERRA MADRE"

: sempre meno agricoltori nei campi e sempre di più monoculture intensive e capitalistiche , meccanizzate e chimicizzate stanno uccidendo il mestiere più vecchio ed importante del mondo. La terra sfama ed in campagna in Italia non si può patire la fame.
Una rivalutazione capillare dell'agricoltura a orientamento biologico è una grande necessità ed una grande energia / risorsa che si rinnova ogni stagione .
Una produzione agricola di alta qualità biologica ed organolettica è pure un grande vettore del turismo enogastronomico contemporaneo che creerà sinergie con il patrimonio artistico e paesaggistico , ricchezze straordinarie del nostro paese.
La produzione agricola famigliare sana e variata , lo scambio dei prodotti e delle prestazioni, il dono circolare delle eccedenze genererà convivialità e solidarietà.
La produzione agricola a chilometro zero rilancerà anche il commercio locale di questi prodotti partecipando a rivitalizzare quartieri e villaggi in via di abbandono.


7 - LA SALUTE

: la salute è un diritto universale e non può fare l'oggetto di speculazioni lucrative discriminanti. I costi pubblici dei medicinali, delle visite mediche e della chirurgia vanno verso il collasso per cui è necessario agire su due fronti : il giusto utilizzo della sanità al giusto prezzo ma
la miglior medicina è la prevenzione della quale sono responsabili la società e l'individuo.
I nemici o i falsi amici principali della salute da combattere sono ,
: i prodotti tossici chimici o naturali presenti nell'aria, nell'acqua , nelle terre .
: la cattiva alimentazione qualitativa e quantitativa.
: la sedentarietà e l'overdose di tv e di tablet.
: i rumori ambientali esterni e interni alle abitazioni.
: le onde elettromagnetiche delle antenne, dei trasmettitori, del wifi,dei telefonini
: lo stress e la frustrazione quotidiani nei trasporti e al lavoro.
: l'uso prolungato dell'auto.
: l'alcool
: il fumo
: gli stupefacenti

IL DIRITTO ALLA SALUTE E LA RESPONSABILITA' PERSONALE

La tendenza permanente neo liberista a ridurre il servizio sanitario pubblico e le coperture sociali gestiti dallo stato per privatizzarli è una regressione insostenibile tanto più che sempre di meno sono i cittadini anche attivi che potranno permettersi polizze private di protezione di livello equivalente.
Tuttavia è anche necessario agire sul terreno della responsabilità personale in materia di salute per migliorarne la qualità ma anche per non oberare pericolosamente un costo della salute pubblica.
Una grande sfida é lanciata : spendere meno vivendo meglio.


8 - LA CASA

La casa è un diritto costituzionale . Non possono sussistere case inutilizzate e famiglie senza tetto. Non si tratta di espropriare ma di agire su due fronti possibili o paralleli : la tassazione patrimoniale forte per le case inutilizzate o l'obbligo di affittarle con una retta mensile sostenibile magari garantita nel pagamento da un fondo assicurativo mutualizzato.
La lunga speculazione immobiliare ha fatto esplodere gli affitti , sopratutto nelle città. Considerando che disoccupazione , lavoro autonomo e bassi salari hanno invece abbassata la capacità delle famiglie di pagare gli affitti e le spese annesse alla casa , si è creato un divaricamento inaccettabile.
Per garantire dignitosamente un tetto per tutti, per finirla con processi e sfratti gli affitti devono diventare adeguati alla situazione economica di ognuno . Una norma massima del 25% del reddito netto dovrebbe essere votata per l'insieme dei costi dell'abitazione ( affitto, luce,acqua,riscaldamento ) per tutti i redditi medio bassi.
Ma avere un tetto non é sufficiente perché deve essere messo in sicurezza su criteri di antisismicità ,risparmio energetico,salubrità e qualità di vita ( luminosità , silenziosità ,spazi verdi)
La riabilitazione delle abitazioni esistenti é poi indispensabile per arrestare il consumo di suolo agricolo e paesaggistico.
Riabilitare la casa va di pari passo con la rivalutazione dei quartieri e dei villaggi tramite la stimolazione delle attività associative ,culturali, sportive , ricreative atte a ridare il gusto di stare insieme nel proprio ambiente quotidiano.


9 - ISTRUZIONE E RICERCA

La rivalutazione della formazione scolastica e professionale di tutti i mestieri che diano da "mangiare" al corpo ed allo spirito ,ridimensionando la cultura di diplomi e lauree che portano ad un binario morto professionale.
Il potenziamento della ricerca pubblica atta a mettere a punto ogni innovazione che permetta di depositare brevetti pubblici ad uso e beneficio dei cittadini a costo sostenibile ( medicinali ,attrezzatura medica , protocolli di cura in particolare ).
Il finanziamento pubblico di progetti cooperativi nelle attività di ricerca ,di produzione culturale, di sviluppo dell'agricoltura bio ,di messa a punto di apparecchi e tecniche che servino ed incentivino la conversione ecologica.


10 - LA GIUSTIZIA FISCALE LINFA DELLA DEMOCRAZIA

É considerato legittimo di contrastare l'arricchimento individuale anche "lecito" finchè ci saranno dei poveri e degli indigenti scegliendo il principio della giustizia distributiva. Per contrastare l'arricchimento abusivo sarà necessario contrastarne tutte le sorgenti e le cause economiche e finanziarie.
Il pagamento universale delle tasse direttamente proporzionali al reddito ed al patrimonio è comunque la norma. Per realizzare le misure di solidarietà , di prestazione sociale e di reddito di autonomia la comunità necessità di molta risorsa finanziaria . Per questo una lotta radicale all'evasione fiscale deve essere portata avanti senza ripieghi . Essa come la corruzione e l'abuso in atto pubblico devono essere puniti radicalmente in particolare con sequestro di beni e richiesta di risarcimento con penalità dissuasive . La tassazione è il mezzo più democratico per permettere una equa redistribuzione dei redditi. ( eliminazione delle accise storiche utilizzate come imposizione fiscale nascosta, riduzione dell'IVA all'effetivo valore aggiunto limitando l'intermediazione spesso solo frutto di monopoli).





11 - IL DIRITTO / DOVERE DELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA VITA PUBBLICA

La democrazia contemporanea di ispirazione liberale é da tempo basata sul parlamentarismo, cioé la delega ad altri per essere rappresentati. Questo avviene da due secoli dopo l'avvento del parlamentarismo in Inghilterra. La democrazia diretta di stampo ateniese non sarebbe stata possibile a livello di stati di ampie dimensioni per delle ragioni di tempi, distanze ,mezzi tecnici di comunicazione e di votazione. L'analfabetismo diffuso del passato non aiutava neppure lui.
Ma la democrazia diretta oggi é materialmente ed intellettualmente possibile. Non vi é quindi nessun scandalo, nessuna mancanza di rispetto delle Costituzioni vigenti a pensarla ed a proporla, se la delega parlamentare non risponde più ai bisogni delle popolazioni.
La democrazia diretta richiede comunque un cambio radicale di attitudine : la transizione dalla pratica passiva della politica tramite la delega ad altri a quella attiva dell'assunzione diretta della conduzione della vita pubblica da parte di tutti i cittadini maggiorenni. Questo cambio implica partecipazione e responsabilizzazione. E' un lungo percorso culturale e legislativo. In una fase transitoria la democrazia diretta permetterà alla base sociale di esprimersi, di proporre e di esigere dai delegati fedeltà e risposte alla volontà popolare e magari di provocare un risanamento del sistema politico attuale dal quale bisogna esigere subito le realizzazioni seguenti:
La Costituzione è stata tradita denegando ai territori l'autonomia prevista dall'art. 5. Nelle materie di legislazione concorrente tra Stato e regioni, lo Stato non ha mai emanato i "principi fondamentali" necessari alle regioni per esercitare la potestà prevista (art. 117 Cost.). Sarebbe invece opportuno, per ribaltare una volta per tutte la tendenza centralista dello Stato, attribuire alle regioni la competenza su quasi tutte le materie di competenza esclusiva e concorrente dello Stato, ad esclusione di quelle costituenti espressione dello Stato unitario (ad es. sicurezza e ordine pubblico, moneta e risparmio, giurisdizione), prevedendo un nuovo Senato che assuma i compiti attualmente esercitati dalla Conferenza delle Regioni. Un Senato eletto direttamente dai cittadini e che dovrebbe perciò conservare il numero attuale di senatori; riducendo invece la Camera, in forza delle ridotte competenze, a non meno della metà della consistenza attuale (sarebbero sufficienti anche 100 deputati.
L'inserimento nel regolamento delle Camere dell'obbligo di calendarizzazione e discussione delle leggi e proposte d'iniziativa popolare
Le dimissioni dal Parlamento dell'eletto in una lista che si dissoci dalla stessa, salvo che nella stessa lista si sia presentato come indipendente.
IL ritorno all'eccezionalità della fiducia al Governo e ai decreti Governativi ,Il Governo è organo esecutivo e non legislativo pertanto ne deve essere limitato l'intervento legislativo alla eccezionalità.


12 - CITTADINI DEL MONDO , NON MIGRANTI E PROFUGHI

Si sostiene la cancellazione dai vocabolari scritti e parlati della parola razza perché é una nozione politica nata dal razzismo , dannosa e non scientifica .Gli uomini sono una sola specie con uguali diritti e doveri. Il colonialismo ,giustificando il tutto con religioni e nozioni scientifiche fallaci, si é inventato popoli inferiori da convertire o da civilizzare ma in verità da sottomettere e sfruttare . Oggi é cambiata la maniera , il commercio mondializzato ha rimpiazzato le armi , ma la finalità é ancora la stessa: la spoliazione dei beni altrui. L'istaurazione della cittadinanza del mondo ridarrà alla gente la coscienza dei proprii diritti naturali di viventi ,uguali davanti alla vita , essa potrà opporsi alla dominanza dei poteri forti che siamo dei leaders politici ,militari o religiosi o dei capitali finanziari senza volto .
In quanto cittadini del mondo siamo tenuti insieme solo dalla fratellanza e dalla solidarietà. In questa direzione dobbiamo agire per risolvere con loro i problemi di chi non puó vivere dove é nato e dove in condizioni normali vorrebbe vivere. Le condizioni che non permettono di vivere in un luogo sono tante : condizioni climatiche sfavorevoli , guerra civile ,persecuzioni politiche ,razziali, tribali o religiose, insufficienza dei mezzi economici. Sono fronti molto diversi ma che finiscono di intersecarsi ed autoalimentarsi.
Le condizioni climatiche sono state peggiorate dal riscaldamento climatico che noi occidentali abbiamo provocato : a noi di porvi rimedio per invertire il fenomeno e per indennizzare finanziariamente chi ha subito i danni.
Le guerre sono state possibili solo con le armi che noi occidentali abbiamo costruito e venduto : a noi di stoppare la fabbricazione e la vendita di armi.
Mezzi economici insufficienti per vivere : noi occidentali e recentemente pure i cinesi abbiamo sfruttato tutto quello che era possibile in Africa : petrolio, gas, uranio, oro, diamanti, minerali, legnami, animali e produzioni agricole monografiche imponendo concessioni a senso unico con le armi o la corruzione delle classi politiche. Sta a noi di ridare all'Africa e ai suoi popoli le sue ricchezze .
Solo una grande collaborazione globale che metta tutto questo in moto con i popoli autoctoni potrà permettere loro di cambiare il loro destino .
L'accoglienza : intanto e nell'attesa di un percorso di riabilitazione del loro territorio i migranti continueranno a bussare alle nostre porte. In quanto cittadini del mondo sono anche qui a casa loro ospiti prima e residenti poi se noi così li accogliamo ed accettiamo. Tutti vivremo meglio nella comprensione e nella solidarietà , mentre ci deprimiamo e ci imbrutiamo nell'odio e il respingimento.
Come scritto da Guido Viale ,i migranti accolti, integrati, coinvolti , preparati saranno i migliori pionieri del sollevamento delle sorti future dei loro paesi


13 - LA RICERCA DELLA PACE : BASTA ARMAMENTI E GUERRE

Non vi sarà mai pace finchè si produrranno e venderanno delle armi. È vero che la guerra contemporanea è meno mortifera e distruttiva per le armate dei belligeranti , ma lo è molto di più per i civili, gli infermi , le donne ,i bambini, gli anziani , le abitazioni, le scuole , gli ospedali,le infrastrutture logistiche e professionali.
La sola soluzione radicale é il disarmamento totale di tutte le armi offensive e di distruzione di massa.
Per calmare i conflitti é necessario rinforzare il ruolo dell'ONU . Il ruolo di negoziatore é giá devoluto all'ONU e deve essere rinforzato e liberato rimettendo in discussione il diritto di veto che hanno alcune potenze militari oggi e la sola forza di interposizione deve essere quella dell'ONU alla quale partecipino soldati della pace del mondo intero.


14 - L'EUROPA

L'Europa dei popoli non si è mai realizzata e nessun politico al potere la sta portando avanti. Ne ricerca di una lingua comune, ne titoli di studio comuni, ne diritto del lavoro comune, ne fiscalità comune , ne giustizia comune, ne politica delle migrazioni comune e cosí via . Come possono 26 o 30 popoli " nazionali" stare insieme e capirsi senza avere una lingua comune con la quale parlarsi liberamente e con scioltezza? Si è creata invece l'Unione dell'euro, dei soldi circolanti e del libero commercio a beneficio del capitale e quella dell'austerità e delle privatizzazioni dei servizi pubblici per i cittadini. Invisa ed odiata l'UE deriva verso lo sgretolamento e i nazionalismi.
Come fase politica transitoria ed urgente i poteri della troika devono essere tutti devoluti al Parlamento Europeo eletto, nel quale siedono i delegati eletti dai territori. sperando che i migliori scelgano di andare in questo Parlamento lontano e scomodo invece di preferire gli scranni nazionali .

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