Prima le Persone

Versione completa: Covegno Genova 24 ottobre '15
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From: simonetta astigiano

Citazione:Sent: Thursday, October 29, 2015 6:41 AM
To: Operativo Noi L'Altra Europa
Subject: [PlP] Le mie conclusioni



 
Astigiano – CONCLUSIONI
 
E’ molto difficile, dopo una giornata così intensa e ricca di spunti e riflessioni, trarre delle conclusioni che siano realmente tali, ma credo di poter dire che i contenuti di cui abbiamo parlato, grazie a relatori preparati e competenti, siano ciò che accomuna tutti noi  a tante persone e gruppi più o meno organizzati che non sono qua presenti:
la necessità di attuare la Costituzione ma anche di modificarla in alcune parti; l’Internazionalizzazione che ogni movimento deve porsi come obiettivo; la difesa della democrazia, a livello europeo in primis, dei diritti delle persone al lavoro, alla salute…alla vita; il bisogno non più rinviabile di attuare un modello di società ecosostenibile; la necessità di tutelare i beni primari ed indispensabili per tutti gli essere viventi, di allargare i confini europei, di contrastare il pensiero unico neoliberista che interpreta ogni cosa in termini di crescita e di PIL condizionando le scelte politiche di tutti i paesi.
 
Ciò che forse ci vede più confusi ed in difficoltà è l’individuazione di un metodo condiviso per poter costruire un’area vasta che su questi valori possa aggregare persone e stimolare la partecipazione, rendendoli così concretamente realizzabili.
Sappiamo di voler unire ed essere inclusivi, di voler innescare un percorso che sia culturale prima ancora che politico, consapevoli di essere portatori di un’idea che al momento è minoritaria e quindi perdente, abbiamo parlato di federazione, di rete, di autorappresentanza, di delega, ma come possiamo mettere insieme tutto questo in una forza che sia veramente innovativa e coinvolgente?
Personalmente preferisco parlare di rete più che di federazione, che terminologicamente mi ricorda un’organizzazione di partiti, ma non credo che una cosa sia necessariamente contrapposta all’altra, possiamo immaginare una rete che sappia comprendere singole persone e gruppi organizzati, alcuni dei quali potrebbero anche scegliere di federarsi tra di loro, possiamo immaginare un luogo di autorappresentanza come Liquid Feedback che sia utilizzabile anche come delegati in modo che chi non voglia o non possa usare strumenti telematici abbia comunque la possibilità di esprimersi e di controllare le scelte del proprio delegato/a, dobbiamo fare in modo che il maggior numero possibile di persone abbia la possibilità di partecipare attraverso il metodo che più ritiene congeniale
Credo che la vera sfida che abbiamo davanti sia quella di riuscire ad integrare strumenti telematici e organizzazione tradizionale, in un sistema variegato e trasparente che sarebbe, quello si, veramente innovativo.
 
Mi spiace che le mie “conclusioni” non siano realmente tali, ma del resto stiamo percorrendo una strada che non sappiamo ancora dove ci porterà ed abbiamo più volte detto che questo seminario sarebbe stato un inizio. Ritengo quindi importante tenerlo aperto per mantenere la possibilità di adattarsi ad una realtà che cambia rapidamente.


l giorno 29 ottobre 2015 11:51, Ugo Sturlese <sturlese_u@alice.it> ha scritto:


Tu dici:
“Personalmente preferisco parlare di rete più che di federazione, che terminologicamente mi ricorda un’organizzazione di partiti, ma non credo che una cosa sia necessariamente contrapposta all’altra, possiamo immaginare una rete che sappia comprendere singole persone e gruppi organizzati, alcuni dei quali potrebbero anche scegliere di federarsi tra di loro, possiamo immaginare un luogo di autorappresentanza come Liquid Feedback che sia utilizzabile anche come delegati in modo che chi non voglia o non possa usare strumenti telematici abbia comunque la possibilità di esprimersi e di controllare le scelte del proprio delegato/a, dobbiamo fare in modo che il maggior numero possibile di persone abbia la possibilità di partecipare attraverso il metodo che più ritiene congeniale
Credo che la vera sfida che abbiamo davanti sia quella di riuscire ad integrare strumenti telematici e organizzazione tradizionale, in un sistema variegato e trasparente che sarebbe, quello si, veramente innovativo”.
Ciò è quanto era stato proposto dal Gruppo di lavoro sullo Statuto a Maggio e che a mio giudizio aveva un senso, anche se poi si è scelto democraticamente di dare priorità agli strumenti telematici.
Da allora continua la discussione, un pò oziosa, fra le due posizioni. Dico un pò oziosa, perchè il problema non sta lì (o meglio non sta solo lì), ma piuttosto in una ancora poco definita proposta politica che tenga conto dei cambiamenti nella struttura sociale ed economica del Paese (la terza rivoluzione economico-produttiva) e del rapporto irrisolto fra il sociale e il politico nella nuova situazione. Mi pare che tutta la sinistra (e non solo noi) si stia perdendo all’infinito in un labirinto di elaborazioni organizzative e concettuali ( talora affascinanti, talora meschine ), mentre il neoliberismo ed i suoi epigoni politici ci stanno riducendo in una condizione di irrilevanza proprio nel momento in cui mostrano tutti i loro storici limiti.
Bah, continuons le combat.....A volte la storia presenta dei cambiamenti improvvisi...Ugo
 
Mi permetto di focalizzare quello che secondo me è il vero problema, non sono gli strumenti che sono conseguenziali all'obiettivo che ci si pone.
A mio avviso si tratta di un cambio di paradigma sociale.
Innanzi tutto è necessario che ciascuno consideri la "politica" come proprio dovere indispensabile al vivere  in società, quindi un ridimensionamento drastico della delega, è troppo comodo pretendere e non contribuire.
Considerare l'intelligenza collettiva non come una semplice sommatoria di singole intelligenze ma la condivisione delle stesse (definizione di Pierre Lévy: « Che cos'è l'intelligenza collettiva?. In primo luogo bisogna riconoscere che l'intelligenza è distribuita dovunque c'è umanità, e che questa intelligenza, distribuita dappertutto, può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, soprattutto mettendola in sinergia. Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l'una con l'altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l'intelligenza collettiva »).
Si tratta anche di rivedere il concetto di rappresentanza anche in funzione di quanto sopra scritto e quindi di auto rappresentarsi in un contesto che deve essere definito onde essere si inclusivi ma non cadere nel populismo, la coerenza individuale deve essere portata a esempio e metodo di valutazione dell'individuo e dell'agire di qualsiasi gruppo omogeneo cui si decide di aderire.
La discussione sul metodo, come dice Ugo, va avanti da diverso tempo, ma io non vorrei propendere per una o l'altra forma, vorrei provare a trovare un modo per integrarli prendendo il buono di uno e dell'altro. L'auto rappresentanza non funziona al momento, anche nel M5S la partecipazione diretta è molto scarsa, forse dovremmo prenderne atto e cercare qualcosa di diverso e veramente innovativo.