Cambiamenti climatici e conversione ecologica dell’economia.

dal blog di Laura Cima

Ieri sera gli amici del circolo di Ceriale mi hanno invitata a tenere una formazione sotto il titolo: Crisi: l’insuperabile contraddizione ecologica. Mi fermerò qualche giorno in questa terra che sta pagando un prezzo altissimo di cui il ponte crollato a Genova è il simbolo drammatico. In questa sede di rivoluzionari da sempre, antifascisti , antirazzisti, collegati a tutti i movimenti internazionali e nazionali, acqua e debito,

Salviamo il paesaggio e cosi via, non era facile coinvolgere i presenti, che avevano sfidato pioggia e rischi di frane e caduta alberi per essere li, in un ragionamento ecologista e complesso che desse risposte immediate. Che fossero presenti in maggioranza donne, come prevedibile, mi ha facilitata. Con Roberta Ferruti, le sorelle Astigiano, Gabriella Madau, Stefania Bonora, Renata Vela e altre il 13 a Pietra Ligure e il 14 a Finale Ligure discuteremo anche con Guido Viale ed altri di quello che sta succedendo a Riace, ai migranti sul nostro territorio dopo l’approvazione del decreto sicurezza, ai progetti in corso e alla Rete dei comuni solidali da rafforzare. Dagli anni sessanta del secolo scorso é stata coniata la parola chiave che ci ha transitato nel nuovo paradigma in cui siamo immersi: Glocal. “Il battito di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas” la frase famosa di E.Lorenz meteorologo MIT. Da allora eccoci oggi proiettati nell’era del +1°C che sposta al 2030, tra 12 anni, la soglia dell’irreversibilitá, come tutti gli ultimi rapporti scientifici documentano, la Cop24 a Katowice confermerà, e l’IPCC ha giá anticipato nel suo ultimo rapporto di cui ha parlato tra gli altri Il Sole 24ore. Purtroppo 32 morti e danni apocalittici, 14 milioni di alberi abbattuti in un giorno nelle foreste bellunesi e trentine, bombe d’acqua, frane, mareggiate e trombe d’aria, sono collegati allo scioglimento dei ghiacciai, l’ innalzamento dei mari, terremoti piú frequenti per l’alleggerimento della crosta terrestre, permafrost che sciogliendosi libera tonnellate di metano 20 volte più potente di CO2 di cui la nostra atmosfera è giá sovraccarica, monsoni e correnti marine che si modificano, siccità e alluvioni che si alternano, acqua potabile sempre più scarsa, incendi terribili come quelli che ormai da anni stanno distruggendo le foreste californiane inquinando l’aria, le acque e la terra. Le guerre in atto (in genere per controllare le fonti di energia fossili), si aggiungono ai danni provocati dalle organizzazioni criminali che smaltiscono illegalmente rifiuti tossici nelle terre dei fuochi in tutta Italia, e nei paesi poveri, ricattando con roghi continui dei depositi di rifiuti che producono polveri sottili, idrocarburi policiclici che si liberano ad ogni combustione, con il traffico e anche con la sigaretta, diossina (a Seveso impiegó 14 anni x dimezzarsi), contaminanti che inquinano ortaggi, frutta e latte. Stiamo scivolando rapidamente in una situazione irreversibile. Tutti i governi fanno una politica di breve periodo mirata alle rielezione, gli organismi internazionali hanno un ruolo marginale, la crisi si trascina e giustifica un vecchissimo impianto economico, la finanza e le agenzie di rating la fanno da padroni e il profitto, le speculazioni, l’impoverimento, il supersfruttamento di tutte le risorse, a cominciare da quella umana, si accompagnano a un disinteresse verso la crisi climatica e degli ecosistemi per la perdita drammatica di biodiversitá concentrando tutti gli sforzi verso la rapina. I risultati ottenuti sono pochi nonostante i cambiamenti dei comportamenti di donne e giovani, l’economia circolare e la green, l’agricoltura biologica, il cibo prodotto a kmO e i GAS, il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, il riciclo rifiuti, la riduzione sprechi, no triv, no fraking, no nucleare, no fossili, no muos e elettromagnetismo, no tav e tap , no glifosato, (é recente la condanna a Bayer che aveva comprato Monsanto fallita a risarcire con 6,8 milioni di $ un contadino statunitense), no pesticidi e fertilizzanti chimici, no OGM, no monoculture, no abbattimento foreste e no allevamenti industriali di bovini e altri animali, (Bolsonaro ha giá annunciato che distuggerá l’Amazzonia), no caccia e soprattutto no guerre (pensate come incidono su cambiamenti climatici e inducono migrazioni disperate), nonostante le lotte, le sperimentazioni e i successi ottenuti da movimenti come quello dell’acqua o quello contro la cementificazioni, da piccoli gruppi di ecologisti e da pochi parlamentari e consiglieri. La legge contro il consumo del suolo e quella del forum acqua (prima firmataria Daga) quando vedranno la luce? Del governo ricordo che sulla manovra non ci sono stanziamenti per prevenzione e riassetto idrogeologico del territorio, qualche rincorsa dopo i disastri, che l’art 51 dl 109 Genova prevede che fanghi cancerogeni con idrocarburi si possano spargere nei campi (non si sa più dove smaltirli, a rischio blocco depuratori) e il condono di case abusive crollate a Ischia da ricostruire con nostri soldi (art.25) si accompagna a quello delle regioni terremotate nel 2016. Usare il crollo del ponte per infilarci smaltimenti inquinanti, condoni e ricostruzioni di case in luoghi vietati, autorizzare la Tap (metano) anziché promuovere le rinnovabili, lasciare gli abitanti di Taranto nei veleni, trattare i migranti come a Riace e nel decreto sicurezza, permettere la prescrizione dei reati contrasta drasticamente con la pretesa 5stelle di essere i nuovi ecologisti ma il tutto é funzionale a Salvini e agli interessi ed affari di cui è portatore. Bel governo verde-verde! La vera onda verde in Olanda, Finlandia, Gran Bretagna, Francia (dopo le polemiche dimissioni del ministro dell’ambiente Hulot), Baviera, Assia, Belgio e Lussemburgo (2° partito), insieme alle distruzioni e morti con le piogge della scorsa settimana, ha spostato l’attenzione di molti sul freno che i Verdi possono essere rispetto ai sovranisti di destra raccolti intorno a Orban che Salvini spera di vedere affermarsi in tutta Europa. in primavera. Per conoscere il lavoro dei 52 eurodeputati:TILT Change making Network. Non possiamo aspettare il crollo del capitalismo e del neoliberismo. Come scrive Mercalli “non c’è più tempo”. Conoscere per agire subito. Dobbiamo passare al nuovo paradigma cambiando totalmente prospettive e politiche: se si mettono insieme i no facendoli diventare una nuova economia, promuovendo da subito cambiamenti economici, politici, sociali e culturali si capisce perché tante parole d’ordine della sinistra sono obsolete, da sviluppo, crescita e progresso, tutte misurabili nel Pil che naturalmente non considera i danni ambientali e alla nostra salute. Sobrietá come ci raccomanda Gesualdi e benessere come misurano gli indicatori messi a punto da Istat e Cnel e pubblicati ogni anno nel disinteresse totale. Spesso il nostro impegno è settoriale e limitato a situazioni locali ma sappiano ormai grazie alla rete cosa succede in tutto il mondo, siamo sempre collegati e possiamo approfondire in poco tempo qualsiasi argomento e fare ricerche. Agire localmente e pensare globalmente. Pensiero olistico e visione sistemica ma neomunicipalismo e azione locale Ada Colau ha promosso la rete delle cittá solidali insieme a Sadiq Khan, sindaco di Londra, a cui hanno aderito Parigi, N.York, Montreal, Lisbona, Strasburgo, Berlino, Amsterdam, Madras, Seul e altre come Napoli grazie al Sindaco DeMagistris. Hopkins ha dato il via alle Transition Towns il cui modello è diventato Totnes e dove si sperimenta la permacultura, l’economia circolare, l’autonomia energetica, si salvaguarda la biodiversitá, promuovendo l’agricoltura biologica e un sistema agroalimentare sostenibile. Anche in Italia il movimento si sta diffondendo. Salute e benessere, relazioni, empatia e rapporto con l’ambiente, armonia e cura nelle relazioni con umani e non, conversione ecologica dell’economia e della società, sostenibilità totale, cambiamento radicale del modello di sviluppo, calcolo dell’impronta ecologica, promozione lavoro di prevenzione e cura dell’ambiente, uscire da dipendenza fossili, carbone e gas promuovendo rinnovabili ed efficienza energetica. “economia femminista e rigenerativa” e Occidoria e i territori ribelli (Il Fatto Quotidiano, blog di Linda Maggiori che ci presenta un suo bel libro per bambini). Pretendere politiche fiscali adeguate come suggerisce Il Premio Nobel per l’Economia 2018, prof. William D. Nordhaus della Yale University “per avere integrato i cambiamenti climatici nelle analisi macroeconomiche a lungo termine”. Nella motivazione del premio si ricorda che “secondo la ricerca di Nordhaus, il rimedio più efficace contro i problemi causati dalle emissioni dei gas serra sarebbe uno schema globale di carbon tax applicato uniformemente in tutti i paesi” A chi vuole approfondire segnalo importanti eventi e network: Vertice di Incheon, Corea del sud, inizio ottobre; world building council (22 città, 4 regioni, 12 businessmen, San Francisco summit WGBC, totale decarbonizzazione eliminare 209 milioni di tonnellate entro il 2050, togliere 45 milioni di auto dalle strade x sempre); ecomondo 2018 a Rimini (economia green e circolare); climalteranti.it comunicazione e coinvolgimento sui cambiamenti.climatici; hands off mother earth (contro geoingegneria che vuole mantenere l’attuale modello e mitigarne effetti con le tecnologie); articolo più recente su banca semi Svalbard allagata, dal 2008 banca in Siria da ricostruire, banca in India di Vandana Shiva, I semi del suicidio a cura di Laura Corradi sui costi umani degli OGM in agricoltura); gruppo alluvioni@gmail.com.