Sì, se puede

Sono stata pochi giorni in Spagna e ho avuto modo di sentire il discorso di insediamento di Ada Colau al municipio di Barcellona. E quello di Manuela Carmena a Madrid. Entrambe leader degli indignados e sostenute da Podemos.

Molta concretezza. e attenzione ai problemi della gente  #AhoralaGente ha twittato Manuela che ha strappato la capitale alla destra insediata da 25 anni. #Siamo tutte e tutti sindache, un altro invito alla partecipazione. E Ada " Sola non sono nulla, chiedo alle persone comuni di continuare la lotta insieme per i diritti con le esperienze diverse. Settimanalmente informerò quali azioni intraprendiamo per realizzare il programma. Questo è stato un voto per cambiare e per partecipare che darà vita a una nuova forma di governo caratterizzata dalla partecipazione"

Ma Ada, prima sindaca donna dopo 119 maschi ha voluto sottolineare le sue radici iniziando ":..come ci hanno insegnato le femministe...la prima sindaca deve lavorare concretamente per fermare la violenza contro le donne. Una città democratica e cosmopolita come Barcellona non può permetterselo" I suoi primi atti sono la visita ad un donna con due figli che stava per essere sfrattata e la dichiarazione che Barcellona ritira la candidatura alle olimpiadi invernali perchè non sono una priorità.

Mi sono emozionata perchè per la prima volta ho sentito due donne capaci di rappresentare la mia vita, le mie esperienze, la mia passione politica a guidare la capitale e la seconda città e avrei voluto essere spagnola.

Sono grata a Iglesias che non solo dopo i 5 seggi europei conquistati l'anno scorso a sorpresa, con un solo anno di organizzazione serrata e democratica, ha dichiarato: "abbiamo perso perchè non abbiamo conquistato la maggioranza" e ha lavorato per raggiungerla, con messaggi chiari e semplici contro le emergenze come gli sfratti, la crisi occupazionale, la crescente corruzione e l'impoverimento causato dalle politiche di austerity imposte dal governo Rajoy. Ma gli sono grata anche perchè ha candidato due donne leader degli indignados, una giovane e una della mia età, che hanno stravinto.

Il bipartitismo (grandi intese diremmo noi) è scardinato. Il PP è stato messo alle corde e si sta spaccando. Un congresso straordinario, militanti che se  vanno in formazioni di sinistra e autonomiste. il 50% dei comuni persi. Isquierda unida non è più unita ma si è spaccata con la federazione di Madrid. E comunque non sta al passo e si è autoesclusa. Si sono rinnovati 8100 consigli comunali e sarà interessante verificare quali governi si varano perchè queste amministrative sono la premessa delle vicine politiche che si svolgeranno a fine anno. Molta concretezza e pragmatismo anche nelle alleanze. A Madrid il Psoe appoggia ma non governa. In tante altre amministrazioni i socialisti sono entrati al governo accettando il programma di Podemos. Si respira aria nuova finalmente e da queste vittorie, più che dalle brigate Kalimera, arriverà l'appoggio concreto al governo Tsipras e l'obbligo di rivedere le politiche europee e i diktat della finanza. Che Podemos e gli indignados non hanno dimenticato essere i veri nemici. Come dice Sepulveda, Podemos non è il M5S: ha un progetto politico e la democrazia interna. E non si racconta che farà un referendum per uscire dall'euro.

Si può anche qui. Basta essere coscenti che la vecchia politica, anche di sinistra che si definisce radicale ma non lo è nelle alleanze e nella capacità di coinvolgere, è morta. Che i movimenti possono autorappresentarsi e governare le grandi città oggi, e domani il paese. Prepariamoci subito alle amministrative della prossima primavera. Si può anche in Italia.