La risposta di Curzio Maltese

Care e cari tutti, 
è un po' imbarazzante dover discutere di queste piccole vicende in un momento così felice e importante del nostro progetto, ma è giusto chiarirsi fra di noi. Vi sono nella vostra lettera alcune accuse prive di senso o semplicemente false e insinuazioni vagamente diffamatorie. Per lunga consuetudine agli attacchi personali, in genere dalla stampa di destra, sono abituato a rispondere alle insinuazioni con i fatti. E' falso che io nasconda negli eventi italiani di essere un parlamentare dell'Altra Europa. Non capisco a quali eventi vi riferiate, visto che non citate nessuna circostanza concreta e mi pare questo davvero un tentativo di delegittimazione fondato sul nulla. Il fatto concreto, parlando di cose serie, è che nel lavoro di parlamentare la mia fedeltà al gruppo GUE/NGL si è espressa finora nel 91,55 per cento dei voti e la delegazione italiana è tra le più compatte. Un'altra insinuazione è che il mio intervento a Human Factor sia collegabile al tentativo, questo sì indegno, di delegittimazione di alcuni parlamentari della Gue, colpevoli di non aver approvato un emendamento del gruppo sulla risoluzione sull'Ucraina. Poichè non credo che abbiate neppure letto l'articolo citato, firmato da una parlamentare del partito comunista portoghese, v'informo che io vi ero criticato al pari di Barbara Spinelli per essermi astenuto, insieme e d'accordo con l'intera delegazione di Syriza. Sarei dunque il complice di un attacco a me stesso.

Quanto al mancato appoggio alle liste L'Altra Calabria e L'Altra Emilia, che mi pare la sostanza del vostro attacco, si è trattato di una scelta difficile, maturata dopo lunghe discussioni con altri compagni dell'associazione Altra Europa, che pure non hanno riconosciuto nell'esperimento locale una continuazione del progetto originario. E così, purtroppo, la maggioranza dei nostri elettori. V'invito a riflettere sul fatto che dalle elezioni europee a quelle regionali in Calabria ed Emilia soltanto 55 mila elettori dell'Altra Europa su 125 mila hanno tradotto il loro voto in consenso alle liste regionali. Significa aver allontanato 70 mila elettori, oltre il 60 per cento, in soli sei mesi.  Perchè questo è avvenuto e come procedere per il futuro?

E' stato questo il senso del mio intervento a Human Factor, dove voi avete colto ed estrapolato soltanto poche frasi. Non sono entrato nel merito della scelta di Barbara, proprio per non riaccendere le divisioni. Ho criticato piuttosto il metodo solitario e non democratico di quella scelta così importante, reclamando per il futuro regole più certe e valide per tutti. E' quasi una banalità, dal momento che nessuno creda voglia ripetere l'esperienza.
Nella sostanza non ho detto nulla di diverso da quanto avevo già detto otto mesi prima e con me molti altri, a cominciare da Guido Viale (<Spinelli vuole decidere da sola, in modo unilaterale, noi invece vogliamo un sorteggio>), nell'aprire l'assemblea del teatro Umberto a Roma, proseguendo con il comunicato dell'assemblea, con le firme di Sel e Rifondazione. <Abbiamo contribuito con grande fatica e non pochi sacrifici a dare corpo e gambe al progetto dei sei garanti che con Alexis Tsipras volevano portare in Europa la sinistra italiana, una sinistra larga e plurale. Quell'obiettivo lo abbiamo raggiunto tutti insieme. Questo processo da dopo il 25 maggio appartiene a tutti noi, non al solo comitato operativo, non ai soli comitati territoriali, non ai soli candidati, non ai soli garanti. Per questo chiediamo che le scelte e le responsabilità - anche quelle in apparenza più personali come l'accettazione o meno di un seggio - vengano prese nella consapevolezza del fatto che sono parte di un processo collettivo>. Fino alle parole della stessa Barbara Spinelli. <"E' vero che la scelta poteva essere gestita più democraticamente. Ma di questo deficit democratico non sono io la sola responsabile. Non posso io da sola esser trasformata in capro espiatorio di un'organizzazione che non ha saputo praticare la democrazia nel migliore dei modi>. Sono in particolare del tutto d'accordo con la lettura di Spinelli.
Ma dopo tante parole, a distanza di mesi, la lista ha continuato a soffrire a mio parere di un grave deficit democratico, che allontana i cittadini dal nostro progetto. Trovo scandaloso che siano trascorsi otto mesi prima che i tre parlamentari fossero chiamati a rendere conto del loro lavoro a Bruxelles e Strasburgo davanti a un'assemblea dell'Altra Europa a Bologna. Siamo tutti responsabili. In questi otto mesi Podemos ha organizzato ogni settimana incontri aperti a decine di associazioni e centinaia di militanti, dove tutti i parlamentari europei erano convocati per confrontarsi con la base. Iniziative simili hanno riguardato la delegazione di Syriza.  Ho avuto la possibilità insieme ad Eleonora Forenza di partecipare personalmente sia in Spagna che in Grecia a questo straordinario e vitale spettacolo di autentica partecipazione democratica. Ho proposto di organizzare da subito almeno una volta al mese un confronto pubblico in Italia, aperto a militanti, associazioni e cittadini, per illustrare il nostro lavoro ma soprattutto per ascoltare proposte e raccogliere idee. Non credo che oltre un milione di cittadini abbiano votato l'Altra Europa per veder sparire per cinque anni tre parlamentari nelle nebbie burocratiche di Bruxelles, lasciando cadere di tanto in tanto nel vuoto un comunicato, un appello o il testo di una delle tante interrogazioni parlamentari senza esito. Ho chiesto a Luciana Castellina, una delle migliori euro parlamentari mai espresse dal nostro paese, quante interrogazioni avesse presentato durante il mandato. La risposta è due. In venti anni. Senza questo profondo collegamento fra la presenza al Parlamento Europeo e il lavoro in Italia per costruire un nuovo e grande soggetto che cambi il modo di far politica, la nostra funzione di parlamentari si riduce a pura testimonianza. Ma allora sarebbe stato più utile se Barbara Spinelli e io avessimo continuato a scrivere articoli non allineati su Repubblica e se Eleonora avesse insistito nelle battaglie contro il precariato.
Siamo rappresentanti del popolo italiano a Bruxelles e dobbiamo metterci al servizio di chi ci ha votato, portando l'esperienza che ci viene dal privilegio di sedere accanto a movimenti come Syriza e Podemos che stanno cambiando la storia politica del nostro continente. Ho seguito in questi mesi l'azione concreta di Syriza, la capacità di leggere con originalità i mutamenti sociali prodotti dalla crisi sui lavoratori e i ceti medi di quel paese, stando in mezzo alle persone, lavorando molto più come le nostre associazioni, penso a Libera o a Emergency, che non come i tradizionali partiti. Dov'è oggi nella nostra lista questa spinta, dove sono queste pratiche davvero rivoluzionarie? Su questo dobbiamo interrogarci, e sui programmi da proporre ai cittadini, sull'analisi della realtà materiale di milioni di italiani e sulle soluzioni da trovare per i problemi del nostro paese, che non possono essere semplicisticamente il copia e incolla dei programmi di Syriza o Podemos.
Per questo trovo esagerato il tempo che abbiamo finora dedicato tutti ad alimentare una serie infinita e non necessaria di divisioni, prima fra i garanti (nella vulgata giornalistica Spinelli versus Flores e Camilleri), poi fra le componenti che hanno dato vita al progetto (Spinelli vs Sel) e ora perfino fra i parlamentari (Spinelli vs Maltese, o viceversa). Sulla base di una furia partigiana incomprensibile a milioni di cittadini che hanno ben altre preoccupazioni e facilmente archiviabile dai media già ostili come l'irredimibile rissosità di una sinistra radicale, un pezzetto della solita Italia ingovernabile, da sempre appassionata nell'alimentare scontri fra personalità grandi o piccole dall'ego arroventato. Perchè alla fine, diciamo la verità, in tutti questi conflitti qual è esattamente il punto, la ragione concreta, politica tale da giustificare furibondi attacchi personali? C'era forse qualcuno in disaccordo sull'opposizione radicale all'Europa dell'austerità al servizio di oligarchie finanziarie? C'era qualcuno non convinto della catastrofe democratica e sociale rappresentata dalle larghe intese europee e italiane, con la complicità di partiti socialisti ormai colonizzati dal pensiero unico liberista? C'è qualche motivo concreto di divisione sulla necessità di creare in Italia un soggetto di sinistra alternativo al Pd di Renzi? No. Ci sono questioni personali. Bene, ma ora basta. A 55 anni la mia unica ambizione è consegnare alle generazioni che spero presto prendano il nostro posto una nuova casa comune della sinistra italiana per cambiare il modo di far politica e il governo dell'Italia e dell'Europa. Quindi, per quanto mi riguarda, il tempo da dedicare alle polemiche personali finisce qui.
Curzio Maltese

Commenti

Maltese, alle regionali SEL è scappata dal PD, inoltre parecchi de L'altra Europa hanno disertato le elezioni regionali,poi c'è stata un'astenzione mai vista che ha colpito tutti, non è questo il modo di fare statistiche. Piuttosto siccome vedo che proponi il modello Podemos, collabora con "NOI" che a quanto pare a parole siamo sulla stessa linea per quanto riguarda la democrazia interna.

Mi sembra che Maltese chiarisca i molti dubbi posti. Si dice disponibile a fare incontri mensili e a una completa trasparenza per un rapporto molto più stretto col milione di elettori.
Costruire strumenti occasioni del genere mi sembra prioritario. Organizziamo interviste di massa (si vedano le interviste agli europarlamentari di Podemos su Reddit), assemblee, manifestazioni