La rivalsa della supremazia maschilista

maschilismo.pngdi Guido Viale

Da alcuni decenni sono tornate a vedersi, prima nelle grandi città arabe e musulmane, poi anche in quelle europee e occidentali, donne velate come prima si potevano incontrare solo negli angoli più emarginati delle zone rurali. Anche l'estensione della copertura a cui viene sottoposto il loro corpo, dal chador al niqab, al burka, per finire ai guanti, per impedire ogni possibile contatto con mani estranee, è andata crescendo - ben al di là di quanto possa essere ricondotto anche alla più rigida delle tradizioni - come segno della progressione di un riconquistato dominio dell'uomo sul popolo delle donne; un dominio che i contatti con la cultura occidentale, soprattutto dopo l'esplosione del femminismo negli anni '70, stavano erodendo poco per volta. Non era difficile riconoscere in questa inversione di tendenza il segno esteriore della rivalsa di una popolazione maschile, di fronte alla constatazione che né la decolonizzazione dei loro paesi, né la strada di un socialismo sui generis, in gran parte di impronta sovietica, né quella del nazionalismo arabo, e nemmeno quella dell'emigrazione in Europa avevano raggiunto i risultati promessi in termini di emancipazione, di diritti, di benessere.

DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARI

rinnovabili.pngdi Guido Viale

Nel suo discorso del 5 novembre papa Francesco si rivolge per la terza volta ai movimenti popolari, convocati a Roma, affinché persistano nel loro ruolo di protagonisti di "un cambiamento strutturale" della società "perché la vita sia degna". E li chiama "poeti sociali" perché li considera "promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia".

La favola di Renzi

di Giovanni Palombarini

pinocchio.pngC’era una volta …

Ditemi, se ne siete capaci, una sola norma della nuova costituzione che aumenti i poteri del capo del governo … (dai discorsi del signor Matteo Renzi).

Il signor Mario Rossi era il segretario politico di un partito italiano, un partito che oscillava , al momento delle varie consultazioni elettorali, fra il 25 e il 30% dei voti. Era un consenso di una certa consistenza, anche se altri ne avevano uno più o meno equivalente, ma lontano da quel 40% che secondo la nuova legge elettorale era indispensabile per conquistare il rilevante premio di maggioranza che permette di avere circa il 54% dei deputati.

Un consenso minoritario, che tuttavia ha consentito al partito di Mario Rossi, che nelle recenti elezioni ha ottenuto il 30% dei voti, di giocarsela al secondo turno. Una legge alquanto curiosa, la nuova legge elettorale, ben diversa dalla famosa “legge truffa” del 1953, che attribuiva addirittura il 66% dei parlamentari al partito o alla coalizione vincitrice, ma chiedeva che questa avesse ottenuto almeno il 50,1% dei voti, che fosse cioè nel paese, sia pure di poco, maggioranza.

Dunque, fatta la prima tornata elettorale, il partito di Rossi è andato al ballottaggio nel quale chi prevale ottiene quel 54% dei deputati che consente al vincitore di governare con grande tranquillità.

Il referendum costituzionale e le significative ingerenze dei "poteri forti"

di Simonetta Astigiano

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Per chi ha letto stralci della lettera della JP Morgan sulle costituzioni europee e per chi ha sentito parlare del progetto per l’Italia, descritto dal piduista Licio Gelli, era già abbastanza chiaro da dove viene la riforma costituzionale voluta dal governo Renzi. Per chi non era a conoscenza di quelle strane assonanze, passate in sordina sui media principali, a chiarire le cose ci hanno pensato in tanti, da Cristine Lagarde, del Fondo Monetario Internazionale, all’Agenzia di rating Fitch, passando per Marchionne, Confindustria, Angela Merkel, tutti in fila schierati per il sì al referendum costituzionale ed a descrivere scenari apocalittici nel caso si dovesse arrivare ad una bocciatura. Ora, proprio per aiutare i più distratti, dopo l'intervento dell’ambasciatore USA in Italia secondo cui, se la riforma non dovesse passare, l’instabilità di governo impedirebbe finanziamenti esteri nel paese, Angela Merkel ribadisce il concetto: il governo tedesco appoggia le riforme di quello italiano. A questo punto "...non manca più nessuno..." tutti i poteri forti si sono schierati per il sì, dimenticando che la scelta sulla Costituzione spetta esclusivamente ai cittadini italiani.

PENSIONI: IL FURTO DI STATO AI PENSIONATI

ingiustizia-resistenza.jpgdi Umberto Franchi

In Italia negli ultimi 30 anni hanno "riformato" per ben 8 volte le pensioni... non c'è stato governo di destra o di sinistra che non abbia smontato mattone per mattone la struttura portante del sistema pensionistico conquistato con le lotte operaie e studentesche dell'autunno caldo del 1969. Il fine è stato quello di far sparire un diritto sancito dagli articoli 36 e 38 della Costituzione:  chiudere il ciclo lavorativo della propria vita con dignità e serenità.
Per questo fine si sono inventate bugie clamorose sul costo pensionistico più alto d'Europa, statistiche mistificanti, falsi buchi di bilancio dell'Inps, fondi privati e pubblici aperti o chiusi, false illusioni...
Oggi si perpetua l'ultima truffa chiamata APE ( anticipo pensioni) dove il lavoratore che ha pagato tutti i contributi e potrebbe andare in pensione in modo dignitoso, deve invece aspettare fino a 67 anni di età (legge Fornero) oppure andare  con 3,7 mesi di anticipo dando  alle  banche ed assicurazioni per tutta la vita (20 anni) una parte della propria pensione : su una pensione di 1500 euro mensile circa 300 euro al “prestito bancario”. Ma perchè si sta perpetrando anche questo misfatto?

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