PAPA CONTRO EXPO’

di Guido Viale

Da Huffington Post

In quella grande kermesse del capitale che è l’expò, a dire le cose più importanti domenica scorsa è stato papa Francesco: inascoltato. Gli schermi d’Italia sono tutti per le felpe di Salvini; del papa che entra in un campo Rom, nemmeno un cenno! Comunque, estratte dal bozzolo religioso in cui le ha rinchiuse, che qui non interessa, le parole del papa forniscono ancora una volta, a livello planetario, le linee guida di un programma su cui costruire una nuova unità dei popoli in lotta.

La posta in gioco

di Guido Viale

Da Il manifesto, 11. 02. 2015

A due settimane dalla vittoria elettorale di Syriza i termini dello scontro tra il nuovo Governo greco e l’Unione Europea si delineano con chiarezza. Non è solo scontro tra dottrine e politiche economiche diverse: una favorevole alla spesa pubblica, l’altra attaccata all’austerity. E meno che mai un confronto tra euro sì ed  euro no. In questa vicenda l’economia ha ceduto il posto alla politica; anzi, a  un puro rapporto di forze. Non è nemmeno, anche se così ci avviciniamo al nucleo del contendere, un confronto tra una politica che mette al centro  le persone e una politica incentrata sul denaro. In gioco c’è l’accettazione o il rifiuto del dominio incontrastato di chi ha il denaro su chi denaro non ne ha: quel dominio che Marx chiama Capitale, ben sapendo che esso è un rapporto sociale, le cui poste sono la ripartizione del reddito tra salari e profitti (nelle loro varie forme), modi e tempi del lavoro, accesso ai servizi sociali, appropriazione di tutto l’esistente: risorse naturali, vita associata, servizi pubblici, sapere, genoma, salute.

C’è ancora un’Europa?

In un’Unione malata, divisa, minacciata da povertà e diseguaglianze crescenti, le proposte avanzate dal governo greco dopo le elezioni del 25 gennaio andrebbero attentamente esaminate e discusse: tra i 28 Stati membri, tra i 19 governi dell’eurozona, e nella Commissione, nel Parlamento europeo, nella Banca centrale europea. Le risposte fin qui date ad Atene sono non soltanto ingiuste e in alcuni casi pericolosamente antidemocratiche, ma del tutto controproducenti. La possibilità di cambiare radicalmente rotta, nell’amministrazione della crisi e nei programmi di austerità, viene esclusa a priori. La domanda stessa formulata dal governo Tsipras – non una cancellazione del debito ma un negoziato sulle modalità dei rimborsi e un aggancio di questi alla crescita – viene arbitrariamente travisata, demonizzata, e rigettata. Vince l’autocompiacimento della fede, contro i fatti e l’evidenza dei fatti. La malattia, non curata, coscientemente la si vuol perpetuare.

Manifestazione nazionale il 14 e presidi l'11 febbraio

SIAMO CON LA GRECIA – PRESIDI E MANIFESTAZIONE NAZIONALE
È CAMBIATA LA GRECIA, CAMBIAMO L’EUROPA

Manifestazione nazionale sabato 14 febbraio a Roma, ore 14.00 – Piazza Indipendenza
Mercoledì 11 febbraio in Piazza Indipendenza dalle ore 17.00 – presidio contro le politiche della Merkel

APPELLO DI “CAMBIA LA GRECIA, CAMBIA L’EUROPA”

Troika, un colpo di stato in bianco

di Alfonso Gianni, 6 febbraio 2015
Se si nutriva ancora qualche dubbio che l’Europa fosse più vittima delle proprie politiche che della crisi, gli accadimenti degli ultimi giorni hanno tolto ogni dubbio. I mercati avevano assorbito quasi con nonchalance il cambio di governo in Grecia; la Borsa di Atene aveva oscillato, ma riuscendo sempre a riprendersi, fino a raggiungere rialzi da record; il terrorismao psicologico che aveva provocato un forte deflusso di capitali prima delle elezioni sembrava un’arma spuntata.

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