La posta in gioco

di Guido Viale

Da Il manifesto, 11. 02. 2015

A due settimane dalla vittoria elettorale di Syriza i termini dello scontro tra il nuovo Governo greco e l’Unione Europea si delineano con chiarezza. Non è solo scontro tra dottrine e politiche economiche diverse: una favorevole alla spesa pubblica, l’altra attaccata all’austerity. E meno che mai un confronto tra euro sì ed  euro no. In questa vicenda l’economia ha ceduto il posto alla politica; anzi, a  un puro rapporto di forze. Non è nemmeno, anche se così ci avviciniamo al nucleo del contendere, un confronto tra una politica che mette al centro  le persone e una politica incentrata sul denaro. In gioco c’è l’accettazione o il rifiuto del dominio incontrastato di chi ha il denaro su chi denaro non ne ha: quel dominio che Marx chiama Capitale, ben sapendo che esso è un rapporto sociale, le cui poste sono la ripartizione del reddito tra salari e profitti (nelle loro varie forme), modi e tempi del lavoro, accesso ai servizi sociali, appropriazione di tutto l’esistente: risorse naturali, vita associata, servizi pubblici, sapere, genoma, salute.

C’è ancora un’Europa?

In un’Unione malata, divisa, minacciata da povertà e diseguaglianze crescenti, le proposte avanzate dal governo greco dopo le elezioni del 25 gennaio andrebbero attentamente esaminate e discusse: tra i 28 Stati membri, tra i 19 governi dell’eurozona, e nella Commissione, nel Parlamento europeo, nella Banca centrale europea. Le risposte fin qui date ad Atene sono non soltanto ingiuste e in alcuni casi pericolosamente antidemocratiche, ma del tutto controproducenti. La possibilità di cambiare radicalmente rotta, nell’amministrazione della crisi e nei programmi di austerità, viene esclusa a priori. La domanda stessa formulata dal governo Tsipras – non una cancellazione del debito ma un negoziato sulle modalità dei rimborsi e un aggancio di questi alla crescita – viene arbitrariamente travisata, demonizzata, e rigettata. Vince l’autocompiacimento della fede, contro i fatti e l’evidenza dei fatti. La malattia, non curata, coscientemente la si vuol perpetuare.

Manifestazione nazionale il 14 e presidi l'11 febbraio

SIAMO CON LA GRECIA – PRESIDI E MANIFESTAZIONE NAZIONALE
È CAMBIATA LA GRECIA, CAMBIAMO L’EUROPA

Manifestazione nazionale sabato 14 febbraio a Roma, ore 14.00 – Piazza Indipendenza
Mercoledì 11 febbraio in Piazza Indipendenza dalle ore 17.00 – presidio contro le politiche della Merkel

APPELLO DI “CAMBIA LA GRECIA, CAMBIA L’EUROPA”

Troika, un colpo di stato in bianco

di Alfonso Gianni, 6 febbraio 2015
Se si nutriva ancora qualche dubbio che l’Europa fosse più vittima delle proprie politiche che della crisi, gli accadimenti degli ultimi giorni hanno tolto ogni dubbio. I mercati avevano assorbito quasi con nonchalance il cambio di governo in Grecia; la Borsa di Atene aveva oscillato, ma riuscendo sempre a riprendersi, fino a raggiungere rialzi da record; il terrorismao psicologico che aveva provocato un forte deflusso di capitali prima delle elezioni sembrava un’arma spuntata.

Comitato 16 novembre - La GUERRA è iniziata

COMUNICATO STAMPA

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