RESTAURARE MARE NOSTRUM

Barbara SpinelliIntervento di Barbara Spinelli in seduta Plenaria

Strasburgo, 11 febbraio 2015

“Le notizie dal Mediterraneo sono tragiche: fra 300 e 400 morti, come nel 2013 a Lampedusa”, ha detto Barbara Spinelli intervenendo nella seduta plenaria di Strasburgo dedicata alla discussione sull’agenzia europea Frontex e sull’EASO. “Ormai i fatti parlano da sé: la fine di Mare Nostrum produce ancora una volta disastri umanitari, e la missione Frontex che era stata descritta come risolutiva – mi riferisco a Triton – si rivela quella che è: una falsa sostituzione, e un fallimento radicale. È il motivo per cui non ritengo, nelle presenti circostanze, che Frontex debba ricevere ulteriori risorse: a dispetto di regolamenti troppo vaghi e non applicati, il suo compito è esclusivamente il pattugliamento delle frontiere, non la ricerca e il salvataggio di  fuggitivi da guerre e caos che s’estendono anche per nostra responsabilità”.

Varoufakis: il mio marxismo “riformista”

Quando cominciai a insegnare economia, le autorità accademiche volevano che Marx non trovasse posto nelle mie lezioni, e all’Università di Sidney fui addirittura licenziato in quanto “militante dell’estrema sinistra”. Ed anche se in realtà non c’è molto marxismo nei miei libri attuali, continuo ad avere la fama di pericoloso marxista (sia pure “irregolare”): non contesto la definizione, perché continuo io stesso a sentirmi un marxista, benché critico.

MIGRANTI - COMUNICATO STAMPA FORENZA (ALTRA EUROPA/GUE)

Eleonora ForenzaMIGRANTI - FORENZA (ALTRA EUROPA/GUE) CHIEDE MINUTO DI SILENZIO IN AULA A STRASBURGO: «NECESSITA' DI CAMBIARE POLITICHE EUROPEE COME TRITON E FRONTEX»

Eleonora Forenza, capodelegazione dell'Altra Europa con Tsipras/gruppo GUE-NGL al Parlamento Europeo, ha chiesto oggi in sessione plenaria a Strasburgo un minuto di silenzio dell'Europarlamento per ricordare le vittime dell'ultima strage a largo di Lampedusa.

«Vogliamo non solo esprimere il nostro cordoglio - ha dichiarato la deputata europea nel suo intervento nell'emiciclo - ma ribadire la necessità di cambiare radicalmente le politiche comunitarie sull'accoglienza dei migranti. Chiediamo al Parlamento non solo un minuto di silenzio ma un'assunzione di responsabilità: Triton e Frontex hanno evidentemente fallito e le politiche di respingimento continuano a provocare vittime. Come ha anche sottolineato l'Alto Commissario per i Diritti umani, serve un'inversione di tendenza profonda in Europa di fronte a queste stragi: mai più morti nel Mediterraneo».

Non lasciamo soli i curdi siriani. Solo così la Rosa del Rojava potrà fiorire

di Domenico Chirico

da L'Uffington Post, 09. 02. 2015

Attraversando con una barca il fiume Tigri siamo arrivati dall'Iraq in Siria, nella regione del Rojava, la zona autonoma a maggioranza curda del nord del paese. Una missione molto complessa passando dal fronte iracheno a quello siriano, per portare aiuti ai 2 milioni di persone che vivono sotto assedio in questo pezzo di Siria.

Tra le sbarre di Ponte Galeria: dopo le bocche cucite, le vene tagliate

di Annamaria Rivera

Decine di volte ho scritto, in saggi e articoli, contro i lager di Stato o, se l’espressione vi sembrasse eccessiva, dei Guantanamo italiani. Ma altra cosa è essere messa brutalmente di fronte alla loro realtà materiale e umana, alla loro concreta essenza d’istituzione totale.

Pagine

Abbonamento a PRIMA LE PERSONE RSS