L'Altra Europa e la coalizione sociale di Landini

di Guido Viale

15 marzo 2015

Sabato 14 marzo a Roma la Fiom ha riunito per la prima volta la coalizione sociale che ha in progetto. E’ un importante punto di partenza con cui molti di noi dovranno confrontarsi: riunire ciò che fermenta nella società e che può - oggi - concorrere a costruire un fronte di opposizione alle politiche liberiste e antidemocratiche dell'Europa - e a quelle di questo come dei precedenti governi italiani. E – domani – concorrere a costruire la base sociale di un governo radicalmente alternativo. Le ragioni che hanno spinto la Fiom a imboccare questa strada – che peraltro era già stata tentata, in modo più generico, con la manifestazione dell’11 ottobre del 2011 e la costituzione del raggruppamento Uniti contro la crisi - sono chiare, anche se Governo e media hanno cercato di travisarle puntando il dito sull’ipotesi della costituzione di un nuovo partito. 

Del parlar male, anche a sinistra

di Annamaria Rivera

Per ciò che riguarda migrazioni e diritti dei migranti, razzismo e antirazzismo, il discorso pubblico italiano, anche nelle sue varianti non-razziste, spesso sembra atteggiarsi come se ogni volta fosse la prima volta: gli antefatti e lo sviluppo di questo o quell’accadimento, questo o quel problema, questa o quella rivendicazione, questo o quel concetto sono semplicemente rimossi.

Donne in Tunisia: la lunga marcia per la liberazione

Annamaria Rivera
Donne in Tunisia: la lunga marcia per la liberazione

Tra i modi non convenzionali di celebrare l’ormai banalizzata Giornata internazionale della donna v’è quello di sfatare miti e retoriche basati sulla dicotomia tra il luminoso cammino di emancipazione compiuto dalle nostre donne e le tenebre patriarcali di altri mondi: soprattutto quelli a maggioranza musulmana, nei quali l’oppressione del genere femminile sarebbe eterna, assoluta e totale.

La Tunisia è un buon esempio (il più facile, si obietterà) per demolire una tale retorica. E non solo perché questo Paese ha ben due giornate dedicate al tema della liberazione femminile: infatti, in aggiunta all’8 marzo, v’è la Giornata nazionale della donna, che si celebra il 13 agosto per ricordare il famoso Codice dello statuto personale varato nel 1956, su cui ritornerò.

A chi serve l’indipendenza della BCE?

di Guido Viale

da Il manifesto, 7 marzo 2015

Karl Polanyi includeva il denaro, insieme al lavoro e alla terra (che noi oggi possiamo chiamare, in modo più comprensivo, ambiente) tra le “merci fittizie”: beni la cui trasformazione in merce è causa di dissoluzione di ogni legame sociale e, alla lunga, della convivenza stessa. In termini attuali, possiamo tradurre il concetto di merce fittizia in quello di “bene comune”. Il Novecento, nelle sue diverse manifestazioni, ha cercato di contenere il potere disgregante di queste merci fittizie - senza impedirne la mercificazione - sottoponendole a una tutela pubblica: l’emissione di moneta, riunendo sotto un’unica Banca centrale un’attività sviluppata per secoli da banche private; la tutela del lavoro, con una legislazione che alla fine avrebbe riconosciuto valore normativo anche alla contrattazione collettiva; l’ambiente, con leggi a difesa del suolo, delle acque, dell’aria che imponevano dei limiti al potere di farne ciò che si vuole. Sostanzialmente il Novecento aveva sancito che quelle merci fittizie sono beni pubblici, o meritevoli di una tutela pubblica.

L’apatia della democrazia (intervento integrale di B. Spinelli)

Venerdì 27 e sabato 28  febbraio ha avuto luogo a Firenze il convegno “La democrazia minacciata”, organizzato da Libertà e Giustizia. Secondo le parole del promotore e curatore Paul Ginsborg, “stiamo entrando in una nuova fase politica in cui, per la prima volta in molti decenni, viene messa in dubbio la sopravvivenza stessa della democrazia.

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