Weimar sull'Egeo

Di Paul Krugman - New York Times - 16 feb 2015

Se provate a parlare delle politiche da adottare contro la depressione economica mondiale, sicuramente qualcuno tirerà fuori lo spettro della Germania di Weimar, considerata un riscontro oggettivo sui pericoli di deficit ed espansione monetaria. Ma la storia della Germania dopo la prima guerra mondiale viene quasi sempre citata in maniera curiosamente selettiva. Si sente continuamente parlare della superinflazione del 1923, quando la gente girava spingendo carriolate di banconote, ma non si sente mai parlare della deflazione, assai più importante, degli anni '30, quando il governo del cancelliere Brüning, imparata la lezione sbagliata, tentò di difendere il cambio aureo della Germania con stretti limiti di spesa e una durissima austerità.

E' IL TEMPO GIUSTO: COMBATTERE PER LA NOSTRA COSTITUZIONE

Silvia Manderino

Quando parliamo dei "padri costituenti" dovremmo sempre ricordarci del tempo che stiamo vivendo.

Perchè quelle persone, quei padri costituenti usciti dalla dittatura fascista e da una guerra terrificante, testimoni della rovina di un intero popolo, combattenti per la libertà di quel loro popolo, sapevano benissimo cosa scrivevano quando davano vita alla Costituzione repubblicana.

Quella Costituzione che oggi qualcuno vuole archiviare - non soltanto riscrivere, ma archiviare - è sempre stata il riferimento fondamentale della nostra vita civile e democratica.

DENARO E STERMINIO

di Guido Viale

da Il manifesto

Il programma T4 doveva provvedere alla soppressione dei disabili. Con esso i nazisti sperimentarono le camere a gas, che poi avrebbero utilizzato in modo industriale per  sterminare il popolo ebraico e gli zingari. L’eliminazione dei disabili, gestita da personale medico professionista, veniva condotta al riparo dallo sguardo del pubblico, soprattutto da quello dei loro parenti. Ma il programma, viceversa, era propagandato e giustificato: con proclami, manifesti, discorsi, trasmissioni, articoli sui giornali: ogni disabile era una bocca in più da sfamare a spese del resto della popolazione, ostacolandone il cammino verso la meta comune. Si calcolava persino quanto pesasse sui conti nazionali ciascuna di quelle bocche. Così, sotto il nazismo, il popolo tedesco si assuefaceva, un po’ per volta, all’idea che le persone “inutili”, che erano “un peso” per lo Stato, o dannose per il radioso futuro della sua razza e della sua cultura, dovessero essere eliminate. E che fosse giusto farlo. Senza accorgersene? No. Certo né le soppressioni “cliniche” dei disabili, né le fucilazioni di massa degli ebrei, né l’attività industriale dei campi di sterminio si svolgevano sotto i suoi occhi. Ma tra questo e sostenere che non ne sapesse niente, e che non trovasse tutto ciò necessario, se non “normale”, ci passa.

Lettera aperta agli elettori del PD

di Pancho Pardi

Cari cittadini che votate PD,

in questi giorni il partito in cui avete riposto le vostre speranze di un futuro migliore ha imposto nella discussione alla Camera sulla revisione costituzionale tempi ristretti come per un decreto legge: la Carta costituzionale trattata alla pari di un provvedimento di necessità e urgenza da liquidare alla svelta.

A questa obiezione i dirigenti del PD replicano in due modi. Sostengono in primo luogo: sono anni che se ne discute e ormai è l’ora di concludere. In realtà ha discusso solo, e male,  il Parlamento, ma nel paese il tema è ignoto alla maggior parte dei cittadini, che non sono stati chiamati a ragionarne nemmeno dai loro stessi partiti. Voi stessi non siete mai stati convocati dal PD in assemblee cittadine; l’argomento è tabù per voi e appannaggio solo dei parlamentari. Se voi aveste voluto rovesciare le priorità e chiedere al PD di occuparsi prima di tutto della crisi economica e della mancanza di lavoro non avreste mai avuto la sede pubblica per farlo.

La Grecia parla di noi e della democrazia.

di Salvatore Bonadonna

13 febbraio 2015

L’intelligenza e il coraggio con cui Tsipras e il governo greco hanno impostato il confronto con l’Unione Europea, a partire dal rifiuto di trattare con la troyka, sta determinando un autentico sommovimento nell’Europa del pensiero unico. I detentori del potere finanziario e i suoi amministratori, Mario Draghi in primis, hanno manifestato la propria chiusura scaricando sulla struttura politica dell’Eurogruppo il compito di vedersela con la Grecia. Anghela Merkel, il fedele Juncher, collocato alla presidenza della Commissione, e il suo rappresentante Schultz, messo a presiedere il Parlamento Europeo, hanno capito il messaggio e si sono allineati. Ovviamente Renzi ha manifestato con solerzia la libidine di servaggio: è bastata una telefonata prima dell’incontro con Tsipras. Adesso pare che comincino a capire che Tsipras non è disposto ad accettare i dictat; vedremo come finirà l'Eurogruppo, intanto sembra essere messa fuori gioco la troyka. E' un buon inizio. 

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