Intervista a Rossana Rossanda

di George Souvlis, 14 marzo 2015

Comincio con lo scusarmi per il ritardo nel rispondervi, dovuto al mio stato di salute e a una serie di difficoltà della politica italiana. Le domande che mi rivolgete sono tali che esigerebbero veri e propri saggi di risposta. Risposta che, per quanto mi riguarda, ho cercato di dare nei libri e negli articoli nel corso di questi anni. .</p>

UN’ALTERNATIVA POLITICA È POSSIBILE

 

Assemblea di presentazione dll'Altra Europa al Teatro Valle

UN’ALTERNATIVA POLITICA È POSSIBILE
A PARTIRE DAI TERRITORI, DAI MOVIMENTI E DAI CITTADINI
domenica 29 Marzo - 9:30 - 17:30
SCUP - via Nola 5 - ROMA

L'Altra Europa e la coalizione sociale di Landini

di Guido Viale

15 marzo 2015

Sabato 14 marzo a Roma la Fiom ha riunito per la prima volta la coalizione sociale che ha in progetto. E’ un importante punto di partenza con cui molti di noi dovranno confrontarsi: riunire ciò che fermenta nella società e che può - oggi - concorrere a costruire un fronte di opposizione alle politiche liberiste e antidemocratiche dell'Europa - e a quelle di questo come dei precedenti governi italiani. E – domani – concorrere a costruire la base sociale di un governo radicalmente alternativo. Le ragioni che hanno spinto la Fiom a imboccare questa strada – che peraltro era già stata tentata, in modo più generico, con la manifestazione dell’11 ottobre del 2011 e la costituzione del raggruppamento Uniti contro la crisi - sono chiare, anche se Governo e media hanno cercato di travisarle puntando il dito sull’ipotesi della costituzione di un nuovo partito. 

Del parlar male, anche a sinistra

di Annamaria Rivera

Per ciò che riguarda migrazioni e diritti dei migranti, razzismo e antirazzismo, il discorso pubblico italiano, anche nelle sue varianti non-razziste, spesso sembra atteggiarsi come se ogni volta fosse la prima volta: gli antefatti e lo sviluppo di questo o quell’accadimento, questo o quel problema, questa o quella rivendicazione, questo o quel concetto sono semplicemente rimossi.

Donne in Tunisia: la lunga marcia per la liberazione

Annamaria Rivera
Donne in Tunisia: la lunga marcia per la liberazione

Tra i modi non convenzionali di celebrare l’ormai banalizzata Giornata internazionale della donna v’è quello di sfatare miti e retoriche basati sulla dicotomia tra il luminoso cammino di emancipazione compiuto dalle nostre donne e le tenebre patriarcali di altri mondi: soprattutto quelli a maggioranza musulmana, nei quali l’oppressione del genere femminile sarebbe eterna, assoluta e totale.

La Tunisia è un buon esempio (il più facile, si obietterà) per demolire una tale retorica. E non solo perché questo Paese ha ben due giornate dedicate al tema della liberazione femminile: infatti, in aggiunta all’8 marzo, v’è la Giornata nazionale della donna, che si celebra il 13 agosto per ricordare il famoso Codice dello statuto personale varato nel 1956, su cui ritornerò.

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