Trump è tra noi

di Guido Viale

L’accordo che il Gtrump-great-america.pngoverno italiano ha siglato con la Libia per trattenere là, schiavizzati, rapinati, massacrati e stuprate, profughe e profughi che vorrebbero raggiungere l’Italia è sicuramente peggio del muro che Trump ha promesso di costruire a spese del Messico. Non solo. L’elezione e le prime mosse di Trump hanno anche accelerato lo smottamento di una parte consistente della cosiddetta sinistra verso il “sovranismo”: uscire dall’euro, uscire dall’Unione Europea, battere moneta nazionale, svalutare per recuperare competitività, innalzare barriere doganali, richiamare in “patria” le produzioni delocalizzate, rilanciare così la “crescita”.

Trump e l'evidenza scientifica, due culture incompatibili

antisistema.pngdi Simonetta Astigiano

Trump, l’antisistema.

Ci sono provvedimenti dell’amministrazione Trump a cui i nostri media non hanno dato alcuna rilevanza ma che potrebbero avere conseguenze disastrose per tutti noi. La posizione anti-ambientalista di Trump è nota, avendo più volte espresso scetticismo sui dati che individuano nell’attività umana la causa maggiore del riscaldamento globale. Tuttavia, alcuni provvedimenti recenti, passati del tutto inosservati in Italia, fanno pensare ad una vera e propria campagna contro le evidenze scientifiche, ancor più preoccupante dopo la nomina del vice presidente Pence che in più occasioni si è espresso contro la teoria evoluzionistica delle specie.

Cantieri aperti nel Molise per uno spazio politico partendo dai cittadini.

di Nicola Lanza

Il cambio di passo è nella partecipazione attiva, non abbiamo scelta. Convocate assemblee cittadine per attivare in tutto il  Paese uno spazio politico comune, i social tra gli strumenti per  fare rete tra di noi.

Dopo il primo incontro tenutosi a Campobasso il 9 dicembre 2016,si è formato un gruppo di lavoro che è impegnato nella preparazione dell’assemblea costituente. Siamo al giro di boa verso uno spazio politico regionale che ponga le basi per aprire un confronto con altre realtà territoriali, al fine di avviare un’azione politica comune.

Da tempo viene rilavata da più parti la necessità di uno spazio politico comune dei cittadini, delle persone, degli attivisti, delle associazioni che in questi anni hanno condiviso lotte tematiche sui territori. Uno spazio che sappia rimettere al centro le persone e che non venga egemonizzato da organizzazioni partitiche. Il modello è semplice, prima le persone, lo diciamo da tempo con uno slogan “uno vale uno” una testa un voto perchè il metodo è sostanza e va di pari passi con le finalità a cui aspiriamo: "1. mettere l’economia al servizio dei popoli; 2. costruire la pace e la giustizia; 3. difendere la Madre Terra". Il quadro di riferimento resta sempre quello delle 3T enunciato e sviluppato nel primo degli incontri tra Papa Francesco con i movimenti popolari nel 2014: tierra, techo e trabajo.

Nicola Lanza – Laboratorio Progressista

Appello, riflessione

di Antonella Leto

Care e cari tutti,

vi invio una riflessione ed un appello a non tornare a dividerci sulle nostre rispettive contingenze, ma al contrario a tentare di fare tutti ed ognuno un salto di qualità per contribuire utilmente a questa fase. Mi scuso anticipatamente per la lunghezza, (ho sintetizzato il più possibile per non annoiarvi) spero di essere compresa nel ragionamento. Usciamo tutti da un lunghissimo periodo che ci ha visti impegnati nel promuovere in un anno ben due referendum, contro le trivelle e contro le riforme costituzionali, che hanno comportato mobilitazioni senza precedenti nel fare deliberare le regioni, nel raccogliere le firme per abrogare l'italicum e promuovere il No costituzionale, per promuovere i referendum sociali e la petizione sull'acqua. Infine abbiamo affrontato una lunga campagna per il NO dei territori, dei movimenti e delle reti sociali con l'obiettivo di mantenere aperti quegli spazi di democrazia e partecipazione ai processi locali che la modifica del titolo V e le altre modifiche avrebbero chiuso definitivamente, e con esse la nostra possibilità di avere alcuna rilevanza a fronte dell'accentramento dei poteri previsto da Renzi. Contestualmente in ogni territorio e per ogni vertenza sociale ed ambientale abbiamo continuato a batterci sul piano delle singole rivendicazioni.

Accogliere o respingere

angurie.pngdi Guido Viale

Fermare il flusso dei profughi che vogliono raggiungere l’Europa dall’Africa e dal Medioriente è impossibile. E’ un fenomeno che durerà decenni. Forse è possibile contenerlo e renderlo in parte reversibile. Ma questo significa aggredirne le cause: guerre, deterioramento ambientale provocato dai cambiamenti climatici e dalla rapina delle risorse locali, miseria e sfruttamento delle popolazioni. Ci vogliono molte più risorse di quelle che l’Unione europea è disposta a sborsare per indurre gli Stati di origine o di transito dei profughi a trattenerli o a riprenderseli. Ma i soldi sono il meno. Ci vogliono programmi di pacificazione e riqualificazione di quei territori: porre fine alla vendita di armi e bloccare interventi e progetti che devastano territori e comunità. L’opposto di quanto proposto da Renzi con il migration compact: un documento che le armi non le nomina nemmeno, mentre ne prosegue a pieno ritmo la vendita.

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