Adesione a Prima le Persone

PRIMA LE PERSONE Assemblea Permanente

Cara amica, caro amico,
Ci hanno raccontato che avrebbe portato benessere e ricchezza ma giá all’inizio, a Seattle con il movimento Noglobal, abbiamo contrastato questa globalizzazione che ora pare non vada piú bene neppure a chi l’ha creata.

Una globalizzazione che ha creato in quasi un ventennio disastri irreversibili: degrado ambientale e cambiamenti climatici, le guerre continue e la violenza intollerabile su donne, bambini, migranti e civili, l'aumento delle diseguaglianze e la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, la perdita delle identità e la distruzione delle economie locali, la riduzione della sovranità popolare, un debito, in gran parte illegittimo, aumentato vertiginosamente negli Stati e nelle amministrazioni locali che, insieme alla finanza che detta legge, arricchisce banchieri e multinazionali, impoverendo sempre più la quasi totalità della popolazione mondiale a cui sono sempre meno garantiti anche i diritti fondamentali.

Di fronte a tutto ciò, l’elezione di Trump, con appena il 23% del voto popolare, non è che l’ultimo episodio che cambia le carte in tavola. Judith Butler, teorica ed attivista molto seguita anche da noi, dice che è giunta l’ora di fondare nel suo paese un terzo partito “in grado di unire al di là delle origini etniche e di classe]…[fondato sui principi della democrazia reale “ e non piegato ai valori neoliberisti, capace di contrastare il populismo di destra “che sembra condurre dritto ad un nuovo fascismo”.

Nel nostro paese la frantumazione della sinistra e la mutazione in destra avvenuta attraverso gli ultimi quattro governi decisi senza elezioni, l’affermazione del populismo a parole dei grillini e la destra becera di Salvini e aggregati, hanno favorito l’ultima vittoria referendaria del No alla riforma autoritaria della nostra Costituzione e l’affossamento dell’Italicum.

A che punto è la notte.

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di Guido Viale

GUARDARSI NEGLI OCCHI

A che punto è la notte? Molto avanti. Sull’Europa è calata una coltre buia. Quando ci ridesteremo ci ritroveremo nelle tenebre. Si è ormai affermato un vero e proprio apartheid continentale che sconfina in pratiche di sterminio. Certo, nel corso della storia l’”uomo bianco” ha fatto di peggio: conquista delle Americhe, schiavismo, colonialismo, nazismo… Ma non è una ragione per non vedere ciò che sta ora di fronte a tutti.

Stiamo costruendo nel Mediterraneo una barriera più feroce del muro su cui Trump ha fatto campagna elettorale. Una barriera di leggi, misure di polizia, agenzie senza alcuna base giuridica, aperte violazioni del diritto del mare e di asilo, navi da guerra, criminalizzazione delle organizzazioni umanitarie impegnate nel salvataggio dei profughi, eserciti mobilitati ai confini, reti, filo spinato e muri (tra cui quello – 270 chilometri – che il governo turco ha costruito con il denaro della commissione europea per bloccare i nuovi profughi siriani che l’Europa teme che transitino poi verso i Balcani). Ma una barriera fatta anche di accordi con i governi dei paesi di origine o di transito dei rifugiati, per trattenerli dove sono o respingerli là da dove sono partiti. Con ogni mezzo: finanziando armamenti - navi, sistemi di rilevamento, addestramento delle milizie, caserme e prigioni – e legittimando governi e pratiche feroci sia con i profughi che con i propri sudditi.

Autorganizzazione versus caporalato digitale

di Guido Viale

 Riferiscono in molti che con il blocco dei taxi le auto di Uber in circolazione hanno raddoppiato o triplicato le tariffe. È la legge della domanda e dell'offerta. Ma è anche un'anticipazione di che cosa succederà se e quando Uber avrà vinto la sua guerra contro i tassisti. È una guerra che non riguarda solo l'Italia, ma ha dimensioni planetarie, combattuta con alterne vicende tra la multinazionale e i tassisti. Perché? I taxi sono un servizio pubblico non sovvenzionato (a differenza del trasporto di linea), sottoposto a regole precise: tariffe amministrate e gestite dal tassametro, controlli rigidi sui veicoli e gli autisti, obbligo di garantire il sevizio giorno e notte e di coprire tutto il territorio comunale o comprensoriale definito dalla licenza; divieto di offrire il servizio fuori di esso. Uber è una multinazionale che ha pochissimi dipendenti e nessuna vettura; gestisce solo le prenotazioni e la cassa (incassi subito, pagamenti a 7 giorni) e si avvale, sia nella versione black (noleggio con conducente) che in quella pop (servizio erogato da chiunque abbia sottoscritto un accordo con l'azienda) di autisti e vetture reclutate al bisogno. Non prevede licenze, assicurazioni particolari, limiti e obblighi relativi al sevizio; guadagna (miliardi) con una commissione del 20-25% su ogni servizio erogato e trasferisce il rischio d'impresa sul lavoratore, che non è un dipendente, ma un "imprenditore di se stesso", tenuto a fornire anche il capitale (la vettura, con relativa manutenzione, assicurazione e oneri connessi: guasti e incidenti).

Allora sono tornata.....

di Laura Cima

Lo stacco del nostro bellissimo viaggio, ancora in America latina, è finito e sono ripiombata nel vortice di riunioni torinesi, telefonate e conferenze webex, incontri con amiche con cui progettare e purtroppo anche un funerale tristissimo, con tanti che ho conosciuto quando ero giovane in Lotta Continua e tante femministe che hanno condiviso progetti comuni, quello della cara Margheritona, una forza della natura di pochi anni più di me, che ai tempi di Rimini aveva abbandonato il servizio d’ordine per lottare con noi femministe. E da allora è stata sempre una delle più impegnate con quel suo modo di farci ridere, rassicurarci, esserci sempre. Con Susi e Franca abbiamo poi attraversato la vecchia Torino a piedi: corso XI Febbraio, Lungodora, Baloon, via Milano, piazza Castello e piazza Carlo Alberto ricordando e raccontandoci, con un sole primaverile che nascondeva le polveri respirate.

DELLE MIGRAZIONI

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( Contributo di Piero Muò )
Guido Viale ha assolutamente ragione , e anche solo per realismo socio economico bisognerebbe portare in Europa 30 millioni di migranti in 30 /40 anni per compensare la denatalità e i danni per il welfare di una società con sempre più inattivi a carico di pochi attivi. Ma quale governo potrà portare avanti questa seria proiezione di Eurostat ed OCDE ,e farla " credere ed accettare " agli elettori cittadini quando si contano 25 millioni di disoccupati oramai cronici in Europa e quante decine di millioni di mal occupati? 
Ancora peggio, come ottenere questa inversione realistica di mentalità quando l'Europa vira a destra sempre di piu'? 
Ho annesso in testa una carta dell'Europa in prospettiva giugno 2017 ,dopo le elezioni francesi , dove i paesi che saranno retti da governi di destra e di centro destra solo  stati colorati in blu , quelli di "sinistra " in rosso mentre quelli in bianco sono diciamo di " centro sinistra" .  

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