All you need is pop

di Yasha Maccanico

16 giugno 2018

In questo intervento vorrei sfatare alcune delle assurde polemiche di questi giorni, attraverso un racconto dei contenuti dei documenti europei nello studio dei quali è specializzata l’organizzazione inglese per la quale lavoro, Statewatch, in modo complementare a quello che abbiamo ascoltato dai partecipanti a questo dibattito. In particolare, mi vorrei soffermare sull’Agenda Europea sull’Immigrazione, la cui gestazione è avvenuta nella seconda metà del 2014 e la cui messa in campo è formalmente partita nella primavera del 2015. Segnala un appiattimento delle posizioni della Commissione Europea su quelle di Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea. 

UNA POLITICA CONTRO IL RANCORE

 di Guido Viale

Da almeno un decennio è ormai evidente che i profughi che cercano di raggiungere l’Europa dall’Africa o dal Medioriente - una frazione infima di quelli costretti ad abbandonare le loro terre - provengono dai paesi più colpiti dai cambiamenti climatici, dai conseguenti dissesti ambientali, dalle guerre e dai conflitti da questi generati. Ma di questa evidenza non si trova traccia nei discorsi dell’establishment politico europeo: per loro i migranti compaiono solo nel momento in cui si imbarcano o attraversano una frontiera. Ma dove ci stiano trascinando le politiche antimigratorie adottate era già stato scritto in un documento del Pentagono del 2004, riassumibile in questi termini:

“Le prossime guerre saranno combattute per ragioni di sopravvivenza. Milioni di persone moriranno a causa di guerre o carestie, finché gli abitanti del pianeta non saranno stati ridotti a un numero sostenibile. I paesi più ricchi, come gli Stati uniti e l’Europa si trasformeranno in “fortezze virtuali” per impedire l’arrivo di milioni di migranti espulsi dalle loro terre sommerse o non più in grado di produrre cibo per mancanza di acqua. I Governi incapaci di difendere i propri confini verranno spazzati via dal caos e dal terrorismo”.

Le due frontiere

due-frontiere.pngdi Guido Viale

Problema Profughi e migranti

di Guido Viale

Oggi per noi il problema dei profughi e dei migranti è centrale e non può essere eluso per tre ragioni fondamentali:

  1. Cambia le caratteristiche del terreno dello scontro (l’Europa) perché divide, disgrega e scompagina l’UE. Ogni governo cerca di scaricare sugli altri l’”onere” dell’accoglienza; nessuno ha o cerca un approccio comune

Continuare, migliorare, crescere. Sulle prossime tappe di Potere al Popolo!

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Se ti sei chiesto cosa sta facendo Potere al Popolo!, dove vuole andare, come puoi partecipare a questo progetto, forse queste righe ti possono interessare. Leggile, facci sapere che ne pensi, falle arrivare dovunque. Sono belle notizie, e di questi tempi non è facile trovarne!

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