Continuare così non è possibile

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Il mondo è attraversato da due crisi globali profondamente correlate, quella ambientale e quella sociale. Esse hanno una radice comune nell’attuale modello di crescita economica: la spoliazione e il saccheggio delle risorse naturali, caratteristici della modalità dominante di produzione e consumo. Una crescita senza limiti e iniqua a spese della biosfera e delle generazioni future. Il consumo delle risorse naturali procede al di fuori di ogni razionalità: le trivellazioni e le prospezioni per l’estrazione degli idrocarburi continuano a crescere in modo esponenziale, mentre buona parte delle riserve conosciute deve rimanere non utilizzata, la caccia ai minerali rari preziosi per l’innovazione tecnologica non ha quartiere, e le miniere all’aperto trasformano i territori in enormi aree industriali dismesse, le montagne vengono decapitate, le terre divorate. In America Latina, Asia e Africa sempre più grandi foreste, terre comunitarie, bacini fluviali e interi ecosistemi vengono spogliati e le comunità sfollate. La diversità biologica viene costantemente ridotta, a rischio tutte le barriere coralline come la Grande australiana coi suoi 3.000 chilometri e il respiro degli oceani è soffocato dalla plastica.

IL MOSCERINO E L’ELEFANTE

Come mai – si chiede qualcuno - un moscerino come il Tav Torino-Lione (“ma è solo un treno!” diceva Bersani) è diventato un elefante intorno a cui si giocano le sorti di Governo, sviluppo, benessere e buon nome della Nazione? Difficile capirlo da giornali e TV, tutte in mano all’Union sacrée SìTav tra Meloni, Salvini, Zingaretti e Berlusconi; più Confindustria, sindacati, bocconiani e madamine. Un’Unione sacra si fa per andare in guerra; e infatti, sul Tav Torino-Lione c’è una guerra dei 30 anni:dai ’90 a oggi. Tre precisazioni: il Tav è un treno; così lo chiamano i valsusini, i loro amici e i documenti tecnici, che loro conoscono bene; la Tav lo dicono invece i suoi supporter, per mancanza di rapporti sia con i valligiani che con i documenti tecnici. Poi il Tav Torino-Lione non è un treno ad alta velocità, ma ad alta capacità, per il trasporto di merci e, in subordine, passeggeri: ma alla velocità di convogli merci lunghi un chilometro e con 2000 tonnellate di carico.

Il mondo salvato dai ragazzini?

 

di Guido Viale

Venerdì 15 marzo milioni e milioni di studenti e studentesse, in decine di migliaia di scuole di tutto il mondo, faranno sciopero e riempiranno le strade di cortei. Ad essi si uniranno anche molte altre cittadine e cittadini che ne condividono rabbia e obiettivi. La rabbia è di chi si vede rubato il futuro dall’inerzia e dalla complicità delle classi dirigenti di tutti i paesi del mondo, e soprattutto dai “signori della Terra”: quelli che gestiscono economia e finanza a spese del nostro pianeta e di chi lo abita. L’obiettivo è quello di far mettere la lotta contro i cambiamenti climatici al centro dell’agenda di tutti i centri di potere, dai governi nazionali alle istituzioni internazionali, dalle municipalità alle associazioni imprenditoriali, dai sindacati alle cosiddette “forze politiche”. E’ questo obiettivo quello che, per ora, nel giro di pochi mesi, ha spinto migliaia di giovani a disertare le lezioni per rispondere all’appello lanciato da Greta Thunberg, la studentessa svedese che, decidendo di andare in piazza invece che a scuola ogni venerdì, per gettare l’allarme, ha cominciato a smuovere molte coscienze: per spingerle a salvaguardare condizioni di esistenza e convivenza decenti non più solo, come si ripete nelle giaculatorie ufficiali, per “le future generazioni”. No. Già per la generazione che si affaccia alla vita ora e che ha capito che con la nostra insipienza e la nostra inerzia le stiamo preparando un vero inferno. Da cui molti sono già stati inghiottiti: non si spiegherebbero altrimenti origini e dimensioni delle migrazioni in corso, che è ormai l’unico problema che preoccupa governi e forze politiche di mezzo mondo, se non si capisce che si tratta di un effetto, non di una causa.

Lanza, Laboratorio Progressista: «La Lega lavora per impoverire il Molise»

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di "Laboratorio Progressista" a firma del portavoce Nicola Lanza

Campobasso

«La Consigliera Calenda e la Consigliera Romagnuolo si mettano a disposizione del popolo molisano la rottura con la Lega spacca-paese, la Lega delle Autonomie differenziate, la Lega che vuole più soldi al Nord da sottrarre al resto del Paese con il benestare del M5S non può e non avrà mai il lasciapassare di chi ama il Molise. Vedremo chi è con il territorio e chi con il suo padrone.

Intanto Erika Stefani, della Lega, Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo spacca-Italia, ricorda ai suoi alleati del M5S che "questo governo si basa su un contratto, e le autonomie sono in quel contratto".

L'obiettivo, dichiarato, è chiudere l’autonomia differenziata con Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna prima delle Europee. Il capo della Lega Salvini esulta, e si mette al centro per chiudere la trattativa con il premier Conte e con il ministro Di Maio.

Il Ministro Erika Stefani ricorda che "la trattativa tra Stato e Regioni è in corso da luglio scorso. Oggi abbiamo un testo che ha l'ok del Mef sull'impianto finanziario e sottolineo che il nostro lavoro sull'autonomia è sempre stato condiviso sia con il premier che con tutti i ministeri coinvolti”. Questa non è politica questa è barbarie.»

CAMPAGNA TESSERAMENTO 2019 ISCRIVITI E PARTECIPA. NON DELEGARE!

Care tutte e tutti

Anche quest’anno l’ Associazione Prima Le Persone è stata coinvolta in importanti processi di aggregazione politica, abbiamo ottenuto risultati rilevanti in Potere al Popolo, ovvero l’adozione di una piattaforma decisionale,Liquid Feedback, trasparente, in linea con quanto noi già pratichiamo da anni, stiamo contribuendo alla costruzione del nascente Fronte Popolare Democratico, in seguito all’appello lanciato da Luigi De Magistris, sempre sulle corde delle nostre proposte organizzative e programmatiche.

Tutto questo per reagire all'attacco sempre più diffuso alla vita delle classi popolari.

Le minacce all'ambiente, alla sicurezza delle condizioni sociali delle donne e degli uomini, che vivono sul territorio italiano ed europeo, devono essere fermate.

La violenza maschile sulle donne, il ricatto di lavori sempre più precari e miseramente retribuiti, lo smantellamento dello Stato sociale con i servizi essenziali come la sanità, la scuola, le pensioni, il trasporto pubblico, non rendono giustizia a tutte e tutti noi.

Il criterio del profitto privato e della limitazione di spesa, nella erogazione dei servizi alla cittadinanza, non sono compatibili con i valori della Costituzione Italiana.

Bisognerebbe gradatamente eliminare le esternalizzazioni dei servizi pubblici e gli appalti assumendo -con concorso pubblico e con contratto a tempo indeterminato- le figure tecniche in grado di erogare in economia i servizi alla cittadinanza (ad esempio, per la creazione e la manutenzione in tempi rapidi di strade, ponti, scuole ed edifici pubblici, le bonifiche di terreni inquinati, gli interventi per eliminare o prevenire i rischi di dissesto idrogeologico, per la cura delle persone fragili, per ripristinare gli organici ormai ridotti all'osso degli uffici pubblici preposti alla tutela dei diritti fondamentali).

Allo stesso modo il debito pubblico non può continuare ad essere un'arma di ricatto da parte della ricchezza privata, nazionale ed estera.

Per abbattere queste ingiustizie occorre superare gli attuali vincoli europei, ma anche iniziare a contenere il debito pubblico, fonte di circa 80 miliardi di interessi l'anno, attraverso una apposita tassa patrimoniale, e imponendo un controllo democratico sulle istituzioni finanziarie nazionali ed europee.

Solo in un ottica internazionale ed europea potranno essere affrontati i temi strategici della conversione ecologica dell'economia, dell'accoglienza delle persone migranti, dei diritti universali, della pace, della eguaglianza nelle condizioni di vita e di lavoro tra i paesi dell'Unione Europea.

Abbiamo bisogno del tuo impegno perché Prima le Persone, grazie alle forme di partecipazione popolare che sono il nuovo e vincente paradigma della politica, possa continuare con l’opera di elaborazione, contaminazione e proposte in tutti gli ambiti politici a noi vicini.

Vi chiediamo di aderire alla nostra Associazione, o di rinnovare il tesseramento per l’anno 2019 se ne fate già parte, ma soprattutto di partecipare in Prima Persona alle sue attività sia pratiche che decisionali, di continuare a sostenere gli sforzi del nostro collettivo, contribuire al mantenimento della piattaforma decisionale LiquidFeedback che ci permette di essere in assemblea permanente e permettere a tutti di esprimersi con uguale dignità.

Per fare questo chiediamo un piccolo contributo, 10 € l'anno, meno di un euro al mese, effettuando un bonifico a queste coordinate: intestato a Prima le Persone - IBAN: IT86X0501804000000012169314 - Prima le Persone c/o Banca Popolare Etica -, specificando nella causale se si tratta di rinnovo per l’anno 2019 oppure nuova iscrizione, in questo caso compilare il modulo di iscrizione sulla pagina ufficiale a questo indirizzo, potremo così partecipare all’assemblea permanente ed essere protagonisti, tutti insieme, alle decisioni, essere artefici di questa intelligenza collettiva sempre in movimento.

Un saluto circolare

Assemblea Permanente Prima Le Persone.

Per informazioni scrivere a: info@primalepersone.eu   

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