I ponti non cadono per caso.

genova-ponte.pngdi Simonetta:

Di fronte a tragedie come quella di Genova non possiamo che abbracciare le famiglie colpite. 
Ci interroghiamo però sull’integrità delle nostre infrastrutture, sui controlli, sulle manutenzioni.

Io sto con Riace – Raccolta popolare di solidarietà

COMUNICATO STAMPA

Adesione alla campagna “Io sto con Riace – Raccolta popolare di solidarietà”.

È possibile sostenere Riace anche dal punto di vista economico tramite bonifico bancario:
 
Beneficiario: RE.CO.SOL. - Rete dei Comuni Solidali;
 
IBAN: IT92R0501801000000000179515 - Banca Etica Filiale di Torino 
 
Causale: Sostegno a Riace

L’Associazione nazionale PrimalePersone – per l’Assemblea Permanente – condivide e sostiene la lotta del Sindaco di Riace - Domenico Lucano - che, insieme al alcune operatrici umanitarie, ha iniziato da qualche giorno lo sciopero della fame per protestare contro il blocco dei finanziamenti governativi che dovrebbero essere erogati dalla Prefettura di Reggio Calabria e dal Ministero degli Interni nell’ambito di “SPRAR” – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – per il funzionamento del “Progetto Riace”, un progetto di accoglienza inedito ed innovativo nel quale, a farsi carico della protezione, cura ed integrazione dei richiedenti asilo politico, è l’interno paese. 

VERE E FALSE GLOBALIZZAZIONI

Dove riprendere la battaglia contro la disumanizzazione

di Guido VialeDiogene.png

PER UNA GEOGRAFIA POLITICA DEI SENTIMENTI

La battaglia trentennale promossa da Liliana Segre contro l’indifferenza (contro cui si scagliava anche Gramsci) è stata persa senza nemmeno combatterla. Ormai i sentimenti e gli atteggiamenti con cui fare i conti sono altri. Mentre guardavamo altrove un’ondata di odio, sospinta dai leader delle destre europee e, in forma sia diretta che non, dai principali media, ha tracimato e invaso ogni angolo della società e delle nostre vite; un’onda moltiplicata dai social e da un linguaggio che degrada milioni di esseri umani a mere fonti di disturbo, di cui si può fare quello che si vuole - come spari seriali ad aria compressa contro neri e zingari, abusi sessuali su minorenni da parte di preti, passeur e chissà quanti altri - o a parassiti di cui occorre solo sbarazzarsi trattenendoli orespingendoli nei Lager libici. Odio e disprezzo cadono su un terreno reso fertile dall’egoismo promosso da una cultura della competizione universale che è l’altra faccia del servilismo: perché per andare avanti o anche solo per non restare indietro occorre entrare nelle grazie di chi sta sopra di noi. Ma anche del cinismo: così ci si compiace perché l’arrivo di profughi è diminuito pur sapendo benissimo che ne è di coloro che non arrivano più.

Aprite i Porti

porto.pngdi Guido Viale

La questione dei migranti - accogliere o respingere, e come? - è da tempo diventata una questione planetaria e, per quello che ci riguarda, di dimensione europea. Non si può affrontare in ordine sparso, nazione per nazione; e meno che mai ciascuno per proprio conto.

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