UNIONE EUROPEA, MORTO CHE CAMMINA.

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di Guido Viale

Assistiamo al progressivo svuotamento dell’Unione europea intesa come organismo politico di governo sia di ciò che succede nei territori di sua competenza, sia dei rapporti con gli altri paesi con cui è in relazione. È la sua riduzione a pura entità contabile addetta a tradurre in prescrizioni le decisioni dell’alta finanza, senza alcuna capacità o volontà di condizionarne o prevenirne le scelte letali. A vigilare sulla obbedienza dell’Unione e degli Stati membri c’è la BCE che controlla la borsa: non il denaro che la grande finanza mette in circolazione e poi usa secondo convenienze alle quali anche la BCE si deve adeguare, come mostra il rimpolpamento delle casse delle banche svuotate dai loro amministratori; bensì il denaro che circola tra i cittadini e tra le imprese per mandare avanti le proprie attività, e che senza denaro vengono meno; ma che ormai sopravvivono sotto la  minaccia di venir paralizzate, come in Grecia due anni fa.

Appello per un incontro della sinistra nell’era digitale e del cambiamento climatico

netleft.pngLa società umana attraversa la più grande trasformazione della sua storia. La sorte di classi sociali, stati nazionali, settori produttivi, lavori, relazioni e la stessa evoluzione umana e delle specie viventi sono ridescritti da novità che non poggiano più su etiche o valori condivisi perché le tecnologie digitali stanno producendo un saper fare mai sperimentato. Le grandi rivoluzioni nel campo della genetica, della robotica, dell’intelligenza artificiale, delle nanotecnologie, si sommano alla strutturale incapacità del mercato capitalistico di redistribuire le ricchezze da esso prodotte e si aggiungono all’impatto degli effetti ambientali causati dall’industrializzazione della vita negli ultimi 150 anni e dalla riduzione della durata dei cicli di produzione e consumo nonché dalla estrema velocità delle nostre protesi artificiali, frequentemente eteroprogrammate e progettate per rendere più efficiente il controllo sociale.

Io sto con RIACE

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Al Governo Italiano/ Ministero dell'Interno e la Prefettura di Reggio Calabria.
L’anno 2017 non verrà ricordato solo come un anno dove il meteo ha toccato temperature massime, sarà ricordato (dalle tante persone, associazioni, cooperative ecc che hanno potuto conoscere in questi anni l’esperienza di Riace), anche come un anno di passaggio importante per la possibile continuità del progetto di accoglienza.
Un progetto nato nel 2001 quando ancora non si chiamava Sprar, ma Pna (Piano Nazionale Asilo).
In questi sedici anni Riace ha saputo uscire dall’isolamento storico di un territorio particolare come la Locride e imporsi sul piano nazionale e ultimamente internazionale diventando un vero punto di riferimento sull’accoglienza migranti.

Vaccini e multinazionali del farmaco

La contestazione del decreto Lorenzin

*link di approfondimento a piè pagina

di Guido Viale

La contestazione del decreto Lorenzin, diventato legge il 28 luglio, sui 12 vaccini (poi “solo” più 10) obbligatori per l’ammissione dei bambini ai nidi e alla scuola pubblica ha suscitato un movimento di massa – due manifestazioni nazionali di 40mila persone a Roma, una a Pesaro di 60 mila, un presidio di parecchi giorni davanti al parlamento, decine di cortei e fiaccolate con migliaia di partecipanti in tutta Italia – intorno a cui media e stampa hanno eretto un muro di silenzio, fino a che due calci contro l’auto di tre deputati del PD non hanno permesso loro di gridare alla violenza e al fanatismo (Michele Serra), riempiendo pagine e schermi di editoriali e deprecazioni.

Una grande comunità euro-afro-mediterranea è indispensabile

comunità-EU-Africa.pngdi Guido Viale

Il terrore e il furore con cui l’Unione Europea e il governo italiano affrontano l’arrivo dei profughi nascono dall’oblio del passato e dall’incapacità di guardare al futuro. I profughi che hanno raggiunto l’Europa nel 2015 (l’anno di maggior afflusso) sono meno dei “migranti economici” arrivati o “legalizzati” ogni anno prima del 2008. Con quei migranti l’Europa aveva realizzato la sua ricostruzione postbellica, il “miracolo economico” e conquistato la posizione di rilievo mondiale che oggi sta perdendo.

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