Dove riprendere la battaglia contro la disumanizzazione

di Guido VialeDiogene.png

PER UNA GEOGRAFIA POLITICA DEI SENTIMENTI

La battaglia trentennale promossa da Liliana Segre contro l’indifferenza (contro cui si scagliava anche Gramsci) è stata persa senza nemmeno combatterla. Ormai i sentimenti e gli atteggiamenti con cui fare i conti sono altri. Mentre guardavamo altrove un’ondata di odio, sospinta dai leader delle destre europee e, in forma sia diretta che non, dai principali media, ha tracimato e invaso ogni angolo della società e delle nostre vite; un’onda moltiplicata dai social e da un linguaggio che degrada milioni di esseri umani a mere fonti di disturbo, di cui si può fare quello che si vuole - come spari seriali ad aria compressa contro neri e zingari, abusi sessuali su minorenni da parte di preti, passeur e chissà quanti altri - o a parassiti di cui occorre solo sbarazzarsi trattenendoli orespingendoli nei Lager libici. Odio e disprezzo cadono su un terreno reso fertile dall’egoismo promosso da una cultura della competizione universale che è l’altra faccia del servilismo: perché per andare avanti o anche solo per non restare indietro occorre entrare nelle grazie di chi sta sopra di noi. Ma anche del cinismo: così ci si compiace perché l’arrivo di profughi è diminuito pur sapendo benissimo che ne è di coloro che non arrivano più.

Aprite i Porti

porto.pngdi Guido Viale

La questione dei migranti - accogliere o respingere, e come? - è da tempo diventata una questione planetaria e, per quello che ci riguarda, di dimensione europea. Non si può affrontare in ordine sparso, nazione per nazione; e meno che mai ciascuno per proprio conto.

voce di Maria Baratto dal Web

Marchionne sta male. 

Maria era da sei anni in cassa integrazione. Si è ammazzata, poco tempo prima che scadesse l'ultimo ammortizzatore sociale.

Il suo corpo l'hanno trovato, dopo qualche giorno, in una pozza di sangue conseguenza  delle ferite che si era procurata, nella casa in cui viveva da sola. 

 

Marchionne sta male.

Marco Travaglio sui migranti: una guida agli stereotipi correnti

Marco Travaglio sui migranti: una guida agli stereotipi correnti

Editoriali

di Guido Viale

Presidente di Osservatorio Solidarietà

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LA CONVERSIONE ECOLOGICA INSIEME AI MIGRANTI

di G. Viale  LA CONVERSIONE ECOLOGICA INSIEME AI MIGRANTI

Che cosa ci siamo dimenticati? Chiedeva Urbi et orbi, a Roma e al mondo, the Young Pope di Sorrentino. Ci siamo dimenticati i cambiamenti climatici e la conversione ecologica.

I cambiamenti climatici provocati dai combustibili fossili colpiscono tutto il pianeta. Ma devastano di più i paesi fragili ed esposti, quelli da cui proviene la maggioranza dei profughi e dei migranti odierni, per lo più sfuggendo a guerre e conflitti innescati da una riduzione delle fonti di sopravvivenza e dall’appropriazione da parte di alcuni, o di pochissimi, delle terre e delle risorse ancora disponibili.

Sono guerre e conflitti in gran parte alimentati anche da diversi Governi dell’Occidente e non, che hanno trasformato in rapina economica e degrado ambientale il controllo diretto che esercitavano quando quei paesi erano ancora le loro colonie.

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