Il welfare urbano, terreno di ricostruzione della sinistra di Paolo Berdini

Le città/ Non solo Milano, il fallimento dell’housing sociale certifica il trionfo delle assicurazioni e della privatizzazione del tessuto urbano. La sinistra potrà riprendere il cammino se saprà indicare la prospettiva della ricostruzione del welfare delle città.

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L’articolo di Veronica Pujia “Il nuovo welfare abitativo lombardo. Opportunità per chi?” apparso su questa stessa rivista on line di Sbilanciamoci merita grande attenzione. E’ infatti un’analisi puntuale e documentatissima sugli effetti della cancellazione delle politiche abitative a sostegno della classi più povere che storicamente si chiamavano “case popolari”. Veronica Pujia ci dimostra che il dominio economico e ideologico del neoliberismo è riuscito a demolire uno dei pilastri più importanti su cui si reggeva il welfare urbano e che questa azione demolitrice non ha incontrato resistenze da parte della sinistra che –anzi- con le leggi approvate dal governo Renzi ha completato lo scellerato disegno.

Come sarà l’Italia in mano a partiti razzisti?

guido viale.jpgCome sarà l’Italia in mano a partiti razzisti? Bisogna cominciare a chiederselo. Combattere la solidarietà verso profughi e “stranieri” non la rafforza tra i “nativi”, ma distrugge anche quella: promuove il sospetto, l’invidia, l’insensibilità per le sofferenze altrui, la crudeltà. E affida “pieni poteri” a chi governa: non solo per reprimere e tener lontane le persone sgradite, ma anche per giudicare sgradite tutte quelle che non obbediscono. La società che respinge e perseguita gli stranieri non può che essere autoritaria, intollerante, violenta. La storia del secolo scorso ci ha insegnato che questo è un piano inclinato da cui è sempre più difficile risalire. 

Contributo di PrimalePersone al processo costituente di Potere al Popolo

L’EFFETTIVA DEMOCRAZIA INTERNA È LA PRIMA E PIÙ IMPORTANTE QUESTIONE DA AFFRONTARE

Contributo di PrimalePersone al processo costituente di Potere al Popolo

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Dopo l’avventura elettorale, ORA è davvero il momento di decidere cosa vogliamo fare insieme e come organizzarci per farlo. Se il nostro intento è quello di cambiare realmente le sorti di questo paese, dovremo puntare a costruire una grande forza politica popolare, di massa, ispirata ai principi costituzionali, in grado di incidere sul governo e di attuare una vera e propria riconquista democratica delle istituzioni. Per riuscirci non basta la forma troppo labile di movimento né possiamo affidarci alle formule del passato, come un partito di tipo tradizionale, basato sulla delega della rappresentanza. A questo proposito ricordiamoci come è nata questa avventura: la decisione dei giovani del Centro sociale “Je so’ pazzo”, all’indomani del fallimento del Brancaccio, di smettere di cercare qualcuno che li rappresentasse e di “rappresentarsi da sé”.

Rovigo: Potere al Popolo.. del Polesine!